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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    L'Ambasciatore torna in Egitto. Pratica chiusa? Mai. Coraggio mamma Paola e papà Claudio, continuiamo ad esservi accanto.

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

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    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

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  • 8 Marzo 2017- Donne in Marcia

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Indietro nel tempo con la piccola Vera nel Globe Theatre di Shakespeare…

The GlobeSettembre 2011. Abbiamo fatto una bella gita ieri, Vera e io. La meta? The Globe, teatro Shakespeariano ricostruito a Bankside,  sulla sponda “culturale” del Tamigi.

La piccola Londinese si offre volontaria per un piccolo  spettacolo. Vive  in prima persona la scelta dei costumi e la vestizione della donna del popolo, nel corso di una dimostrazione che viene fatta all’interno del Globe per intrattenere  i visitatori.

È stataGlobe location-by night brava e coraggiosa a offrirsi come “cavia” e a sopportare le rudezze delle stoffe antiche. Lentezza del tempo, eternità dell’esperienza artistica.

Will forever! Celebrando Shakespeare

Will by Burgess

 

 “È un talento che, più di qualsiasi altro il mondo abbia mai visto, ci riconcilia con il fatto che siamo esseri umani, ibridi insoddisfacenti, non buoni abbastanza per gli dei, non buoni abbastanza per gli animali. Siamo Will tutti. Shakespeare, è il nome di uno dei nostri redentori” Anthony Burgess, Shakespeare, Rusconi Ed.1981

I giochi di prestigio di Agatha Christie in They do it with Mirrors

Niente è come appare

They do it with mirrosrs_ChristieNiente è come appare in “the Great Hall at Stonygates”, o meglio, se si cambia prospettiva lo scenario muta ed emerge una verità diversa. È il caso della vicenda di cui è osservatrice acuta Miss Marple.

Sollecitata dalla sua vecchia amica Ruth, Jane Marple fa  visita a Cara o Carrie Louise o Kathleen (ciascuno la chiama a modo suo. Bizzarrie), sorella di Ruth e cara amica d’infanzia della stessa Miss Marple. Ruth teme che qualcosa non stia andando per il verso giusto nella grande “casa di accoglienza” dove Carrie Louise vive insieme ad alcuni suoi familiari e amici.

In effetti, qualcosa di tragico arriva a sconvolgere i ritmi e le persone di questa apparentemente pacifica comunità, abitata da individui misteriosi,   eredi di ballerine russe e di Italiani affascinanti e ingannatori,  Americani disorientati e giovani delinquenti in riabilitazione.

Miss Marple contribuisce anche in questo caso a risolvere il dilemma. La sua apparente ingenuità le permette di giocare indisturbata le sue carte di ineffabile investigatrice.

Qualche parola mi sfugge

Leggere un romanzo in lingua Inglese è  un esercizio di scoperta che mi incuriosisce sempre e al quale non so rinunciare. Aggiunge piacere e autenticità al gusto per la storia, per i personaggi e per lo stile dell’autore.

wordle

 

1111ItaliansQuesti Italiani avvelenatori!

Quanti pregiudizi sulla fascinosa Half-Italian Gina! La letteratura straniera sguazza nel pregiudizio interculturale, e Christie non ne è esente.

 Oh San Severiano! You know what Italians are. Nothing matters to them but money…146

Eppure, alla fine l’incontenibile Gina, figlia dell’ adorata Pippa  adottata da Carrie Louise e sposata ad un Italiano, diventa Kate, La Bisbetica Domata…Trionfo del teatro e del suo nobile padre, William Shakespeare.

 

All the world’s a stage

specchioDecisamente il mondo è un grande palcoscenico e il titolo del romanzo lo conferma.

 They do it with mirrors, or “The illusion is in the eyes of the audience”p.185.

Nel teatro della vita  la realtà supera spesso la finzione.  E tuttavia, è proprio il teatro che, secondo Lewis Serrocold grande filantropo e affettuoso marito di Carrie Louise, aiuta a recuperare i giovani delinquenti…p.28

Il segreto dell’esistenza

In questo mondo strambo spesso  si incontrano   persone un po’ “eccentriche”. Tante, molte di più  di quante se ne immaginano.

Dr Maverick says: We’re all mad, dear lady-That’s the secret of existence. We’re all a little mad. p.54

E.Lustgaten-Signori della Corte… All the world’s a stage: teatro e funerale insieme in tribunale.

 Signori della Corte…

 

lustgarten-001.jpgKate Haggerty viene uccisa in modo estremamente feroce e crudele. I primi a scoprire il cadavere nella squallida stanzetta in cui Kate vive ed “esercita il suo mestiere” sono Arthur Groome, irrimediabilmente innamorato di lei e la signora Rogers, l’affittacamere. di Soho.  L’indiziato principale è ovviamente l’uomo. La storia è tutta imperniata sul processo, i suoi riti e i suoi protagonisti.

 

All the world’s a stage,
And all the men and women merely players:
They have their exits and their entrances

Shakespeare’s As You Like It

 

E il processo in tribunale è una delle sue realizzazioni concrete e ideali:

 “…Quell’eccelso meccanismo squisitamente teatrale, quella sorta di sistema invisibile di riflettori che illumina e isola gli attori principali di ciascuna scena riuscendo a dare l’illusione che tutto il resto sia avvolto dal buio. Quegli invisibili fasci di luce puntavano ora su Groome e sul pubblico ministero. Tutti gli altri personaggi coinvolti nel processo, per quanto importanti, restavano temporaneamente nell’ombra; gli spettatori non erano consapevoli della loro presenza più di quanto non lo fossero di quella di chi era seduto accanto a loro. Gli occhi e le menti erano totalmente assorbiti dal duello tra il ricco avvocato e l’impiegato accusato di omicidio…” p.140

 

Riti funebri…

Un processo diventa anche una specie di rito funebre nel tribunale/chiesa:

Il signor Haggerty, padre della povera “disgraziata” uccisa in modo selvaggio…

“Per questo aveva assistito al processo. A suo parere, si trattava di una specie di cerimonia funebre in onore della figlia. Una cerimonia funebre molto più sontuosa, stravagante e prolungata di quelle cui erano abituati gli Haggerty, e che, oltretutto, non gli sarebbe costata un penny. Ma pur sempre una cerimonia funebre; un lussuoso rito per celebrare la morte di Kate. E che cos’altro avrebbe potuto fare suo padre se non prendervi parte? Le circostanze lo imponevano, sebbene inizialmente il suo istinto fosse stato quello di tenersene a distanza […] C’erano stati alcuni momenti particolarmente morbosi, d’accordo, così come accade a ogni funerale; C’erano stati momenti in cui era stato impossibile dimenticare che, sotto tutto quello sfarzo, giaceva un ammasso di ossa sgretolate e di carne in decomposizione. Quei momenti facevano immancabilmente salire un nodo alla gola, in chiesa come in tribunale…” ppgg227-228

 

Soho

Carnaby_Street,_London_in_1968Soho,  uno spaccato londinese di grande fascino e mistero,  viene scelto anche da Lustgarten come setting privilegiato per le sue atmosfere torbide e perverse, ricche di spunti “umani e sociali”.

Lustgarten ha lasciato il suo marchio di qualità sul True Crime, facendolo diventare un genere radiofonico e televisivo di grande successo, molto prima della folla di giallisti e criminologi che oggi imperversano in televisione.

Stiamo parlando di Mr. Murder

“…così era soprannominato l’avvocato e scrittore inglese Edgar Marcus Lustgarten negli anni 50 e 60, quando le sue serie radiofoniche e televisive in cui ricostruiva famosi processi e casi criminali godevano di immensa popolarità in Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia…” Nota dell’Editore

L’aspetto che rende questo giallo molto “efficace” è la concretezza quasi cinica dello sviluppo degli eventi. Non c’è nulla di fantasioso, ma solo il disincantato racconto dei fatti. La crudezza della realtà si affaccia in più momenti: attraverso l’opportunismo o “doppia morale” di alcuni personaggi, che potrebbero avere un ruolo fondamentale nella storia, ma decidono altrimenti; nel risvolto inatteso che ci accompagna verso la conclusione.

Lustgarten si rivela fine tessitore di una trama che, partendo dalla realtà, catapulta il lettore dentro la storia, senza mai permettergli di dimenticare che ciò che è narrato è molto “verosimile”!

Shakes_globe- jpgSiamo spettatori di un dramma quasi Elisabettiano, dove, come nell’ultima ora del Faustus di Marlowe, i minuti finali che intercorrono tra il riassunto del giudice e il verdetto della giuria, sono scanditi in modo drammatico, verso l’inevitabile climax. A Lustgarten piace spiazzare il lettore e ci riesce benissimo.

 

 Eccolo… 

 Volete un assaggio in videro del suo stile e della sua Londra “giuridica”?  Edgar Lustgarten from the BBC Radio show Scales of Justice.

 

I.Némirovsky-Suite Francese. Che magnifica scoperta!

PicMonkey-SuiteFrancese-jpg_thumb.jpg 

  

“Suite francese di Irène Némirovsky  è il titolo dei primi due “movimenti” di quello che avrebbe dovuto somigliare a un “Poema sinfonico”, composto da cinque parti, di cui solo le prime due sono state completate e pubblicate[…]

La prima parte “Temporale di giugno” racconta l’esodo di massa dei francesi che, all’arrivo delle truppe naziste, si sono spostati con figli, vecchi, malati e intere case caricate su veicoli di fortuna, rimasti poi senza benzina e abbandonati lungo il cammino. In questo grande affresco corale si distinguono quattro gruppi familiari: la Famiglia Péricand, molto ricca, imparentata con altre famiglie altoborghesi di provincia. La casa è gestita dalla madre, Charlotte “La signora Péricand apparteneva a quel tipo di borghesi che hanno fiducia nel popolo. «Non sono cattivi, basta saperli prendere» diceva con il tono indulgente e un po’ sconsolato che avrebbe usato per parlare di una bestia in gabbia”. Gabriel Corte scrittore, è un Accademico di Francia, quindi fa parte dei quaranta “immortali”, come sono chiamati i membri a vita di quel sublime consesso. Deve prepararsi a lasciare Parigi per rifugiarsi a Vichy, con la sua amante, Florence. La Famiglia Michaud formata da una coppia piccolo-borghese: Maurice e Jeanne Michaud che lavorano presso la Banca del signor Corbin. Charlie Langelet, sessantenne, benestante, vecchio scapolo la cui grande passione è una collezione di porcellane. Si annovera tra gli “happy few“. È molto snob, evita l’eccessiva vicinanza del prossimo, per cui prova un generico disprezzo.”

Il secondo pezzo, “Dolce”, è ambientato in una piccola città della campagna francese, Bussy (nella periferia ad est di Parigi), nei primi mesi, stranamente tranquilli, dell’occupazione tedesca. Qui vivono due donne: la vedova Angellier e Lucile sua nuora. Un ufficiale tedesco, Bruno von Frank, viene acquartierato in casa Angellier. Tra il giovane ufficiale ventiquattrenne e la sconsolata Lucile, scocca una scintilla di comprensione che presto diventa amore. I due non osano però incontrarsi e parlarsi. La suocera tiranneggia Lucile e la costringe a nascondersi, fino a che, un giorno che rientra inaspettata, coglie i due in atteggiamento affettuoso, coinvolti dalla dolcezza della musica suonata dall’ufficiale sul pianoforte di famiglia. È troppo: la vecchia si ritira nelle proprie stanze e dichiara di non volerne uscire più. Bruno mormora “Finalmente, sarà il paradiso”.  Wikipedia

 

Suite, una sinfonia di note e luoghi.

Il titolo è esemplificativo della bellezza del romanzo. E altrettanto complesso e ricco di valore metaforico.

Ha un  significato strettamente legato al mondo della musica, anche se i “pezzi” della Suite di Irene si fermano purtroppo ai primi due tempi: Tempesta di Giugno e Dolce:

“In musica, la suite (in francese successione) è un insieme di brani, per uno strumento solista, un complesso da camera o un’orchestra, correlati e pensati per essere suonati in sequenza. I pezzi che compongono una suite vengono chiamati tempi (o movimenti) e nella musica barocca sono tutti nella stessa tonalità.”

2000px-France_map_Lambert-93_with_regions_and_departments-occupation-it_svgHa un  significato logistico. La Suite rappresenta  in verità tutte le case di Francia “abitate” da questa storia e, in particolare, la casa di Lucile Angellier. O meglio la stanza in cui alloggia Bruno Von Falk, l’invasore dal comportamento gentile e malinconico. Riparata,  temporanea e accogliente, é la testimone compiacente di un amore molto speciale.

La visita di Lucile alla casa dei Perrin,  con la lista degli oggetti da recuperare per la vedova, è un capolavoro di  narrazione ironica e poetica. La ragazzina che “guarda” la scena e che diventa di fatto una narratrice ingenua e sapiente, allo stesso tempo. cattura, diverte e commuove.

“la ragazzina  con il grembiule nero coglieva delle primule, le riuniva in grossi mazzi rotondi di un giallo tenero e vi affondava il nasetto, ma aisuoi occhi neri , innocenti e astuti nello stesso tempo, non si staccavano per un momento dai grandi. Guardava Lucile con curiosità e anche con un certo spirito criticop:uno sguardo da donna a donna. “Ha l’aria di avere paura”,pensava”Mi chiedo per quale motivo ha paura. L’ufficiale non è cattivo. Lo conosco, mi regala dei soldini, e una volta ha raccolto il mio pallone…La bambina vide che la signora era molto pallida e aveva la bocca tremanta…Il tedesco e la signora parlavano a voce bassa. Anche lui adesso era bianco come un lenzuolo…”p.309

 

Il ritmo delle stagioni

benvenuto-giugno_sscamardi2014L’esodo dei parigini verso la salvezza, nelle regioni periferiche della Francia, è costellato di poesia e dramma, insieme e inseparabili. La descrizione dell’aria dolce e profumata dei tramonti di Giugno fa sognare, ma il sogno diventa bruscamente incubo, tra bende insanguinate, ricerca spasmodica di cibo e di accoglienza. Sintomatico è il furto del cesto di vimini pieno di leccornie, che il capriccioso intellettuale Corte è riuscito a procurarsi, grazie alla sua fama.

 “Era una sera lieve e dorata, senza un alito di vento, tiepida, la fine di una giornata incantata, un’ombra dolce si stendeva come un’ala sui campi e sui sentieri…Un leggero odore di fragola giungeva dal bosco vicino. Lo si avvertiva a tratti, nell’aria satura di vapori di benzina e di fumo. I veicoli procedevano a passo d’uomo e ora si trovavano sotto un ponte. Delle donne lavavano tranquillamente la biancheria nel fiume: L’orrore e l’anomalia di quanto stava accadendo erano accentuati da quelle immagini di serenità.. In lontananza si vedeva girare la ruota di un mulino.”p.86

 

Stile, Personaggi e Cambiamenti: piccoli assaggi

Non è facile scegliere qualche frammento dall’immenso serbatoio di perle splendenti che illuminano il romanzo. Si rischia di trovarsi tra le mani una collana spezzata. Ma vale comunque la pena di provarci.

C’è  Irene  tra le parole di Gabriel Corte sui “personaggi minori di un romanzo”:

“Te l’ho sempre detto, tu non dai abbastanza importanza ai personaggi di contorno. Un romanzo deve somigliare a una strada affollata di ignoti, nella quale passano due o tre individui, non di più , di cui sappiamo tutto. Guarda altri scrittori, Proust ad esempio, come hanno saputo fare uso delle figure minori. Se ne servono per ridimensionare, rimpicciolire i personaggi principali. Niente di più proficuo in un romanzo di quella che chiamerei una lezione di umiltà impartita ai protagonisti: pensa a Guerra e Pace:le giovani contadine traversano la strada ridendo davanti alla carrozza del principe Andrej e la prima impressione che ne hanno è di lui che si rivolge a loro, la sua voce, e immediatamente la visione del lettore si dilata, non c’è più un singolo volto, una sola personalità. Scopre la molteplicità dei modelli…”p.39

Anche Gabriel riceverà la sua “lezione di umiltà” dall’esperienza dell’esodo forzato… che lo obbliga ad uscire dal suo mondo dorato e a scontrarsi con una miriade di “personaggi minori”.

Dorian GrayTra i libri preferiti di Irene c’é Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. La scena in casa Angellier in cui  Lucile si guarda allo specchio e toccandosi il viso riflette sulla contradditorietà tra ciò che vede e ciò che sente, tra l’immagine che gli altri devono preservare di lei e quella più vera e intima che invece lei  vede riflessa nello specchio, ci riporta davvero a Dorian Gray…

“Insomma, rifletti!, continuò,  la fronte appoggiata allo specchio,e le sembrava veramente di parlare a una parte di sè sino a quel momento sconosciuta, invisibile, e che vedeva per la prima volta, una donna con gli occhi scuri, dalle sottili labbra frementi, le gote accese, che era lei e non del tutto lei.” Insomma, rifletti…”p.338

 Hubert Péricard si trasforma. Parte per la guerra, ragazzino pieno di entusiasmo, spericolato e incosciente:

“Nel suo animo, sino a quel momento tenero e scherzoso, più fanciullesco della sua età, si destavano all’improvviso i tormenti e le passioni di un uomo adulto:strazio patriottico, bruciante ansia di sacrificio, vergogna, pena e collera. Per la prima volta nella sua vita, pensava, un’avventura di tal sorta coinvolgeva la sua personale responsabilità. Non era il caso di piangere o gridare al tradimento, era un uomo…”93

Torna poco dopo, avvilito e sconfitto, ma con una nuova, importante consapevolezza:

“Poco per volta, da quel caos da quelle contraddittorie sensazioni, nacque una strana , amara maturità. Aveva accumulato una ricca esperienza;adesso sapeva, ma non più in maniera astratta, libresca, ma con il suo cuore che aveva battuto all’impazzata, con le mani che si erano escoriate collaborando alla difesa del ponte di Moulins, con le sue labbra che avevano accarezzato il corpo di una donnamentre i tedeschoi festeggiavano la vittoria. Sapeva cosa significassero le parole “pericolo”, “coraggio”, “paura”,”amore”. Sì, anche l’amore…”p.175

 

Rumori e Silenzi

Colpiscono i suoni e i tonfi. L’immagine degli stivali lucidi di Bruno che scandiscono il tempo con il rumore dei tacchi che sbattono sul pavimento di legno. Passi che arrecano ansia, paura, desiderio…

Colpisce il suono trattenuto del pianoforte, il potere d’attrazione della musica che la “vecchia” teme profondamente. Il suono del silenzio , tra un sibilo e l’altro crea persino più ansia.

“per quanto io viva, ricorderò questo rumore sordo e regolare degli stivali che martellano l’impiantito….”p.244

E sprofondato nel silenzio scorre il flusso di pensieri ed emozioni di Lucille:

“La radio muta…che riposo…Impossibile cedere alla tentazione: Non si potevano cercare le stazioni-Parigi, Londra, Berlino, Boston-sul quadrante oscuro. Non più voci nefaste, invisibili, lugubri a parlare di navi affondate, di aerei in fiamme, di città rase al suolo, enumerare i morti, annunciare futuri massacri…Benedetto oblio…Sino alla sera, niente, ore lente, una presenza umana, un vino leggero e profumato, della musica, lunghi silenzi, la felicità”. p.304

Bruno e Lucille, un comune, triste sentire nel dialogo tra vincitori e vinti:

“…Adesso sono prigioniero qui, in questo posto simile a una tomba…O meglio: Una tomba in un cimitero di campagna, pieno di fiori, di uccelli, di ombre seducenti, ma pur sempre una tomba[…]Lei non viaggia mai, scommetto. Non conosce l’Italia, l’Europa centrale, a malapena Parigi…pensi a tutte le cose di cui siamo privati…I musei, i teatri. I grandi concerti…Rimpiango soprattutto i concerti”p. 99

Ironicamente amara la morte di Langelet. Sopravvissuto con le sue preziose porcellane all’attacco tedesco, alla fuga e  alla fame muore in un modo tra il tragico e il comico…come le sue adorate statuine…

Bonnet, l’ ospite padrone di casa Labarie, ha lontane origini francesi. È giovanissimo e crudelissimo…

“Era crudele, ma era la crudeltà dell’adolescenza, quella generata da un’immaginazione troppo viva e fervida, interamente rivolta a sestesso, al proprio io;non ci si impietosisce alle sofferenze degli altri:non se ne ha la percezione, non si vede che se stessi. In questa crudeltà c’era un che di ostentato prodotto dall’età come da una qualche inclinazione al sadismo…”p.249

  

Che magnifica scoperta!

dado-peintre-ireneNon che non ami il cinema, anzi, ma davvero, dopo aver letto Suite Francese di Irène Némirovsky, non mi interessa proprio vedere il film di Saul Dibb (Canada 2005) che ne ripercorre le tracce. La minuzia delle descrizioni, le mille sfaccettuature dei personaggi,la poesia che salta fuori ad ogni palpito esistenziale, risulterebbero fatalmente sfocate al confronto. È troppo intensa l’emozione che il libro mi ha lasciato per contaminarla. Non ora almeno.

Eppure il cinema occupa una parte importante nel suo processo creativo. Quando Irene parla del suo libro, proprio mentre la sua vita e la sua fase di scrittura stanno per concludersi (12 Giugno 1942 ad Auschwitz, tutto accade in Giugno…), sembra concentrata proprio sul ritmo da dare al suo lavoro, un ritmo cinematografico che colleghi le parti tra di loro… ma ci penserà la storia e la realtà a collegare tutto!

« Il libro in sé deve dare l’impressione di essere semplicemente un episodio… com’è in realtà la nostra epoca, e indubbiamente tutte le epoche. La forma, dunque… ma dovrei dire piuttosto il ritmo: il ritmo in senso cinematografico… collegamenti delle parti fra loro. Tempête, Dolce, dolcezza e tragedia. Captivité? Qualcosa di smorzato, di soffocato, il più possibile cattivo. Dopo non so. L’importante – i rapporti fra le diverse parti dell’opera. Se conoscessi meglio la musica, credo che questo potrebbe aiutarmi. In mancanza della musica, quello che al cinema si chiama ritmo. Insomma, preoccuparsi da una parte della varietà e dall’altra dell’armonia. Nel cinema un film deve avere una unità, un tono, uno stile.”

 

Vita Shakespeariana

Shakes_globe- jpgÈ bello averlo letto in questi giorni d’Aprile, così densi di eventi che hanno travolto il cuore, con le testimonianze dall’attualità e i ricordi e i ritorni alla grande Storia con i suoi conflitti. Tempo di celebrazioni (25 Aprile) Tempo di esodi biblici e spesso infausti di donne, bambini, uomini per terra e per mare. Tempi in cui l’essere umano fa sfoggio di tutto il suo repertorio: meschinità, slanci, paure, riflessioni, coraggio e generosità.

E tra passato e presente si conferma un unico grande colpevole: la Guerra. Unica possibilità di redenzione laica: il ricorso all’umanità, all’empatia, alla capacità di riflettere e ragionare, a cuore e mente aperti.

“…la vita era Shakespeariana”p.95

commenta la narratrice, semplicemente. E basta questa semplice affermazione per comunicare e condividere tutto un mondo. Lo stile ricco e asciutto nello stesso tempo di Némirosky mi piace molto. Il bello della lettura è il suo orizzonte infinito, il suo terreno sconfinato. Ti offre un progetto senza fine, territori da esplorare di cui non vedrai (e non vorrai mai conoscere) i confini. Irene entra nel mio mondo e diventa parte del mio progetto di lettura. Ho solo iniziato il viaggio e tutto nel suo mondo mi spinge a continuarlo.

YES EUROPE, un nuovo nome per i programmi di apprendimento permanente

Parlamento_europeo

Juliet:
    “What’s in a name? That which we call a rose
    By any other name would smell as sweet.”
    Romeo and Juliet (II, ii, 1-2)

Si conclude quest’anno  la fase 2007/2013 del programma d’azione comunitaria nel campo dell’apprendimento permanente, o LLP, sui seguenti ambiti:

  • quattro programmi settoriali che riguardano l’istruzione scolastica (Comenius), l’istruzione superiore (Erasmus), la formazione professionale (Leonardo da Vinci) e l’istruzione degli adulti (Grundtvig);

  • un programma trasversale incentrato su aree transettoriali (cooperazione politica e innovazione nell’apprendimento permanente, lingue, sviluppo delle TIC innovative,diffusione e utilizzazione dei risultati);

  • un programma (Jean Monnet) di sostegno all’insegnamento, alla ricerca e alla riflessione sui temi dell’integrazione europea e delle istituzioni e associazioni comunitarie fondamentali.

Nel periodo 2014-2020 entrerà in vigore un nuovo piano di apprendimento permanente che molti  vorrebbero si chiamasse  Erasmus for all  per evidenziare il legame   di forte continuità con la valenza formativa del programma precedente.

“The new streamlined structure aims to reduce the overlaps between programmes and decrease fragmentation. It proposes action in 3 key areas: learning mobility, cooperation for innovation and sharing of best practice and supporting policy reform (under the Europe 2020 Strategy for growth).”

Doris PackE tuttavia, Doris Pack, Presidente della Commissione Cultura e Educazione del Parlamento Europeo, trova il nome poco rispondente alla complessità delle nuove azioni e ne  propone dunque uno nuovo, Yes Europe, che, a suo avviso,  comprende e identifica meglio tutte le aree di intervento formativo.

La presidente riafferma inoltre l’esigenza di continuare a usare i nomi  dei  sottoprogrammi identificativi  delle diverse aree di intervento (Comenius, Leonardo, etc).

“YES stands for the new streamlined architecture of the programme, which clearly identifies the three main areas of the programme: Youth, Education and training, Sport. Although widely recognised, ‘Erasmus’ is too strongly associated with the mobility of students in higher education only.

Nevertheless, the original names of the educational sub-programmes should be kept and strengthened. It is crucial to continue using the current brand names like Comenius (for school education), Erasmus (for higher education), Leonardo da Vinci (for vocational education and training), Grundtvig (for adult learning) and Youth in action (for youth).

Il 27 Novembre 2012, il Parlamento Europeo si  esprime positivamente sulla nuova proposta.  YES Europe: EP names new programme for Youth, Education and Sport. Doris Pack MEP

Romeo and JulietWhat’s in a name? si chiede  Giulietta. I nomi possono cambiare, ma la sostanza rimane  la stessa; una rosa continua  a deliziarci con  il suo profumo  anche se la chiamiamo con un nome diverso. Romeo  rimarrà sempre il suo grande amore, nonostante il nome che porta…

Tutto vero,  ma nel caso  di Yes Europe, la scelta appare decisamente “felice”. L’ acronimo yes unito  alla parola Europa  veicola il significato voluto in modo efficace ed immediato, oltre a creare una suggestione ulteriore di positività e di aggregazione.

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