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T.Chevalier-NEW BOY-OTHELLO RETOLD. Incontri e scontri d’amore e pregiudizio in salsa Shakespeariana

 

 

newboy-kindle-EN

 

Ho incontrato spesso William Shakespeare, vestito dei suoi drammi, delle sue commedie, dei suoi sonetti, della sua vita. E grazie a lui si è spalancato davanti ai miei occhi  un meraviglioso mondo nuovo, ampio e profondo.

virginia e leonard woolfHo incontrato con passione anche la Hogarth Press. Me l’hanno presentata Virginia e Leonard Woolf, suoi visionari fondatori. Sono stata bene con loro. Ho capito e vissuto esperienze esistenziali uniche, odorose di stampa, di piombo e di ispirazione.

Ho incontrato solo di recente Tracy Chevalier nei suoi romanzi ricchi di fughe avventurose nel mondo della letteratura e della storia, in un’affascinante miscela di passato e presente.

Ed è nel suo  New Boy, Othello retold che  torno ad incrociare i tre mondi in una sorta di rivisitazione in chiave moderna di The Tragedy of Othello,  sotto l’egida della nuova Hogarth Shakespeare.

220px-Othello_title_pageGli editori hanno affidato a scrittori contemporanei molto famosi il compito di “retell” alcune delle opere più rappresentative dell’immenso Will. Tracy Chevalier ci ha provato con The Tragedy of Othello, ambientando la vicenda in una scuola pubblica Americana, dove arriva per frequentare l’ultimo mese di scuola Osei, il tornado imprevisto, che determinerà con la sua presenza il precipitare sconvolgente degli eventi.

Osei è figlio di un diplomatico Ghanese che ha girato il mondo con la famiglia al seguito. Da Accra in Ghana a  Roma a Londra, a Washington D.C.  Osei si è portato dietro tutto il peso e la ricchezza della sua pelle nera. Nella scuola Osei è il nuovo, il New Boy, il diverso che deve trovare immediatamente il suo posto in un sistema già strutturato e palesemente ostile. Ma il ragazzo si sente pronto all’impresa grazie alle precedenti esperienze vissute in altre scuole e paesi.

New BoyLa storia procede nella banalità più assoluta, con personaggi banali in situazioni scontate, ma ad un certo punto  prende una piega inaspettata, a tratti tragica, che tuttavia non riesce a coinvolgere il lettore adulto. Ci riuscirà con i più giovani? Ne dubito. Nonostante la bravura di Chevalier  e i nomi dei protagonisti che richiamano vagamente quelli  Shakespeariani, ci si trova nel bel mezzo di una realtà già vista e rivista in insulsi filmetti americani, sebbene condita con qualche ingrediente drammatico pseudo-Shakespearinao. L’unica nota amaramente ironica riguarda gli insegnanti, decisamente “politically incorrect” e inadeguati a gestire situazioni nuove e insolite.

Il progetto Hogarth Shakespeare parte forse dall’idea di mostrare ai lettori l’universalità dei sentimenti che coinvolgono l’essere umano e l’attualità delle opere di Shaespeare, ma la strategia scelta non risulta particolarmente efficace. In New Boy, Othello retold, manca l’anima.

Will, viva il tuo Othello! E che rimanga per sempre così come è stato da te concepito.

Othello_and_Desdemona_in_Venice_by_Théodore_Chassériau

“Beware of jealousy, my lord! It’s a green-eyed monster that makes fun of the victims it devours. The man who knows his wife is cheating on him is happy, because at least he isn’t friends with the man she’s sleeping with. But think of the unhappiness of a man who worships his wife, yet doubts her faithfulness. He suspects her, but still loves her.”

« Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d’amore! » traduzione italiana di Cesare Vico Lodovici)

Ho scoperto un Pastore: Menashe Kadishman

Menashe KadishmanRicordate  Fil,  nella mia recensione di  Non so niente di Te di  Paola Mastrocola?

E il pastore della Vergine Azzurra di Tracy Chevalier?

E  la  mia sorpresa nei confronti delle pecore protagoniste letterarie?

E ricordate anche  il fascino magico del mondo agricolo di Mornings in Jenin di Susan Abulhawa?

Oggi un nuovo incontro “pastorale” attraversa il mio cammino…pecore M_Kadishman

 Il “pastore” che portò il suo gregge alla Biennale di Elena Lowenthal (La Stampa), mi ha aperto un mondo che ignoravo, quello di Menashe Kadishman, della sue pecore e della sua arte, che certamente si armonizza con tutti gli scenari narrativi  delle opere citate sopra:

”  Kadishman…nasce a Tel Aviv nel 1932 ma facendo il servizio militare in fanteria  viene “folgorato” dall’incontro con le pecore…

Nel 1978 porta alla Biennale di Venezia il suo gregge-vivo, vero e colorato…(Ermanno Tedeschi, intervistato nell’articolo citato)”

 

P.Coehlo-L’ALCHIMISTA. L’anima universale di Santiago mi emoziona.

         PC-alchimista-affascinailtuocuore

I libri di Coelho mi provocano emozioni molto forti. Temevo dunque che alla fine della nuova storia mi sarei sentita “scossa”. E questo è in fondo il motivo che mi ha impedito a lungo di leggere L’Alchimista. Non volevo lasciarmi travolgere.

Ora, finalmente, mi lascio catturare dalla copertina di Catalina Estrada (Edizione Bompiani) e comincio a leggerlo.  Arrivo soddisfatta alla fine e la temuta scossa non c’è. 

Il viaggio con Santiago mi emoziona comunque, per i luoghi che attraversa, per le atmosfere in cui si cala, per le scoperte su se stesso e sul mondo che fa, passo dopo passo, luogo dopo luogo.

Mi emoziona dunque per quell’anima universale che lo abita e che accomuna tutti gli uomini e le donne in viaggio verso il loro  Tesoro, verso  la loro Leggenda Personale.

  

Alchimista_copertinaestrada 001

 

Suggestiva, colorata e bella la mappa del tesoro di Catalina Estrada,  che ci mostra  il percorso di Santiago attraverso l’’Andalusia e le sue sterminate pianure, fino a Tarifa, finestra sullo Stretto di Gibilterra, e poi l’Africa magica, da Tangeri al deserto immenso, fino all’oasi illuminante, dove Santiago incontra il suo destino e scopre l’amore vero.  Poi, via verso le Piramidi, alla scoperta del Tesoro. 

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Tarifa

 

 

Durante il suo  viaggio il giovane pastore  incontra tanta gente e tanta esperienza: la zingara che legge il futuro, il re, l’uomo dei cristalli, l’uomo del mais, l’Inglese che vuole diventare Alchimista, gli uomini del deserto, le donne degli uomini del deserto, l’Alchimista finalmente, i monaci, i guerrieri blu e quelli neri.

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Diventa l’UomoVento. incontra le sue paure e le sue sconfitte, che lo aiutano  a sentire, a capire,  a diventare Uomo. Impara a riconoscere e interpretare i segnali come il Vecchio Re gli aveva suggerito. Si lascia guidare dal suo cuore (che mai gli mentirà) proprio come l’Alchimista gli aveva consigliato. Impara a comunicare attraverso  i tanti linguaggi  che l’uomo sa usare quando  ne ha bisogno:   la lingua del cuore, del corpo, della natura, delle parole, spesso sconosciute e straniere.

Alchimie dell’ansia da foglio bianco.

  Nella Presentazione del libro, Coelho ci accompagna verso il cuore del romanzo, sin dalla sua genesi. A me piace riportarne alcune righe: 

  

“Oggi, nel momento in cui mi sono seduto davanti a questa pagina, mi è sovvenuta una calda sera del febbraio 1988, quando mi trovai ad affrontare un altro foglio bianco.

L’ansia stava montando in me: avevo passato l’intera giornata rinviando quel momento[…] Camminai con passo svelto lungo i marciapiedi di Copacabana, avvertendo una certa nostalgia per la Spagna, dove avevo vissuto per qualche tempo e dove ero solito vedere il medesimo cielo annuvolato e subire la stessa calura mattutina.[…]

Avevo già scritto il Cammino di Santiago[…]Dovevo andare avanti, dovevo perseverare, affinchè il mio sogno continuasse a vivere, affinchè il mio fiume di parole non cessasse di scorrere.

Tornai a casa[…] Fu allora che mi ricordai di un verso di Fernando Pessoa:

“Lo specchio riflette esattamente ciò che vede:

non sbaglia perché non pensa”.

Che mirabile verità!

“Non devo pensare! Devo agire, ora, ed essere come il lago che riflette il cielo, senza tentennamenti”. Posai le dita sulla tastiera della mia Olivetti elettrica[…]

Ma come cominciare?

Silenzio. La fuori, il rumore della vita sembrava essere fagocitato dalla notte. Senza che lo volessi, si ripresentò alla mia mente l’immagine del mare agitato che avevo veduto quella mattina. In lontananza scorsi un punto nero all’orizzonte: un’imbarcazione in procinto di salpare, ballonzolando sulle onde. Un uomo levava faticosamente l’ancora, per andare incontro alla sua avventura. Era vecchio, ma i suoi occhi brillavano di un azzurro profondo. Lo riconobbi.

Santiago.

Il vecchio e il mare di Hemingway.

Santiago!

“Il vecchio si chiamava Santiago” E nel prosieguo del libro, l’autore non menziona più, neppure una sola volta, il nome del protagonista-per lo meno, io ricordavo questo.

Fu allora che vidi la prima riga spuntare dalla pagina: “Il ragazzo si chiamava Santiago” E in quell’istante magico, seppi che oltre quelle semplici parole c’era un intero libro.

Avrei raccontato la storia di un altro me stesso, la storia di quel pastore che ero sempre stato, anche se non avevo mai avuto un gregge di pecore da governare-soltanto sogni. Santiago avrebbe raffigurato lo specchio della mia vita e si sarebbe cimentato con tutti gli ostacoli i crocevia, gli errori di una persona che decide di inseguire il proprio tesoro…”

  

Pecore e pastori

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Ancora una volta, in questa strana estate 2013, il caso mette sulla mia strada  le pecore, i pastori e la favola dell’uomo. E tutte le storie si incontrano! Quello che mi piace di questo mio vagabondare tra i libri è la possibilità di incontri sorprendenti. Non si inventa mai nulla nel raccontar storie: da ogni parola, da ogni idea salta sempre un maestro nascosto che ispira la scrittura.

Casualità simboliche? Segnali del cuore? La Vergine Azzurra di Chevalier e il suo misterioso  pastore ”fluviale” di cui conosciamo poco, se non che è alto, bello, bruno e appassionato e infiamma il cuore di Isabelle. In Non so niente di te di Mastrocola,  Fil, mancato economista, amante della lettura e delle Shropshire Sheep  assomiglia molto a Santiago che, come lui, lascia la “comodità” del suo piccolo mondo noto, con tre monete in tasca da investire nel gregge e parte per la sua coraggiosa esplorazione della vita e dei luoghi.

Tutti seguono il  cuore per arrivare alla propria Leggenda Personale. La storia è tutta qui. I giovani pastori sentono profondo il bisogno di conoscere il loro cuore e come il mondo intorno  li possa aiutare  a far pulsare forte quel cuore.

 

“Un’ imbarcazione è più sicura quando si trova in porto; tuttavia non è per questo che le barche sono state costruite” (Il Cammino di Santiago)

T.Chevalier-LA VERGINE AZZURRA e l’energia del colore blu.

la vergine azzurraTracy Chevalier
La Vergine azzurra
Beat 2011

Comincio a leggere e immediato è il richiamo a Possession di Antonia Byatt
Ritrovo quel viaggiare con sapienza e levità dal passato al presente, in una storia tenuta insieme da un unico filo, attorcigliato, ma continuo e ricorrente; quella London Library che, come la biblioteca di Lisle-sur-Tarn nel romanzo di Chevalier, diventa luogo privilegiato di costruzione della trama. Certo quella frequentata da Ella Turner/Tournier è una piccola biblioteca della provincia francese, ma la sua funzione e dignità sono equiparabili alla grande London Library con le sue alte personalità letterarie e i suoi piccoli, grandi conflitti.

possession_Byatt

Laura Lilli (La Repubblica) analizza Possession nel suo interessante articolo: Segreti e trasgressioni per un thriller erudito

 

“La storia si apre alla British Library di Londra dove Roland Mitchell, un ricercatore inglese dei giorni nostri, preparato a lunghe certosine giornate di studio, si sforza di scoprire qualcosa che altri non abbia già scoperto fra le annotazioni che un poeta vittoriano, il già citato R. H. Ash, fa a un testo di Vico. E non solo lo scopre ma la scoperta supera di gran lunga ogni sua aspettativa, tanto che decide di rubarla. Si tratta di due lettere d’amore fin qui ignorate.  Da queste lettere che provengono dal passato si diramerà ben presto una vicenda complessa e densa di colpi di scena. Segreti ottocenteschi che si ritenevano ormai inchiavardati nella polvere di archivi e biblioteche si ripercuotono direttamente sui giorni nostri, e li cambiano in parte. Andando su e giù per il tempo nell’arco di un secolo, il libro tocca temi scabrosi e mette a nudo scheletri non solo metaforicamente nascosti negli armadi, ma anche, letteralmente.”

lisleGli ingredienti che Byatt usa (e sento come un richiamo di Eco…) li ritroviamo dunque, sebbene in forma diversa, anche nel romanzo di Chevalier: ambienti antichi, polverosi archivi, lotte di religione, una vecchia e preziosa Bibbia, uno scheletro accompagnato da altri scheletri metaforici, trame, misteri, segreti più o meno inconfessabili, omicidi… Donne, amori, persecuzioni, arte e musica.

Ella Turner, giovane americana, appena trasferitasi a Lisle-sur-Tarn, nella regione francese del Midi Pirenei, al seguito del marito architetto, si imbatte nel colore blu di un pezzo di stoffa che le compare in sogno le notti in cui fa l’amore con Rick.  

Sogno e realtà, presente e passato, storia e finzione si intrecciano in una trama gradevole e ricca di spunti. Il più stimolante, per me è la questione linguistica e il clash culturale che Ella, americana, vive in Francia. Questioni di pronuncia, di registro e di linguaggio del corpo la fanno inciampare nei suoi tentativi di comunicare con il nuovo mondo. Le difficoltà linguistiche la portano a percepire la gente del posto più ostile di quanto non sia veramente. Madame Sentier, dalla quale prende lezioni di Francese, cerca di confortarla e la stimola a “pensare in Francese”, come se fosse così semplice! A dire il vero Ella “sogna e prega ”in Francese! Certo è che nei momenti sociali importanti si blocca. Quando però viene punta sul vivo nel suo essere americana o nei suoi interessi musicali (“la respirazione circolare” di Frank Sinatra p.176), il filtro affettivo si abbassa e via, il suo Francese scorre più fluido. Interessante!

lislesurtarnanticaElla ricostruisce il significato del suo sogno ricorrente e inquietante, con l’aiuto dell’affascinante bibliotecario Jean Paul, che mostra nei suoi confronti un interesse che va  ben oltre il rapporto professionale. Si mette sulle tracce dei suoi avi, tra le Cevennes, terra di origine dei Tournier-Turner, fino a trovarsi tra le mani una Bibbia, sulle cui pagine sono trascritti i nomi dei componenti della famiglia proprietaria, che potrebbero essere i suoi antenati. Da qui Ella, incoraggiata dalla scoperta e in preda all’ansia per certi avvenimenti privati dell’ultima ora, prosegue per la Svizzera, dove vive un suo lontano cugino che l’aiuterà a ricomporre il puzzle.

 moutierLa storia di Ella Turner è semplice e suggestiva. Abbastanza comune, in alcuni suoi aspetti, a quella di molti americani che, una volta in Europa, cercano di ripercorrere la storia dei loro antenati, alla ricerca delle proprie radici. Mi ricordo di Michelle, giovane borsista Fulbright con cui collaboravo nel Progetto Speciale Lingue Straniere, nei remoti anni 80. Arrivò a Messina, dove in quel periodo lavoravo e vivevo, piena di entusiasmo e di progetti. I suoi bisnonni erano emigrati da un paesino vicino a Milazzo. Per lei quello fu un viaggio magico nel passato ed io, con lei, ho vissuto l’emozione delle piccole scoperte che, giorno dopo giorno, lei faceva con negli occhi lo stupore e l’entusiasmo che solo alcuni americani riescono ad avere e a comunicare.

 Pala_di_san_zaccaria_BelliniIl titolo italiano del romanzo di Chevalier, La Vergine azzurra ben interpreta il titolo originale, The Virgin Blue. ne  riproduce infatti la sovrapposizione totale tra la vergine, il colore del suo manto, il “celeste madonna” dei  cieli tersi di montagna, e il ruolo che il pezzo di stoffa di questo colore ha nella storia.

 La dedica a Jonathan che troviamo nell’edizione Beat del romanzo è la descrizione che Goethe fa del colore blu nel suo saggio Zur Farbenlehere, 1810 (Teoria dei colori), quasi una chiave di lettura del romanzo stesso.

Se il giallo porta sempre con sé una luce, si Può dire che l’azzurro porti sempre con sé un elemento di buio. Questo colore esercita sull’occhio un’influenza singolare e quasi inesprimibile. Come colore è un’wenergia ma, appartenendo alla serie negativa, è nella massima purezza, come un nulla eccitante. V’è, a guardarlo, qualcosa di contraddittorio, fra l’eccitazione e la pace.

il coloreblu_KA me viene in mente il romanzo di Kastner, L’Apprendista Fiammingo/ Die Farbe Blau, in cui il colore blu, in tutta la sua energia, gioca appunto un ruolo determinante.

…E alla fine del romanzo Kastner alimenta il mistero ricordandoci che, in fondo, l’International Klein Blue (IKB) di Yves Klein (1928-1962) ci offre più di un aggancio per poter credere alla “maledizione del Blu”… leggi tutta la recensione 

E ancora un colore forte nella storia di Chevalier: il rosso demoniaco dei capelli di Isabelle La Rossa, chiamata così per la sua rassomiglianza con la Madonna, statua-idolo da abbattere.

Anche la musica entra in ballo nella vicenda, con Jean Paul il bibliotecario, pianista jazz; con il cugino Jacob maestro di musica in Svizzera e con Susanne sua figlia, suonatrice di arpicordo.

giorgionePer aumentare  la tensione narrativa che conduce allo scioglimento finale, Chevalier adotta uno stratagemma stilistico che funziona molto bene: non più capitoli che si alternano tra passato e presente, tra Isabella la Rossa e Ella, ma frammenti brevi, alternati, che conferiscono alla narrazione un ritmo incalzante, quasi jazz che ci porta verso la sovrapposizione tra passato e presente, nella tanto agognata ricomposizione.

Della stessa autrice Strane Creature  Qui la mia recensione/analisi

T.Chevalier-STRANE CREATURE a Lyme Regis

 Ispirazioni

masketch“The Inspiration: A few years ago I went with my son to a small dinosaur museum in Dorchester, on the south coast of England. Among the usual displays, there was a wall devoted to Mary Anning, who lived in the early 19th century in the nearby town of Lyme Regis, where fossils are abundant. The display showed a sketch of Mary on the beach, holding a hammer and wearing a top hat to protect her from falling rocks. At age 12 she discovered the first complete specimen of an ichthyosaur, a marine reptile about 200 million years old

 I was interested that, though female and working class, Mary managed to work with the middle class male scientists of the day. She was prickly and independent and eccentric. Plus, she was struck by lightning as a baby and survived. Discovering her felt like my own jolt of lightning, and I knew I had to write about her.” Tracy Chevalier

 

Insieme nel silenzio

strane_creatureLa storia è molto semplice e accattivante, narra di un incontro-scontro tra due mondi, tra due donne, una middle class e l’altra working class, sul set della spiaggia di Lyme Regis nel Dorset alla ricerca di “ninnoli”. L’affinità elettiva tra le due protagoniste viene nutrita dall’amore per la ricerca. Una ricerca  di fossili e di esperienza di vita che  le porta a comunicare immediatamente, se non con le parole, certamente con i loro corpi e i loro gesti.  Da quel primo fatidico giorno nella bottega di Richard Anning, il  falegname, mentre Mary “stava frugando dentro una cesta di ammoniti…” .

Io e Mary Anning siamo a caccia di fossili sulla spiaggia, lei cerca le sue creature, io i miei pesci. Gli occhi fissi su sabbia e scogli, percorriamo il bagnasciuga, ciascuna col suo passo. Mary si ferma e squarcia una pietra per carpirne i segreti. Io frugo tra l’argilla sperando in qualcosa di nuovo e prodigioso. Parliamo poco perchè non ne abbiamo bisogno e ci perdiamo ognuna nel suo mondo, felici, l’una a due passi dall’altra, insieme nel silenzio.”

Nasce in quel momento un rapporto molto intenso fatto di  scambio di conoscenze e esperienze, che va ben oltre le barriere sociali e la differenza di età. La storia di questa amicizia solidale e complice conosce alti e bassi, tra scoperte vertiginose di creature mai viste prima, innamoramenti per uomini per lo più insignificanti e inaffidabili, eventi personali e familiari, fino ad arrivare alla soluzione perfetta di ogni conflittualità. Una soluzione alla Jane Austin, presenza nobile nella storia nonostante Elizabeth non ami molto i suoi finali rassicuranti. Elizabeth è un nome che ricorre spesso nei romanzi della scrittrice inglese e viene portato da ragazze quasi zitelle, sagge, intelligenti, ma meno belle delle altre.

Donne

masmallIronia amara proprio nelle parole di Elizabeth quando descrive se stessa, le sorelle e i motivi per cui sono destinate a diventare zitelle e dunque a lasciare l’amata casa londinese quando il fratello decide di prendere moglie.  Insomma Jane Austen è accanto a Tracy Chevalier, con la sua Persuasion, con le sue Elizabeth, con capitani e colonnelli…con le sue frequentazioni del circolo di Lyme Regis (forse), con il suo sguardo ironico sulla società del suo tempo.

 Sì, donne sorprendenti. Chevalier ci conduce con garbo e intelligenza in quell’atmosfera di scontro tra visioni del mondo, tra le domande finto-ingenue di Mary e Elizabeth circa la provenienza dei mostri o dei “cocchi”, come li chiama Mary. Le titubanze del reverendo che ci sembra quasi di vedere con la fronte imperlata di sudore di fronte a queste donne troppo audaci e irrispettose che osano fare domande, che pensano!

 Il romanzo è soprattutto storia di luoghi, persone e sentimenti e, per questa gustosa miscela di realtà, finzione, scienza e suggestione, si lascia leggere molto piacevolmente. Il punto di vista femminile di queste due  narratrici conferisce vivacità e credibilità al racconto. Il linguaggio middle class di Elizabeth si incastra alla perfezione con quello working class, spesso gergale di Mary, come a dire che ci si può capire al di là delle parole che si usano… e del peso “sociale” che esse hanno.

 Fossili

 scelidosaurusI fossili sono creature di Dio? E se sì, come mai non ci sono più? Abbandonate dal loro creatore? e via con le risposte più improbabili. pentacrinus tuberculatusIl terrore della povera  Fanny di fronte alle mostruosità indecifrabili che Mary scopre sulla spiaggia e il rumoreggiare confuso degli abitanti del piccolo paese ci lasciano intuire lo stravolgimento che deve aver vissuto la società Inglese di quel tempo, all’affacciarsi di nuove teorie “evoluzionistiche” culminate nell’ Origins of Species di Charles Darwin…

Uomini

bucklans La caratterizzazione degli uomini conferisce alla narrazione il tocco di ironia sconsolata che si prova di fronte all’inconsistenza delle persone che detengono il potere, in qualunque forma sia possibile immaginarlo, quasi sempre maschi, palesemente incapaci di saperlo gestire. 

Le chiacchiere della Gente

Lyme_the village  Le chiacchiere della gente, le reputazioni macchiate da sguardi e passeggiate, non ci colpiscono più di tanto. I tempi erano quello che erano, ma molte cose non sono poi tanto diverse da oggi: basti pensare alla maggiore “credibilità” in campo scientifico che viene attribuita agli uomini. La scenetta di zia e nipote alla Geological Society di Londra è da farsa…

 

Scelte

 maryanningCentrale l’idea della scelta. Mary sceglie Birch, sceglie l’amicizia di Elizabeth, sceglie di chiederle scusa, sceglie la sua vita tra le meravigliose rocce del Dorset alla ricerca dei suoi amati ninnoli e cocchi. Elizabeth sceglie di star sola e sta bene in questa condizione, ma solo perchè gli uomini non l’hanno voluta…Questa la sua analisi.

 

 

 Viaggio

 Ancora una volta bellissima e affascinante l’idea del viaggio come occasione reale per un’ avventura verso l’ignoto, alla scoperta di sé. E’ il viaggio di Elizabeth verso Londra in nave: una scoperta esistenziale. Al ritorno  Elizabeth è “come un fossile ripulito”. Prevedibile ed efficace l’associazione tra fossili, donne e uomini “fossilizzati”… ma Elizabeth è “ripulita” ritornata alla vita: effetti benefici dei viaggi…

aegyptian Museum archAttraversare il mondo Inglese è stato, come in altri casi, coinvolgente come un ritorno sui passi della memoria, alla scoperta di nuove realtà o di agganci a realtà già conosciute. Da Bloomsbury e tutta la zona dei grandi Musei Londinesi a Bath, Lyme Regis, alla Cornovaglia, a Chesil Beach con Mc Ewan, a Brighton e, nello Yorkshire che amo.

  

Tensioni

1lyrabsL’ultima parte di Strane Creature (circa 100 pagine) l’ho vissuta con minore partecipazione e il cammino verso la conclusione ha perso parte della grande tensione emotiva delle pagine precedenti.

Tensione nutrita non già da eventi misteriosi, ma dai comportamenti dei personaggi e dalla partecipazione del lettore alle loro scelte. In questo Chevalier è stata brava e mostra di aver imparato bene la lezione di Jane Austen.

Credits

Le foto con didascalia   e Lyme con Arcobaleno sono una gentile concessione del Professor  Ian  West, 2008. Lyme Regis to Charmouth: Geology of the Wessex Coast (Jurassic Coast, Dorset and East Devon World Heritage Site). Internet field guide. National Oceanography Centre, Southampton University.  Version: 19th May 2008.

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