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  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    Sì, LA verità si sta facendo strada, piano piano, inesorabilmente, tra le tante fake-verità o post-verità...

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

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    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

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Ed ecco la recensione. E. Morante-La Storia. Le conseguenze tragiche di un potere cieco e malato.

la storia

È finita…

Difficile oggi, 24 Giugno 2016, primo giorno di Brexit, tornare a parlare di La Storia di Elsa Morante, un libro che attraversa anni  folli e crudeli  del Novecento, svelandone i risvolti più crudeli e dolorosi sulla vita della gente piccola, piccola, cosiddetta comune, ovvero del “popolo sovrano”. Quello che va a votare travolto da conati di vomito verso regole che non ha condiviso, o che non conosce proprio. Un conato di vomito che invece di essere placato e curato viene ulteriormente stimolato, con sollecitazioni continue come quelle di un bulimico che vuole liberare il proprio stomaco dalla putrida pappetta in cui si è ridotto il magnifico cibo dei cuochi famosi. Difficile, ma oggi ancora più opportuno e importante.

 

10942-la_storia-comenciniI segreti dei Ramundo

Nel suo capolavoro La Storia, degli anni che vanno dal 1941al 1947, Elsa Morante ci fa incontrare, insieme alle bombe, alla distruzione e alle manovre folli dei popoli in guerra, la vita di una fragile famiglia borghese, i Ramundo/Mancuso/Almagià, esposta a tutti i venti e sbattuta qua e là dagli eventi. Il maestro Giuseppe, indomabile anarchico (“poveri anarchici della domenica”), innamorato profondamente della moglie e tenerissimo con la figliuzza “babbarella” Iduzza e la maestra Nora, Veneta ed Ebrea, si incontrano a Cosenza nella scuola in cui insegnano. I segreti che vogliono tenere nascosti condizioneranno le loro vite e quella di Iduzza.

San Lorenzo RomaA Roma dove si era trasferita con suo marito Alfio, Ida Ramundo, ora vedova Mancuso, maestra anche lei gracile e perennemente indecisa, viene violentata da un giovane e disperato soldato tedesco, Gunther. Rimane incinta di Useppe, pischelletto malato, poetico, affamato di affetto e di avventura, i cui occhi azzurri testimoniano la sua origine. Il primo figlio, Ninareddu accetta questo fratellino venuto dal nulla come un dono, senza chiedere nulla e senza riserve. E lo ama ricambiato di un amore puro, infantile, totale.

testaccio3C’è davvero tanta poesia in questa storia, come fossimo dinanzi alla perdita d’innocenza del mondo moderno. Un innocente è Davide Segre, il giovane idealista ebreo  che odia la borghesia, in un conflitto irrisolvibile tra le sue idee e la fine orrenda della sua famiglia nella camera a gas. Il suo destino è segnato. La droga o le droghe lo accompagnano furiosamente verso il suo compimento.

È innocente il “pischelletto” Useppe, figlio dello stupro e della paura, che piccolo piccolo come un uccellino, si rifugia tra le zampe accolgienti di Blitz (il primo cane della famiglia), Bella (la pastora abruzzese avvolgente e protettiva) e Ida madre confusa, ma sempre amorevole. Useppe è un poeta inconsapevole. Inventa storie e poesie, decodifica in versi il canto degli uccelletti. Ama la natura e da lei si fa coccolare come un’altra madre.

anarchiaSembra innocente tutta la gente impaurita e stravolta dai bombardamenti, in fuga continua dal nemico e forse da se stessa, alla ricerca di un rifugio temporaneo. A suo modo è innocente Ninareddu, affamato di giustizia e di ideali, che a guerra conclusa vanno scolorando in piccole azioni di accaparramento e sopravvivenza, per lui fatali. Anche lui, vittima di una guerra cieca andrà incontro al suo destino, nelle lotte partigiane durante, e nella lotta quotidiana per l’arricchimento, nel dopo guerra.

San Paolo RomaRoma è sempre protagonista delle scorribande di Bella e Useppe. E riconosco tante strade, tanti quartieri che da bambina e da adulta percorrevo con mia madre e mio padre, ora a trovare parenti, ora a fare visite agli occhi al Policlinico, ora ad incontrare amici a teatro o al cinema o per monumenti. Roma la ritrovo in tante storie Italiane e per me è sempre un tuffo al cuore, un altro ritorno all’infanzia.

la storia-ET (2)Le sintesi degli accadimenti che da un anno all’altro Morante riassume, colpiscono per la loro incisività. Messi in fila, uno dopo l’altro, ti danno il senso di come la vita delle persone e delle nazioni proceda a volte in un movimento indipendente, come fosse naturale passare da un punto all’altro. E invece di naturale non c’è nulla. La guerra, il male, la violenza è tutta opera degli uomini. Sì, soprattutto degli uomini. Le donne seguono, si adattano, e cercano di garantire la sopravvivenza della specie.

“Con quel Lunedì  di giugno 1947, la povera storia di Ida Ramundo era finita”

storia HalfIn questa tarda primavera Italiana il libro della Morante mi ha fatto tanta compagnia. È stata una lettura vissuta con lentezza e partecipazione sia emotiva che razionale. Alla fine non ci sono più pagine, ma resta un’impressione profonda che porterò con me per molto tempo. La Storia è l’affascinante spettacolo dell’esperienza umana nel XX secolo. Un libro da leggere. Assolutamente.

Affascinailtuocuore da voce a Davide

E per chiudere vi leggo le tesi su cui Davide Segre, stralunato e sfortunato giovane idealista, imposta il suo discorso politico, quasi  “in forma di professore di Storia”.

 

L. Gruber-Tempesta. Tra conflitti e bufere nel folle mondo dei totalitarismi novecenteschi

Tempesta_Gruber (2)Struttura da docufiction, in un certo senso. Camera a spalla e tempo presente. Tutto accade mentre viene raccontato, in un ritmo incalzante e coinvolgente, con  salti  nell’attualità delle interviste di Gruber, che testimoniano  il suo profondo coinvolgimento personale. Si parla di Heimat, di Storia e storie di persone e luoghi a lei noti.

Questo libro è un bel ripasso di Storia e di umanità, con il suo sguardo su un territorio di cui  conosco  l’incanto. Mi è rimasto sulla pelle il ricordo dei suoi paesaggi da fiaba e  dell’incontro con le genti delle malghe profumate e saporite. Conosco meno, o forse più superficialmente, gli eventi storici che lo hanno coinvolto.

Bassa AtesinaLa storia degli “optanti” mi ha fatto riflettere. La tempesta vissuta dal mondo, sotto Mussolini, Hitler e Stalin, stravolge anche  la  gente del Sudtirolo.

Stregata dal grande ammaliatore nazista, in ascesa vertiginosa, e dalla sua promessa di dare a tutti i popoli di lingua tedesca una Heimat comune di cui essere fieri e da cui riceveranno fiori e vita paradisiaca, la maggioranza opta per la mitica Germania.

E tuttavia,  la stessa maggioranza confida segretamente nelle lentezze burocratiche che appesantiscono il nuovo sistema. Beni da valutare e vendere, doppia valutazione Italiana e Tedesca, doppia procedura… L’efficienza Austro-Ungarica, di cui godevano prima di perdere la guerra ed essere  “ceduti” all’Italia, è ormai un sogno.

La minoranza sceglie  invece  di rimanere, sebbene sotto l’odiato duce Italico, pur di non lasciare le proprie case, il proprio mondo. Il momento del distacco, di fatto, per molti non arriverà mai. Come avviene alla famiglia Steiner. La vicenda di Anna, ricoverata in ospedale, mi ha fatto tornare alla mente  Aus Merzen, Vite indegne di essere vissute, di Marco Paolini e la terribile storia dei malati scomodi di cui il sistema nazista vuole liberarsi, e si libera, con crudeltà indicibile.

Cuori pulsanti

Il cuore del romanzo pulsa intorno alle vite parallele di due giovani appassionati: Karl, l’asmatico falsario berlinese, figlio di comunisti e la tirolese Hella, ingenuamente travolta dalla passione politica per il mitico Mondo Nuovo  del Führer   e da quella per  l’amato Wastl, che andrà a morire tra le nevi gelide di Russia, per la stessa passione politica mal riposta (o amor di patria che dir si voglia). Hella svolge il delicato lavoro di organizzare “il viaggio” degli optanti verso la “terra promessa”, ma dovrà confrontarsi con molte situazioni impreviste…

 

Lilli Gruber_tempestaTempesta di Lilli Gruber è una storia ricca e ben narrata che ti permette di trascorrere qualche ora di piacevole lettura e di utile riflessione sul nostro essere cittadini, figli di una Heimat, ma soprattutto esseri umani che possono e devono decidere liberamente della propria vita e della propria appartenenza sociale e politica.

B.Hrabal-Ho servito il re d’Inghilterra. E così l’incredibile divenne realtà…

 
Il libro di carta


Ottobre 2006 “…una cosa vi accomuna: i reali inglesi”
Anna

clip_image004Chi è Anna? A chi dedica il libro? E da dove arriva questo libro? Mi arriva per posta ordinaria dall’Inghilterra, a seguito di un mio ordine su Amazon. Avevo richiesto un libro nuovo. Non amo i libri usati. Mi piace viaggiarci dentro per prima e lasciarci le mie tracce. Sento un certo disagio, come un senso di violazione della privacy nel soffermarmi sulla dedica.

Poi mi rassegno e comincio a ripercorrere con rispetto le orme di Anna, che, leggera, ha attraversato questa storia, senza lasciare segni sfacciati sulle pagine. A parte la dedica, che solo il destinatario di questo dono prezioso ha saputo decifrare.

 Addentriamoci ora nei cinque capitoli del libro, e della vita  del signor Ian Ditie, apprendista cameriere.

Un bicchiere di granatina

L’apprendista cameriere Ian Ditie, inizia il suo servizio all’Hotel Praga. Ha fatto esperienza alla stazione dei treni come venditore di panini, mostrando competenza, professionalità e tanta furbizia…

 

 

 

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Sul lavoro Ian incontra personaggi davvero bizzarri, come il poeta Tonda che si paga le spese con le copie del libro su Gesù, da lui scritto, e pubblicato a proprie spese.

All’ Hotel Praga d’oro fa conoscenze molto utili tra i commessi viaggiatori. In particolare con il grasso signor Walden, venditore di bilance affettatrici Von Berkel, che  gli insegna il valore e l’utilizzo del denaro…

“I soldi ti apriranno la strada dappertutto”

dice il signor Walden rimirando con sguardo compiaciuto il pavimento della stanza, tutto ricoperto di banconote. Che sagoma quel commesso viaggiatore che buttava manciate di monetine dalla finestra, certo che gli ritornassero indietro banconote da cento! E non aveva tutti i torti.

Ian incontra iI rappresentante della sartoria che fabbrica manichini su misura, gonfiati come palloncini; incontra  il re della gomma con i suoi articoli per il “piacere sessuale”. A proposito, il nostro eroe prende le prime mosse nel mondo del sesso e lo fa come da tradizione in una casa “dedicata”, ma con tanta poesia e tanti fiori, romanticamente.

 treni-strettamente-sorvegliati_robydick_thumb.jpgIan si vede piccolo e insignificante, ma non per questo si perde d’animo.  Salta su come in un pop-up book , davanti ai miei occhi come il fratello gemello  del protagonista di Treni strettamente sorvegliati, di Jiri Menzel (premio Oscar al miglior film straniero 1966), tratto dal romanzo di Hrabal.

mulino pragheseStanco di pensare ai commessi viaggiatori, Ian passa a considerare la loro biancheria. E scatta l’epifania.

Se la cambiavano nei bagni pubblici Carlo e la gettavano fuori dalla finestra sul mulino, e sua nonna era pronta ad agganciarla…scene di vita di una piccola imprenditrice:

 “…la fortuna di tutta la sua vita consisteva nell’aver ricevuto in affitto quella stanzetta al mulino, giusto accanto ai bagni pubblici[…]E la sera poi era bello quando, nel buio, all’improvviso, da una finestra del gabinetto dei bagni pubblici Carlo volavano fuori delle mutande bianche, una camicia bianca sullo sfondo scuro della voragine del mulino, nel rettangolo della nostra finestra quella camicia bianca o quelle mutande bianche lampeggiavano un istante, e mia nonna riusciva ad acchiapparle al volo col gancio prima che cadessero giù nel profondo[…]e poi l a biancheria lei la lavava e la riparava e la metteva in ordine nel cassettone, e poi la portava in giro per i cantieri e la vendeva ai muratori e ai manovali…”

 

L’albergo Tichota

 “era bello come nelle favole, come una costruzione cinese, come la villa di qualche enorme riccone in Tirolo o da qualche parte in Riviera, era bianco con un tetto rosso di tegole che saliva come a onde, le imposte a tutti e tre i piani erano verdi con gli scuri…”p.49

 Qui tutto funziona con un codice ben preciso: il fischietto e le sue diverse modulazioni. È il fischietto del proprietario in carrozzella, il signor Tichota, con una passione particolare per i lavori femminili, specialmente per quell’aggiustare i fiori nei vasi, nei centro-tavola, nelle camere, perché il tutto non avesse solo l’aspetto di un albergo, ma di un vero e proprio ambiente Biedermeier, accogliente e raffinato.

 clip_image008Intorno ci sono i boschi con tanti viottoli nascosti:

“…e davanti a noi c’era una piccola casetta, una casupola come di marzapane, come quelle che si vedono a teatro, ci avvicinammo e davanti a noi c’era una minuscola panchina, e anche la finestrella era minuta come quelle delle camerette dei casolari di campagna e la porta aveva la maniglia, come le porte delle cantine, se fossimo voluti entrare anch’io mi sarei dovuto chinare, ma la porta era chiusa…e così ci fermammo e guardammo attraverso la finestrella, e retammo lì a guardare per cinque minuti e poi ci fissammo l’un l’altro e cominciammo quasi ad aver paura, alle braccia mi stava venendo la pelle d’oca, lì in quella casetta tutto era preciso identico come in una camera del nostro albergo, lo stesso tavolinetto piccolo, le seggioline, tutto come per bambini anche le tende erano le stesse e anche il tavolino per i fiori, e su ognuna di quelle seggiolette stava seduta una bambola o un orsacchiotto[…]lì su una seggioletta piccolina piccolina stava seduto il Presidente con la camicia bianca e, di fronte a lui, su una seggioletta piccola uguale, stava seduta la francese, e stavano seduti là così quei due innamorati…”64

A proposito di bambini, da godersi fino in fondo, la storia della consacrazione del Bambino di Praga, adorato in tutto il Sud America. Un piccolo film d’azione all’interno della storia.

  Grand Hotel Budapest: Alberghi tra  cinema e letteratura

Grand Budapest HotelGrand Hotel Budapest di Wes Andersen, 2014. Nove nomination agli Oscar. Perfezione stilistica con trionfo grafico di vie di fuga e focus centrati, mi riporta agli alberghi di Ian Ditie. La figura di Gustave mi fa pensare a lui. Lo pseudo nazismo imperante, nelle forme e nella sostanza ammicca al Grande Dittatore di Chaplin e ci riporta al tragico mondo di Liza e Ian. Fatto sta che mentre guardo il film, nei giorni in cui sto leggendo Ho servito il re d’Inghilterra, dico a me stessa:

“ma Hrabal ha subito l’influenza di Zweig, che a sua volta ha ispirato Andersen?”

A dire il vero, cinema e letteratura pullulano di hotel bizzarri e di maggiordomi/portieri/camerieri, più o meno interessanti, che hanno molte cose in comune…Quello che invece fa la differenza è il modo in cui vengono “costruiti” dai loro rispettivi padri letterari.

 

Ho servito il re d’Inghilterrra

Questo capitolo da il titolo a tutto il romanzo. E a ragione.  E ricco infatti di suggestioni magistrali. Il maître Shrivanek sa tutto perché ha servito il re d’Inghilterra. Gustosissima la preparazione del grande banchetto per l’Imperatore d’Etiopia. Uno spaccato in cui il cibo diventa la vera chiave di volta ”interculturale”.

 

 

 

E la testa non la ritrovai più

Ian il Ceco biondo incontra Liza, insegnante tedesca di ginnastica e, tramite lei, la “cultura tedesca” e tutti i pregiudizi ad essa connessi. Comincia ora una pagina molto drammatica nella vita di Ian Ditie e di Liza  sua fidanzata, ma non solo.

L’Europa è in fiamme, i nazisti imperversano. il grande dittatoreL’uomo nuovo nazionalsocialista deve essere generato da donne e uomini di razza pura. E allora in nome della Nuova Europa Hitleriana Ian, il Ceco biondo, viene sottoposto a controlli medici  accuratissimi da parte di un’ apposita commissione che, alla fine, lo  valuta idoneo a sposare una donna tedesca, ovvero idoneo a fare sesso con lei per procreare un uomo nuovo… in un “coito neonazista”. Da questa unione così pura e incontaminata nasce Sigfried. Ma la sorte riserva sorprese che neanche una rigorosissima commissione delle SS può controllare…

tiroleseLiza è un personaggio davvero interessante. Crocerossina, nazista convinta, bionda e bella, forte,  decisa e ginnica si innamora di un biondo Ceco dal cognome quasi ariano, che la difende dagli attacchi anti tedeschi di un gruppo di praghesi.

Liza viene mandata in missione, a caccia di tesori ebraici, in particolare di francobolli preziosi. Dalla Francia e dalla Polonia ne riporta una valigetta piena. Un vero tesoro che andrà a costituire la “banca privata” della nuova famiglia. Orribile…la valigetta viene custodita con cura, salvata dalle bombe, stretta tra le braccia anche nell’estremo momento del redde rationem. Ma anche in questo caso il futuro si rivela imprevedibile…I francobolli sembrano parlare e si portano dietro e dentro tutte le voci e le sofferenze dei legittimi proprietari.

La testa li Liza vola via allo scoppio di bombe impietose, alla fine della tragica guerra…

Ian Ditie (anche il suo cognome è assolutamente in linea con le esigenze ariane) vive situazioni che non si aspetterebbe in questo mondo di pazzi nazisti, e ne è profondamente colpito. Mogli affrante incontrano i loro mariti, ufficiali SS in procinto di partire per il fronte, durante un ultimo weekend di saluto, forse di addio. L’incontro avviene nel paradiso Boemo chiamato Kosicek, un “cestino” tra le montagne, in

“quel ristorante con albergo sprofondato nelle nebbie mattutine e nell’ultima aria trasparente, un alberghetto anch’esso destinato agli innamorati…”

 

In che modo diventai milionario

Lesende_RichterEsilarante la vita da prigionieri di lusso dei milionari di Praga. Sono detenuti in un ex seminario proprio perché milionari in un mondo ormai “comunista”. Tra questi, come in preda ad un bisogno catartico, fa del tutto per infilarsi anche il nostro Ian Ditie, con il suo milione e più, di provenienza  sinistra. Anche se ha guadagnato tanto grazie anche al suo fantastico ristorante la Cava, organizzato quasi come un circo fantasmagorico.

Molto particolare la figura del professore di Francese e della bella Marcela dalla fabbrica di cioccolata, sua allieva, che impara il francese e diventa una lettrice entusiasta:

“Lui aveva fatto di quella ragazza una bellezza con un libro, vedevo le sue dita aprire con rispetto, con reverenza la copertina, e le dita pulite prendere come un’ostia una pagina dopo l’altra, vedevo che quelle mani, prima di prendere un libro, loro vanno prima a lavarsi, perché già da come teneva quel libro, già dal modo in cui lo teneva, saltava agli occhi una cortese e rispettosa sacralità…”253

HrabalIn quest’ultima sezione si sente più forte l’effetto del flusso di coscienza narrativo. Ian scarica fiumi di parole, emozioni ed epifanie sul lettore, che tuttavia si lascia accompagnare verso la conclusione della storia, quasi fosse cullato dall’onda di immagini e di ricordi, densi di significato.

Siamo alla fine di un viaggio in un mondo affollato di personaggi di guerra e di pace. L’arrivo è tra i boschi che cantano, avvolti e protetti dalla neve, in compagnia di un cavallo, un cane, una capra e una gatta da addomesticare, in compagnia di un se stesso, moltiplicato dagli specchi appesi sulle pareti della casetta, per non sentirsi troppo solo.

È un punto di arrivo e di ri-partenza verso la scoperta della propria interiorità, verso la selezione dei ricordi, verso un futuro tranquillo e pacificato.

“…perché io devo essere qualcosa di raro, perché io sono davvero un allievo del maître Skřivánek che aveva servito il re d’Inghilterra, e io avevo avuto l’onore di servire l’imperatore d’Etiopia e lui mi aveva segnato per sempre dandomi un’onoreficenza, e quell’onoreficenza mi aveva dato la forza di scrivere per i lettori questo racconto…in che modo l’incredibile era divenuto realtà. Vi basta? Con questo, però, termino per davvero.”

Il mio incontro con Hrabal

clip_image002Incontro Bohumil Hrabal tra le pagine di Paure Totali e quelle di Ho servito il re d’Inghilterra. Queste letture mi hanno fatto capire  che lo incontrerò ancora. Mi ha aperto prospettive emozionanti che non voglio abbandonare.

In Ho servito il re d’ Inghilterra, il destinatario privilegiato di Hrabal sembra essere un lettore più che una lettrice. Quasi un complice a cui confidare tutte le avventure vissute dal protagonista nel suo percorso di maturazione,  in un mondo di “signorine” e riti d’iniziazione, molto spesso condivisi con maschi giovani e/o  maturi signori d’altri tempi.

O forse no, magari è proprio ad una lettrice che vuole disvelare l’animo e le pulsioni di un uomo. Infatti affiora tra le parole un aspetto femminile e poetico che non può non fare appello anche alle lettrici: l’entusiasmo e il romanticismo degli incontri infiorati con le ragazze. Il trasporto per la natura. La voglia di conoscere e sperimentare la vita. Il bisogno di ritrovare se stesso, mondato di tutta la sporcizia che la guerra e gli incontri sbagliati gli hanno gettato addosso.

Domina su tutto il  tocco magico dello scrittore, sempre in equilibrio tra ironia, tragedia, concretezza e sensualità. E tanto senso della Storia.

M.Mazzantini-Il Catino di Zinco: e un senso di stanchezza mi assale…

il catino di zinco_Mazzantini

Ho finito di leggere Il Catino di Zinco di Margaret Mazzantini, non senza difficoltà.

Le ultime pagine, percorse tra ospedali, cliniche di riabilitazione e hospice caritatevoli, immersi nel verde romano profumato di glicine, mi hanno affaticato.

Prenderò una lunga pausa e soprattutto modificherò la mia pessima abitudine di non informarmi meglio sulle trame dei libri che mi accingo a leggere.

Ormai non basta più la curiosità dell’esploratrice che si avventura in mondi sconosciuti sicura di essere in possesso degli strumenti adatti ad affrontare le insidie dell’ignoto.

concolinaLa storia del Catino di Zinco è quella di una nipote che vive il bisogno di riappropriarsi del proprio “albero genealogico”, sovrapponendosi o distanziandosi dalle anime dei propri antenati, fino ad accompagnarle nell’ultimo viaggio, come nel caso di nonna Antenora.

La nonna evocata in questo romanzo vive diverse vite: 

con la sua complicata famiglia d’origine;

con il marito “poromo” toscano bancario al Monte dei Paschi, che diventa “santomo” dopo la sua morte;

da sola, dopo la morte del marito viaggiando per esplorare se stessa e il mondo;

con i figli mostrando la sua anima  tragica. Terribile è la vicenda del coniglio di Vittorio, suo figlio e padre della nipote narratrice;

con gli ambienti, le persone e gli eventi che l’hanno circondata sin da bambina.

 Tanti e spesso drammatici, ma sempre vissuti con determinazione, sono gli episodi che la vedono  protagonista. Le succede di tutto! Ma la sua granitica  personalità le permette di risolvere ogni problema., a modo  suo.

maritozzo alla pannaIl viaggio a ritroso che Margaret ci descrive è all’interno di un mondo arcaico che il catino di zinco, usato per vari scopi personali e domestici, rappresenta.

 Siparietti

Incontriamo Don Sauro, il gaudente patriarca, le sue colazioni a base di maritozzi, il suo amore smodato per il cibo,  le sue sette figlie “bocche di sciuscella”.

Incontriamo il mite professore marito di Monda che fa volare il piatto con gli spaghetti dalla finestra per senso di giustizia ed equità;

Il bancario che ama profondamente il mare e coltiva il suo sogno archetipico marino, fino a realizzarlo quando va in pensione, comprandosi una casa al mare.

Esercizi di stile

Lo stile di Mazzantini è straricco di immagini, a tratti così pieno, da soffocare, quasi. Tra il moderno e l’antico,  mette insieme  linguaggio formale e colloquialismi crudi e potenti. Qualche fuga nel flusso di coscienza di nonna Antenora testimonia l’approccio più raffinato(113-117). I riferimenti alle devastazioni fisiche dei corpi dei vecchi e alle loro funzioni corporali sottolineano la vena popolana e naturale delle parole. Il forte contrasto tra i due stili produce un effetto interessante. Mi  sono lasciata sorprendere da questo lessico, a me familiare, che mi  ha ricordato oggetti e situazioni della mia infanzia Marsicana.

Questo primo incontro con Margaret Mazzantini mi lascia una forte sensazione di “affollamento emotivo”. Mi sono spesso sentita catapultata dentro una sorta di “Va dove ti porta il cuore” , messaggio d’amore da Nonna a  Nipote, trasformato in Va dove ti porta la voglia di passato e di ricordi antichi, messaggio d’amore/odio da Nipote a Nonna.

 

Sinossi Feltrinelli

 il catino di zinco2“Antenora, la nonna che Margaret Mazzantini evoca in questo romanzo, s’impone come un piccolo eroe di un mondo arcaico. Confinata tra le pareti domestiche, esercita con energia un matriarcato casalingo e indiscusso, nel quale si impongono valori netti e semplici, sentimenti forti ed esclusivi, che la rendono capace di affrontare esperienze decisive (la guerra, il fascismo, il dopoguerra) senza mai perdersi d’animo. Di fronte alla sua morte, in un gelido mattino d’inverno, la nipote si interroga e disegna il ritratto di una donna che è riuscita a essere se stessa nonostante l’ostilità del mondo e della storia. Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1994.” Sinossi  Feltrinelli

25 Aprile 1945-2016. La Storia che mi piace

 

 

25 aprile la liberazioneAnno dopo anno, lo spazio-tempo che separa un 25 Aprile da quello successivo, mi sembra sempre più breve. Il tempo scorre più in fretta? Gli eventi della vita sono talmente impegnativi e assillanti che non lasciano spazio agli intervalli di pensiero e di lentezza? L’esigenza di “resistere” è sempre più presente nel nostro quotidiano e dunque ci accompagna, giorno per giorno, da un anno all’altro? Tutte queste ipotesi sono valide. Di fatto questa data continua ad essere un momento di basilare  importanza nella vita del nostro paese.

raistoriaIl Tempo e la Storia (RAI3) mi ha permesso di ripercorrere per sommi capi alcune tappe significative della Resistenza in Europa: dal Ghetto di Varsavia, ai resistenti e illuminati paesi scandinavi, alla disperata resistenza dei Francesi, vittime dello straniero invasore e dei connazionali collaborazionisti di Vichy, ai gruppi minoritari in Germania, fragili anime di giovani visionari e disperati tentativi di adulti pienamente dentro le dinamiche del nazismo. E poi  arriva in Italia, dall’estate del 1943… Questo  sguardo d’insieme mi ha permesso di  creare delle interessanti connessioni tra il passato e il presente.

Napoli è la prima città Italiana a "liberarsi" dall'invasore, prima che arrivino gli Alleati. Bellissimo il film di Nanni Loi sulle 4 Giornate di lotta.

Napoli è la prima città Italiana a “liberarsi” dall’invasore, prima che arrivino gli Alleati. Bellissimo il film di Nanni Loi sulle 4 Giornate di lotta.

La Resistenza Italiana ha  imparato molto dai resistenti Europei portando il nostro paese verso la libertà. Forse ancora non sappiamo ancora tutto sulla Resistenza Europea, ma sappiamo quanto basta e cioè che lottare per i principi che rendono l’umanità degna di essere chiamata tale è un nostro diritto/dovere e noi non ci stancheremo mai di ricordarcelo e di ricordarlo ai più giovani.

La libertad es un bien común y cuando no partecipen todos de ella, no seran libres los que se creen tales. M.de Unamuno, 1864-1936

La libertà è un bene comune, e se di esso non godono tutti, non saranno liberi neppure coloro che si reputano tali.

 

 

M. Biani 2016. Verso la Liberazione

 

 

 

la resistenza continuaSia come sia,  Buon 25 Aprile a tutti gli Italiani  ed Europei che hanno saputo resistere.   Erano Europei anche gli oppressori, è vero, ma il coraggio e l’amore per la giustizia e la libertà hanno fatto prevalere i comuni principi etici che dovrebbero sempre governare i rapporti tra uomini, nazioni e continenti.

G.Simenon-Pazienza commissario Maigret, pazienza…

 

la pazienza di Maigret1G.Simenon

La pazienza di Maigret

Il Sole 24 Ore

Il giudice cicciottello, pieno di figli e amante del cibo Alverniate è il personaggio che più mi colpisce per la sua corporeità “normale”.

La normalità è la qualità più evidente nei romanzi di Simenon, la normalità del male, del cibo, della quotidianità, delle persone che affollano  la vita del commissario.

La normalità brutale della Storia, che coinvolge il tagliatore di
diamanti Jef Claes/Viktor Krulak,  nell’ avventuroso incontro con la bambina, “in un giorno da Apocalisse” del 1940, sotto il bombardamento feroce della stazione di Douai, dove tantissimi  profughi  francesi e belgi sono in transito verso Sud.

Ebreo di origine lettone, ma nato ad Anversa,  Jef avrà un ruolo fondamentale nella storia in cui anche  Nina, la bambina  dell’incontro fatale, si troverà coinvolta.

Manuel, vecchio malavitoso invalido, ormai a riposo (forse), vive a Montmartre, in un bell’appartamento con la bella e giovane Aline, che si rivolge a lui chiamandolo “papi”, con dolcezza. Alina rappresenta il suo corpo, il movimento e la possibilità di  uscire ad incontrare il mondo.

Un bel giorno, Manuel  viene trovato morto, ucciso nella sua carrozzella.

Maigret conosceva Manuel già prima che fosse ucciso e, in un certo senso, lo rispettava. Lo considerava infatti un malavitoso vecchio stampo con un codice preciso di comportamento.

Maigret vuole indagare per arrivare alla verità. Sente di doverlo a Manuel e, come al solito, passo dopo passo, con pazienza e con i suoi metodi, il commissario  con la pipa  arriva a svelare il mistero.

diamantiDietro l’omicidio di Manuel c’è di tutto: diamanti, investimenti in mattone, prostituzione, buon cibo, fiumi di birra e vini raffinati. Ci sono i soliti poliziotti, fidati collaboratori del commissario e donne protagoniste controverse.

Lettura piacevole come sempre, nonostante la solita struttura, la solita magistrale caratterizzazione, la solita sfolgorante Parigi e la solita normalità di Maigret.  

E tuttavia, c’è bisogno di questa normalità, ogni tanto.

A.PERISSINOTTO-Il TRENO 8017, in corsa tra Storia e Mistero

A caldo e nella pienezza delle emozioni accumulatesi durante la lettura, comincio a scrivere di questo romanzo. La pagina dei ringraziamenti mi aiuta a rispondere alla domanda che mi ero posta nel corso degli eventi narrati. Verità o finzione? Di fatto Treno 8017  è una storia che si appoggia, delicatamente, su un incidente realmente accaduto e su una documentazione autentica.

Torino, giugno 1946. Nell’Italia liberata è tempo di postume vendette. Adelmo Baudino è un ex ispettore della polizia ferroviaria, di mezza età, partigiano. L’epurazione che ha risparmiato colleghi ben più compromessi di lui, lo ha colpito per pura stupidità burocratica. Ma quando muore l’unico pronto a testimoniare a suo favore, capisce che qualcosa non funziona e inizia a indagare. L’indagine che segue, per ottenere un titolo di merito che lo riabiliti, lo porta su una scia di sangue che da Torino attraversa la penisola.(descrizione IBS )

perissinotto_iltrenoPrecisa, dettagliata, realistica e tragica in questo suo realismo, la narrazione ha un bel ritmo, sostenuto da personaggi efficaci, umani e vitali che, guidati dalle loro passioni private e pubbliche, si muovono in un periodo della storia recente del nostro paese, che esercita un’attrazione particolare sui lettori.

Adelmo Baudino, il protagonista, viene rappresentato come una persona dotata dispilla da balia grande intelligenza emotiva. Scopre, un passetto alla volta le connessioni tra gli eventi, fino alla deduzione finale. Magistrale. Ho davanti agli occhi la spilla da balia che sostiene la manica floscia. Un’epifania suscitata da questo piccolo oggetto brillante, stilisticamente bello e molto utile…

il ferroviere GermiBaudino è un uomo che ha provato e prova amore e pietà,Erri De Luca che si lascia guidare dal suo orgoglio e dalla sua dignità. La sua immagine prende corpo e si materializza nella mia mente con le fattezze decise e belle del Ferroviere-Pietro Germi e quelle un po’ malinconiche, dolci, forse a tratti decadenti e rassegnate, di Erri de Luca a passeggio nel “Ventre di Napoli”, sopra e sotto la superficie.

lemanisullacittàE quest’ultimo contesto, in cui agiscono uomini senza scrupoli, faccendieri, politicanti e conquistatori, mi riporta ai nostri giorni e al Festival del Cinema di Venezia 2013 dove si proietta la versione restaurata del meraviglioso Le Mani sulla Città di Francesco Rosi.  Bello questo viaggio da Nord a Sud, nell’immediato dopoguerra, in un momento di ricostruzione del paese.

ilmaredaltrenoRiconosco tanti luoghi e tante sensibilità che ho scoperto nel mio viaggio attraverso l’Italia, sebbene in tempi e circostanze meno problematici. Non riesco a non leggere questo tipo di storie senza farmi trascinare dal mondo della mia esperienza personale e di cittadina di un paese in  continua costruzione.

La lettura è stata molto piacevole, veloce e coinvolgente. Questo romanzo mi apre una finestra sulla scrittura di Perissinotto, che continuerò ad esplorare.

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