• Mondo Fuori

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  • 25 Novembre 2017- Insieme con determinazione e speranza

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    L'Ambasciatore torna in Egitto. Pratica chiusa? Mai. Coraggio mamma Paola e papà Claudio, continuiamo ad esservi accanto.

  • 3 Ottobre 2013- Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • Siria: dopo di indegnità, siamo davvero arrivati alla fine di una guerra oscena?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • 22 Aprile-Giornata Internazionale della Terra 2017

    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

  • 25 Aprile 2016- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • Sabato 25 e Domenica 26 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

    Scopri i luoghi da visitare...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria-Fatti e idee in Il Tempo e la Storia- RAI3

    "È uno dei capitoli più dolorosi della storia del Ventennio fascista: le leggi razziali del 1938, l’antisemitismo che diventa discriminazione, esclusione dalla vita pubblica. Fino alle deportazioni."

  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

    5 Ottobre 2016: con gli insegnanti per una società migliore

  • Retratos Y Amor Propio: storie di creatività fotosociale

    Ritratti di vite e corpi nello sguardo della Fotografa-Architetta Stefania Scamardi

  • Libriamoci a scuola- leggiamo ad alta voce!

    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

    I Compiti fanno male! Pubblicato da NARCISSUS, è disponibile su AMAZON, GPLAY, ITUNES

  • Progetto ‘Il Quotidiano in Classe’

    Per la promozione della lettura dei quotidiani e la lettura in generale nelle scuole superiori Italiane

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Il Presidente Letta e il decreto FARE- La forza degli acronimi!

presidente LettaMi sono sempre piaciuti gli acronimi. I contatti professionali e culturali con il mondo anglosassone mi hanno “educato” a questa forma di sintesi estrema creativa.

Mi chiedo se la definizione del decreto proposto dal Presidente del Consiglio Letta possa essere nato  come un acronimo.

A me è venuto in mente il seguente significato, nascosto dietro il bellisssimo e promettente  FARE:

Fare Adesso Riforme Essenziali

Se ho ben capito,  questa  è la Mission del governo  Letta e dunque, fatto il decreto in tutte le sue componenti “essenziali”, si potrà dire: Mission accomplished! Andiamo oltre…

E l’acronimo avrà rivelato tutta la sua efficacia linguistica e politica.

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Con Alexis de Toqueville: della politica e dei partiti.

De Tocqueville_la democrazia in AmericaA. De Toqueville

LA DEMOCRAZIA IN AMERICA

B.U.R. 2004

 Di questo splendido lavoro sto riportando semplicemente, come in una sorta di work-in-progress,   e senza alcun commento aggiuntivo, stralci che mostrano, a mio parere, alcune “somiglianze” con la realtà che ci circonda. Challenging food for thought, Italians!

Dalla quarta di copertina:

“nel 1831-32, sessant’anni dopo l’inizio della rivoluzione americana, Alexis De Toqueville compì un viaggio di studio negli Stati Uniti, durante il quale esaminò da vicino il funzionamento delle istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie del Paese.[…]  Un classico del pensiero politico dell’ottocento, il libro di  Toqueville offre anche oggi spunti molto interessanti di riflessione. ‘Il problema da lui posto-dice Giorgio candeloro nella sua prefazione al libro- quello di  fondare una società di uomini che siano altempo stesso eguali e liberi e diimpedire l’instaurazione di tirannidi ben più oppressive di quelle del passato, è ancora vivo e urgente nel nostro tempo’… “

Libro secondo-capitolo primo

Come si possa dire rigorosamente che negli Stati Uniti è il popolo che governa, p.188

Vi sono dunque epoche in cui i cambiamenti che si operano nella costituzione politica e nello stato sociale dei popoli sono tanto lenti e insensibili che gli uomini credono di esser giunti allo stadio finale e lo spirito umano, credendosi fermamente assiso su basi sicure, non spinge il suo sguardo oltre un certo orizzonte.

È il tempo degli intrighi e dei piccoli partiti.

Io chiamo grandi partiti politici quelli che badano più ai principi che alle conseguenze, alle generalità più che ai casi particolari, alle idee più che agli uomini. Questi partiti hanno in genere lineamenti nobili, passioni più generose, convinzioni più salde e procedimenti più franchi e arditi degli altri. L’interesse particolare, che ha pur sempre la sua parte nelle passioni politiche, è in essi più abitualmente nascosto sotto il velo dell’interesse pubblico e talvolta riesce anche a celarsi alla vista di quelli stessi che agiscono sotto la sua spinta.

I piccoli partiti, al contrario, sono in generale senza fede politica, non essendo sostenuti da grandi obiettivi, hanno un carattere egoistico che si manifesta in ogni loro azione: si entusiasmano a freddo, sono violenti nel linguaggio, timidi e incerti nell’azione; impiegano mezzi puerili come gli scopi che si propongono.

Per questa ragione, quando un tempo di calma succede a una rivoluzione violenta, sembra che i grandi uomini scompaiano a un tratto e che le anime si rinchiudano in se stesse.

I grandi partiti rovesciano la società, i piccoli l’agitano; gli uni la ravvivano, gli altri la depravano; i primi talvolta la salvano scuotendola , mentre i secondi la turbano sempre senza profitto.

Libro secondo-Capitolo quarto

L’ associazione politica negli Stati Uniti 

Differenti modi in cui è inteso il diritto di associazione in  Europa e  negli Stati Uniti e l’uso diverso che se ne fa.

“…In Europa le associazioni si considerano, in qualche modo, come il consiglio legislativo ed esecutivo della nazione, che non può alzare la voce da se stessa; e con questa idea agiscono e comandano[…]i membri di queste associazioni rispondono a una parola d’ordine come i soldati in campagna, essi professano il dogma dell’obbedienza passiva o, piuttosto, unendosi, essi fanno d’un colpo il sacrificio intero del loro giudizio e del loro libero arbitrio: perciò regna spesso nel seno di queste associazioni una tirannide più insopportabile di quella esercitata nella società dal governo contro cui essi lottano.

Questo diminuisce molto la loro forza morale. Esse perdono così il carattere sacro inerente sempre alla lotta degli oppressi contro gli oppressori. Infatti come può pretendere di essere libero un uomo che consente a obbedire servilmente qualcuno dei suoi simili, che gli abbandona la sua volontà e gli sottomette il suo pensiero?

Anche gli Americani[…]marciano insieme verso un unico scopo; ma non tutti sono tenuti a marciare sulla stessa via. Essi non sacrificano la propria volontà e la propria ragione: ma applicano la volontà e la ragione per far riuscire un’iniziativa comune.” p.206

 

Che tempo che fa Mr Monti?

E’ appena terminata l’intervista di Fabio Fazio al Presidente del Consiglio. Grandi entrambi. Schermaglie, domande, non-risposte convincenti, ritmo lento ma non noioso. Due protagonisti  che si  fronteggiano  e duellano  a colpi di ironia e savoir faire Il professore mi convince. Fabio  riesce a farlo anche sorridere. 

La recita è divertente anche se  riesce a mascherare a fatica tutto quello che accade dietro il sipario. Fuor di metafora, i problemi  dei disoccupati, dei giovani, delle donne, del paese, non riescono ad impadronirsi  del palcoscenico.

E tuttavia,  Mr Monti, io le credo  e credo che qualunque sia la durata del suo governo (prepolitico, politico, postpolitico, alè sbizzarritevi con le etichette!), lei riuscirà a tracciare un  solco  che difficilmente i nuovi politici,  o quelli vecchi restaurati, potranno ignorare.

Accesso ai fondi UE: perché l’Europa ci può dare una mano

Fuori TG (RAI3) del 29 Novembre (puoi seguire qui la trasmissione) introduce un tema tornato di grande attualità politica ed economica in questi giorni frenetici di costruzione del governo o agenda Monti: i fondi Sociali Europei o comunque tutto l’ambito dell’accesso ai fondi dei programmi comunitari (LLP). La trasmissione riprende e conferma, in un certo senso, l’articolo di Andrea Rossi Autogol Italia: i fondi UE ci sono però non riusciamo a spenderli da La Stampa di Lunedì 21 Novembre 2011.

…“La fotografia è impietosa. A oggi, sui fondi stanziati per il periodo 2007-2013, il nostro Paese è riuscito ad assorbire il 18 per cento di quanto avrebbe potuto. Nell`Europa a 27 solo la Romania ha saputo fare peggio: 14 per cento. La media europea è al 30 per cento. La Francia è in linea, la Spagna al 35, il Regno Unito al 37, la Germania al 38.

Di questo passo, in sette anni getteremo alle ortiche almeno 25 miliardi di euro. E forse non è un caso che il nuovo presidente del Consiglio abbia riservato posti chiave del suo governo a profondi conoscitori delle dinamiche comunitarie: Enzo Moavero, per anni eminenza grigia a Bruxelles, prima come capo di gabinetto dello stesso Monti, poi come vicesegretario generale della Commissione europea; Francesco Profumo, uno dei rettori più abili nell`intercettare finanziamenti internazionali; Fabrizio Barca, esperto e negoziatore proprio dei fondi strutturali europei.

C`è da recuperare un divario diventato quasi incolmabile. Negli anni scorsi, mentre la drastica riduzione di fondi statali rischiava di mettere in ginocchio ricerca, innovazione e impresa quasi nessuno ha saputo virare su Bruxelles. Perché?”…

Viene data gran parte della  colpa alla burocrazia e a tutti i suoi meccanismi perversi che la paralizzano. Il problema tuttavia è più ampio e più complesso e ha alle sue radici l’incapacità italiana di fare sistema, di fare squadra, a tutti livelli e in tutti i settori.

 

europrogettazionePrendo qui in considerazione il settore che conosco meglio, quello dei programmi UE nella formazione scolastica e nella formazione iniziale dei docenti di scuola secondaria. Accanto a poche, pochissime isole felici dove la progettazione LLP e le Calls for proposal sono realtà consolidate, c’è un mare di ignoranza, incompetenza e incapacità, sia di progettare per accedere ai fondi, sia, una volta ricevuti i fondi, di gestirli in modo corretto ed efficace. Uno dei presupposti fondamentali per l’accesso ai fondi UE consiste nella creazione di una rete, di un background o circuito positivo, chiamiamolo come vogliamo, che, a caduta produca nuovi progetti, ovvero permetta l’accesso a nuovi fondi (spin-off). Questo è il processo tanto pubblicizzato di formazione, sviluppo e innovazione…

Ma questo come entrare in questo circuito virtuoso? Come cominciare? Fondamentali sono alcune figure di riferimento. Dirigenti consapevoli, impegnati e brillanti che, perprima cosa devono individuare il team di progetto in grado di portare avanti l’impresa. Nelle scuole come nelle università o nelle imprese, i progettisti e i membri del team non nascono dal nulla, siano essi docenti, o impiegati o altro, ma  sono professionalità da coltivare, formare, incentivare.

Quello che io ho imparato in questo campo l’ho imparato nella scuola dove ho lavorato per tanti anni, il Liceo Linguistico “P. Scalcerle di Padova”. Qui, con un dirigente illuminato, abbiamo condiviso il percorso di formazione tra mille difficoltà, tecniche e relazionali, ma alla fine abbiamo imparato a conoscere, progettare e gestire progetti Leonardo di tirocinio e scambio o di formazione formatori, progetti Comenius e tanti altri  progetti di internazionalizzazione. Ho imparato a capire l’importanza  finanziaria,  scientifica e formativa di essere dentro la progettazione europea.

Le competenze acquisite diventano fondamentali per il lavoro e per i lavori altri che ci si trova a fare. Personalmente ho trasferito il Know how anche nelle attività formative alla Scuola di Specializzazione Interateneo del Veneto per la formazione dei docenti di scuola secondaria dove, insieme ai colleghi supervisori di Lingue, abbiamo dato vita a percorsi di tirocinio internazionale, all’interno della rete pre-esistente tra le scuole del territorio e quelle europee già coinvolte come partner in progetti LLP. Nuovi ministri, nuove leggi, vecchi pregiudizi e limiti fanno spesso crollare quanto di buono periodicamente si produce in Italia.

E qui devo dire che condivido quanto Rossi dice nel suo articolo:” ognuno fa per conto proprio… e la frammentazione regna sovrana”. Intanto tutti gli altri accedono ai fondi e prendono anche quello che potrebbe servire a noi Italiani per migliorare il nostro sistema formativo e produttivo.


Un aspetto critico che Fuori TG ha evidenziato e che è strettamente connesso con la capacità politica di farsi spazio in Europa per rivendicare i nostri diritti, riguarda la percentuale di cosiddetti “fondi propri” che ciascuna istituzione deve stanziare per integrare i fondi concessi dall’ UE e che spesso rappresentano un grande ostacolo alla completa implementazione di un progetto finanziato. Non è semplice in Italia, in una realtà, ad esempio, come quella della scuola e dell’istruzione in generale sottoposte a tagli feroci negli ultimi anni, reperire quel tot di fondi propri richiesti. Alcuni paesi dell’UE, la Polonia ad esempio, hanno saputo “contrattare” la percentuale di questi fondi. E noi? Fino ad oggi è mancato qualcosa, è mancata l’autorevolezza e la determinazione a far valere i nostri diritti. Il disastro italiano in questo settore ha radici antiche, non è non è frutto di questa crisi che morde…

Dunque progettare in Europa con successo non è solo una questione di burocrazia, ma è il frutto di politiche intelligenti e lungimiranti, a tutti i livelli, che investano in formazione di personale esperto nel campo. In poche parole, formare rende in quanto  permette di accedere a tutte quelle risorse che noi cittadini italiani contribuiamo a creare e che abbiamo il diritto di recuperare tramite lo strumento della candidatura ai fondi europei.

La nomina di un Ministro per l’Europa nel governo Monti ha un alto valore simbolico e strategico. Speriamo che diventi anche una leva efficace per aiutare l’Italia e gli italiani a saper cogliere le opportunità che, ancora e speriamo il più a lungo possibile, l’Europa ci offre.

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Il Ministro Riccardi alla sua prima uscita: ed è subito integrazione e rispetto…

“Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio ha voluto rendere omaggio a Jerry Essan Masslo, un cittadino sudafricano ucciso a Villa Literno nell’agosto del 1989. La prima tappa è stata proprio al cimitero della piccola città in provincia di Caserta dove Riccardi si è soffermato a lungo non solo con la comunità locale ma anche in preghiera sulla tomba che raccoglie le spoglie mortali di Masslo. Secondo Riccardi il sudafricano “rappresenta una parabola” dal momento che, dopo essere scappato “dall’orrore razzista del Sudafrica è morto in una brutta storia di caporalato” una tragedia che, per il ministro, ha fatto, però, “prendere coscienza del dolore e della sofferenza degli immigrati”.(lapoliticaitaliana.it)

“Non è casuale dunque che il neoministro, con la sua lunga esperienza nel campo delle lotte per i diritti umani, voglia cominciare da qui per conoscere più da vicino la condizione degli immigrati in Campania”(Corriere del Mezzogiorno)

Il TG 3  lancia  un servizio sulla prima uscita del Ministro per la Cooperazione internazionale  e Integrazione, Andrea Riccardi. Gli chiedono: “non pensa che alcuni Italiani possano non capire la richiesta di  cittadinanza per i figli di immigrati nati  qui, in Italia?” E il Ministro  risponde, con molta calma e sicurezza, di non avere affatto paura e di essere sicuro che gli italiani, quando  conoscono le situazioni, capiscono molto bene ciò che è giusto e ciò che non lo è. Bravo!

Una presenza così nel mondo politico e sociale italiano non può che essere benvenuta. L’istituzione del  suo ministero è un segnale fortissimo ed efficace che l’Italia può e deve diventare un paese moderno, consapevole e “veloce” nel trattare aspetti cruciali del suo essere nazione e contemporanemante “mondo”.

Ma che Londra è mai questa?

 London Riots 2011

Woolwich fa parte della  Constituency di Greenwich & Woolwich e  si trova nell’area Sud-Est della Greater London.  Per ragioni familiari frequento questa area  da circa dieci anni durante i quali  ho visto crescere la cittadina. Ho visto la High Street trasformarsi lentamente in una zona commerciale vissuta e curata.

Ho visto anche gli angoli “bui” di questo suburb inquieto: i centri per l’impiego con lunghe code di disoccupati, per la maggior parte neri, in cerca di lavoro.  Ho visto anche  lunghe code davanti  agli sportelli delle banche, ben visibili e accessibili dalla strada. Ho  verificato  i miei pregiudizi e le mie effettive conoscenze della città e del Regno Unito  nel suo insieme. 

Molte le single mothers, accompagnate da giovani nonne e da pargoletti al seguito. I padri? Chi sono costoro? Spesso  partner di una serata al pub e poi via nel nulla…Quello  delle madri  singole  adolescenti, quasi sempre bianche, è un problema antico in Inghilterra. In molte scuole si affronta il problema  con l’ educazione preventiva per evitare gravidanze non volute e l’assistenza successiva, aiutando  le madri  a prendere un titolo di studio professionale e a inserirsi nel mondo del lavoro. Il più delle volte però, le giovani mamme “sole” rivevono un   sussidio   dallo Stato, e con questo  vivono e mantengono un’intera famiglia, spesso allargata ai genitori.

 A  Woolwich vive una popolazione in altri tempi definita di sottoproletariato urbano. Giovani e vecchi, bianchi e disoccupati, con problemi di alcolismo e di abbandono sociale. A Woolwich vivono anche  comunità di varia provenienza etnica. Tutti, a diversi livelli e nonostante tutto, credono  nel Sistema. E tuttavia, in questi tempi di  crisi e recessione, il lavoro diventa sempre più una chimera; lo studio non è più un’opportunità per tutti, tagli e aumenti delle tasse hanno prodotto insoddisfazione e mancanza di prospettive. Le famiglie sono sempre più problematiche. I vari fattori  vivono a Woolwich, come in molte  altre aree londinesi, in un eqiuilibrio molto delicato.

Lunedì, questo equilibrio si è spezzato violentemente. Ma le avvisaglie c’erano tutte, già da qualche tempo, evidenti e trascurate: La crisi  del  credito (credit crunch) e il crollo delle banche, le dimostrazioni  contro i tagli all’istruzione, la perdita di credibilità e prestigio   della Polizia, dei politici e della Stampa “Libera” a seguito dello scandalo Murdoch. I Pilastri  che da sempre hanno garantito certezze intoccabili ai cittadini britannici, hanno cominciato a mostrare delle crepe profonde e il governo  di Cameron da l’impressione di agire sotto la spinta  del recupero forzato, a tutto campo.

Angoscia, delusione, rammarico  mi  lasciano muta  mentre guardo su Utube i video  dei riots.
 Sembra incredibile che in questo  spicchio d’Inghilterra, dove fino a Lunedì fervevano i preparativi per le Olimpiadi e si procedeva a ritmo  incalzante nel costruire case, allestire spazi sociali, costruire vie di trasporto  veloci ed efficienti, come la metropolitana di superficie,   subisca un tale stop, almeno psicologico, che quasi riporta la lancette dell’orologio indietro nel tempo.

 Mi colpisce il fuoco. Incendi terribili, fiamme alte. Bruciano edifici simbolo della cittadina come il pub The Great Harry Wetherspoons che   si vede andare in fumo in un video amatoriale, lentamente e inesorabilmente e di  vigili del fuoco o forze dell’ordine neanche l’ombra. I tagli hanno colpito anche loro!

Impressionante il video sull’ attacco dei giovani  al piccolo  gruppo di poliziotti che indietreggiano, impauriti e inermi… nel centro di Woolwich.

E non sono  solo Black Riots, ci sono  “looters” bianchi  nei gruppi di rivoltosi,  tutti giovani disperati che assaltano  negozi non già di  alimentari, perché la fame li spinge a farlo, ma negozi di elettronica, di  abbigliamento e di alcolici. Non è un caso che Sainsbury, il grande supermercato del centro, non sia stato nemmeno sfiorato.

Sono stati particolarmente colpiti proprio  quei piccoli imprenditori  che stanno lavorando alacremente per migliorare se stessi, la propria vita e quella della comunità.  Sono  la parte attiva   della società che a Londra ha trovato terreno fertile per  realizzare i propri progetti.

Ma non ci si ferma, non ci si può fermare.  Si deve andare avanti  e gli Inglesi, vecchi e nuovi, lo sanno  e lo vogliono con convinzione, nonostante lo shock forte che stanno vivendo.

Si deve andare avanti e  senza “ronde”… Non sono i cittadini che devono garantire la sicurezza. Loro possono e devono essere prudenti e socialmente consapevoli, ma altra cosa è il mantenimento dell’ordine! Non si può delegare  a semplici cittadini, impreparati  e condizionati dalla paura, la tranquillità del paese. Si rischia di aggiungere violenza a violenza. Un esempio? A Eltham, vicino a Woolwich, una “ronda” di circa 200 residenti bianchi ha preso  d’assalto un autobus con dei giovani neri dentro. La polizia è dovuta intervenire per evitare  nuovi disordini…

Lasciamo lavorare la Polizia, mettiamola nelle condizioni di operare  efficacemente e correttamente, ma non  ricorriamo ai cannoni ad acqua, all’esercito,  ai manganelli e chi più ne ha più ne metta…Violenza porta violenza.

Torniamo  ai valori che hanno fatto grande l’Inghilterra e ne hanno fatto un punto di riferimento per tutto il mondo: Civiltà, Cultura, Rispetto del cittadino e delle Istituzioni.

Video e altro in  Newshopper

 

Flatlandia-Satira, Distopia e Paura del Diverso

 

Da Tuttolibri di oggi,  Sabato 2 Luglio 2011, segnaliamo con grande piacere l’invito a leggere Flatland, a Romance of Many Dimensions, di E.A. Abbott.

Un romanzo che attraversa  con grande efficacia la satira, la distopia e la paura del diverso. Una lettura  importante per tutti e soprattutto  per i  giovani.

 Tanto importante da diventare protagonista di una bella esperienza didattica di cui  voglio raccontarvi la storia.  

 

 

FLATLAND: A PLACE IS A LANGUAGE

A CLIL module to refresh students’ interest in scientific subjects

Based on A.E. Abbott Flatland, A Romance of many dimensions, 1884 

 

The CLIL module here presented was carried out by the English and Mathematics teachers in the fifth form of a Language Course, at  ITAS “P.Scalcerle”, a secondary school in Padua.

The aim was to creatively refresh the students’ interest in Mathematics and Physics through the integration of the scientific area with the literary and linguistic “dimensions” of English.

The fantastic English novel, Flatland, A Romance of many dimensions, written by A.E. Abbott in 1884, offered the ground for the analysis. In fact the main characters of the story are geometrical figures and the setting consists in different dimensions and/or fantastic worlds and unusual situations. Style is basically realistic, denotative and scientific, but also rich in irony and satire.

The project is presented and discussed in this paper to assess the experience and highlight its most qualifying aspects, among which the theoretical reference supporting the didactic choices made and the role and level of participation of the discipline teacher. A basic proposal for assessing and optimizing his competence on the medium language is introduced as hint for further development in the field…read more

Il lavoro presenta  spunti interessanti di applicazione di approcci  metodologici innovativi come il CLIL  (Content and Language Integrated Learning) e il Cooperative Learning.

Con  gli studenti  di una classe Quinta del Liceo Linguistico “P. Scalcerle” di Padova e con il collega di Matematica e Fisica abbiamo impostato un percorso didattico articolato basato su:

-concetto di Competenza Parziale (Quadro Comune Europeo di Riferimento per l’Insegnamento/Apprendimento delle Lingue Moderne) per permettere al docente di Matematica di  partecipare alle attività sfruttando le sue competenze nella Lettura e Comprensione di testi  scientifici   in Inglese;

-sviluppo  delle abilità linguistiche superiori degli studenti . 

Fanno buona compagnia a questo romanzo integrandone il contenuto e il messaggio, due ben note Distopie trattate a scuola nel programma di  Lingua e Civiltà Inglese: 1984 di George Orwell e Brave New World di Aldous Huxley.

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