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P. Modiano-Dora Bruder. Storia di un’ossessione parigina

dora.pngTempo fa, ho chiesto aiuto ai miei amici lettori per decidere da dove iniziare a scoprire il Nobel della Letteratura 2014, Patrick  Modiano. Qualche suggerimento è arrivato. Si parte senz’altro da  Dora Bruder, considerato da molti il suo primo grande libro.  

“Si cerca una ragazza di 15 anni, Dora Bruder, m 1,55, volto ovale, occhi castano-grigi, cappotto sportivo grigio, pullover bordeaux, gonna e cappello blu marina, scarpe sportive color marrone. Inviare eventuali informazioni ai coniugi Bruder, Boulevard Ornano 41, Parigi.”Posiz. 55-56

 

Bruder 15 anni, figlia di immigrati ebrei, Austriaco il padre, Ungherese la madre, inghiottita nel 1942 dal mostro nazista, Dora rappresenta il paradigma dell’innocente travolto dalla cattiveria e dalla disumanizzazione della politica.   Modiano cerca ostinatamente, con la pignoleria di un burocrate Kafkiano, di rintracciare nella  sua vita di adolescente brandelli di esistenza umana, prima della tragedia finale.

Parigi, talora spettrale e surreale, diventa città mappa, città stradario, città fagocitata dal burocratese degli uffici pubblici.  La fredda scrittura  adottata sembra voler sottolineare il distacco di un  osservatore quasi “incolpevole” di quanto accaduto a Dora e a milioni di altri come lei. Attenersi ai fatti, registrare meticolosamente l’evento senza  troppi segni di interpretazione e di pietà. Riempire modulo. No, non ha diritto a ritirare il documento, ha la delega? È parente? Chieda la deroga, se vuole al:

“Palazzo di Giustizia, Boulevard du Palais 2, terza sezione di stato civile, quinto piano, scala5, stanza 501. Da lunedì a venerdì, dalle 14 alle 16.”Posiz.144.

Così comincia il percorso infernale, anch’esso un po’ Kafkiano, per ottenere il certificato di nascita di Dora Bruder!

i MiserabiliLungo la strada   Modiano incontra quelle che ama definire “Coincidenze letterarie”. Sono diverse.  Mi colpisce il riferimento a I Miserabili di V. Hugo: Dora come Cosette? Cosette e Jean Valjean in fuga attraverso i quartieri bui e malfamati della città, come Dora e i suoi genitori? Perchè Modiano sente il bisogno di ripercorrere i passi dei Bruder verso il baratro? Bisogno mai sopito di ricordare al mondo le brutture di un passato recente e indegno di un’umanità evoluta?

 

Dora1.jpgLa vita di Dora, le strade che può aver percorso, le cose che può aver visto, i palazzi, i negozi, le scuole risvegliano nel giovane Modiano ricordi di adolescenza, ma che differenza tragica nelle loro esperienze!

“L’indirizzo è nel XVIII arrondissement di Parigi, non distante dal mercato delle pulci di Saint-Ouen: un quartiere che Modiano conosce bene per averlo frequentato durante gli anni sessanta, anche se il n. 41, accanto al Cinéma Ornano, non ha mai attirato la sua attenzione. È forse questo il movente che fa scattare la curiosità della ricerca.”Wikipedia

La fuga di Dora dal tetro collegio delle suore del Sacro Cuore di Maria è l’estremo tentativo di liberarsi di una maschera non desiderata, di esplorare un mondo aperto che per ora le è negato. Purtroppo non abbiamo notizia di come il cuore e il cervello di Dora abbiano reagito a queste nuove sensazioni.

“la fondazione del Sacro Cuore di Maria era chiamata a rendere eminenti servigi ai bambini e alle adolescenti di famiglie disagiate della capitale”Posiz.346

 

Dora-Bruder-evidenziazioni_thumb.jpgApparentemente  distaccato e poco coinvolgente nel  suo registro burocratese, volutamente neutrale,  quasi “frozen” , il libro mi attira, paradossalmente,  proprio grazie a queste sue caratteristiche. Trovo che in fondo lo stile di Modiano, così puntiglioso, pieno di dettagli inutili che impediscono alla narrazione di assumere un ritmo coinvolgente, riesca, in un certo senso, a rendere più intenso il senso di disagio del narratore e del lettore per gli eventi di quel tragico periodo. E ravviva anche  il senso di colpa verso persone come i Bruder  che possono all’ improvviso diventare quasi trasparenti e leggere, come nuvole che trascinate da un vento malefico, si dissolvono nel nulla, senza lasciare traccia.

 “Sono persone che si lasciano dietro poche tracce. Quasi anonime. Non si distinguono da certe strade di Parigi, da certi paesaggi di periferia dove ho scoperto, per caso, che avevano abitato. Ciò che sappiamo di loro si riassume spesso in un semplice indirizzo. E questa precisione topografica contrasta con quanto ignoreremo sempre della loro vita… con quel vuoto, con quel grumo di ignoto e di silenzio.”Posiz. 252

Alla fine, la storia ti lascia una profonda amarezza, accompagnata da un desiderio di fuga, forse solo temporaneo, dai libri di Modiano,

Patrick Modiano: da quale libro comincio?

Patrick ModianoLeggere di uno scrittore che riceve il Nobel per la Letteratura colpisce tutti, bisogna ammetterlo.  Sentire che per  il 2014 è stato attribuito  a Patrick Modiano, mi colpisce due volte.Non conosco nulla di lui e dei suoi libri, sono tuttavia molto curiosa di scoprirlo e per questo chiedo aiuto a voi: quale tra i suoi libri  mi  consigliate, per cominciare?

 «Se si dovesse dare una definizione del “modianesco” – ha osservato Gabriella Bosco su Tuttolibri-si dovrebbe parlare di un fraseggio secco, molto spezzato, quasi impersonale, ma trascinante nella sua asciuttezza, applicato a vicende minuziosamente scannerizzate, il cui palcoscenico è per lo più la Parigi degli anni dell’Occupazione, ricostruzioni quasi maniacali nella loro precisione di fatti che però, sorprendentemente, nel loro insieme restano lacunosi, aperti, incompiuti nella scrittura». Gabriella Bosco  (La Stampa):

Tuttolibri su ModianoSeguendo il consiglio di Tuttolibri, cominciamo dunque da dove tutto cominciò… Da Dora Bruder, il  capolavoro, a Viaggio di Nozze, all’ultimo, L’Erba delle Notti.

G.Simenon-Pazienza commissario Maigret, pazienza…

 

la pazienza di Maigret1G.Simenon

La pazienza di Maigret

Il Sole 24 Ore

Il giudice cicciottello, pieno di figli e amante del cibo Alverniate è il personaggio che più mi colpisce per la sua corporeità “normale”.

La normalità è la qualità più evidente nei romanzi di Simenon, la normalità del male, del cibo, della quotidianità, delle persone che affollano  la vita del commissario.

La normalità brutale della Storia, che coinvolge il tagliatore di
diamanti Jef Claes/Viktor Krulak,  nell’ avventuroso incontro con la bambina, “in un giorno da Apocalisse” del 1940, sotto il bombardamento feroce della stazione di Douai, dove tantissimi  profughi  francesi e belgi sono in transito verso Sud.

Ebreo di origine lettone, ma nato ad Anversa,  Jef avrà un ruolo fondamentale nella storia in cui anche  Nina, la bambina  dell’incontro fatale, si troverà coinvolta.

Manuel, vecchio malavitoso invalido, ormai a riposo (forse), vive a Montmartre, in un bell’appartamento con la bella e giovane Aline, che si rivolge a lui chiamandolo “papi”, con dolcezza. Alina rappresenta il suo corpo, il movimento e la possibilità di  uscire ad incontrare il mondo.

Un bel giorno, Manuel  viene trovato morto, ucciso nella sua carrozzella.

Maigret conosceva Manuel già prima che fosse ucciso e, in un certo senso, lo rispettava. Lo considerava infatti un malavitoso vecchio stampo con un codice preciso di comportamento.

Maigret vuole indagare per arrivare alla verità. Sente di doverlo a Manuel e, come al solito, passo dopo passo, con pazienza e con i suoi metodi, il commissario  con la pipa  arriva a svelare il mistero.

diamantiDietro l’omicidio di Manuel c’è di tutto: diamanti, investimenti in mattone, prostituzione, buon cibo, fiumi di birra e vini raffinati. Ci sono i soliti poliziotti, fidati collaboratori del commissario e donne protagoniste controverse.

Lettura piacevole come sempre, nonostante la solita struttura, la solita magistrale caratterizzazione, la solita sfolgorante Parigi e la solita normalità di Maigret.  

E tuttavia, c’è bisogno di questa normalità, ogni tanto.

J.Franzen-The Corrections. How to survive them?

Vite da correggere

imageArrivo alla fine, dopo avere  pensato spesso ad una correzione di rotta,  in sintonia sia con il titolo che con la funzione “cruciale” della crociera dei Lambert sulla Gunnar Myrdal,The Real Scandinavian Ship”.

Sì,  dopo le prime cento, centocinquanta pagine, ho pensato di smettere. Ho provato un rinnovato disagio  nell’assistere,  a pochi giorni dalla lettura dei Burgess Boys, ad un’ennesima storia familiare  di conflitti, di sconfitte, di umanità americana tormentata.

E tuttavia,  ho deciso di accettare anche questa ennesima sfida  e sono andata avanti. Ora, alla fine della cavalcata, non nascondo la soddisfazione e il piacere di aver proseguito il viaggio con i Lambert e con il ricchissmo e sfaccettato linguaggio di Franzen. image

Jonathan Franzen has built a powerful novel out of the warning consciousness of a marriage, a family, a whole country!” Don De Lillo

Ho vissuto anche io il romanzo come un altro intenso viaggio in USA, come il ritratto di uno spaccato americano che contiene tuttavia elementi di universalità.

Freedom FranzenUn viaggio tra Midwest, New York e Filadelfia, con  un salto in Europa, da sempre  immaginario culturale degli  americani, sotto la guida esperta di Franzen, che affascina il lettore con il suo “discorso”, le sue immagini, il suo stile.

 Inoltre Freedom è stato il primo romanzo di Franzen che ho letto e apprezzato e dunque mi sembrava logico e imprescindibile affrontare le Correzioni.

A chi consiglierei questo libro?

E’ una lettura decisamente impegnativa, per lettori “maturi” in tutti i sensi. D’altra parte, un lettore anagraficamente maturo rischia di ritrovare troppo di sé stesso nella storia, di sentirsi e vedersi di fronte a uno specchio impietoso. E allora?

Allora, gli amanti della letteratura americana e dell’ esplorazione delle ordinarie profondità umane, rimangono i primi destinatari di questo mio suggerimento di lettura.

 Quante correzioni da fare nella vita dei Lambert!

imageFranzen racconta la storia della famiglia Lambert, originaria di St Jude nel Midwest americano, entrando di forza  nella vita di queste persone e di  tutti coloro che vengono a contatto con loro.

Filo conduttore è la spinta a “correggere” la vita degli altri, la propria vita e le proprie scelte. I due genitori vivono di correzioni o forse dell’illusione di farle.

Qual è la conclusione della storia di queste vite complesse? Un po’ di consapevolezza in più e l’accettazione sofferta delle debolezze reciproche. Anche la vecchia madre esce allo scoperto, con coraggio e  con la sua lista di cose nuove per lei che le potranno dare piacere, nell’immediato futuro.

 Il Libro in sezioni

 St Jude

typical Midwest townSt Jude è il patrono delle cause disperate. E guarda caso tutto comincia qui, da questa città e dai  suoi “gerontocratic suburbs” , dove i ragazzi Lambert vivono come in una prigione, da cui  cercano di fuggire, definitivamente. Ma quale adolescente non scapperebbe dalla sua città in cerca di libertà e realizzazione?

Alfred, il rigido padre ha lavorato alla Midland Pacific Railroad, comeimage ingegnere e si è nutrito della passione viscerale degli americani per i treni e per l’epopea della costruzione delle grandi reti ferroviarie che hanno cinventato   la “civiltà” del giovane paese. La storia di Alfred nella MPR è un pezzo di storia del paese ed è molto interessante leggerla.

  The Failure

imageI Fallimenti di Chip. Chi è Chip? a  would-be-writer obsessed by corrections? a teacher obsessed by a teenstudent?

Cosa fa Chip? Meeting Julia in NY; sexually harassing one of her teen students;  living on his sisters lent money; working as proof reader, squashing money, selling his “Great Books” for a living; meeting Julia’s Lithuanian Husband, the Ambassador; living in  New York New York…

He has to  furtherly correct the rough draft of his work replacing lengish words with shorter ones; erasing sections which reduce the effectiveness of the plot. A writer’s trouble: How to write a succesful novel or piece of writing? The story is entering its “vital” essence. Corrections have to be made:  troppe tits e breasts nel manoscritto? Via tutto il monologo così si elimina il problema. 

image

Chip ha dei problemi. Al supermercato per ricchi di Tribeca Chip ruba un salmone e se lo infila nelle mutande.   Il salmone comincia a scivolare da verso le gambe. A cosa porta la mancanza di soldi e la disperazione! Ma Chip è il prediletto di suo padre, che invoca sempre il suo nome nei momenti di difficoltà.

All’orizzonte compare qualcosa di   inaspettato: The Lithuanian business with Julie’s husband, Gitanas. Il miraggio dei soldi, lontano  da NY , lo conquista. Comincia una nuova avventura o si va verso un nuovo fallimento?

The more he thought about it, the angrier he got

house in midwestGary, il  primogenito e la casa di St Jude, da demolire se possibile o da vendere subito. Sbarazzarsene, in ogni caso.

Gary  e la temuta depressione, Gary e le sue correzioni “fisiologiche, neuroniche, carcerarie”, Gary e l’alcol, Gary e il terrore degli antidepressivi.

Gary è triste, semialcolizzato, confuso. La sua vita familiare è palesemente in crisi. I figli solidarizzano con la madre Caroline, anche se John il piccolo fa di tutto per compiacerlo, proprio come lui faceva con il suo burbero papà.

He has something of the Burgess Boys, of Jim actually (or better Strout may have drawn inspiration from Franzen…). They both have a “sacred long marriage” Gary with the rich Caroline, Jim Burgess the lawyer with her rich wife Helen.

However Gary is not a strier, he is relatively relaxed in his banking job, in a period when everybody in the field wants to become rich and to wear smart Italian suits and drive a Porsche or a Ferrari and buy a loft in a fashionable area of the city, be it NY or Philly.

What is the corecktall process?  Anche questo nome richiama le correzioni? Correct all… O piuttosto nasconde una onomatopea che richiama un suono basso e sgradevole?

ASLANfakeCorecktall è un trattamento terapeutico sperimentale che riprende i risultati della ricerca di Alfred Lambert, per applicarli a persone con Parkinson e malattie degenerative. Assistiamo a conferenze dotte e interessate di finanzieri e studiosi che illustrano il trattamento e alle disquisizioni arrabbiate di Denise e Gary sul brevetto milionario che Alfred non ha voluto assolutamente “monetizzare” in modo adeguato, come invece avrebbe dovuto. Gary, l’economista non sopporta l’ atteggiamento perdente e rinunciatario del padre, che invece sta solo tenendo fede ad un impegno preso con la sua ditta.

Alfred’s patent evokes Stamina, in a way. Especially the businesslike nature of its ownership. It “is a propsectively successful patent”. Alfred the old owner  doesn’t care  about its actual value. He is only concerned with loyalty to the firm under which he had produced it, despiteful of how badly and unloyaltly they treated him. Last of the Mohicans?

 At Sea

i viaggiatori della seraNon so perché, ma la crociera di Enid e Alfred Lambert mi fa tornare alla mente, il bel film di Tognazzi I viaggiatori della Sera. Film decisamente inquietante, ma visionario. Negli anni ’70 Tognazzi introduceva una visione forse distopica della vecchiaia  e della società, ma non troppo lontana da una certa idea di “rottamazione”, anche delle persone, che attraversa i nostri tempi.

imageLa crociera di Enid e Alfred è piena di ricchi pensionati recenti, indomiti investitori, WASP scandinavi ai quali si cerca di rifilare azioni ad alto rischio.

La vendita da frutti eccezionali. I viaggiatori, a loro insaputa, vengono “trattati” con l’Aslan, o Mexican A,  come chiarisce Denise a Gary quando viene a sapere che la madre aveva assunto droga durante la crociera. La stessa Mexican A che l’adolescente Melissa fa assumere a Chip, il professore…

E così i poveri  citrulli si  nutrono beati dell’ illusione di fermare il viaggio verso “The Winter of their discontent”.

è la freudiana lotta di Alfred, in discesa libera  verso la demenza, con gli escrementi, con il fallico “Turd” che lo rincorre senza pietà e  che lo spinge a fare un bel volo in mare. Di notte.

L’inquietante crociera di Enid e Alfred è attraversata da medici e medicine, da spocchiosi viaggiatori scandinavi, da confidenze dolorose e da una profonda insiddisfazione. Che incubo!

  The Generator

imageMa per fortuna ora, si cambia sezione e si passa a The Generator, super ristorante trendy. Si va a Philadelphia, al ristorante di Denise, la terza figlia dei Lambert, in fully immersion nel rapporto ambiguo e tormentato tra sesso e cibo.

Il cibo di Denise, chef raffinata e quello della terribile cena a casa Lambert, a base di fegato e verdure…La notte tormentata dell’adolescente Chip che si rifiuta ostinatamente di mangiare, fino ad addormentarsi sul piatto odiato. Una correzione tragica!

Denise va in Europa, su spinta del suo capo Brian, ad imparare i segreti del cibo europeo. Verso l’Ucraina alla ricerca di ipotetiche radici e tratti ancestrali e poi a Vienna dagli amici di mamma e, naturalmente, a Parigi.

Denise e la sua “confusa” identità sessuale, la sua prima esperienza “amorosa” con il maturo e rozzo Armour, dipendente del padre….

Il suo amore passionale per Robin moglie di Brian, l’accondiscendenza con Brian marito di Robin. Denise e il suo lavoro, la sua creatività. Ma quante correzioni ancora da fare nella sua vita!

   One Last Christmas

Si parte da St Jude e si torna a St Jude. Dopo averli tanto implorati, Enid riesce ad avere i suoi tre figli a casa per un ultimo Natale.

Dopo l’avventura Lituana con Gitanas, marito di Julia ex di Chip, Chip torna da Vilnius, solo e povero,  riuscendo in modo avventuroso a salvare la pelle nel bel mezzo di una rivolta politica.

Denise torna sola, dopo la rottura con Robin e il licenziamento dal Generator. Sola, ripercorre la sua relazione con i familiari e soprattutto con il padre, di cui scopre un lato fino ad allora sconosciuto.

modellismotreniniUSAGary torna solo, senza figli e moglie che preferiscono il loro Natale newyorkese a quello buffo e grottesco con i nonni. Da solo ritrova il suo ruolo quasi paterno verso i fragili genitori e riscopre la sua infanzia tramite i modellini di treni, che da oggi in poi saranno il suo vero hobby, scelto da lui e non dalla moglie che gli aveva fatto come regalo la camera oscura. Gary, impaginato l’album di vecchie fotografie e regalatane una copia ciascuno ai suoi per Natale, ritiene assolto il suo compito. Ora si può dedicare a ciò che veramente lo fa star bene: i trenini.

I tre figli, insieme a mamma Enid prendono delle decisioni definitive sul papà ormai quasi demente, sulla vecchia casa, su sé stessi. E tutto succede a St Jude.

Alla fine, Enid chiude la storia con un messaggio  che palesa l’estrema correzione:

“She was seventy-five and she was going to make some changes in her life”

 

 

Da un’altra recensione

“I Lambert vivono osservando le regole, lo stile di vita americano gravitando intorno ai mali tipicamente a stelle e strisce (consumismo sfrenato, superficialità nei rapporti umani, dipendenza dai farmaci), si configurano come un microcosmo stritolato dalle ambizioni dei singoli. Sono grotteschi nel loro presentarsi, pagina dopo pagina, come un circo di alienazioni e frustrazioni e, indimenticabili perché è la scrittura di Franzen a consacrarli alla memoria del lettore.” read more

 

23 febbraio 2014-aggiornamento della Domenica da La Stampa.

southwestchief_coast to coast train

Piacevole casualità: Se Il treno coast to coast finisce su un binario  morto. Franzen, Semprini, e le ferrovie Americane

Il Crocevia delle Tre Vedove-Maigret e le triangolazioni pericolose

croceviadelletre vedove_simenon

Dopo ore di caldo infernale e di pioggia monsonica, oggi, in questa  gloriosa giornata di fine Luglio, mi immergo nel Crocevia delle Tre Vedove di Georges Simenon.

Gradevole, veloce e ricco di personaggi che ormai ci sembra quasi di riconoscere al loro apparire sulla scena.

L’assicuratore Michonnet, il meccanico Oscar, la bella e intrigante nordica Else, tenuta sottochiave da  Carl-dal-monocolo-nero, strambo  gentiluomo Danese, Guido Ferrari,  l’Italiano  “hai tutta l’aria del sicario…” (questa caratterizzazione mi piace poco. Stereotipi), mogli scialbe e complici, mariti maschilisti, ma  deboli  e pericolosi. Poliziotti sempre efficienti, ma spesso beffati  da astute avventuriere.

 

 

La suggestiva ambientazione  è un  crocevia fuori dai circuiti cittadini, con tre case in croce, all’interno e intorno alle  quali accade di tutto. Tende che si muovono  furtive, occhi che spiano e morti ammazzati. crocevia maigret

Tanti spari riempiono l’aria e sembra di assistere a un film poliziesco americano dove poliziotti e  criminali si affrontano a  colpi di pistola e fucile. bum, bum, bum…

Non manca il  brillio  dei tagli  di sole tra polvere e finestre chiuse e, soprattutto gioielli e diamanti.

il croceviadelletrevedove 001

Non ritrovo in questa storia la sapienza psicologica di Maigret nello svelare, poco a poco,  non solo  i contorni del  delitto, ma quelli  delle personalità coinvolte. Trovo invece un Maigret reattivo più del solito   di fronte alle provocazioni e alle seduzioni…

G.Simenon-La furia di Maigret

“La signora Maigret, che sgranava i piselli nell’ombra calda, dove l’azzurro del suo grembiule e il verde dei baccelli creavano chiazze sontuose, la signora Maigret, che non stava mai con le mani in mano, fosse pure alle due del pomeriggio della giornata più calda di un agosto già torrido, la signora Maigret, che sorvegliava il marito come si fa con un neonato, sbottò: ‘Scommetto che stai già per alzarti’ ”

la furia di maigretE lui si alza, infatti, si alza per ricevere in zoccoli, cappellaccio e tenuta da contadino in vacanza, la nera e smilza signora Bernadette Amorelle, che, altezzosa e sicura di sé, lo coinvolge in una nuova indagine. Benvenuta, Madame! sì, perché il commissario in pensione regge male i lenti ritmi del “riposo” forzato e allora volentieri, almeno all’inizio, si lascia trascinare dentro ricchezze e miserie della borghesia parigina in vacanza a Orsenne,

“una piccola frazione in riva alla Senna, tra Corbeil e la foresta di Fontainebleau…”

Qui ritrova un vecchio e viscido compagno di scuola, Ernest Malik, ora ricchissimo proprietario delle imprese di cave di sabbia Amorelle e Campois.

Vecchi sentimenti di rivalsa e frustrazione riemergono accompagnati da suicidi, trame, intrighi amorosi, fughe adolescenziali, rapporti conflittuali padre-figlio, fughe mozzafiato in bicicletta, attentati tra le fronde, donne annichilite da alcol e amori infranti.chiatte sulla Senna_Renoir

Maigret si lascia andare anche a piccole scorrettezze professionali che mai avrebbe adottato quando era in servizio.  Ai pensionati come lui si perdona tutto, forse. Anche la signora Maigret è richiamata in campo. Anche lei deve fare la sua parte nel gioco dell’investigazione e del supporto.

aubergeNella storia, come marionette tragiche, agiscono donne, madri, mogli e figlie. Piacevole il suo semplice rapporto con la cameriera dell’ Auberge de l’Ange, Raymonde. Meno gradevole quello con la proprietaria. Strana donna:

“…Era grazie a elementi come questi, uniti ai ricordi della sera precedente, che, agli occhi di Maigret, la figura dell’albergatrice andava acquistando la consistenza della realtà. Era stata una bella donna, l’aveva detto anche Raymonde. Ed era vero. Lo si intuiva nonostante i cinquant’anni mal portati, nonostante i capelli unti e la carnagione spenta. Una donna intelligente, un tempo bella, che d’improvviso si era lasciata andare e data all’alcol, e ora, viveva come un animale selvatico nella sua tana, lagnandosi e bevendo sino a restare a letto per giornate intere.”

La storia è gradevole e allo stesso tempo inquietante.  L’ usuale sagacia psicologica di Jules e la sua consolidata abilità di intessere reti, in cui ogni maglia è ben saldata alle altre fino a formare una trama finale perfetta, lo portano, prima di tutto, a capire e poi ad agire di conseguenza.

E il caso viene risolto.

Studenti Erasmus 2013: Io voto lo stesso!

erasmuspersito Alla fine non sono riusciti a trovare la soluzione per far votare i 25.000 studenti Erasmus all’estero per  realizzare il loro programma di formazione.

Il grido di dolore: Facciamoli votare, senza se e senza ma! non è stato abbastanza forte e lacerante da spingere i nostri governanti a risolvere la questione.

In un’era di alta tecnologia e informazioni che rimbalzano, senza sosta, da una parte all’altra del mondo, non siamo riusciti a impostare un sistema normativo/telematico per permettere ai nostri giovani concittadini all’estero di esercitare il loro diritto. Peccato e vergogna.

Come al solito, le motivazioni addotte sono assolutamente legali, ma buona volontà, acume politico, intelligenza di visione avrebbero potuto essere messe in ballo senza grossi problemi. Che i 25.000 voti spaventino qualcuno?

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E tuttavia gli Erasmus 2013 non si rassegnano e, nonostante non possano  votare il 24 e 25 Febbraio,  si stanno attivando nel gruppo Voto lo stesso per far sì che la normativa sia  aggiornata  e  altri Erasmus possano votare in future elezioni:

“Buona parte dei 25mila studenti Erasmus che non torneranno in Italia per le elezioni si recherà ai seggi elettorali nelle maggiori piazze europeee, con possibilità di esprimere democraticamente il proprio voto. Piazze, centri culturali, università estere: da Amsterdam a Berlino, da Parigi fino in Brasile.

L’iniziativa coinvolge un po’ tutto il mondo. Va sottolineato, comunque, che il voto espresso dagli erasmus non ha – ovviamente – alcun valore legale, ma dimostra tutta la voglia degli studenti di partecipare con determinazione al dibattito pubblico del proprio Paese.” corriereunive.it

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