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  • 3 Ottobre 2013- Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    L'Ambasciatore torna in Egitto. Pratica chiusa? Mai. Coraggio mamma Paola e papà Claudio, continuiamo ad esservi accanto.

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

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    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

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  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

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  • Libriamoci a scuola- leggiamo ad alta voce!

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  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

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C. Dexter-Le Figlie di Caino e il marchio dell’assassino

È Settembre anche a Oxford, nel secondo romanzo di Colin Dexter che decido di leggere. Dopo Il Terzo Miglio, che non mi ha particolarmente entusiasmato, arriva Le Figlie di Caino. Questa storia di delitti e sentimenti intrecciati in modo umano e verosimile non mi lascia indifferente.

Personaggi credibili e rintracciabili nella realtà Inglese, quella realtà che vive dietro il sipario patinato del mondo Middle Class dei libri di scuola. Tutto accade a Oxford che nell’immaginario di cui sopra è la cartolina perfetta per chi vuole credere ancora nella favola bella.

Il professore in pensione Felix McClure viene brutalmente ucciso nel suo appartamento. Omicidio efferato di un uomo rispettabile e di buoni sentimenti, specialmente verso la giovane donna di cui si è innamorato nonostante (o forse proprio per questo) la vita disordinata della stessa.

Il rispettabile professore era coinvolto in un giro di droga? O era invischiato in una torbida storia di sesso? Il suo mondo passato e presente, viene messo sotto la lente d’ingrandimento dell’ispettore Morse e del suo assistente  Lewis: l’università, il Liceo cittadino, gli studenti, gli insegnanti, gli inservienti con relative famiglie.

Ma sono le donne il vero perno di questo mondo e la vera chiave del rebus. Figlie di Caino? Perché? Come? A voi scoprirlo. Un titolo geniale.

 

“Donne separate dalle altre loro simili dal marchio dell’assassino – il segno di Caino… Un confuso disegno fatto di «se» aveva mutato forma nella mente inquieta di Morse nel corso della notte, tracciando esattamente la stessa lista di sospetti di prima, poiché il Giudice Ultimo aveva consegnato a Morse le stesse tre buste.”

L’ispettore Morse ricostruisce indizi e moventi attraverso percorsi plausibili, cambi di direzione, epifanie brillanti. L’investigatore è uno sgradevole uomo, quasi in età di pensionamento, che fa del tutto per confermare questa immagine di sé agli occhi del mondo, ma che non riesce tuttavia a nascondere del tutto la profondità della sua anima.

Certo non è un Montalbano in accappatoio dopo la vigorosa nuotata a Marinella, ma un uomo  inondato di alcol, fumo ed espettorazioni sgradevoli, in preda ad una imprevista crisi affettiva che lo porta a slanci repressi verso la più giovane delle protagoniste della storia.

 

“Ella si volse, ma con il tempo d’autunno

per molti giorni costrinse la mia immaginazione,

per molti giorni e per molte ore.

 

She turned away, but with the autumn weather

Compelled my imagination many days,

Many days and many hours:

T. S. ELIOT – O quam te memorem virgo

E tuttavia il caro Morse è anche uomo di vasta cultura classica, ironico e bravo, molto bravo nel suo mestiere. Tanto bravo che riesce sempre a far quadrare i conti, mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle, compresi quelli individuati dai suoi collaboratori o gettati sul tavolo dal caso…Alla fine tutto torna, ma qualche granello di polvere rimane tra gli ingranaggi.

  «Come dicevo, se facciamo quadrare il primo caso, e poi anche il secondo… non ci resta altro da fare che calcolare la somma dei due quadrati». Lewis sembrava perplesso. «Non riesco tanto a seguirla, signore». «Ha mai sentito parlare di terne pitagoriche?». «A scuola abbiamo fatto il teorema di Pitagora». «Precisamente. La terna più famosa di tutte è 3, 4, 5, sicché 32+42=52. Ci siamo?». «Ci siamo». «Ma ci sono altri esempi di terne molto più spettacolari. Gli egizi, per esempio, conoscevano benissimo quella 5961, 6480, 8161».

 

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S. Agnello Hornby – La mia Londra, e la nostra…

A Patrizia, Londinese d’adozione…

la-mia-LOndra_Agnello-Hornby_thumb.png

Leggi romanzi se vuoi fare l’avvocato, suggerisce a Simonetta  il suo mentore, Lord Denning, Master of the Rolls (Presidente di Corte d’Appello):

 

“un bravo solicitor (Avvocato) non deve mai dimenticare la realtà e deve osservare il mondo. E in più deve leggere.  In particolare romanzi. Un bravo avvocato deve sempre avere un libro sul comodino perchè il mondo dell’immaginario è più simile alla realtà di quanto pensiate” p.80

 

Mi ricorda  Leggi romanzi se vuoi fare l’ingegnere, di Paolo Bertinetti. Insomma coltiva le tue passioni se vuoi riuscire in qualunque cosa. La lettura è una delle passioni più forti. E Simonetta Agnello  non solo li ha  letti i romanzi, ma quanti ne ha scritti!

Il padre, esponente della buona borghesia Palermitana  è convinto  che una ragazza ben educata e di buona famiglia  debba imparare l’Inglese in Inghilterra. Simonetta non ama molto questa lingua. Le basterebbe il suo Francese…

Ma la famiglia vince e, a soli 17 anni,  la ragazza parte per l’Inghilterra magica degli anni 60/70.  Studia, si diverte, conosce gente e incontra l’amore… Con molta naturalezza, Londra diventa la sua “home”.

A metà strada tra l’autobiografia e la guida turistica (anche se l’autrice rifiuta questa categorizzazione, considerando il suo libro “una dichiarazione d’amore a una grande  città e ai suoi abitanti ) La mia Londra  apre generosamente  le porte su spazi  privati  e pubblici di un’adolescente palermitana che diventa un’adulta cosmopolita e innamorata della Legge e di Londra.

avvocati LondinesiApre spazi privati quando ci parla della sua professione di avvocata, degli ostacoli incontrati per affermarsi in un mondo maschile e maschilista, da Italiana, ovvero da immigrata, anche se colta e di successo e, per di più  moglie di uno stimato professionista inglese.

 

Aggiungere  il nome del marito al proprio  non è  un vezzo. È una consuetudine British per una donna sposata prendere il nome del marito, poi, se ciò sia  stato utile a Simonetta anche per farsi strada in una società non sempre ben disposta verso lo straniero e molto competitiva, può essere vero.  Lei ha comunque saputo suonare i tasti giusti e indovinare le note necessarie per integrarsi felicemente con i Londinesi.

Il suo sguardo privato e “cultivated“, non certo da turista di “massa”, ci mostra dal di dentro Londra, i suoi abitanti e le sue bellezze.

San Girolamo nello studio_Antonello da Messina1474-1475

Antonello da Messina (1474-1475) San Girolamo nello Studio National Gallery-Londra

Mi piace da matti la National Gallery, proprio  come piace alla scrittrice. Sarà una questione generazionale o una sensibilità condivisa, fatto sta che se mi chiedessero dove mi piacerebbe rifugiarmi per un po’ di tempo, lontano da tutti e da tutto, direi proprio la National Gallery.

L’avvocata Italiana ci fa da guida appassionata attraverso i camminamenti della città, i suoi numerosi parchi, i suoi piccoli musei gioiello. E sembra che al suo fianco ci sia sempre l’autore più amato: Samuel Johnson.

Non a caso ogni capitolo si apre con una sua citazione famosa e coerente con l’episodio narrato, e soprattutto, con l’atteggiamento di questa donna curiosa e aperta a sfide sempre nuove.

Conosco il sud di Londra, la Greater London, di là dal Tamigi, dove l’autrice ha vissuto e lavorato e dove  mia figlia vive e lavora con la sua famiglia Italo-Afro-Inglese. Riconosco quello che Simonetta dice della zona e delle persone che ci vivono oggi:

“Più verde e più salubre del nord, la nuova parte meridionale della capitale era ed è considerata priva di storia e di cultura, lontana dal centro e dunque meno appetibile e meno costosa. La Londra del Sud, che è grandissima-spazia da Woolwich a Eltham, da Croydon a Hampton Court, da Kew a Putney-mi ricorda l’Inghilterra della provincia e quella rurale: ricca di parchi e di spazi verdi, ha un suo goffo fascino. Eppure gli abitanti dell’altra sponda del Tamigi la guardano con una certa condiscendenza: il patrimonio artistico, culturale e finanziario rimane concentrato, continuando a fiorire, nella vecchia Londra.”p.77

È tutto vero, e a conferma di ciò vale la pena fare un cenno allo  stigma associato al codice postale S/SE    e,  di conseguenza,  ai cittadini residenti nell’area South/South East. Vecchi pregiudizi duri a morire.

E nonostante tutto ciò, Londra, tutta, rimane unica nella sua capacità di accogliere chi sceglie di viverci e di accettare le sue regole e le sue sfide.

375px-ThenationalgalleryLa mia Londra di Simonetta Agnello Hornby è una lettura gradevole per chi  volesse tornare a Londra, attraverso vecchi e nuovi itinerari, e per chi volesse conoscere il  lato  meno noto ed  esplorato, ma decisamente affascinante,  di questa mitica città.

H.Kureishi-Il Corpo. Identità allegoriche

Il Corpo Kureishi

Hanif Kureishi
Il Corpo
Bompiani, 2005

Spunta da non so dove questo libro. Scorro velocemente le pagine e ritrovo alcune  mie note finali, scritte a matita. Sì, ora ricordo la sensazione provata quando ho chiuso il libro…

Il protagonista si chiama Adam, quasi primo uomo biblico, alla ricerca di un’identità profonda, a partire dal suo corpo.

“Adam, scrittore ricco e affermato ma non più giovane, si sottopone a un innovativo esperimento chirurgico che gli permette di trapiantare il suo cervello nel corpo di un ragazzo. Ritrovate avvenenza e grazia, Adam si dedica con entusiasmo alla sua nuova vita e parte per un lungo viaggio. Ma una serie di avventure picaresche, deliranti, comiche e fortemente erotiche lo convincono dello sbaglio che, novello Dorian Gray, ha commesso. Adam cercherà di ritornare sulla sua vita precedente e, non riuscendovi, sarà costretto per il resto della sua esistenza a vivere nell’ombra.”

Le forti suggestioni provocate da questo racconto mi hanno accompagnato durante la lettbodyura di tutti gli altri che, tuttavia, mi sono sembrati meno coinvolgenti. Commovente “Il vero padre”. “Goodbye mother” triste e tragico; “Faccia a faccia con te stesso“, banale? “Questione di tatto” chiude in modo efficace, forse perchè si torna al “corpo”. Mi piace.

KureishiRicco di riferimenti culturali  il Corpo  ci  porta dentro un’atmosfera  allegorica, quasi distopica, ma coinvolgente. In alcune “scene” si ha quasi l’impressione che sia lo stesso Kureishi  a vivere l’esperienza del protagonista.

Siamo alla Biofiction?  Kureishi parla di se stesso?  Al Guardian la pensano così:

“Having sharpened a style on his own mid-life crisis, Kureishi, in the novella “The Body” (which occupies more than half this book), has assumed old age. Adam is a playwright, screenwriter and novelist troubled by the realisation that his life seems “to have happened too quickly”. He is another version of the Kureishi persona, except that he is older, flabbier and more decrepit than the real thing. Like Jay in Intimacy, Adam is both Kureishi and not Kureishi; and the effect is similar – of apparent personal disclosure rendered with cold and elegant detachment.” Here  Linklater’s complete review
 
Mi è sembrato di cogliere una maggiore efficacia, anche linguistica in  Il Corpo. Questione anche di traduzione? Rileggerò questi racconti in Inglese per capire meglio.

P.Mastrocola-Non so niente di te. La vita a geometrie variabili

NON SO NIENTE DI TE_MASTROCOLAHo deciso di leggere questo libro senza sapere nulla del suo contenuto. Di Mastrocola avevo letto Una barca nel bosco, preso in prestito dalla piccola biblioteca di mia figlia. Di quella storia ricordo non tanto lo spaesamento sociale del protagonista, figlio di meridionali immigrati nell’ algida Torino, ma il paradosso di quella foresta puntigliosa costruita, foglia dopo foglia, all’interno della sua casa, metafora della costruzione di un’ identità “vegetale”, che fornisce ossigeno alla sua vita e a quella degli altri.

Di Mastrocola apprezzo  proprio il UNABARCANELBOSCO_MASTROCOLAparadosso come elemento narrativo catalizzatore di eventi. Lo utilizza per sdrammatizzare o per illuminare i personaggi, la loro quotidianità, i rapporti problematici tra genitori e figli, i conflitti e i cambiamenti sociali.
In Non so niente di te il paradosso riguarda ancora una volta un giovane uomo, Filippo detto Fil, e la sua famiglia, questa volta alto-borghese, influente, residente in una ricca città del nord ai tempi della grande crisi globale del 2008.

Il narratore ci parla dal 2060 e il suo è il ritratto di un mondo ormai scomparso, visto dall’alto! Saltano tra le parole, quasi come immagini in un pop-up book, scene della nostra contemporaneità: credit crunch, crisi globale, teorie economiche in antitesi tra loro, governi di emergenza, disorirentamento sociale. Una specie di riassunto letterario degli ultimi cinque anni di vita Italiana, Europea e  mondiale.

cafe a broad street OxMi piace molto la scenetta iniziale tra Burt e Judith, coppia di anziani pacificati, seduti al solito tavolino del solito bar, a fare colazione e a ricordare con nostalgia il passato, in un tempo dilatato di Novembre in cui l’aria inglese sa ancora di Indian Summer e può regalare mattinate dolci. Parlano di foglie cadute, di caducità della vita, di poeti incontrati nel passato, di ovvietà da terza età, che però emanano un fascino senza tempo…

“Quand’ecco che un compatto gregge di pecore sbucò dall’angolo, invase a poco a poco la via e cominciò ordinatamente a entrare, animale dopo animale, nel portone del Balliol College.

‘Sheep!’ esclamò Judith

 ‘Oh my God!’ Le fece eco Burt, smettendo di sorseggiare il caffè…”

Balliol College_Oxford

Fil è il figlio ideale, quello che fa le scelte giuste, con naturalezza conseguenziale. Si laurea a pieni voti alla Bocconi, frequenta un master alla London School of Economics approda al dottorato di Stanford e quindi, accede inevitabilmente ai piani altissimi della finanza o della politica o altro di questo livello. Il percorso “giusto” per contare nella società “giusta”. Questi i piani dell’orgoglioso papà Cantirami.

pecore SuffolkMa Fil, altrettanto naturalmente, inciampa nelle pecore Suffolk dal muso nero, che pascolano libere nel verde ipnotizzante dell’ Oxfordshire. Insieme a loro ri-orienta il suo destino  verso la piena realizzazione del suo più vero e profondo self, al ritmo del suo tempo interiore, lento e riflessivo.

La scelta è sua e ne sopporta le conseguenze, inclusi il dolore, lo sconcerto, la rabbia e la delusione dell’onnipotente padre, Guido Cantirami, costretto a scendere dal suo scranno e a confrontarsi con la grandezza e l’originalità delle scelte “controcorrente” di suo figlio. Anche la mamma e la zia prediletta, Giugiu, sono obbligate a rivedere la loro vita e i loro rapporti passati con Fil, alla luce di quanto vanno scoprendo su di lui. Il processo è immediato e quasi salvifico.

Fanno da co-protagonisti le simpatiche pecore dal muso nero, vere catalizzatrici della storia, le prestigiose Università Inglesi e Americane, duchi gentili è un po’ nel pallone, economisti di rango, economisti emergenti, ricche fanciulle occupy qualcosa, ammalianti  fiordi norvegesi.

fiordi norvegesi

Personaggio amabile e necessario è la zia Giugiu, che lavora alla Biblioteca Centrale della città e che impara l’Inglese (e tutti pensano che lo faccia per amore di Fil che lei decide di andare a trovare in America) e finalmente capisce, con stupore e felicità, il significato delle parole di The Sound of Silence di Simon and Garfunkel e lo comunica allegramente a tutta la famiglia riunita per festeggiarla. (qui il testo della canzone)

 
 Quasi una controfigura di Fil è Jeremy, che viene travolto dai piani dell’amico che, comunque, lo conducono verso il successo fermamente voluto e cercato. Forse l’avrebbe raggiunto lo stesso e in modo meno problematico, ma la vita si sa è sorprendente. È lui che racconta tutto a Giuliana, per la quale prova un immediata attrazione.

StanfordUSADurante il colloquio rivelatore con Jeremy a Stanford, Giuliana si sofferma a considerare le sue scelte e la sua riflessione potrebbe essere la nostra:

“Le sue scelte… Ma quali erano state, poi, davvero le sue scelte? Ce l’aveva, lei, la vita che voleva? E che cos’è la vita che si vuole? Tutti dovrebbero sapere che vita vogliono, e quindi farla, o provarci. A patto che siano in grado di poter scegliere,o vvio. E allora perché invece c’è tanta gente cha fa una vita non sua? Perché tutti, o quasi tutti, hanno una vita che non è quella che vorrebbero?” (p.144).

giovaniOggi, in questa bella giornata di Luglio, luminosa e calda, sono contenta di aver letto questo libro. Mai avrei pensato che potesse toccarmi così tanto! Nella storia di Fil, di Jeremy e delle loro famiglie ritrovo parte di me. Forse è una caratteristica generazionale, che investe quelli, o meglio, quelle che Mastrocola individua come “club delle madri di figli all’estero”.

Il tema centrale del romanzo è quello delle “scelte” esistenziali. Chi sceglie cosa? E perché? Chi ha il coraggio di escludere, scegliendo, altre possibilità destinate a rimanere ignote? Da madre di figlie all’estero, mi auguro solo che abbiano fatto e continuino a fare le “loro” scelte di vita, quelle che appartengono al loro mondo intimo e profondo, con convinzione, al di là delle aspettative di mamma e papà e dei condizionamenti sociali.

Come capisco la riflessione di Nisina, madre di Fil, successiva a ripetuti tentativi di contattare il figlio, inutilmente! Esprime perfettamente un nostro bisogno di genitori. Solo nostro.

“È che a una madre non sembra lontano un figlio lontano, quando sa con precisione dove si trova, cosa fa, quali luoghi e quali persone frequenta. Fino a che ha almeno un barlume della sua vita concreta. Lontana, ma concreta. Più sa con precisione meno patisce. Lo colloca. È in grado di collocarlo in uno spazio definito, un ambiente, un tempo.[…]Quella sera, Nisina avvertì di colpo la lontananza di Fil perché di colpo non lo collocava più”.

Un ennesimo romanzo per genitori che non si rassegnano al distacco e al cambiamento dei ruoli familiari. Che pensano di conoscere benissimo i bisogni dei propri figli e si danno un gran daffare per esaudirli. Ma quanto si sbagliano!

Un invito ai giovani ad essere più coraggiosi e ad impegnarsi perché i loro sogni e le loro scelte si realizzino senza mamma e papà alle spalle e, soprattutto, senza farsi condizionare dalle ipocrisie di alcune convenzioni sociali. Certo il punto di partenza di Fil è “leggermente” diverso da quello di Jeremy, proveniente da una famiglia economicamente meno attrezzata della sua, ma questa è un’altra storia.

Non so niente di te è un bel romanzo per riflettere, discutere ed emozionarsi. Raccontato da diversi punti di vista e per questo ricco e sfaccettato, a geometria variabile.

Una colonna sonora, amatissima,  come sottofondo di lettura

Procul Harum  A Whiter Shade of Pale, live in Danimarca 2006

Jonathan Coe -The Accidental Woman

Coe_the accidental woman

Jonathan Coe
The Accidental Woman
Penguin Books

Maria è la giovane e bella protagonista di una storia strana. Una storia di solitudine, nata all’interno della famiglia di origine, cercata e temuta, sin dai tempi della scuola, del college di Oxford, della vita lavorativa e familiare.

Maria attraversa accidentalmente tutte le fasi della vita di una donna moderna. Vive anche un drammatico matrimonio con un marito violento e un figlio che sembra essere il clone di suo padre.

Maria attraversa, accidentalmente, l’amicizia con donne e uomini che hanno in comune con lei, sicuramente, la loro ”stranezza”.

Maria incontra, spesso volutamente, una serie di errori che caratterizzeranno la sua vita.

Maria incontra anche l’amore, forse. Non è ben chiaro cosa si aspetti dai rapporti con gli uomini e con le donne.

Maria vive la musica come una compagna fedele e inseparabile delle sue notti, anche se il lettore la percepisce come una specie di sonnifero assunto con ritualità maniacale.

Prokofiev’s F minor violino sonata ci accompagna verso la fine.

La storia sembra non avere una conclusione evidente e strutturata, d’altra parte, tutto nella vita di Maria ha poco a che fare con il mondo esterno e con le sue regole prestabilite. Tutto appare, in quel parco sulla collina molto, molto distante e silenzioso.

“On her way to the summit the sound of the wind was, at first, the only sound of which she took any notice. Then she started to hear others, the distant cars, the songs of birds, the cries of children…”

Alla fine della storia avverto un certo senso di disagio nei confronti della protagonista, un personaggio che Coe ha costruito sapientemente, creando intorno al suo corpo e alla sua esistenza una specie di ”alone”, di atmosfera impenetrabile che tiene il lettore distante.

La narrazione è peculiare, molto classica, quasi alla Fielding, in quel suo continuo rivolgersi al lettore per catturare la sua attenzione, mantenerla su aspetti particolari, anticipare svolte significative. Coe fa uso di un vero narratore onnisciente e intrusivo.

Peculiare anche la scelta dei tempi narrativi: dal presente fattuale, quasi freddo e distaccato, al passato, tempo classico della finzione narrativa, che lascia spazio ad un maggiore coinvolgimento emotivo, comunque “protetto” dalla natura fictional della storia. Coe, si ritira dall’uso del presente e chiede permesso al lettore per questa scelta, che trova estenuante.

Michelle Obama incanta Oxford

 

“Dream Big”!

Sogna in grande! E’ l’appello che Michelle rivolge alle studentesse della Elizabeth Garrett Anderson School, istituto a Nord di Londra con il 90% di studenti extracomunitari, che la incontrano a  Oxford. Ne parla Andrea Malagutti, corrispondente de La Stampa da Londra(potete leggere l’articolo proprio sulla Stampa di oggi).

Un breve articolo che parla dell’emozione e dell’ammirazione che la visita della First Lady americana ha suscitato. Non è l’ambiente che colpisce, la paludata e prestigiosa Oxford, anche se è significativo  che l’evento si svolga proprio  lì, quanto la semplicità e l’intensità della relazione che si instaura tra la donna più potente del mondo e il gruppetto di studentesse.  Michelle è la speranza e il suo Dream Big fa il paio con la celeberrima “yes we/you can

Studiare, studiare e andare avanti con forza e se è vero che una migliore istruzione genera un miglior  Pil, abbiamo un motivo in più oltre quello di formare donne sempre più colte e consapevoli che possano aspirare a ruoli alti di responsabilità, a prescindere da sesso, razza e religione. Questo sta accadendo negli  USA, questo ci auspichiamo avvenga sempre di più in UK ,questo ci auspichiamo si realizzi in Italia, ma per il nostro paese ho qualche riserva…

Michelle e Barack continuano a far germogliare nei nostri cuori la speranza, a dispetto della Real Politik di cui il Presidente deve tenere conto e praticare, a dispetto dei suoi  denigratori e dei suoi   sbagli. Il loro colore, le loro origini, il percorso di formazione che hanno seguito con forza , intelligenza e determinazione, continuano ad alimentare la speranza, almeno la mia.

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