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    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

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    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • Amo l’Europa. Voglio prenderla dal verso giusto e allora VOTO.

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Dove operano le mafie: sguardo sul Nordest

    G.Falcone: L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 3 Ottobre a Lampedusa-Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...

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  • Siria: continuiamo ad essere dentro una guerra insaziabile

    Chi bombarda cosa? Partono impietosi i razzi di USA, Russia, Francia, Regno UInito... immediatamente tutti gli altri si stanno accodando alla magnifica follia dei bellissimi missili Trumpiani! Ma quando , come e con chi ne verremo fuori? ONU batti un colpo di pace, please!

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  • UN GIORNO, TUTTO QUESTO-Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

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  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

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A.Nothomb-IL DELITTO DEL CONTE NEVILLE. A braccetto con la tragedia greca, tra un bicchiere di champagne e l’altro

neville-nothombIl Conte Neville si confronta con eventi e persone molto particolari: una profezia destabilizzante, una figlia adolescente instabile,   eredità di casta molto ingombranti,  un “dovere” sociale incombente. Ce la farà il nostro eroe a  “passare la nottata”?

Lettura veloce di un breve romanzo frizzante e, nella sua leggerezza apparente, molto profondo e ricco.

Tanti i riferimenti culturali che mi colpiscono, uno su tutti: Oscar Wilde e Il delitto di Lord Arthur Savile 

E poi la tragedia Greca, madre di tutte le tragedie umane. Il tutto trasferito ai tempi nostri e  raccontato in modo intelligente e ironico.

Il tema dei conflitti generazionali e personali crea un gradevole effetto specchio nel lettore. Il ruolo salvifico della musica si conferma determinante nella vita reale e “narrativa”  di molte persone …

 

 

 

 

 Un grazie convinto a CaratteriContrari per aver condiviso su Facebook questa piacevolissima  lettura

Sopravvivere alla campagna elettorale 2015-Le tentazioni dell’elettore

 

voto regionale 2015

Si avvicinano le elezioni  regionali di fine Maggio. Ancora una volta ci troviamo  di fronte all’invasività  della campagna elettorale in fase finale.

Da mesi ormai i due supergalli del Pollaio Italia, Salvini e Renzi, si danno un gran daffare  per occupare spazi  mediatici di tutti i tipi.

Le recenti  campagne elettorali mi hanno  molto coinvolto, ponendomi  dilemmi esistenziali laceranti. Oggi, di fronte ad un panorama fatto di  corse alla riforma, di arrembaggio dilettantesco su tutti i temi, di  orgia del potere o meglio, della corsa al potere, credo di poter finalmente sfoggiare un distacco filosofico che la mia età mi consente.

Stop talk shows (patetici), stop discussioni politiche  casalinghe (rischio il divorzio); stop pagine e pagine di giornali sui soliti noti da mettere in primo piano. Via, invece, con lunghe passeggiate, vita all’aperto e divertimento.

Eppure alcune tentazioni  sono  dietro l’angolo e mi spingono a pensare:

  1. non andare a votare (nonostante una lunghissima e onorata carriera di elettrice)

  2. votare M5 Stelle (nonostante le ingenuità, le scorrettezze, la superficialità e una gestione del “potere” dei capi a volte inquietante)

  3. votare persone che stimo a prescindere dal partito (ce ne sono?)

  4. continuare a votare seguendo il mio cuore (why not?)

  5. votare seguendo  l’opportunismo dilagante (una svolta non buona, ma nella vita si può “impazzire”)

Cederò ad Oscar Wilde?

I can resist anything except temptation

 

 E  a quale tentazione cederò? Dopo una bella notte di  sonno…deciderò.

dormire bene

I.Némirovsky-SUITE FRANCESE. Che magnifica scoperta!

PicMonkey-SuiteFrancese-jpg_thumb.jpg 

  

“Suite francese di Irène Némirovsky  è il titolo dei primi due “movimenti” di quello che avrebbe dovuto somigliare a un “Poema sinfonico”, composto da cinque parti, di cui solo le prime due sono state completate e pubblicate[…]

La prima parte “Temporale di giugno” racconta l’esodo di massa dei francesi che, all’arrivo delle truppe naziste, si sono spostati con figli, vecchi, malati e intere case caricate su veicoli di fortuna, rimasti poi senza benzina e abbandonati lungo il cammino. In questo grande affresco corale si distinguono quattro gruppi familiari: la Famiglia Péricand, molto ricca, imparentata con altre famiglie altoborghesi di provincia. La casa è gestita dalla madre, Charlotte “La signora Péricand apparteneva a quel tipo di borghesi che hanno fiducia nel popolo. «Non sono cattivi, basta saperli prendere» diceva con il tono indulgente e un po’ sconsolato che avrebbe usato per parlare di una bestia in gabbia”. Gabriel Corte scrittore, è un Accademico di Francia, quindi fa parte dei quaranta “immortali”, come sono chiamati i membri a vita di quel sublime consesso. Deve prepararsi a lasciare Parigi per rifugiarsi a Vichy, con la sua amante, Florence. La Famiglia Michaud formata da una coppia piccolo-borghese: Maurice e Jeanne Michaud che lavorano presso la Banca del signor Corbin. Charlie Langelet, sessantenne, benestante, vecchio scapolo la cui grande passione è una collezione di porcellane. Si annovera tra gli “happy few“. È molto snob, evita l’eccessiva vicinanza del prossimo, per cui prova un generico disprezzo.”

Il secondo pezzo, “Dolce”, è ambientato in una piccola città della campagna francese, Bussy (nella periferia ad est di Parigi), nei primi mesi, stranamente tranquilli, dell’occupazione tedesca. Qui vivono due donne: la vedova Angellier e Lucile sua nuora. Un ufficiale tedesco, Bruno von Frank, viene acquartierato in casa Angellier. Tra il giovane ufficiale ventiquattrenne e la sconsolata Lucile, scocca una scintilla di comprensione che presto diventa amore. I due non osano però incontrarsi e parlarsi. La suocera tiranneggia Lucile e la costringe a nascondersi, fino a che, un giorno che rientra inaspettata, coglie i due in atteggiamento affettuoso, coinvolti dalla dolcezza della musica suonata dall’ufficiale sul pianoforte di famiglia. È troppo: la vecchia si ritira nelle proprie stanze e dichiara di non volerne uscire più. Bruno mormora “Finalmente, sarà il paradiso”.  Wikipedia

 

Suite, una sinfonia di note e luoghi.

Il titolo è esemplificativo della bellezza del romanzo. E altrettanto complesso e ricco di valore metaforico.

Ha un  significato strettamente legato al mondo della musica, anche se i “pezzi” della Suite di Irene si fermano purtroppo ai primi due tempi: Tempesta di Giugno e Dolce:

“In musica, la suite (in francese successione) è un insieme di brani, per uno strumento solista, un complesso da camera o un’orchestra, correlati e pensati per essere suonati in sequenza. I pezzi che compongono una suite vengono chiamati tempi (o movimenti) e nella musica barocca sono tutti nella stessa tonalità.”

2000px-France_map_Lambert-93_with_regions_and_departments-occupation-it_svgHa un  significato logistico. La Suite rappresenta  in verità tutte le case di Francia “abitate” da questa storia e, in particolare, la casa di Lucile Angellier. O meglio la stanza in cui alloggia Bruno Von Falk, l’invasore dal comportamento gentile e malinconico. Riparata,  temporanea e accogliente, é la testimone compiacente di un amore molto speciale.

La visita di Lucile alla casa dei Perrin,  con la lista degli oggetti da recuperare per la vedova, è un capolavoro di  narrazione ironica e poetica. La ragazzina che “guarda” la scena e che diventa di fatto una narratrice ingenua e sapiente, allo stesso tempo. cattura, diverte e commuove.

“la ragazzina  con il grembiule nero coglieva delle primule, le riuniva in grossi mazzi rotondi di un giallo tenero e vi affondava il nasetto, ma aisuoi occhi neri , innocenti e astuti nello stesso tempo, non si staccavano per un momento dai grandi. Guardava Lucile con curiosità e anche con un certo spirito criticop:uno sguardo da donna a donna. “Ha l’aria di avere paura”,pensava”Mi chiedo per quale motivo ha paura. L’ufficiale non è cattivo. Lo conosco, mi regala dei soldini, e una volta ha raccolto il mio pallone…La bambina vide che la signora era molto pallida e aveva la bocca tremanta…Il tedesco e la signora parlavano a voce bassa. Anche lui adesso era bianco come un lenzuolo…”p.309

 

Il ritmo delle stagioni

benvenuto-giugno_sscamardi2014L’esodo dei parigini verso la salvezza, nelle regioni periferiche della Francia, è costellato di poesia e dramma, insieme e inseparabili. La descrizione dell’aria dolce e profumata dei tramonti di Giugno fa sognare, ma il sogno diventa bruscamente incubo, tra bende insanguinate, ricerca spasmodica di cibo e di accoglienza. Sintomatico è il furto del cesto di vimini pieno di leccornie, che il capriccioso intellettuale Corte è riuscito a procurarsi, grazie alla sua fama.

 “Era una sera lieve e dorata, senza un alito di vento, tiepida, la fine di una giornata incantata, un’ombra dolce si stendeva come un’ala sui campi e sui sentieri…Un leggero odore di fragola giungeva dal bosco vicino. Lo si avvertiva a tratti, nell’aria satura di vapori di benzina e di fumo. I veicoli procedevano a passo d’uomo e ora si trovavano sotto un ponte. Delle donne lavavano tranquillamente la biancheria nel fiume: L’orrore e l’anomalia di quanto stava accadendo erano accentuati da quelle immagini di serenità.. In lontananza si vedeva girare la ruota di un mulino.”p.86

 

Stile, Personaggi e Cambiamenti: piccoli assaggi

Non è facile scegliere qualche frammento dall’immenso serbatoio di perle splendenti che illuminano il romanzo. Si rischia di trovarsi tra le mani una collana spezzata. Ma vale comunque la pena di provarci.

C’è  Irene  tra le parole di Gabriel Corte sui “personaggi minori di un romanzo”:

“Te l’ho sempre detto, tu non dai abbastanza importanza ai personaggi di contorno. Un romanzo deve somigliare a una strada affollata di ignoti, nella quale passano due o tre individui, non di più , di cui sappiamo tutto. Guarda altri scrittori, Proust ad esempio, come hanno saputo fare uso delle figure minori. Se ne servono per ridimensionare, rimpicciolire i personaggi principali. Niente di più proficuo in un romanzo di quella che chiamerei una lezione di umiltà impartita ai protagonisti: pensa a Guerra e Pace:le giovani contadine traversano la strada ridendo davanti alla carrozza del principe Andrej e la prima impressione che ne hanno è di lui che si rivolge a loro, la sua voce, e immediatamente la visione del lettore si dilata, non c’è più un singolo volto, una sola personalità. Scopre la molteplicità dei modelli…”p.39

Anche Gabriel riceverà la sua “lezione di umiltà” dall’esperienza dell’esodo forzato… che lo obbliga ad uscire dal suo mondo dorato e a scontrarsi con una miriade di “personaggi minori”.

Dorian GrayTra i libri preferiti di Irene c’é Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. La scena in casa Angellier in cui  Lucile si guarda allo specchio e toccandosi il viso riflette sulla contradditorietà tra ciò che vede e ciò che sente, tra l’immagine che gli altri devono preservare di lei e quella più vera e intima che invece lei  vede riflessa nello specchio, ci riporta davvero a Dorian Gray…

“Insomma, rifletti!, continuò,  la fronte appoggiata allo specchio,e le sembrava veramente di parlare a una parte di sè sino a quel momento sconosciuta, invisibile, e che vedeva per la prima volta, una donna con gli occhi scuri, dalle sottili labbra frementi, le gote accese, che era lei e non del tutto lei.” Insomma, rifletti…”p.338

 Hubert Péricard si trasforma. Parte per la guerra, ragazzino pieno di entusiasmo, spericolato e incosciente:

“Nel suo animo, sino a quel momento tenero e scherzoso, più fanciullesco della sua età, si destavano all’improvviso i tormenti e le passioni di un uomo adulto:strazio patriottico, bruciante ansia di sacrificio, vergogna, pena e collera. Per la prima volta nella sua vita, pensava, un’avventura di tal sorta coinvolgeva la sua personale responsabilità. Non era il caso di piangere o gridare al tradimento, era un uomo…”93

Torna poco dopo, avvilito e sconfitto, ma con una nuova, importante consapevolezza:

“Poco per volta, da quel caos da quelle contraddittorie sensazioni, nacque una strana , amara maturità. Aveva accumulato una ricca esperienza;adesso sapeva, ma non più in maniera astratta, libresca, ma con il suo cuore che aveva battuto all’impazzata, con le mani che si erano escoriate collaborando alla difesa del ponte di Moulins, con le sue labbra che avevano accarezzato il corpo di una donnamentre i tedeschoi festeggiavano la vittoria. Sapeva cosa significassero le parole “pericolo”, “coraggio”, “paura”,”amore”. Sì, anche l’amore…”p.175

 

Rumori e Silenzi

Colpiscono i suoni e i tonfi. L’immagine degli stivali lucidi di Bruno che scandiscono il tempo con il rumore dei tacchi che sbattono sul pavimento di legno. Passi che arrecano ansia, paura, desiderio…

Colpisce il suono trattenuto del pianoforte, il potere d’attrazione della musica che la “vecchia” teme profondamente. Il suono del silenzio , tra un sibilo e l’altro crea persino più ansia.

“per quanto io viva, ricorderò questo rumore sordo e regolare degli stivali che martellano l’impiantito….”p.244

E sprofondato nel silenzio scorre il flusso di pensieri ed emozioni di Lucille:

“La radio muta…che riposo…Impossibile cedere alla tentazione: Non si potevano cercare le stazioni-Parigi, Londra, Berlino, Boston-sul quadrante oscuro. Non più voci nefaste, invisibili, lugubri a parlare di navi affondate, di aerei in fiamme, di città rase al suolo, enumerare i morti, annunciare futuri massacri…Benedetto oblio…Sino alla sera, niente, ore lente, una presenza umana, un vino leggero e profumato, della musica, lunghi silenzi, la felicità”. p.304

Bruno e Lucille, un comune, triste sentire nel dialogo tra vincitori e vinti:

“…Adesso sono prigioniero qui, in questo posto simile a una tomba…O meglio: Una tomba in un cimitero di campagna, pieno di fiori, di uccelli, di ombre seducenti, ma pur sempre una tomba[…]Lei non viaggia mai, scommetto. Non conosce l’Italia, l’Europa centrale, a malapena Parigi…pensi a tutte le cose di cui siamo privati…I musei, i teatri. I grandi concerti…Rimpiango soprattutto i concerti”p. 99

Ironicamente amara la morte di Langelet. Sopravvissuto con le sue preziose porcellane all’attacco tedesco, alla fuga e  alla fame muore in un modo tra il tragico e il comico…come le sue adorate statuine…

Bonnet, l’ ospite padrone di casa Labarie, ha lontane origini francesi. È giovanissimo e crudelissimo…

“Era crudele, ma era la crudeltà dell’adolescenza, quella generata da un’immaginazione troppo viva e fervida, interamente rivolta a sestesso, al proprio io;non ci si impietosisce alle sofferenze degli altri:non se ne ha la percezione, non si vede che se stessi. In questa crudeltà c’era un che di ostentato prodotto dall’età come da una qualche inclinazione al sadismo…”p.249

  

Che magnifica scoperta!

dado-peintre-ireneNon che non ami il cinema, anzi, ma davvero, dopo aver letto Suite Francese di Irène Némirovsky, non mi interessa proprio vedere il film di Saul Dibb (Canada 2005) che ne ripercorre le tracce. La minuzia delle descrizioni, le mille sfaccettuature dei personaggi,la poesia che salta fuori ad ogni palpito esistenziale, risulterebbero fatalmente sfocate al confronto. È troppo intensa l’emozione che il libro mi ha lasciato per contaminarla. Non ora almeno.

Eppure il cinema occupa una parte importante nel suo processo creativo. Quando Irene parla del suo libro, proprio mentre la sua vita e la sua fase di scrittura stanno per concludersi (12 Giugno 1942 ad Auschwitz, tutto accade in Giugno…), sembra concentrata proprio sul ritmo da dare al suo lavoro, un ritmo cinematografico che colleghi le parti tra di loro… ma ci penserà la storia e la realtà a collegare tutto!

« Il libro in sé deve dare l’impressione di essere semplicemente un episodio… com’è in realtà la nostra epoca, e indubbiamente tutte le epoche. La forma, dunque… ma dovrei dire piuttosto il ritmo: il ritmo in senso cinematografico… collegamenti delle parti fra loro. Tempête, Dolce, dolcezza e tragedia. Captivité? Qualcosa di smorzato, di soffocato, il più possibile cattivo. Dopo non so. L’importante – i rapporti fra le diverse parti dell’opera. Se conoscessi meglio la musica, credo che questo potrebbe aiutarmi. In mancanza della musica, quello che al cinema si chiama ritmo. Insomma, preoccuparsi da una parte della varietà e dall’altra dell’armonia. Nel cinema un film deve avere una unità, un tono, uno stile.”

 

Vita Shakespeariana

Shakes_globe- jpgÈ bello averlo letto in questi giorni d’Aprile, così densi di eventi che hanno travolto il cuore, con le testimonianze dall’attualità e i ricordi e i ritorni alla grande Storia con i suoi conflitti. Tempo di celebrazioni (25 Aprile) Tempo di esodi biblici e spesso infausti di donne, bambini, uomini per terra e per mare. Tempi in cui l’essere umano fa sfoggio di tutto il suo repertorio: meschinità, slanci, paure, riflessioni, coraggio e generosità.

E tra passato e presente si conferma un unico grande colpevole: la Guerra. Unica possibilità di redenzione laica: il ricorso all’umanità, all’empatia, alla capacità di riflettere e ragionare, a cuore e mente aperti.

“…la vita era Shakespeariana”p.95

commenta la narratrice, semplicemente. E basta questa semplice affermazione per comunicare e condividere tutto un mondo. Lo stile ricco e asciutto nello stesso tempo di Némirosky mi piace molto. Il bello della lettura è il suo orizzonte infinito, il suo terreno sconfinato. Ti offre un progetto senza fine, territori da esplorare di cui non vedrai (e non vorrai mai conoscere) i confini. Irene entra nel mio mondo e diventa parte del mio progetto di lettura. Ho solo iniziato il viaggio e tutto nel suo mondo mi spinge a continuarlo.

A.Christie-La parola alla difesa

AC-La parola alla difesa

Elinor Carlisle, affascinante donna dell’alta borghesia Inglese, viene accusata di aver avvelenato Mary Gerrard, giovane e bella ragazza protetta della sua  ricca zia.

Gli indizi sono molti e tutti contro Elinor. Non vuole dividere la sua eredità e il suo uomo con altre persone, si trova sempre al posto giusto nel momento giusto…La sua condanna sembra scontata, ma arriva Poirot che con la sua arcinota tecnica investigativa riesce a dipanare la matassa…

Piccoli particolari che Poirot soltanto sa cogliere e raggruppare in una trama coerente. La sua presenza in questa storia è ancor più discreta che in altre. Quasi evanescente, come se non “servisse” e invece… . Le possibilità che intravvede sono molteplici e lui decide di battere anche quelle più nascoste e impervie. Tutte, comunque, conducono, in qualche modo alla “Verità”.

Emergono tra le righe anche interessanti spunti di riflessione. Colpisce ad esempio il riferimento chiaro all’ “eutanasia” o meglio, al diritto che una persona deve avere di decidere del proprio “fine vita”, specialmente se è malata e non ha speranza di guarire;

Particolare è l’opinione sul ruolo dell’ istruzione, specialmente femminile, che può travolgere e stravolgere la vita di una persona proveniente da una classe sociale inferiore che venga educata alla maniera delle classi “alte”. Sembra essere il caso di Mary Gerrard, l’antagonista… Come non ricordare, a tal proposito, la  humorous conversation tra Lady Bracknell e Jack in The importance of Being Earnest di Oscar Wilde!

    “I do not approve of anything that tampers with natural ignorance. Ignorance is like a delicate exotic fruit; touch it and the bloom is gone. The whole theory of modern education is radically unsound. Fortunately in England, at any rate, education produces no effect whatsoever. If it did, it would prove a serious danger to the upper classes, and probably lead to acts of violence in Grosvenor Square.”

compagniadelgiardinaggio_EnglandDi grande effetto narrativo il conflitto di Elinor tra apparenza e sentimenti profondi, tra passione travolgente e necessità di mantenere un comportamento distaccato.

Ancora donne protagoniste, nel bene e nel male, in questa bella storia che, già dal titolo, fa presagire la sottile battaglia psicologica che si sviluppa tra i vari personaggi.

Rose e veleni spuntano tra le pagine del romanzo, come nella migliore tradizione di Agatha Christie e dell’Inghilterra che ci racconta nelle sue storie.

T. Ford-A SINGLE MAN-Un grande libro per un bellissimo film

 

Angeli o Demoni?                         

 Ambientato a Los Angeles nei primi, tormentati anni sessanta, con una crisi internazionale in pieno sviluppo  Cuba), A Single Man (Tom Ford 2009) narra la storia di George Falconer, un professore universitario inglese di 52 anni [Colin Firth], che fatica a trovare un senso alla propria vita dopo la morte del compagno Jim [Matthew Goode]. George vive nel passato e non riesce a vedere il suo futuro. Nell’arco di una giornata, in cui una serie di eventi e incontri lo porta a decidere se la vita dopo Jim abbia un senso oppure no, George trova conforto nella sua più cara amica, Charley [Julianne Moore], una splendida 48enne, anche lei alle prese col suo futuro. Un giovane studente di George, Kenny [Nicholas Hoult], diventa una specie di angelo custode del prof…

Il Film trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood, A Single Man, Einaudi 1964. Alcune differenze sono evidenti, ma entrambi sviluppano in modo totalmente coinvolgente e profondo la crisi esistenziale non di un solo uomo, ma dell’essere umano di fronte a se stesso e alle proprie debolezze e ai propri sentimenti. 

Kenny è l’angelo della storia, bello, morbido nel suo pullover d’angora bianco che rivela la ricchezza del suo background. Alto, filiforme, occhi di un azzurro intenso, pieno di parole e di verità non verità, pieno di attenzione e cura. Obbliga lo spettatore cinico e incrostato dal tempo e dalle stupide immagini superficiali sui giovani d’oggi, a spostare il suo sguardo sulla intensità di percezione, ingenua e maliziosa allo stesso tempo che solo i giovani possono avere, sull’intelligenza emotiva, al primo impatto non evidente, di chi, per la sua bellezza, per i clichè che si porta addosso “letteralmente parlando”, per le giovani ragazze, belle e disinvolte di cui si circonda (ma anch’esse con sguardo dubbioso.) E’ bellissimo il dialogo tra professore e studente sull’apparire e sull’essere veramente.

Kenny tallona il prof, per tutta la giornata, lo ha visto diverso a lezione, perso nel suo mondo di dolore, sofferenza intima e nei suoi progetti di morte, alimentati dal demone che è in lui e di cui non riesce a liberarsi. Tutti i personaggi comunque gli stanno vicini e nello sguardo di tutti, nonostante ciascuno colga l’occasione per buttar fuori anche le proprie debolezze, si legge amore, attenzione, preoccupazione desiderio di aiutare un uomo in grande sofferenza. Il piano finale, quello di togliersi la vita dopo la morte accidentale del suo grande amore Jim, fallisce, ma solo nella modalità di esecuzione, un altro angelo, il suo cuore o il bacio di Jim che gli appare negli ultimi istanti prima di morire, gli viene in aiuto e lui si lascia andare ad esso e muore dopo aver ritrovato un minimo di equilibrio, grazie anche alla notte di conversazione e condivisione con il giovane, bellissimo ed empatico Kenny che fa intravvedere a George (un superlativo Colin Firth, doppiato magistralmente in Italiano da Massimo Lopez) la trasformazione nel suo rapporto con gli studenti. La sua visione di questa massa in movimento ondeggiante e senza riferimenti, assume con Kenny un volto nuovo, più ricco ed interessante. Se fosse sopravvissuto all’infarto sarebbe tornato ad essere un professore migliore, con uno sguardo ancor più ampio di quanto fosse prima, e ancor più attento e disponibile al vero ascolto.

Breve la parte di Charlie, (Julienne Moore), ma quanta vita nel suo viso, nella sua pelle lentigginosa, nel suo trucco carico e visibile così come vorrebbe essere lei: una fiamma lussureggiante che da e prende vita. Eppure si rassegna dopo un ennesimo tentativo di fare l’amore con George, si rassegna perché lo ama profondamente, di un amore che va oltre, seppure inglobandolo, l’attrazione sessuale impellente. Si rassegna e si rinvigorisce nella sua ricerca di felicità e di senso. La stessa ricerca che colora tutto il film..

Estetica e vita: ciò che appare è. E Oscar Wilde è il faro. Case bellissime, ma non impossibili. Jim e George vivevano insieme in una specie di rifugio da giungla urbana: tanto legno, calore morbido; vetro, freddo, ma trasparente, che piace di più a Jim, solare nel suo sorriso e nelle sue decisioni di vita, piace meno a George, meno avvezzo alle trasparenze. Per sua stessa scelta professionale, l’insegnamento, è un pò abituato ad una certa ambiguità, ad un continuo sdoppiamento, anche se lui non avverte o non vuole accettare questa sua intima essenza e a Kenny, nella notte fatale, su sollecitazione dello studente, conferma con convinzione,” Io sono ciò che sembro” e dunque trasparente…

Estetica: magia totale nel film, elegante, ma  con Tom Ford “sa va sans dire”… non ostentato, non ammiccante e morboso. Eppure, come può un prof, sebbene americano, famoso e in un college di un certo rilievo, permettersi un look così “fashion”? Anche in questo è Tom che detta legge e rompe i canoni del professore in giacca di tweed (George è Inglese) o del professore più alternativo in tuta o camicia a quadri, informale per essere come i suoi studenti. George, no, George vuole marcare la differenza…

Flashback non invadenti e non improvvisi: si scivola dentro di essi con morbidezza e naturalità: Il primo incontro alla taverna, con un Jim in divisa bianca da uomo di mare…bello come il sole, ma anche George fa la sua parte, forse appare anche più forte e determinato, tuttavia, è Jim che prende l’iniziativa o, meglio ancora, la prendono i due sguardi, che si incrociano e subito cominciano a dialogare…

Un posto a sé riveste l’acqua. Jane Campion e il suo The Piano hanno fatto scuola. Acqua sotto forma di neve immacolata sopra il corpo sanguinante di Jim. Acqua-pioggia durante il loro primo incontro e acqua come vita e, forse come ricerca di morte, nel bagno notturno con Kenny.

Luce, luce d’oro, bosforiana, nell’incontro casuale con Carlos, bello e irresistibile. Tutti belli questi ragazzi, ripresi in pose plastiche da modello, ma Tom è un maestro di queste visioni. Luce bianco-sabbia nel canyon, luci soffuse all’interno delle case, ma abbaglianti negli esterni. Famiglie rumorose, felici, curiose, infelici, ficcanaso… tutto nella norma di una città americana anni 60, macchine di una bellezza e pulizia sfolgoranti, interni in radica, modanature d’acciaio, vetri che si abbassano a manovella, verdi intensi color bosco sferzato dalla luce d’autunno.

Tutto nella normalità, anche il dolore incontenibile di George ed in questa normalità, descritta con una matita angelica, quasi divina, accompagnata da un ritmo musicale dolce, profondo intenso e doloroso, rotto solo dal twist-shake spensierato con Charlie, lo spettatore riesce a calarsi totalmente e a condividere con George e con i suoi angeli e demoni l’atmosfera carica di passione, sensualità e trascendenza.

L’adattamento cinematografico, sceneggiato peraltro dallo stesso Ford, dell’omonimo romanzo di Isherwood fa accadere qualcosa di inaspettato. Accade che, dopo aver visto questo film, venga impellente la voglia di leggere il libro, in lingua originale, con la certezza di ritrovare, magari amplificate e approfondite, le stesse emozioni, la stessa determinata lotta interiore di George. Ford sottopone il personaggio e i personaggi ad una introspezione psicologica da romanzo di rango e produce sullo spettatore una reazione che spesso si prova di fronte ad un capolavoro letterario.

 

 

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