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    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

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    locandina

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  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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Piccole cronache di Ottobre a Londra 2-La piazza

 

ottobre-a-londra_2014Vi ricordate i riots di Londra del 2011?

La rabbia che esplose tra le comunità di giovani nella Greater London , e non solo, che portò a saccheggi, incendi e feriti? Sfogliate il post pubblicato nel blog  in quell’occasione: Ma che Londra è mai questa?

 Oggi molte cose sono cambiate a Woolwich(Greenwich Borough). Certo la crisi si fa sentire ancora, ma la cittadina ha assunto un aspetto nuovo e accogliente. A cominciare dalla grande piazza con maxi-schermo, ristrutturata per le Olimpiadi del 2012, che oggi accoglie famiglie con bambini, giovani e vecchi in un’atmosfera familiare da piazza d’altri tempi.

 

 Wetherspoon-s-reopens-the-Great-Harry-pub-after-riots-destruction_dnm_largeE ricordate  lo storico pub The Great Harry, dato alle fiamme durante i riots? Èstato ricostruito più bello e invitante di prima.

Tesco WoolwichE dopo i riots Tesco

Un grande Tesco che, come da pianificazione post riots e pre-Olympic Games, troneggia scintillante sui bordi della piazza e ravviva la zona con il suo indaffarato via vai di customers .

Tutto molto British, molto spendi-spendi-spendi, ma anche piacevole nella sua nuova veste di piazza da vivere.

G.Catozzella-NON DIRMI CHE HAI PAURA. Storia di Samia e del suo infernale viaggio verso la libertà: quando lo sport è spinta vitale

 

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La storia di Samia inizia a Mogadiscio (Somalia). È poco più di una bambina e già dimostra la sua grande passione per la corsa. Una passione che la porterà ad affrontare un mare di difficoltà e di sacrifici per realizzare il suo sogno: rappresentare il suo paese, la Somalia, alle Olimpiadi di Pechino 2008 prima e a quelle di Londra 2012 poi.

Samia vive serenamente con la sua famiglia e gli amici più stretti, ma sulla loro felicità incombe Al Shabab con la sua violenza brutale che attacca menti, cuori e corpi.

Samia non si scoraggia e con il  grande amico/allenatore Alì inizia il suo percorso atletico di notte, nello stadio dove si abbandona all’osservazione del cielo stellato, sdraiata sulla schiena a contatto con la natura. Nel buio per non essere vista, continua a coltivare la sua passione, il suo fisico e i suoi sogni.

 “Uscivo di casa verso le undici e in una mezz’oretta, facendo di corsa e tutta coperta dal burqa le stradine più appartate, ero allo stadio. Mi infilavo dentro uno dei buchi nella recinzione, attraversavo lo spiazzo della biglietteria, scavalcavo una bassa cancellata che portava al corridoio centrale, e da lì entravo.

Era bellissimo.

Il profumo dell’erba inondava ogni cosa, i miei sensi erano completamente avvolti da quell’odore dolce e sottile, frizzante.

Avere lo stadio vuoto, tutto per me e illuminato solo dalla luce della luna, era bello come conquistare la stoffa trapuntata del cielo…” p.93-94

 

Mo Farah

 clip_image004Il suo idolo è Mo Farah, campione somalo che vive a Londra. La sua immagine sbiadita, impressa su un logoro foglio di giornale, sarà il suo santino, il suo faro, il suo portafortuna.

Samia vuole correre per il suo paese, rappresentarlo nel mondo per far sapere a tutti, nonostante tutto, che la bellezza, il coraggio e la forza di volontà sono parte della natura somala. E sembra riuscirci quando partecipa alle Olimpiadi di Pechino, nonostante arrivi ultima.

 

Correre per vivere

clip_image006Sembra riuscirci quando viene portata in Etiopia da Teresa Krug, “il suo passaporto per la libertà”, giornalista di Al Jazeera che vede per lei un futuro glorioso.

Per Samia lasciare la Somalia è traumatico e lo è ancor di più rinunciare al sogno di rappresentare il suo paese. Ma la vita non è mai facile. Arriva a Addis Abeba e il coach, Eshetu Tura, l’accoglie con gentilezza.

Comincia a lavorare in clandestinità e aspetta, ansiosa di cominciare ad allenarsi. Poi la cruda verità.  Per poter correre devono arrivare i suoi documenti di identità dalla Somalia. Figurarsi! Passa il tempo: giorni, mesi e Samia diventa sempre più impaziente.

Alla fine prende la decisione fatale: parte dunque per l’avventura della vita, con coraggio, determinazione e sprezzo delle difficoltà.

Il Viaggio

Partirà per Il Viaggio, come Hodan, l’amata sorella ora felicemente sistemata in Finlandia. Con lei  comunica tramite Skype! La tecnologia è vitale nel Viaggio: Money transfer dal mondo,  Skype e cellulari ultra moderni per chiedere denaro; GPS per orientarsi al buio…

Soldi, tanti soldi sono necessari per approdare a Lampedusa. Richiesti dai trafficanti tappa per tappa, con un sadismo unico. Libre di carne a prezzi solo in salita. Chi non paga muore o viene violato fisicamente. È il caso delle giovani donne il cui corpo, in ogni tempo e in ogni luogo, diventa merce di scambio.

I soldi sporchi guadagnati da Alì, divenuto miliziano di Al Shabab, vengono donati a Samia che si rifiuta di usarli per sè e li manda a Hodan per la figlioletta. Ma serviranno invece proprio a Samia, tappa dopo tappa, per soddisfare l’avidità criminale dei trafficanti di esseri umani;

 

“Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…” p.122

 Dall’Africa in Italia: un passaggio infernale!

corpiLa storia del passaggio dall’Africa in Italia è terrificante.

Lascia negli occhi e nel cuore del lettore un profondo senso di smarrimento. La ventenne Samia scopre l’altra faccia del corpo. Un ammasso di carne formato da tante membra doloranti, sudaticce e stremate che si intrecciano in una piramide di carne e di salvezza.

Il Sahara

Samia resiste, nonostante alcuni momenti bui in cui si lascerebbe volentieri andare ad una dolce morte liberatrice. Sconfigge la fame, la sete, il deserto del Sahara.

“Quando entri nel deserto smetti di essere di essere un uomo. Ero già stata tahrib ad Addis Abeba, ma adesso ero una tahrib bisognosa di rifugio. Una clandestina fragilissima. Un animale legato alla vita da un filo sempre più sottile.

Ti prendono a bastonate.

Se non hai i soldi: ti prendono a bastonate.

Se non esegui gli ordini: ti prendono a bastonate.

Se osi rispondere: ti prendono a bastonate.

Se chiedi più acqua: ti prendono a bastonate. Non gli interessa se sei adulto o bambino: ti prendono a bastonate.

E lì hai solo due strade. Pagare i poliziotti per essere consegnato ad altri trafficanti, oppure farti riaccompagnare indietro, al confine con l’Etiopia.

Presto nel Viaggio si imparano il silenzio e la preghiera.

Presto nel Viaggio si impara a dimenticare il motivo per cui sei lì, e a praticare silenzio e preghiera.” p.186

 Tra Libia e Italia

migrantiLa fine del deserto segna il ritorno della speranza. La prova più difficile è superata. Ora, da Tripoli si parte per la traversata del mare.

Prima partenza annullata: il gommone si rompe. Seconda partenza riuscita, in un ammasso di corpi che si ritrovano schiaffeggiati dall’aria salmastra che li tiene svegli. Ma dopo alcune ore di navigazione relativamente tranquilla anche il secondo barcone, più grande del primo ma sempre super affollato, si blocca. Il buio della notte paralizza i viaggiatori. Samia non si da per vinta.

Il Mare

Di fronte a lei c’è il mare, che da anni desidera toccare, da quando bambina viene scoperta ad allenarsi sulla spiaggia dai giovanissimi e malvagi soldati di Al Shabab, che da quel momento saranno lo spauracchio suo e di Alì. E il mare lo guarderanno solo da lontano.

Ora nel tratto fatale di mare tra Tripoli e Lampedusa, Samia vive il suo grande incontro con la madre acqua.

 “Non potevo crederci, non doveva mancare troppo alle coste italiane. Eppure eravamo fermi. Siamo rimasti così per quindici ore. Quindici ore sono infinite se sai di essere a un passo dalla meta. Se sei in viaggio come me da un anno e mezzo, se includo Addis Abeba. Quindici ore da ferma, con l’adrenalina che avevo addosso, sono un tempo che non si riesce neanche a pensare. È come se al finale di una gara, proprio quando manca un passo, l’ultima falcata per solcare la linea del traguardo, andassi a sbattere contro un m uro trasparente.” p.122

 

L’Approdo

Accadono in quel momento alcune cose determinanti. Samia guarda il mare: “Il mio mare” pensa e decide di abbandonarsi alla sua forza che “ha deciso di prendersi cura di lei”. Non sa nuotare. Galleggia, vede tante bollicine, piccole e grandi, sogna, sente la voce dolce di Hodan che canta canzoni di libertà, sente la nipotina, sua sosia, che le sussurra: “Non dirmi che hai paura!” Galleggia e cerca di afferrare le funi gettate dalla barca Italiana. Galleggia e ripete a se stessa:

“Ora corri… è il tuo momento”. 

Migranti di ieri e di oggi

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quando i migranti eravamo noi

In questi strani giorni d’Agosto in cui i giornali fanno a gara per disinformare le persone, in cui si continua a sparlare di migranti, profughi, Ebola, guerre  e morti in mare, ingredienti impazziti di una salsa indistinta, la voce narrante di Samia ti circonda e avvolge  con la  freschezza e la vitalità dell’aria di mare, che da e toglie speranza a chi decide di sfidare le sue onde inquiete, su mezzi di fortuna, tra compagni muti e fiduciosi, con in mente l’unico traguardo a cui riescono a pensare: la libertà di esistere e di vivere la vita da esseri umani.

 

 

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Il sogno di Samia

“Mi sono imbattuto nella storia di Samia Yusuf Omar per caso, il 19 agosto 2012 a Lamu, in Kenya. Era mattina, e le news di Al Jazeera si erano brevemente occupate di lei alla conclusione delle Olimpiadi di Londra. Quella storia mi ha folgorato.”

Dice Catozzella nella Nota dell’Autore mentre ringrazia molte persone per averlo assistito nella ricostruzione e stesura di questo racconto.

Grazie!

Anche io ringrazio per questa storia  di vita vera e appassionata. La voce di Samia conferisce umanità e bellezza alle pur tragiche storie di migrazione e invita tutti a riflettere e a guardare con occhi puliti e onesti il mondo che ci circonda. Il suo punto di vista femminile comunica un’energia tale da scolpire parole indelebili  nel ricordo del lettore.

Giuseppe Catozzella ha vinto il  premio Strega Giovani 2014 con questo romanzo. Well done!

Paralimpiadi di Londra-Spirit in Motion 2012

220px-London_Paralympics_2012.svgSta per iniziare la fase 2 dei Giochi Olimpici di Londra. Domani  29 Agosto partono le Paralimpiadi. A chi pensava  ad una sorta di Olimpiade di serie B o premio di consolazione, conviene ripensarci.

 L’evento, nato negli anni 40 per i reduci inglesi della seconda guerra mondiale e ufficializzato per la prima volta nelle Olimpiadi di Roma del 1960,  testimonia oggi  l’attenzione particolare dovuta ai cosiddetti ”diversamente abili”, uomini e donne che,   per la loro  forza di volontà, coraggio e determinazione,  sono prova evidente di quali  possano essere le risorse della persona umana e di cosa significhi veramente fare “sport”.

 E allora, che la Festa Olimpica continui con Zanardi, Pistorius, Minetti , De Pellegrin e tanti, tanti altri eroi dello sport puro. Saremo  pronti  a condividere  la loro passione, anche se solo da spettatori ammirati.

 

Per una panoramica sul tema leggi l’articolo  Tutto esaurito per i disabili. Non sono più Giochi diversi, di Marco Ansaldo, La Stampa, 28 Agosto 2012

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