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  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

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    Testimoni di LEGALITA'

    G.Falcone: L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.

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    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

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  • Scamardistudio-Siviglia. Retratos Y Amor Propio: storie di creatività fotosociale

    locandina

    A Siviglia aprono la mostra collettiva Ciclonicas, Le FARFALLE SACRE di Stefania Scamardi

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 3 Ottobre a Lampedusa-Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...

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Il regalo di Antonella-FUORI DA UN EVIDENTE DESTINO di Giorgio Faletti. Alla fine di un lungo viaggio, si torna alle origini.

 

@affascinailtuocuore-G.Faletti Fuori da un evidente destino

@affascinailtuocuore-G.Faletti Fuori da un evidente destino

Jim Mackenzie-Tre Uomini (il suo nome Navajo) elicotterista, è bello, forte e molto, molto particolare. Ha gli occhi di due colori diversi, il sinistro nero e il destro di un verde-azzurro tropicale, ha lunghi capelli neri, lucidi e lisci, un corpo atletico e un destino mitico.

Il suo ritorno a Flagstaff, città natale, lo catapulta in una serie di eventi, incontri e ricordi che segneranno in modo definitivo il suo percorso di vita. La comunità viene travolta da una serie di omicidi misteriosi e apparentemente senza soluzione razionale. Jim partecipa alle indagini che tessono una tela molto affascinante: la vita dei Navajos di fine 800 incontra e determina quella dei nuovi Americani.

I vecchi amori si rincontrano e chiariscono tutti i sospesi. Swan la bellissima, diventata attrice famosa, Alan suo ex fidanzato eroe di guerra senza gambe, April volitiva e brillante giornalista un tempo fidanzata incompresa di Jim.

elicottero

E poi i maggiorenti del posto: il grande imprenditore Wells (padre di Alan), il sindaco, il medico legale, il vecchio e saggio Charlie, amico indiano di Jim e di suo nonno Richard Tenachee grande mentore che muore inaspettatamente. Un posto a parte lo occupa il cane Silent Joe che passa di padrone in padrone con un certo cinismo, ma mantenendosi sempre fedele al padrone di turno.  Su tutti aleggiano il respiro verde della terra dei Navajos, il sospiro ondoso del “Fiume” Colorado e l’ombra del grande capo Eldero e del mistero che lo circonda.

Quello di Faletti è il racconto di un bambino che ha giocato agli Indiani nella sua infanzia e che, probabilmente, a Carnevale si è mascherato da Toro Seduto o da Cowboy. Le sue parole trasudano tutta l’innocenza, lo stupore e l’ammirazione per un’America mitica, la cui vera, grande bellezza vive ancora nella potenza della sua natura un tempo incontaminata.: montagne rocciose,  praterie e la fertile terra rossa nutrita dai grandi fiumi. La grande bellezza è stata coltivata dai nativi, da quegli Indiani che hanno lottato, e continuano a lottare senza tregua, per il loro mondo e per i loro valori, calpestati dall’avanzare dei “Pionieri” con il loro falso mito della modernità, ma soprattutto del potere e del denaro.

Il destino mescola le carte e noi giochiamo  (Schopenauer 1788-1860)

Jim Mackenzie e Richard Tenachee, Navajos fin nel profondo, scalano pareti di roccia impervie come solo gli uomini veri sanno fare. Jim fa il suo percorso, mette a nudo la sua anima e finalmente riesce a diventare un solo Uomo dai Tre che lo avevano condizionato nel suo nome, nella sua vita e nei suoi sentimenti. Una storia lunga quella raccontata in Fuori da un evidente destino, con una conclusione a sorpresa, e direi bella.

Cara Antonella, grazie ancora. Al di là dei suoi effettivi meriti narrativi, questo romanzo mi lascia un’emozione che sarà sempre legata a te. Tra le parole spesso gonfie di significati simbolici ho ritrovato qualcosa dell’America antica che ancora riesce ad emozionarmi e che continua a nutrire il desiderio di viaggiarci dentro per scoprirne l’anima profonda. Nonostante tutto.

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Antefatto-Lettura per un’amica

A conclusione dell’anno di ginnastica facciamo sempre una cena in allegria. Ci scambiamo  regali, sensazioni, commenti e battute sull’anno trascorso insieme  e sulle prospettive per il futuro. Noi “allieve” portiamo un regalino alla nostra  magica Maestra Antonella e lei ricambia sempre. A ciascuna di noi  porta il suo pensiero… Quest’anno si è superata! Ci ha fatto una grande  sorpresa!

Ad un certo punto della serata, chiama  Joelle  e complici escono dalla sala. Dopo qualche minuto rientrano con un enorme cesto  e, indovinate un po’? Cominciano a distribuire libri!  Scelti con cura, uno per  ciascuna di noi, con dedica personalizzata scritta di suo pugno!

Un regalo inaspettato e graditissimo. Il mio regalo, Fuori da un evidente destino di Giorgio Faletti è una storia americana. Non a caso. Ho sempre provato un innegabile trasporto verso il mondo Anglosassone, anche se non lo capisco più tanto o forse non l’ho mai capito.  Nella sua dedica Antonella mi chiama la sua  “English Teacher” e mi descrive in modo essenziale e preciso.

È dunque arrivato il momento di  tuffarmi tra le pagine di questo romanzo dai bellissimi colori in copertina.  Incontrerò di nuovo l’America, Faletti, il suo sguardo e le sue storie. Ma soprattutto incontrerò di nuovo te attraverso il tuo dono. Antonella, lo leggerò con calma e profondità e te ne  racconterò gli effetti.

 

M.Carlotto-IL MISTERO DI MANGIABARCHE. Un caso complicato per l’Alligatore, a suon di intrighi, Blues e Calvados

È vero, dopo la delusione di  Alla fine di un giorno noioso,    avevo deciso che non avrei letto più niente di  Massimo Carlotto. Ma, sfogliando la libreria del mio Kindle, ho trovato un suo romanzo acquistato da Vladimiro,  Il mistero di Mangiabarche, con protagonista l’Alligatore, ovvero il marchio di fabbrica di Carlotto giallista.

Nell’intervallo tra Estate e Autunno, in attesa di decidere nuove letture, mi sono detta: perché non riprovarci? E l’ho cominciato.

Oggi l‘ho finito. Sapete cosa mi ha spinto fine alla fine? La passione sviscerata di Marco Buratti/Alligatore per il Blues e  per il cinema che lo porta alla soluzione del caso. Mi ha coinvolto inoltre il mistero di un luogo, Mangiabarche, vicino a Carloforte, mia prima meta estiva alla scoperta della Sardegna. Tutto il resto è pieno zeppo/zuppo di Calvados, di servizi segreti deviati e non, di mercenari, avvocati buoni e avvocati cattivi, droghe e codice d’onore mafioso. Per non parlare dell’amore e dell’inganno sessuale. L’Alligatore sembra non capire niente delle donne,  ha  infatti un radar speciale per le femmine “strane”.

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Assunto da un avvocato a nome di tre altri avvocati mandati in galera da un altro avvocato disonesto coinvolto in traffici super illeciti, Marco Buratti porta avanti la sua indagine in modo molto peculiare e sul filo della legalità, come nella migliore tradizione noir dei detective all’americana, alcolizzati e provati dalla vita. Nel caso dell’alligatore sette anni di carcere ingiusto lo hanno reso quello che è. Il gangster Rossini, Milanese e vecchio stampo lo affianca nell’indagine. Marlon Brundu, tragico collaboratore temporaneo, conferisce un tocco di creatività alla compagnia. Il nome rivela la vena cinefila dei suoi genitori…

Tanta roba nel percorso narrativo di questo romanzo reso piacevole dalla sottile vena di amara ironia che lo attraversa. See you later Alligator…

A.Christie- C’ERA UNA VOLTA. Non tutto è come sembra, nell’antico Egitto…

c-era una volta_Agatha Christie (2)

   

“Lo sai che in tutte le tombe c’è sempre una porta falsa?…Ebbene la stessa cosa succede con la gente. Creano delle porte false…per ingannare. Se qualcuno sa di essere debole e inefficiente si costruisce un’imponente maschera di prepotenza, di vanterie d’imperiosa autorità…e dopo un poco finisce col crederci lui stesso. Pensa e induce tutti a pensare che lui è veramente così. Ma dietro le porte false, Renisenb, non c’è niente… Così quando la realtà si afferma e tocca quella gente con la piuma della verità, il loro vero essere si rivela.” p.86

 

Quando sento il bisogno di una lettura rinfrescante so a chi rivolgermi: un bel classico del Mistero! C’era una volta di Agatha Christie mi ha davvero fatto respirare un po’ di ossigeno vitale. Ho divorato il libro e sono soddisfatta. Ho fatto anche  un tuffo piacevole  nel  linguaggio “autentico” della versione in Inglese (Death Comes as the End), che ho  recuperato in rete.

La storia della famiglia di Imothep contiene tutti gli ingredienti di una saga familiare universale. La vita dei personaggi acquista spessore narrativo grazie alla sapiente costruzione del climax delittuoso e allo scioglimento finale del groviglio misterioso.

uomini EgittoI personaggi maschili  sono  molto “flat”,  squadrati, un po’ in bianco e nero. Imhotep, il vecchio padre vedovo da anni, è il classico padre padrone, pieno di boria e di soldi; i suoi figli: Yamhose il buono e docile; Sobek, il bello e cattivo e Ipy, il bellissimo e impudente, riassumono tutti i vizi e le qualità dei  ricchi rampolli, scalpitanti per il potere e il riconoscimento, che il cieco padre si ostina a non  concedere. Ma loro se lo prendono. Come? E a che prezzo? Hori il factotum sembra la bontà, l’intelligenza, la sensibilità e la prudenza in persona. Un uomo fatto per essere sposato. Affidabile e preciso, ma anche spirituale e romantico. Un po’ più round degli altri maschi; Kameni è  fuoco puro: bello, forte e intrigante, un diavolo tentatore a cui difficilmente una donna può resistere.

donne EgittoLe donne del gineceo sono più sfaccettate, anche se appaiono classificabili in tipi: Reninsenb la figlia buona, intelligente e sensibile, Satipy la nuora n.1 perfida sapientona, Kait la nuiora n.2 scema-ma-non-troppo, Henet la vecchia strega governante, Esa l’ava saggia.

Ma su tutte svetta  lei: la bellissima, giovanissima e conturbante Nofret, “dal sorriso pigro, felino”.  È lei la catalizzatrice dello sviluppo drammatico della vicenda. Nofret è la concubina del vecchio padre che, incautamente,  impone al gineceo di famiglia, salvo lasciarla, subito dopo quando gli affari lo richiamano al Nord,   in balia di  belve gelose della sua bellezza e assatanate di vendetta.

Tramonto NiloI bambini sono teneri e fanno da contorno a questo quadro, in apparenza perfetto. I loro giocattoli di legno e di pezza ci riportano  a giochi antichi e creativi. Tutto ciò che sembra essere bello e positivo viene avvolto dal velo magico del Nilo, tra il rosato e il dorato.

Il gioco eterno tra amore, paura, vita e morte coinvolge e travolge tutti i giocatori. Compreso il lettore che non riesce a smettere di leggere e vuole capire subito come va a finire. Non solo, strada facendo,  partecipa al gioco, come una sorta di Sherlock Holmes, raccogliendo indizi e facendo ipotesi, fino ad arrivare molto vicino alla soluzione dell’enigma…

Giorgio Faletti con quello sguardo un pò così, difficile da dimenticare

Giorgio FalettiLa morte di Giorgio Faletti  è la notizia che oggi ha rattristato la mia giornata. Non dico nulla di originale affermando che la prima immagine di lui,  che subito si affaccia alla memoria, sono i suoi bellissimi occhi  azzurri, ironici e dolci allo stesso tempo.

io_uccido_giorgio_faletti_libroNon sono stata tenera con il suo Io uccido, che tuttavia ho  bevuto e goduto  come una birra gelata in una calda serata estiva. 

Tutto mi era sembrato così  banale, già sentito e visto, eppure…eppure mi sono unita ai milioni di persone che lo hanno letto.

Poi ho capito. L’immagine di Faletti  era, fino a quel momento, associata ad una leggerezza diversa, da entertainer anni 80 e dunque, trovarmelo scrittore di successo,  mi aveva un po’ spiazzato.

Nel tempo  ho cominciato a guardarlo con altri occhi e con altra mente. Non ho letto altre sue opere, ma l’ho apprezzato al cinema, nelle coversazioni televisive, nella sua discrezione di vita.

la vita secondo Faletti

Oggi mi sento  un po’ orfana di questa  bella persona che ha avuto l’intelligenza e il coraggio di vivere la sua vita, affrontando con determinata leggerezza le sfide e le avventure che ogni giorno  bussano alla nostra porta  e che solo pochi sanno  accettare e affrontare, con successo.

Giorgio è stato uno di  quei pochi.

 

Tra echi  di Cohen  e sfumature di “rosso rappreso” ti salutiamo con il tuo Nudi.

 

 

 

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