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E. Strout-MI CHIAMO LUCY BARTON. Complimenti Lucy! Ora occupi un posto importante nei ricordi di questo Natale.

Lucy Bartoncop

 

 

Piccoli quadri di vita sentimentale pendono dalle pareti ideali di questo romanzo. Sembra una storia semplice, fatta di brevi spaccati narrativi, veloci da leggere, ma alla fine del viaggio ti resta la sensazione di aver vissuto un’esperienza di analisi profonda con una psicoterapeuta speciale: te stessa.

La storia è la seguente: Lucy Barton è nata e cresciuta in una famiglia molto povera e problematica. La sua infanzia è costellata di episodi sgradevoli che la segnano per la vita. Da adulta, madre realizzata di due bambine e moglie serena di un uomo perbene, si ammala ed è costretta ad una lunga degenza in ospedale, dove per un breve periodo va ad assisterla sua madre.

Madre e figlia non hanno mai avuto un rapporto soddisfacente. A dire il vero non hanno mai avuto un rapporto. Si portano dietro tutta la conflittualità di una vita “separata” fatta di poche parole, di gesti affettuosi inesistenti, di miseria e infelicità.

New York partecipa direttamente alla storia con il grattacielo Chrysler, uno dei suoi simboli più noti che madre e figlia guardano illuminarsi, quasi a segnare il passaggio del tempo dal giorno alla notte, dalla stanza d’ospedale dove insieme cercano faticosamente di recuperare frammenti di ricordi e di vita in comune.

Le due figlie di Lucy aspettano che la mamma torni a casa guarita, intanto sono affidate al padre e a una donna senza figli che si occupa di loro, ma soprattutto del loro caro papà Will. Anche la famiglia di Will ha avuto i suoi problemi. Prigioniero di guerra in USA, il padre di Will ripudia la Germania, che gli fa letteralmente schifo e decide di trasferirsi per sempre in Massachusetts dove mette su famiglia con la moglie del fattore per cui lavorava prima di tornare in Germania…Ma questa è un’altra storia. Il padre di Lucy non avrebbe voluto questo matrimonio, lui ha combattuto durante la guerra e ne porta le cicatrici dolorose nel cuore e nel corpo.

 

Lucy bambina legge molto in biblioteca, dove cerca di trascorrere più tempo possibile pur di non ritornare alla casa garage, fredda e inospitale. E diventa una scrittrice famosa, anche grazie ai suggerimenti di una ben più famosa autrice, Sara- Payne-che si- stancava- tanto durante le sue lezioni del corso per aspiranti scrittori.

“i libri mi davano qualcosa. È questo che penso. Mi facevano sentire meno sola. È questo che penso. E mi dicevo: Scriverò libri e le persone si sentiranno meno sole!” p.22

Alla fine di un percorso sofferto di autoscoscienza, Lucy si riconosce nella Lucy di ieri e di oggi e ripete a se stessa, con convinzione: “Io sono Lucy Barton.” So dove sono e so dove voglio andare, liberamente.

 

“La vita mi lascia sempre senza fiato”

 

 

Flash più o meno luminosi dalla vita di Lucy da rintracciare nel romanzo

Jeremy

Il Furgone

Falco Nero

Il primo Gay Pride

Elvis, il ragazzo di Tupelo

La plastica per non assomigliare alle madri

Scrivere la propria storia

Il mio dottore

Quando mia madre si ammalò…

In volo

Scrivo queste riflessioni su Mi chiamo Lucy Barton di Elizabeth Strout mentre sono sull’aereo che mi riporta a casa, dopo aver trascorso uno splendido Natale a Siviglia, con le mie due “Bambine”. Il difficile rapporto di Lucy con sua madre mi fa pensare a quello che c’è tra me e le mie figlie. Noi tre  parliamo del nostro presente e del nostro passato, non molto a dire il vero, ma comunichiamo lo stesso in vari modi, oltre la parola. Ci guardiamo, Ci tocchiamo, ci abbracciamo, ci scambiamo silenzi, consigli e insofferenze. Basterà a loro? Desidererebbero di più? Di meglio? Il nostro rapporto è cambiato nel tempo ed ora è davvero molto peculiare. Hanno lasciato il nido “Italiano” da tanto tempo ormai, ma io le sento sempre vicino, “appiccicate” al cuore, in un nido ideale fatto di forti onde relazionali.

Ho lasciato a casa in stand by Il Racconto dell’Ancella di Margaret Atwood (non vedo l’ora di riprenderne la lettura). Lucy Barton ha preso il suo posto e, in fondo, ha rappresentato una casuale, significativa “digressione” all’interno di quella storia. Di fatto sto attraversando questi due libri, in una linea di continuità tra più mondi al femminile: scrittrici, lettrici, mamme, figlie, tutte alla ricerca di una relazione o di un’identità da costruire o ritrovare.

 Ancella

Tornare all’Ancella mi ricondurrà all’ astrazione, all’apparente neutralità della narrazione distopica, ma anche in quel caso mi lascerò coinvolgere da un’ interazione profonda con i sentimenti.

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G.Simenon-TRE CAMERE A MANHATTAN. Incontri d’amore e solitudine a New York

3camere a Manhattan-SimenonVolete un Simenon diverso, un Simenon “romanziere della passione”?
Fate un salto a Manhattan. Tre camere molto particolari vi aspettano!

Incontrerete anche:

Pioggia e pioggia e pioggia
Notti buie e lampioni lattiginosi
Lunghe passeggiate Washington Square -Fifth Avenue
Ritorno al Greenwich Village
Piccoli bar fumosi
Freddi locali alla Hopper

La canzone del cuore
Juke box e flipper
Alcol a fiumi
Tentennamenti
Ondeggiamenti ubriachi
Lettere d’amore
Ambasciatore d’Ungheria
Telefonate struggenti
Silenzi eloquenti
Sesso, baci e solitudini
Amici e amanti
Tradimenti
Figlia in pericolo di vita
Violetta ansimante
Attori in declino
Quarantenni in cerca di gioventù perduta
Gigolò
Schiaffi e rimpianti
Taxi e mance
Negri (appellativo usato con naturalezza odiosa)
Calze smagliate
Biancheria sexy
Sigarette sporche di rossetto
Pipa occasionale
Pelliccia e abito di seta
Tovaglie a scacchi bianchi e rossi
Ristorantino Italiano
Telefono e Operator
Voci stridule
Voci basse e sensuali
Paura di soffrire
Paura di scegliere
Paura dell’amore

tre_camere_manh-5-300x225 (2)Mamma mia! Tutto il campionario dell’immaginario Americano anni 40-50 è qui. Ottima sceneggiatura per un film anni 60 in bianco e nero (Marcel Carné 1965). Dimenticabile.

O.Fallaci- UN UOMO. Un viaggio tragico e bellissimo con Panagulis e Fallaci dentro la Storia, l’Amore, la Letteratura

Un Uomo FallaciUn uomo è il romanzo della vita di Alekos Panagulis, che nel 1968 è condannato a morte nella Grecia dei colonnelli per l’attentato a Georgios Papadopulos, il militare a capo del regime. Segregato per cinque anni in un carcere dove subisce le più atroci torture, restituito brevemente alla libertà, conosce l’esilio, torna in patria quando la dittatura si sgretola, è eletto in Parlamento e inutilmente cerca di dimostrare che gli stessi uomini della deposta Giunta sono ancora al potere. Perde la vita in un misterioso incidente d’auto nel 1976.
Oriana Fallaci incontra Panagulis nel 1973 quando, in seguito alla grazia, esce dal carcere. I due si innamorano, e in questo libro l’autrice ripercorre la loro relazione coraggiosa e tormentata: raccontando le battaglie politiche, i momenti di incertezza, la fiducia reciproca, Oriana ci restituisce l’immagine indelebile di quella “voglia di amare, di desiderare, di lottare. È una voglia oscura, dolorosa, fragile come un cristallo. Ma a un eroe basta per compiere lo sforzo finale”. Sinossi BUR

 Incontri

alekos-orianaL’incontro tra Alekos e  Oriana rappresenta una svolta determinante nella vita di entrambi. L’amore li travolge, la complicità li unisce, la paura li abita insieme a momenti di gioia e passione intense, senza limiti. Nell’intervista ad Alekos subito dopo la sua liberazione (per grazia del Presidente, non richiesta ma concessa per calcolo politico e propagandistico) Oriana gli chiede:

“Alekos, cosa significa essere un uomo?”

E lui risponde:

“Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell’umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’ancora. Significa lottare. E vincere. Guarda, più o meno quel che dice Kipling in quella poesia intitolata Se. E per te cos’è un uomo?”

“Direi che un uomo è ciò che sei tu, Alekos”.

Il libro di una vita da eroe tragico

oriana-fallaci-e-alexandros-alekos-panagulis_218765Dopo il vile assassino di Panagulis, Oriana Fallaci mantiene la promessa che gli aveva fatto e crea un capolavoro. Riprende a scrivere il libro che Alekos aveva iniziato  per raccontare al mondo quanto successo a lui e al suo paese sotto la dittatura dei Colonnelli in Grecia. A pagina 23 si era fermato. Il numero della pagina lo aveva paralizzato. I numeri giocano un ruolo peculiare nella storia, le date in particolare.

Alle numerose critiche rivolte alla Fallaci, anche da parte di alcuni familiari, per aver distorto i fatti relativi alla vicenda di Alekos, Oriana risponde rivendicando la sua libertà di donna e di scrittrice:

“Leggendo Propp ho visto che la storia di Panagulis corrispondeva alla struttura della fiaba. L’iniziazione, il periodo della grande prova, il ritorno al villaggio, l’ultima sfida, l’apoteosi o la morte”.(p.638 n.d.e.)

Semi preziosi

Suggerirei ai giovani lettori di seguire Oriana in questo tragico e meraviglioso viaggio. Con la sua scrittura così cristallina, ma appassionata, così strutturata ed efficace, ma piena di poesia e coinvolgente dalla prima all’ultima riga, Fallaci li porterà dentro un mondo che è esistito e che ancora oggi, in tempi di democrazia, nasconde alcune zone d’ombra. Alekos Panagulis ha seminato il seme della democrazia, un seme che va nutrito con libertà, coraggio e partecipazione. Un seme di poeta e per questo, agli occhi del tiranno, più pericoloso che mai.

ANNAFFIALO

Non piangere per me
sappi che muoio
non puoi aiutarmi
Ma guarda quel fiore
quello che appassisce, ti dico
Annaffialo

Settembre 1971

Quel “Tu”…

 

Non voglio soffermarmi oltre su considerazioni storiche o politiche, che pure sono parte determinante della storia, sento invece prepotente  il bisogno di  dire che questo libro è il più bello che abbia letto in questi ultimi mesi. Uno stile impeccabile per un ritmo travolgente, ispirato ad una logica assoluta, permeata di umanità dolente e rivoluzionaria. Poetico.

Quel “tu” confidenziale che tira in ballo, parola dopo parola, i gesti, i pensieri e le azioni di Alekos e del suo cuore rivoluzionario, è totalizzante e il lettore lo fa subito suo. In una trama densa di tensione narrativa che la tragica realtà alimenta, il lettore non può fare a meno di calarsi nelle vite di Alekos e Oriana.

E diventa aglio appeso sui rami dell’albero per scacciare il male, diventa lampione in Piazzale Michelangelo. Siede accanto a loro nella Primavera verde mela, provando tutte le emozioni che l’inseguimento vigliacco genera. Si accomoda  con loro nei ristoranti e nei locali dove i due incontrano gente e aggrediscono il vino e il cibo, la vita insomma. Sente le ossa dolere e le ferite bruciare durante le lunghe sedute di tortura.

Prova rabbia violenta verso la sporcizia del potere, e stanchezza, tanta stanchezza di fronte alla cecità umana, all’indifferenza del gregge, alla puzza della sua paura. E diventa virgola e punto e lettera nelle poesie di Alekos. Piange e soffre con loro il dolore della perdita violenta e tragica del loro bambino mai nato. Ascolta la mente turbolenta di Oriana scossa dalle infinite domande sull’amore, sul perché di questo rapporto, sul suo ruolo di compagna di un eroe, o meglio di un uomo grande e nello stesso tempo piccolo e fragile.

Un uomo che sa sorridere e godersi la vita, ma che va verso il suo destino finale con una consapevolezza che spiazza, con la certezza di aver fatto tutto quello che poteva fare per realizzare il suo progetto di libertà. Fino all’ultimo giorno, fino all’ultimo minuto lotta e sebbene consapevole di quanto gli sta accadendo, non facilita il compito ai suoi assassini. Accarezza, infine delicatamente, il viso di Alekos nell’ attimo in cui il suo ultimo respiro sale verso il cielo.

DEVI VIVERE

Se per vivere, o Libertà
chiedi come cibo la nostra carne
e per bere
vuoi il nostro sangue e le nostre lacrime,
te li daremo
Devi vivere

(Quartine d’Autunno 1972)

Si, viaggiare…

Grotta-Ulisse

Il viaggio è la metafora principe della vita umana e non a caso la poesia che Panagulis considera la sua più bella è proprio:

VIAGGIO

Alla mia amata Oriana Fallaci

Viaggio per inesplorate acque su una nave
che, come milioni di altre simili, peregrina
per oceani e mari
su rotte regolari
E altre ancora
(molte, davvero molte anche queste)
gettano l’ancora nei porti.
Per anni ho caricato questa nave
Con tutto quello che mi davano
e che prendevo con enorme gioia
E poi
(lo ricordo come fosse oggi)
la dipingevo a tinte sgargianti
e stavo attento
che non si macchiasse in nessun punto
La volevo bella per il mio viaggio
E dopo avere atteso tanto -proprio tanto
Giunse alla fine il momento di salpare
E salpai…
(Nave io e capitano
ed equipaggio per trovarti
fammi a pezzi
ma non farmi sanguinare il corpo)
Quando mi trovai in mare aperto
onde immense mi travolsero
e mi straziarono per rivelarmi
amare verità che ignoravo
Verità che dovevo imparare
Nell’abbraccio dell’oceano
con un lungo furente fragore
la solitudine
divenne per me faro del pensiero
indicando strade nuove
Il tempo passava e io
iniziavo a tracciare la rotta
ma non come mi avevano insegnato al porto
(anche se la mia nave mi sembrava diversa allora)
Così il mio viaggio
ora lo vedevo diverso
senza più pensare a porti e commerci
Il carico mi appariva ormai superfluo
Ma continuavo a viaggiare
conoscendo il valore della nave
conoscendo il valore della merce
E continuo ancora il viaggio
che scricchiolino incessantemente le giunzioni
sperando che non si spezzino
perché sono legni marci da anni
(secoli dovrei dire)
verniciati di recente ma senza
una forza nuova che li tenga uniti
la rotta sempre contro il tempo
nella stiva solo zavorra
Zavorra che mi dissero
merce preziosa, come quella
che di solito si compra nei porti
Ma se dicessi che mi hanno ingannato
non sarei onesto
osservo la bussola
senza sosta
con accanto la mappa
su cui studio la rotta
lontano dai porti che segnalano il passaggio
Quando poi succede che splendano
(che istanti difficili!)
all’orizzonte i porti della terra
l’equipaggio guarda le luci
(luci sirene
che promettono molto
che anche il cuore e la carne pretendono)
sempre aspettando che dica
al timoniere di far virare la nave
E attraccare almeno un poco
Mentre l’ora trascorre e io
osservo silenzioso la carta
tutt’intorno cresce il tumulto
Proposte subdole
vestite con idee
idee vendute che vogliono sempre
aornare l’inazione con le parole
e minacce
che vogliono passare per consigli
e promesse
che tentano la bestia e la risvegliano…
Quelle sono ore difficili
Perché da ognuna di loro
Dipende l’intero viaggio
E continuo ancora il viaggio
Desideri radicati nell’anima
sono diventati bussola per la mia nave
la mia mappa
altrettanto misteriosa
Ci sono ore in cui credo
che sia stata fatta
per chi non voglia approdare in nessun porto
e altre ore in cui confido
che il viaggio avvenga perché
su questa carta bisogna trovare
qualche cosa che manca
Così vado alla ricerca
guardando la mappa la bussola il cielo
in cielo, rintracciare segnali
nuove prove che dimostrino
che la bussola non sbaglia nel segnare
Non stupirti, questo non significa
che io abbia dei dubbi sulla mia bussola
E’ solo un’abitudine- una vecchia abitudine
che per secoli accompagnava l’anima
questa compagna
preziosa per i tempi bui
quando c’erano soltanto i semi nell’anima
degli amori che ora sono fioriti
E vado alla ricerca
Guardando la mappa la bussola il cielo
Le onde immense sembra che cerchino
di fare il gioco di chi vuole
che attracchi da qualche parte per un po’
E’ ognuna
di quelle onde un Golgota
e pensa
che la tempesta imperversa ininterrotta
Ma mentre aumenta
temo sempre più
che la spaventosa furia del mare
mi conduca ad avvistare
porti là sulla costa
porti che la mia mappa non indica
Sono ostacoli e momenti difficili
l’abbiamo detto
l’equipaggio comincerà a ribollire
quando quei porti appariranno sulla costa
E continuo il viaggio
alla ricerca ancora
pur sapendo di essere
nell’infinito del tempo un istante
nell’abisso dello spazio un puntino
E continuo il viaggio
anche se sono tenebra
e tutto attorno a me è tenebra
e la tempesta lo rende più spaventoso
E continuo il viaggio
e mi basta
che io tenebra
abbia amato la luce

Dicembre 1971

La storia inizia e termina nella spirale pericolosa dei tentacoli di un mostro: La Piovra…

piovra“Un ruggito di dolore e di rabbia si alzava sulla città, e rintronava incessante, ossessivo, spazzando qualsiasi altro suono, scandendo la grande menzogna. Zi,zi,zi! Vive, vive,vive! Un ruggito che non aveva nulla di umano. Infatti non si alzava da esseri umani, creature con due braccia e due gambe e un pensiero proprio, si alzava da una bestia mostruosa e senza pensiero, la folla, la piovra che a mezzogiorno, incrostata di pugni chiusi, di volti distorti, di bocche contratte, aveva invaso la piazza della cattedrale ortodossa poi allungato i tentacoli nelle strade adiacenti intasandole, sommergendole con l’implacabilità della lava che nel suo straripare divora ogni ostacolo, assordandole con il suo zi,zi,zi. Sottrarsene era illusione. Alcuni tentavano, e si chiudevano nelle case, nei negozi, negli uffici, ovunque sembrasse di trovare un riparo, non udire almeno il ruggito, ma filtrando attraverrso le porte, le finestre, i muri, esso gli giungeva ugualmente agli orecchi sicchè dopo un poco finivano con l’arrendersi al sortilegio. Col pretesto di guardare uscivano, andavano incontro a un tentacolo e ci cadevano dentro, diventavano anche loro un pugno chiuso, un volto distorto, una bocca contratta. Zi,zi,zi! E la piovra cresceva, si spandeva in sussulti, a ciascun sussulto altri mille, altri diecimila, altri centomila. Alle due del pomeriggio erano cinquecentomila, alle tre un milione, alle quattro un milione e mezzo, alle cinque non si contavano più…”

Da Poeta a Poeta.

Il Ragazzo Che Sorride ( Panagulis) di Miki Thaodorakis 

 

IL PROGRESSO

C’erano schiavi un tempo
Oggetti di carne
Animali con due piedi
che nascevano e morivano
servendo bestie con due piedi

c’erano schiavi un tempo
che in vita
li teneva la speranza
della Libertà
Anni e anni sono passati
e adesso
quegli schiavi non esistono più
Ma è nato
un nuovo genere di schiavi
Schiavi pagati
Schiavi saziati
Schiavi che ridono
Schiavi che vogliono
Rimanere schiavi
Questo è il Progresso!

Panagulis_thumb.jpg

Le poesie di Alessandro Panagulis

S. Agnello Hornby – LA MIA LONDRA, e la nostra…

A Patrizia, Londinese d’adozione…

la-mia-LOndra_Agnello-Hornby_thumb.png

Leggi romanzi se vuoi fare l’avvocato, suggerisce a Simonetta  il suo mentore, Lord Denning, Master of the Rolls (Presidente di Corte d’Appello):

“un bravo solicitor (Avvocato) non deve mai dimenticare la realtà e deve osservare il mondo. E in più deve leggere.  In particolare romanzi. Un bravo avvocato deve sempre avere un libro sul comodino perchè il mondo dell’immaginario è più simile alla realtà di quanto pensiate” p.80

 

Mi ricorda  Leggi romanzi se vuoi fare l’ingegnere, di Paolo Bertinetti. Insomma coltiva le tue passioni se vuoi riuscire in qualunque cosa. La lettura è una delle passioni più forti. E Simonetta Agnello  non solo li ha  letti i romanzi, ma quanti ne ha scritti!

Il padre, esponente della buona borghesia Palermitana  è convinto  che una ragazza ben educata e di buona famiglia  debba imparare l’Inglese in Inghilterra. Simonetta non ama molto questa lingua. Le basterebbe il suo Francese…

Ma la famiglia vince e, a soli 17 anni,  la ragazza parte per l’Inghilterra magica degli anni 60/70.  Studia, si diverte, conosce gente e incontra l’amore… Con molta naturalezza, Londra diventa la sua “home”.

A metà strada tra l’autobiografia e la guida turistica (anche se l’autrice rifiuta questa categorizzazione, considerando il suo libro “una dichiarazione d’amore a una grande  città e ai suoi abitanti ) La mia Londra  apre generosamente  le porte su spazi  privati  e pubblici di un’adolescente palermitana che diventa un’adulta cosmopolita e innamorata della Legge e di Londra.

avvocati LondinesiApre spazi privati quando ci parla della sua professione di avvocata, degli ostacoli incontrati per affermarsi in un mondo maschile e maschilista, da Italiana, ovvero da immigrata, anche se colta e di successo e, per di più  moglie di uno stimato professionista inglese.

Aggiungere  il nome del marito al proprio  non è  un vezzo. È una consuetudine British per una donna sposata prendere il nome del marito, poi, se ciò sia  stato utile a Simonetta anche per farsi strada in una società non sempre ben disposta verso lo straniero e molto competitiva, può essere vero.  Lei ha comunque saputo suonare i tasti giusti e indovinare le note necessarie per integrarsi felicemente con i Londinesi.

Il suo sguardo privato e “cultivated“, non certo da turista di “massa”, ci mostra dal di dentro Londra, i suoi abitanti e le sue bellezze.

San Girolamo nello studio_Antonello da Messina1474-1475
Antonello da Messina (1474-1475) San Girolamo nello Studio National Gallery-Londra

Mi piace da matti la National Gallery, proprio  come piace alla scrittrice. Sarà una questione generazionale o una sensibilità condivisa, fatto sta che se mi chiedessero dove mi piacerebbe rifugiarmi per un po’ di tempo, lontano da tutti e da tutto, direi proprio la National Gallery.

L’avvocata Italiana ci fa da guida appassionata attraverso i camminamenti della città, i suoi numerosi parchi, i suoi piccoli musei gioiello. E sembra che al suo fianco ci sia sempre l’autore più amato: Samuel Johnson.

Non a caso ogni capitolo si apre con una sua citazione famosa e coerente con l’episodio narrato, e soprattutto, con l’atteggiamento di questa donna curiosa e aperta a sfide sempre nuove.

Conosco il sud di Londra, la Greater London, di là dal Tamigi, dove l’autrice ha vissuto e lavorato e dove  mia figlia vive e lavora con la sua famiglia Italo-Afro-Inglese. Riconosco quello che Simonetta dice della zona e delle persone che ci vivono oggi:

“Più verde e più salubre del nord, la nuova parte meridionale della capitale era ed è considerata priva di storia e di cultura, lontana dal centro e dunque meno appetibile e meno costosa. La Londra del Sud, che è grandissima-spazia da Woolwich a Eltham, da Croydon a Hampton Court, da Kew a Putney-mi ricorda l’Inghilterra della provincia e quella rurale: ricca di parchi e di spazi verdi, ha un suo goffo fascino. Eppure gli abitanti dell’altra sponda del Tamigi la guardano con una certa condiscendenza: il patrimonio artistico, culturale e finanziario rimane concentrato, continuando a fiorire, nella vecchia Londra.”p.77

È tutto vero, e a conferma di ciò vale la pena fare un cenno allo  stigma associato al codice postale S/SE    e,  di conseguenza,  ai cittadini residenti nell’area South/South East. Vecchi pregiudizi duri a morire.

E nonostante tutto ciò, Londra, tutta, rimane unica nella sua capacità di accogliere chi sceglie di viverci e di accettare le sue regole e le sue sfide.

375px-ThenationalgalleryLa mia Londra di Simonetta Agnello Hornby è una lettura gradevole per chi  volesse tornare a Londra, attraverso vecchi e nuovi itinerari, e per chi volesse conoscere il  lato  meno noto ed  esplorato, ma decisamente affascinante,  di questa mitica città.

C. Fitzsimmons-DELITTO AI GRANDI MAGAZZINI con un’anziana investigatrice…

fitzsimmons-delitto ai grandi magazzini

Miss Marple, la Signora in Giallo e tutte le arzille vecchiette-investigatrici che ci tengono compagnia in TV e nei libri, sono rintracciabili  in Ethel Thomas, la protagonista di questo giallo.

Ma, a dire il vero, a parte una certa ironia di cui  la signora è  indubbiamente  dotata, non la trovo particolarmente coinvolgente.

La trama del romanzo è “dispersiva”, i personaggi deboli e New York spersonalizzata. Certo ci sono i grandi magazzini che sono una sua peculiarità, c’è Macy’s, l’eterno spauracchio dei concorrenti, ma anche lì, poco mordente descrittivo.

Bello il titolo originale The Whispering Window, la finestra che sussurra… Forse la cosa più bella, eliminata però nella traduzione italiana. La finestrella gioca un ruolo fondamentale nella storia ed è uno stratagemma tecnico davvero efficace. Hitchcock docet.
Per il resto riporto l’opinione di Jon L. Breen (2006) che mi sento di condividere in pieno:

“Sebbene Cortland Fitzsimmons non possa essere considerato uno dei grandi maestri dimenticati della narrativa gialla, è tuttavia un’interessante figura della Golden Age. I suoi gialli sportivi e la sua anziana investigatrice Ethel Thomas gli consentono di avere un posto minore, ma onorevole, nella storia del mystery, e i suoi libri possono divertire molto il lettore nostalgico e disposto a una certa indulgenza.”

Con questo romanzo interrompo la lettura dei Gialli del Corriere della Sera. È stato davvero un “bel leggere”!

le copertine del corriere

V.Caspary-LAURA VERTIGINE. Tra libro e film, il noir affascinante di un’autrice da scoprire.

 

Laura2

Il bello di questo romanzo.

laura coverL’omicidio  di una donna bella e famosa, l’indagine di un detective molto americano, nonostante le sue origini scozzesi, l’ amico della protagonista, innamorato e confidente, il bel giovane  che sbaraglia tutti gli avversari grazie alla sua avvenenza, la zietta vanitosa, gli appartamenti  newyorkesi upper class, le più squallide dimore di chi  vuole salire la scala sociale, la casa di campagna rifugio di anima e corpo, le armi, i libri, i vasi di cristallo specchiato e tanto altro ancora sono i fili di una trama coinvolgente. 

Alcuni  aspetti della storia sono più convincenti di altri. Il punto di vista, per esempio. I personaggi più importanti,  raccontano a turno  la loro versione dell’accaduto. In questo modo il lettore entra in contatto  con la loro psicologia attraverso la narrazione in prima persona.

Lo scrittore Waldo Lydecker  fa sfoggio  della sua sapienza descrittiva nel  tratteggiare gli altri protagonisti con l’abilità e l’attenzione di un pittore o di un cesellatore:

“Sono un artista, è mio compito ricreare l’azione e dare vita alle emozioni. Conosco i personaggi, ho nelle orecchie il suono delle loro voci, e se chiudo gli occhi vedo i loro gesti abituali. I dialoghi che scriverò saranno più chiari, più concisi, più aderenti allo spirito dei protagonisti che non le loro stesse parole, perché io scelgo, critico, correggo scrivendo, mentre loro parlano in modo approssimativo e gratuito, senza aver coscienza della forma e della forza drammatica richieste dalla struttura del racconto”.

Ma la sua arte manipolatoria non riesce a nascondere  l’ uomo  in preda alle passioni:

“considero il romanzo giallo solo un condensato di “urlo e furore”, vale a dire, nel migliore dei casi, la risposta a un selvaggio bisogno di aggressività e spirito di vendetta insito nella pavida orda dei lettori…Eppure narrerò questa storia per le stesse ragioni che hanno costretto il detective a proseguire nelle indagini: per una profonda partecipazione emotiva alla morte di Laura Hunt. Ma non sarà un romanzo giallo: sarà una storia d’amore.”

 il detective McphersonÈ molto bella, infatti, la descrizione del graduale processo  di innamoramento dell’investigatore McPherson.  Egli conduce  questa indagine cercando di scoprire:

“non l’enigma incidentale di un delitto, ma l’eterno segreto dell’animo femminile. Questa era una ricerca che nessun uomo avrebbe potuto fare solo  con gli occhi; bisognava metterci il cuore.”

E tuttavia da bravo maschio, Mark McPherson si sorprende quando scopre che Laura “legge”! ben convinto che le donne usino i libri solo come oggetto di arredamento da spolverare regolarmente!

Vera Caspary2La personalità di Laura, la protagonista, è quella di una donna moderna, intelligente e colta, che apprezza i  Viaggi di Gulliver, di  J. Swift. Nel delineare il  personaggio i suoi amori, le sue debolezze e la sua forza, Vera Caspary,   rivela  lo  stile, la sensibilità e la delicatezza dell’intellettuale che vive in prima persona le dinamiche di  una società moderna. Tema ricorrente nelle sue opere è infatti la donna che lavora e il suo diritto all’indipendenza.

Nella sua autobiografia: The Secrets of Grown-Ups (1979) leggiamo:

“Questo è stato il secolo delle donne e io so di essere stata parte di quella rivoluzione. In un’altra generazione, forse la prossima, la parità sarà data per scontata. Coloro che verranno dopo di noi troveranno più facile affermare la propria indipendenza, ma si saranno perse la grande avventura di essere nate in un secolo di cambiamento”.

 

Laura by DRaskinLa musica è un’altro importante personaggio della storia. La colonna sonora è basata sulla canzone Laura (qui nella versione di Ella Fitzgerald), che accompagna gli eventi in modo  coinvolgente e a tratti struggente.

“L’idea originale per il tema musicale del film era per Otto Preminger quella di usare la canzone di Duke Ellington Sophisticated Lady. David Raksin compose più tardi il celebre tema di Laura nel corso di un weekend, dopo essersi ispirato alle lettere di sua moglie, che lo aveva di recente lasciato. Divenuto una vera e propria canzone dopo il testo scritto da Johnny Mercer, il motivo conoscerà una fama mondiale e verrà interpretato da centinaia di artisti.”Wikipedia

Ruolo non secondario  ha la canzone Smoke gets in your eyes  di Jerome Kern. Evocativa, rivelatrice, struggente. In ogni caso, bellissima!

 Il portasigarette d’oro è, al tempo stesso, simbolo di  ricchezza, successo, amore e gelosia e prezioso device tecnico che determina una svolta significativa nella storia.

 

Bowery NYNew York interviene con le sue strade più o meno  peccaminose, come  la Bowery e  il Village; gli appartamenti eleganti, le atmosfere uniche che si esaltano nelle passeggiate notturne e solitarie; Il  ristorante Montagnino che diventa un luogo  culto della brillante società newyorkese.

 

Dal libro al film

vertiginelocandinaIl  film  Vertigine di Otto Preminger, bellissimo bianco e nero del 1944, con la  fotografia da Oscar  di Joseph LaShelle,  aggiunge un tocco magico al piacere provato nel leggere il libro. 

Il Waldo del film, impersonato da Clifton Webb,  è molto più attraente  del Waldo descritto nel libro…

Leggete e ascoltate la presentazione di  Claudio G. Fava, da Clandestino in Galleria per avere qualche notizia interessante sul film.

   

 

 

 

 

 

J.Franzen-The Corrections. How to survive them?

 

                  the corrections_Franzen

 

Vite da correggere

Arrivo alla fine, dopo avere  pensato spesso ad una correzione di rotta,  in sintonia sia con il titolo che con la funzione “cruciale” della crociera dei Lambert sulla Gunnar Myrdal,The Real Scandinavian Ship”.

Sì,  dopo le prime cento, centocinquanta pagine, ho pensato di smettere. Ho provato un rinnovato disagio  nell’assistere,  a pochi giorni dalla lettura dei Burgess Boys, di Elizabeth Strout, ad un’ennesima storia familiare  di conflitti, di sconfitte, di umanità americana tormentata.

E tuttavia,  ho deciso di accettare anche questa ennesima sfida  e sono andata avanti. Ora, alla fine della cavalcata, non nascondo la soddisfazione e il piacere di aver proseguito il viaggio con i Lambert e con il ricchissmo e sfaccettato linguaggio di Franzen. image

Jonathan Franzen has built a powerful novel out of the warning consciousness of a marriage, a family, a whole country!” Don De Lillo

Ho vissuto anche io il romanzo come un altro intenso viaggio in USA, come il ritratto di uno spaccato americano che contiene tuttavia elementi di universalità.

Freedom FranzenUn viaggio tra Midwest, New York e Filadelfia, con  un salto in Europa, da sempre  immaginario culturale degli  americani, sotto la guida esperta di Franzen, che affascina il lettore con il suo “discorso”, le sue immagini, il suo stile.

 Inoltre Freedom è stato il primo romanzo di Franzen che ho letto e apprezzato e dunque mi sembrava logico e imprescindibile affrontare le Correzioni.

 

A chi consiglierei questo libro?

E’ una lettura decisamente impegnativa, per lettori “maturi” in tutti i sensi. D’altra parte, un lettore anagraficamente maturo rischia di ritrovare troppo di sé stesso nella storia, di sentirsi e vedersi di fronte a uno specchio impietoso. E allora?

Allora, gli amanti della letteratura americana e dell’ esplorazione delle ordinarie profondità umane, rimangono i primi destinatari di questo mio suggerimento di lettura.

 

 Quante correzioni da fare nella vita dei Lambert!

imageFranzen racconta la storia della famiglia Lambert, originaria di St Jude nel Midwest americano, entrando di forza  nella vita di queste persone e di  tutti coloro che vengono a contatto con loro.

Filo conduttore è la spinta a “correggere” la vita degli altri, la propria vita e le proprie scelte. I due genitori vivono di correzioni o forse dell’illusione di farle.

Qual è la conclusione della storia di queste vite complesse? Un po’ di consapevolezza in più e l’accettazione sofferta delle debolezze reciproche. Anche la vecchia madre esce allo scoperto, con coraggio e  con la sua lista di cose nuove per lei che le potranno dare piacere, nell’immediato futuro.

 

 Il Libro in sezioni

 St Jude

typical Midwest townSt Jude è il patrono delle cause disperate. E guarda caso tutto comincia qui, da questa città e dai  suoi “gerontocratic suburbs” , dove i ragazzi Lambert vivono come in una prigione, da cui  cercano di fuggire, definitivamente. Ma quale adolescente non scapperebbe dalla sua città in cerca di libertà e realizzazione?

Alfred, il rigido padre ha lavorato alla Midland Pacific Railroad, comeimage ingegnere e si è nutrito della passione viscerale degli americani per i treni e per l’epopea della costruzione delle grandi reti ferroviarie che hanno cinventato   la “civiltà” del giovane paese. La storia di Alfred nella MPR è un pezzo di storia del paese ed è molto interessante leggerla.

  The Failure

imageI Fallimenti di Chip. Chi è Chip? a  would-be-writer obsessed by corrections? a teacher obsessed by a teenstudent?

Cosa fa Chip?

Meeting Julia in NY; sexually harassing one of her teen students;  living on his sisters lent money; working as proof reader, squashing money, selling his “Great Books” for a living; meeting Julia’s Lithuanian Husband, the Ambassador; living in  New York New York…

He has to  furtherly correct the rough draft of his work replacing lengish words with shorter ones; erasing sections which reduce the effectiveness of the plot. A writer’s trouble: How to write a succesful novel or piece of writing? The story is entering its “vital” essence. Corrections have to be made… 

Troppe tits e breasts nel manoscritto? Via tutto il monologo così si elimina il problema. 

image

Chip ha dei problemi. Al supermercato per ricchi di Tribeca Chip ruba un salmone e se lo infila nelle mutande.   Il salmone comincia a scivolare da verso le gambe. A cosa porta la mancanza di soldi e la disperazione! Ma Chip è il prediletto di suo padre, che invoca sempre il suo nome nei momenti di difficoltà.

All’orizzonte compare qualcosa di   inaspettato: The Lithuanian business with Julie’s husband, Gitanas. Il miraggio dei soldi, lontano  da NY , lo conquista. Comincia una nuova avventura o si va verso un nuovo fallimento?

The more he thought about it, the angrier he got

house in midwestGary, il  primogenito e la casa di St Jude, da demolire se possibile o da vendere subito. Sbarazzarsene, in ogni caso.

Gary  e la temuta depressione, Gary e le sue correzioni “fisiologiche, neuroniche, carcerarie”, Gary e l’alcol, Gary e il terrore degli antidepressivi.

Gary è triste, semialcolizzato, confuso. La sua vita familiare è palesemente in crisi. I figli solidarizzano con la madre Caroline, anche se John il piccolo fa di tutto per compiacerlo, proprio come lui faceva con il suo burbero papà.

He has something of the Burgess Boys, of Jim actually (or better Strout may have drawn inspiration from Franzen…). They both have a “sacred long marriage” Gary with the rich Caroline, Jim Burgess the lawyer with her rich wife Helen.

However Gary is not a strier, he is relatively relaxed in his banking job, in a period when everybody in the field wants to become rich and to wear smart Italian suits and drive a Porsche or a Ferrari and buy a loft in a fashionable area of the city, be it NY or Philly.

What is the corecktall process?  Anche questo nome richiama le correzioni? Correct all… O piuttosto nasconde una onomatopea che richiama un suono basso e sgradevole?

ASLANfakeCorecktall è un trattamento terapeutico sperimentale che riprende i risultati della ricerca di Alfred Lambert, per applicarli a persone con Parkinson e malattie degenerative. Assistiamo a conferenze dotte e interessate di finanzieri e studiosi che illustrano il trattamento e alle disquisizioni arrabbiate di Denise e Gary sul brevetto milionario che Alfred non ha voluto assolutamente “monetizzare” in modo adeguato, come invece avrebbe dovuto. Gary, l’economista non sopporta l’ atteggiamento perdente e rinunciatario del padre, che invece sta solo tenendo fede ad un impegno preso con la sua ditta.

Alfred’s patent evokes Stamina, in a way. Especially the businesslike nature of its ownership. It “is a propsectively successful patent”. Alfred the old owner  doesn’t care  about its actual value. He is only concerned with loyalty to the firm under which he had produced it, despiteful of how badly and unloyaltly they treated him. Last of the Mohicans?

 

At Sea

i viaggiatori della seraNon so perché, ma la crociera di Enid e Alfred Lambert mi fa tornare alla mente, il bel film di Tognazzi I viaggiatori della Sera. Film decisamente inquietante, ma visionario. Negli anni ’70 Tognazzi introduceva una visione forse distopica della vecchiaia  e della società, ma non troppo lontana da una certa idea di “rottamazione”, anche delle persone, che attraversa i nostri tempi.

imageLa crociera di Enid e Alfred è piena di ricchi pensionati recenti, indomiti investitori, WASP scandinavi ai quali si cerca di rifilare azioni ad alto rischio.

La vendita da frutti eccezionali. I viaggiatori, a loro insaputa, vengono “trattati” con l’Aslan, o Mexican A,  come chiarisce Denise a Gary quando viene a sapere che la madre aveva assunto droga durante la crociera. La stessa Mexican A che l’adolescente Melissa fa assumere a Chip, il professore…

E così i poveri  citrulli si  nutrono beati dell’ illusione di fermare il viaggio verso “The Winter of their discontent”.

è la freudiana lotta di Alfred, in discesa libera  verso la demenza, con gli escrementi, con il fallico “Turd” che lo rincorre senza pietà e  che lo spinge a fare un bel volo in mare. Di notte.

L’inquietante crociera di Enid e Alfred è attraversata da medici e medicine, da spocchiosi viaggiatori scandinavi, da confidenze dolorose e da una profonda insiddisfazione. Che incubo!

 The Generator

imageMa per fortuna ora, si cambia sezione e si passa a The Generator, super ristorante trendy. Si va a Philadelphia, al ristorante di Denise, la terza figlia dei Lambert, in fully immersion nel rapporto ambiguo e tormentato tra sesso e cibo.

Il cibo di Denise, chef raffinata e quello della terribile cena a casa Lambert, a base di fegato e verdure…La notte tormentata dell’adolescente Chip che si rifiuta ostinatamente di mangiare, fino ad addormentarsi sul piatto odiato. Una correzione tragica!

Denise va in Europa, su spinta del suo capo Brian, ad imparare i segreti del cibo europeo. Verso l’Ucraina alla ricerca di ipotetiche radici e tratti ancestrali e poi a Vienna dagli amici di mamma e, naturalmente, a Parigi.

Denise e la sua “confusa” identità sessuale, la sua prima esperienza “amorosa” con il maturo e rozzo Armour, dipendente del padre….

Il suo amore passionale per Robin moglie di Brian, l’accondiscendenza con Brian marito di Robin. Denise e il suo lavoro, la sua creatività. Ma quante correzioni ancora da fare nella sua vita!

  

One Last Christmas

Si parte da St Jude e si torna a St Jude. Dopo averli tanto implorati, Enid riesce ad avere i suoi tre figli a casa per un ultimo Natale.

Dopo l’avventura Lituana con Gitanas, marito di Julia ex di Chip, Chip torna da Vilnius, solo e povero,  riuscendo in modo avventuroso a salvare la pelle nel bel mezzo di una rivolta politica.

Denise torna sola, dopo la rottura con Robin e il licenziamento dal Generator. Sola, ripercorre la sua relazione con i familiari e soprattutto con il padre, di cui scopre un lato fino ad allora sconosciuto.

modellismotreniniUSAGary torna solo, senza figli e moglie che preferiscono il loro Natale newyorkese a quello buffo e grottesco con i nonni. Da solo ritrova il suo ruolo quasi paterno verso i fragili genitori e riscopre la sua infanzia tramite i modellini di treni, che da oggi in poi saranno il suo vero hobby, scelto da lui e non dalla moglie che gli aveva fatto come regalo la camera oscura. Gary, impaginato l’album di vecchie fotografie e regalatane una copia ciascuno ai suoi per Natale, ritiene assolto il suo compito. Ora si può dedicare a ciò che veramente lo fa star bene: i trenini.

I tre figli, insieme a mamma Enid prendono delle decisioni definitive sul papà ormai quasi demente, sulla vecchia casa, su sé stessi. E tutto succede a St Jude.

Alla fine, Enid chiude la storia con un messaggio  che palesa l’estrema correzione:

“She was seventy-five and she was going to make some changes in her life”

 

 

Da un’altra recensione

“I Lambert vivono osservando le regole, lo stile di vita americano gravitando intorno ai mali tipicamente a stelle e strisce (consumismo sfrenato, superficialità nei rapporti umani, dipendenza dai farmaci), si configurano come un microcosmo stritolato dalle ambizioni dei singoli. Sono grotteschi nel loro presentarsi, pagina dopo pagina, come un circo di alienazioni e frustrazioni e, indimenticabili perché è la scrittura di Franzen a consacrarli alla memoria del lettore.” read more

 

23 febbraio 2014-aggiornamento della Domenica da La Stampa.

southwestchief_coast to coast train

Piacevole casualità: Se Il treno coast to coast finisce su un binario  morto. Franzen, Semprini, e le ferrovie Americane

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