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    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

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    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

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    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

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  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

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C. Dexter-Il Terzo Miglio. Potere, Sesso e Mistero all’Università di Oxford.

il terzo miglio_Dexter

C.Dexter

Il Terzo Miglio

Sellerio Editore

Palermo

 

 

“Un cadavere orrendamente mutilato emerge dalle acque di un bucolico canale che costeggia la periferia di Oxford. Si tratta di un corpo privo della testa, delle mani, delle gambe. Scoprire l’identità della vittima, prima ancora di quella dell’assassino: sarà questa la sfida fondamentale per l’ispettore Morse e il sergente Lewis. E le tracce, un biglietto nella tasca del morto, portano inequivocabilmente all’Università.”(Sellerio edizioni)

 

Che storia è questa?

Sei entrata  da Feltrinelli, ti ha colpito  un accattivante Nero Sellerio, Il Terzo Miglio di Colin Dexter.

“ne hai afferrato una copia e l’hai portata alla cassa perché venisse stabilito il tuo diritto di proprietà su di essa.[…]Hai gettato ancora un’occhiata smarrita ai libri intorno (o meglio erano i libri che ti guardavano con l’aria smarrita dei cani che dalle gabbie del canile municipale vedono un loro ex compagno allontanarsi al guinzaglio del padrone venuto a riscattarlo ), e sei uscito.” I. Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, cap.1 

 

Colin DexterE’ il primo libro di Dexter che leggo su suggerimento di  amici lettori. Alcuni elementi mi hanno colpito più di altri:

organizzazione testuale. Ogni capitolo è introdotto da un riassuntino essenziale che ne fissa  il momento narrativo in cui la storia è arrivata (mi tornano in mente i padri: Fielding e Dickens);

attenzione all’uso corretto e appropriato della lingua. D’ altra parte siamo in un ambito erudito e questo elemento è inevitabilmente caratterizzante. Penso alle lettere  con errori grossolani e improbabili per un docente universitario ai bigliettini misteriosi etc etc.

 Paddington Station_Londonambientazione.   Le storiche stazioni di Londra (Paddington) e i suoi  quartieri caratteristici, ma soprattutto Oxford e il suo Campus Universitario. Un mondo grandissimo e piccino nello stesso tempo, dove si scatenano passioni, vizi e virtù. Interessante è la complicata e autorevole procedura di valutazione degli studenti, che non riesce tuttavia a sottrarsi a qualche imbarazzante fuga di notizie;

 270px-Lancia_Logoautomobili vintage giocano un ruolo intrigante: la Lancia di Morse (che poi passerà alla Daimler) e la Metro dal grande bagagliaio che può contenere di tutto!

riferimenti culturali e letterari, in cui mi sono ritrovata con piacere: i nomi dei protagonisti che ne richiamano di più famosi che  Morse riconosce immediatamente, vedi William Schwenk Gilbert e Sullivan, Christopher Marlowe, Ulisse e Molly Bloom di Joyce, il Vangelo di Matteo, Ovidio e i cavalli della notte e la raffinata musica di Mozart.

Mi convince meno la coppia Lewis-Morse, mi sembra abbastanza scontata e replica coppie famose a cominciare da Sherlock Holmes e Watson, Poirot e Hastings etc.

Il personaggio Morse ha un grande pregio, una malinconia di fondo che compensa l’apparente rudezza. La malinconia che affiora dal passato e dalla ferita causata da quel grande amore giovanile che gli ha travolto l’esistenza. Il suo metodo di investigazione deduttiva  è comune a molti  altri investigatori e non particolarmente coinvolgente.

Oxford-EnceniaIl terzo miglio percorso insieme a Morse, vuoi perché la coda è sempre la parte più difficile, vuoi perché obiettivamente Dexter ha allungato un po’ il brodo, mi è sembrato più pesante. Di fatto  sono arrivata alla fine un po’ “affaticata”.

Ma sicuramente ci sarà un prossimo Dexter che leggerò in Inglese per godermi pienamente lo spirito di Morse e i riferimenti letterari e per rivedere il mio giudizio su di lui.

 

Investigatori  in TV

Endeavour_il giovane MorseI romanzi di Dexter sono diventati una seguitissima serie televisiva in UK al punto che, quando Dexter decide di “ammazzare” il suo ispettore, spunta il prequel, Endeavour, proprio come nel caso del Giovane Montalbano in Italia.

Questi investigatori creano dipendenza Il giovane Montalbanonel pubblico televisivo e non possono morire in pace!

Maigret, Poirot, Miss Marple, Montalbano, Dexter e Barnaby sono gli esempi più classici di un filone inestinguibile. Hanno dalla loro parte quel certo-non-so-che che i rispettivi autorevoli “padri e madri” sono riusciti a infondere nella loro personalità letteraria e  che  li rende necessari e insostituibili.

J.Saramago-Saggio sulla Lucidità. A proposito di risultati elettorali…

lucidità_Saramago

“Ordine signora, ordine!”

Disse l’impettito generale alla giovane signora seduta al tavolo di burraco, in un indimenticabile albergo sul mare, al cospetto di un tramonto, altrettanto indimenticabile. Il Generale pretendeva che le carte fossero disposte in bell’ordine, senza confusione visiva e mentale, con lucidità.

L’ ordine nelle mosse della signora, o il mancato ordine, si trasferisce a questa scelta di lettura. Volendo cominciare a scoprire Saramago, cosa fa la signora, ormai ahimé non più giovane ma sempre appassionata di burraco? Comincia dal romanzo che viene dopo, con lucidità.

 

  Premonizioni. Il romanzo inizia sotto la pioggia…

“ tempo pessimo per votare, si lagnò il presidente di seggio della sezione elettorale quattordici dopo aver chiuso violentemente il parapioggia inzuppato ed essersi tolto un impermeabile che ben poco gli era servito nell’affannato trotto di quaranta metri da dove aveva lasciato l’auto fino alla porta da cui, col cuore in gola, era appena entrato.” (p.11)

 

 fogli di calendarioLa percezione soggettiva e figurata del tempo colpisce l’immaginazione del lettore:

“…sarebbero trascorsi i tre giorni che mancavano per completare il termine, martedì, mercoledì, giovedì, tre fogli di calendario che stentavano a staccarsi dalla cucitura della mezzanotte e che dopo restavano quasi appiccicati alle dita, trasformati in una pasta glutinosa e informe di tempo, in una parte molle che gli resisteva, ma nello stesso tempo lo risucchiava al suo interno.” (263)

 

Liucidità-cloudNel romanzo fiume, senza nomi né luoghi, si intrecciano flusso di coscienza/stream of consciousness, dialoghi giustapposti a descrizioni, incursioni del narratore onnisciente, riflessioni e spiegazioni, in  un bellissimo caleidoscopio di parole, idee pesanti, sebbene raccolte in nuvole svolazzanti e imprendibili, nel sogno come nella realtà.

La tensione narrativa è tangibile, non si lascia intimorire dalle difficoltà del discorso complesso, anzi, si alimenta delle suggestioni che il flusso narrativo contiene, tra le righe.

 

1984

Il romanzo fa rivivere le atmosfere preoccupanti e distopiche di 1984, di George Orwell, in un non-luogo, capitale di un ipotetico paese contemporaneo, dove accade, ancora una volta, l’impensabile: l’83 % dei cittadini vota scheda bianca.  Quattro anni prima, un altro evento epocale e inspiegabile aveva gettato il paese nella tragedia civile e politica, a causa della improvvisa e dilagante cecità collettiva.

I “Biancosi” scelgono di votare scheda bianca e i governanti decidono di risolvere questo “problemino elettorale” adottando misure  drastiche, che lentamente, gradualmente e inesorabilmente, attraversano tutte le fasi tipiche dei processi dittatoriali: dallo stato d’assedio della capitale, fino all’accentramento dei poteri nelle mani di un gruppo sempre più ristretto di politici.

 

ministero della VeritàIl risultato rivoluzionario delle elezioni diventa terrorismo, sebbene la Costituzione preveda il voto segreto, le schede bianche o nulle e l’ astensione.

 

I governanti e il Presidente della Repubblica non si lasciano neanche sfiorare dall’idea che il risultato delle elezioni possa essere la conseguenza logica della loro gestione politica sconsiderata, sostenuta, più o meno direttamente, dal Partito di Mezzo,  dal Partito di Destra e  dal Partito di Sinistra.

Chi è il cieco? Chi è capace invece di analizzare con lucidità gli eventi? E i cittadini? Cosa fanno? Perché? La capitale sotto assedio sembra comunque tranquilla, non succede niente, anzi, la città lasciata a se stessa, senza polizia, senza politici, senza palazzi pullulanti di politicanti,portaborse, faccendieri e roba simile, sembra quasi respirare un’ aria nuova, più pulita.

Pdm, Pdd e Pds sono sigle che richiamano alla mente sia le sferzanti arringhe politico-populiste del rappresentante di un certo movimento stellato, che il coinvolgente sarcasmo teatrale di Ascanio Celestini. Sono sigle che richiamano alla mente decisioni non prese, giochi di potere per lo meno ambigui, mancanza di sapienza e di discernimento. Ottusità e cecità.

 

 

Capro espiatorio

cecità_Saramago“Bisogna trovare i responsabili dell’affronto!” E allora, ci vuole un capro espiatorio,  è la soluzione più immediata e facile. Grazie anche alla collaborazione spontanea del primo cieco, ne affiora uno perfetto dal disastro di quattro anni prima. I poteri si attivano per acciuffarlo.

Il commissario che viene incaricato di questa indagine delicata e ambigua, pensa o spera di racchiudere in sé i più famosi eroi del genere, da Poirot, a Sherlock Holmes, al Marlowe di Chandler, a Bogart con il suo impermeabile e il suo cappello, a Maigret. Lo accompagnano due assistenti, un ispettore e un agente semplice (Goodwin? Hastings? Watson?).

 

SaramagoSaramago non risparmia nessuno: cittadini, politici, giornalisti. Quante manipolazioni affollano questa storia! Tutte e sempre a scapito della verità e della semplicità. Tutte volte a creare un complice stato di paura e ad alimentarlo per biechi fini di opportunismo politico e di potere.

 

 

La lingua e i linguaggi diventano strumenti duttili, malleabili e a volte nauseabondi, sulla bocca e sulla penna di chi li usa. 

albatroMa non sono una cosa seria! Se non fossero tragici li si potrebbe definire ridicoli.

 

pulcinella di mare-puffinFanno sorridere amaramente le conversazioni in codice tra il commissario in missione e il ministro degli interni, pulcinella di mare l’uno e albatro l’altro. Con una certa autorironia lo riconosce anche il commissario/Pulcinella di mare!

Nell’appartamento di copertura degli agenti, sede di un’assicurazione “provvidenziale”, tutto è ”griffato”: lo stemma della polizia è su tutti gli indumenti forniti, il pigiama, la vestaglia, l’accappatoio e persino le pantofole! Temono una crisi d’ identita? Mah! Forse non hanno poi tutti i torti, a giudicare da cosa succederà dopo.

Il racconto dei sei superstiti della cecità di quattro anni prima è quasi un tuffo dentro Rashomon (Akira Kurosawa, 1950). Ciascuno racconta, dal proprio punto di vista, la storia vissuta dal gruppo.

Conclusione

Chi volesse “confortarsi o arrabbiarsi” per la ripetitività e prevedibilità della Storia e della Politica, deve leggersi questa intensa storia civile. Non propone un lieto fine consolatorio, anche se a tratti alimenta la speranza che si verifichi, ma ci aiuta a guardare e a interpretare con maggior lucidità tutto ciò che ci sta accadendo intorno e che presenta molti tratti in comune con gli eventi narrati in questo no-place, no-time, no-names but anywhere.

Il Crocevia delle Tre Vedove-Maigret e le triangolazioni pericolose

croceviadelletre vedove_simenon

Dopo ore di caldo infernale e di pioggia monsonica, oggi, in questa  gloriosa giornata di fine Luglio, mi immergo nel Crocevia delle Tre Vedove di Georges Simenon.

Gradevole, veloce e ricco di personaggi che ormai ci sembra quasi di riconoscere al loro apparire sulla scena.

L’assicuratore Michonnet, il meccanico Oscar, la bella e intrigante nordica Else, tenuta sottochiave da  Carl-dal-monocolo-nero, strambo  gentiluomo Danese, Guido Ferrari,  l’Italiano  “hai tutta l’aria del sicario…” (questa caratterizzazione mi piace poco. Stereotipi), mogli scialbe e complici, mariti maschilisti, ma  deboli  e pericolosi. Poliziotti sempre efficienti, ma spesso beffati  da astute avventuriere.

 

 

La suggestiva ambientazione  è un  crocevia fuori dai circuiti cittadini, con tre case in croce, all’interno e intorno alle  quali accade di tutto. Tende che si muovono  furtive, occhi che spiano e morti ammazzati. crocevia maigret

Tanti spari riempiono l’aria e sembra di assistere a un film poliziesco americano dove poliziotti e  criminali si affrontano a  colpi di pistola e fucile. bum, bum, bum…

Non manca il  brillio  dei tagli  di sole tra polvere e finestre chiuse e, soprattutto gioielli e diamanti.

il croceviadelletrevedove 001

Non ritrovo in questa storia la sapienza psicologica di Maigret nello svelare, poco a poco,  non solo  i contorni del  delitto, ma quelli  delle personalità coinvolte. Trovo invece un Maigret reattivo più del solito   di fronte alle provocazioni e alle seduzioni…

G.Simenon-La furia di Maigret

“La signora Maigret, che sgranava i piselli nell’ombra calda, dove l’azzurro del suo grembiule e il verde dei baccelli creavano chiazze sontuose, la signora Maigret, che non stava mai con le mani in mano, fosse pure alle due del pomeriggio della giornata più calda di un agosto già torrido, la signora Maigret, che sorvegliava il marito come si fa con un neonato, sbottò: ‘Scommetto che stai già per alzarti’ ”

la furia di maigretE lui si alza, infatti, si alza per ricevere in zoccoli, cappellaccio e tenuta da contadino in vacanza, la nera e smilza signora Bernadette Amorelle, che, altezzosa e sicura di sé, lo coinvolge in una nuova indagine. Benvenuta, Madame! sì, perché il commissario in pensione regge male i lenti ritmi del “riposo” forzato e allora volentieri, almeno all’inizio, si lascia trascinare dentro ricchezze e miserie della borghesia parigina in vacanza a Orsenne,

“una piccola frazione in riva alla Senna, tra Corbeil e la foresta di Fontainebleau…”

Qui ritrova un vecchio e viscido compagno di scuola, Ernest Malik, ora ricchissimo proprietario delle imprese di cave di sabbia Amorelle e Campois.

Vecchi sentimenti di rivalsa e frustrazione riemergono accompagnati da suicidi, trame, intrighi amorosi, fughe adolescenziali, rapporti conflittuali padre-figlio, fughe mozzafiato in bicicletta, attentati tra le fronde, donne annichilite da alcol e amori infranti.chiatte sulla Senna_Renoir

Maigret si lascia andare anche a piccole scorrettezze professionali che mai avrebbe adottato quando era in servizio.  Ai pensionati come lui si perdona tutto, forse. Anche la signora Maigret è richiamata in campo. Anche lei deve fare la sua parte nel gioco dell’investigazione e del supporto.

aubergeNella storia, come marionette tragiche, agiscono donne, madri, mogli e figlie. Piacevole il suo semplice rapporto con la cameriera dell’ Auberge de l’Ange, Raymonde. Meno gradevole quello con la proprietaria. Strana donna:

“…Era grazie a elementi come questi, uniti ai ricordi della sera precedente, che, agli occhi di Maigret, la figura dell’albergatrice andava acquistando la consistenza della realtà. Era stata una bella donna, l’aveva detto anche Raymonde. Ed era vero. Lo si intuiva nonostante i cinquant’anni mal portati, nonostante i capelli unti e la carnagione spenta. Una donna intelligente, un tempo bella, che d’improvviso si era lasciata andare e data all’alcol, e ora, viveva come un animale selvatico nella sua tana, lagnandosi e bevendo sino a restare a letto per giornate intere.”

La storia è gradevole e allo stesso tempo inquietante.  L’ usuale sagacia psicologica di Jules e la sua consolidata abilità di intessere reti, in cui ogni maglia è ben saldata alle altre fino a formare una trama finale perfetta, lo portano, prima di tutto, a capire e poi ad agire di conseguenza.

E il caso viene risolto.

G.Simenon-Maigret e la giovane morta

la jeune morteMaigret

La giovane Lousie Laboine, sapientemente caratterizzata da  Simenon, è diventata una vicina di casa o la ragazza che lavora alla panetteria di sotto o la baby sitter di Madame X.

Di Louise, la jeune morte, siamo riusciti a lajeunemortecogliere, passo dopo passo, l’anima disperata. Di lei abbiamo visualizzato le spalle strette, quasi incassate in un collo lungo,  rattrappito dalla timidezza, dalla solitudine e dalla tristezza. Come pezzi di un mosaico, le sue fragilità si sono sistemate nella testa di Maigret, una accanto all’altra, dentro l’altra, giù nel profondo di un’ infanzia infelice, accanto a una mamma inconsistente e pericolosa.

Il commissario l’ha cesellata fino a darle corpo e provare per lei una profonda pietà. Ne è testimone  quel “purtroppo” finale  che, parlando al telefono con il collega americano, gli è sfuggito di bocca a proposito del “gruzzolo” destinato a Louise dal padre malfattore, che  tornerà invece,  giustamente, nei forzieri della banca derubata o dell’ assicurazione.

notte di pioggia a ParigiPovera Louise, persa tra le acque spumeggianti di Nizza e le gocce brillanti di pioggia sul selciato di morte, nella notte parigina. La  costruzione  del suo personaggio nella storia è lenta e progressiva, come una passeggiata verso una meta fatale: il suo assassinio.

La storia è narrata con tecnica classica, onnisciente, dove ogni capitolo si apre con un’idea chiave che lo riassume, per guidare il lettore. E questo  mi fa venire  in mente, prima di tutti gli altri, Henry Fielding e il suo Tom Jones. L’aria americana sembra conferire a  Simenon  un quid narrativo in più, se possibile.

Rientra tra le perle narrative anche la storia parallela del tristeMaigret e la giovane morta 001 ispettore Lognon,  ben noto come “il lagnoso”, che si da sempre  un gran da fare. E tuttavia, nonostante tutti i suoi sforzi e  talune intuizioni brillanti, rimane sempre un passo indietro al “capo” indiscusso, Monsieur le commissaire, Jules Maigret.

Copertina molto sofisticata per l’edizione Il Sole 24 Ore, che però allude a qualcosa di diverso. Ma è comunque  bella.

Il metodo Maigret, tra ferie “divertenti” e vita da pensionato

Maigret in pensione 001

Maigret e Maigret si diverte (Ed. Il sole 24 ore), offrono un’immagine insolita dell’infaticabile commissario che, nonostante abbia a volte temuto  di  non esistere al di fuori del Quai des Orfèvres,  continua, in queste storie,  a vivere e a “divertirsi”, anche se è fisicamente  lontano dal suo ufficio e dai suoi “amati casi”.

Maigret in ferie si diverte 001

In Maigret,  richiamato all’indagine dal coinvolgimento in un delitto di mala dello sprovveduto nipote Philippe, il commissario sfodera tutte le sue armi e mette in campo la sua eccezionale capacità di osservazione dei comportamenti umani, fino ad arrivare alla soluzione del caso. Complice e coinvolgente la caratterizzazione della giovane prostituta Fernande; tenera la figura della cognata, madre di Philippe, che conserva il fascino  e il profumo   della vita semplice di provincia, sincero e accattivante   il suo stupore per la serata a teatro con Maigret; Magistrale e decisivo il confronto con “il Notaio” Cageot.

Simenon,  mette in gioco il metodo Maigret e ci offre sguardi realistici e coinvolgenti sulla “nuova” dimensione di vita da pensionato del commissario, costretto  a prendere atto dei mutati rapporti umani e di potere sul posto di lavoro, quando  ci si torna in posizione di evidente difficoltà, per  chiedere aiuto.

Il metodo Maigret fa scuola anche tra i colleghi poliziotti. Si basa sullo studio della personalità del sospetto e anticipa in qualche modo tuttta la serie dei telefilm basati sull’analisi comportamentale, che affollano  i  palinsesti della televisione.

In Maigret si diverte, finalmente Jules va in ferie. Se l’ è vista brutta di recente e dunque deve assolutamente  cominciare a prendersi cura di sè. Decide di  restare a Parigi e di godersi la città  e la tranquillità  dei suoi quartieri, finalmente svuotati  dalla folla, che continua invece a vivere, più o meno freneticamente, nei luoghi di villeggiatura. 

Con la signora Maigret, sempre pronta  ad assecondare le sue  scelte,  se ne va a spasso per le strade di  Parigi, alla ri-scoperta degli angoli amati, dei luoghi del passato e del presente, tanto importanti nella loro vita affettiva.

220px-Blv-haussmann-lafayetteMa esistono i giornali e il commissario viene attratto da una storia molto intrigante che si svolge nei quartieri alti  della Ville Lumière e che occupa, ogni giorno,  pagine e pagine su tutti i  quotidiani.

Eveline, giovane e ricca  moglie di un dottore famoso, che lei ha contribuito  a rendere tale grazie alle sue personali  risorse finanziarie, viene trovata  morta all’interno  dello studio medico del marito. Nuda e piegata in due dentro un armadio.

250px-Gustave_Caillebotte_-_Jour_de_pluie_à_ParisLe indagini sono affidate a Janvier, sostituto di Maigret in ferie. Il commissario, però, non riesce a starne completamente fuori. Anzi, vive la vicenda in modo nuovo, tra distacco e coinvolgimento, attraverso i resoconti giornalistici, che legge e commenta, con la signora Maigret, durante le loro gite giornaliere in una Parigi estiva, affascinante e tutta da vivere.

Tema centrale della storia  si può dire sia l’amore, in tutte le sue fasi di sviluppo e in tutte le sue sfaccettature.

Il metodo? sempre lo stesso! Divertente lo scambio di messaggi tra Janvier e il Capo. Forse poco credibili le lunghe  interviste ai protagonisti riportate sui  giornali. Assomigliano molto  agli interrogatori  di Maigret, nel suo ufficio  al Quai des Orfèvres.

Quali libri a Dicembre?

De Tocqueville_la democrazia in AmericaA Dicembre mi tengo  fuori dai  bestsellers e mi rifugio negli evergreen.  Ancora un pizzico di Maigret, tra ferie e pensione e poi, lavoro in corso  “di peso”:

La Democrazia in America di Alexis de Tocqueville, tra “l’eguaglianza delle condizioni” e “i partigiani della libertà!

Sarà l’atmosfera di fervore politico, tra primarie e riposizionamenti, sarà il  bisogno di  recuperare scenari del passato  che si intromettono prepotentemente nel presente, ma l’idea di  riprendere in mano il  libro, donatomi da Antonietta,  mia compagna di  viaggio, sia in senso  figurato che reale, nel mondo  veneziano  dell’ Università, è  decisamente stimolante.

Peccato che i caratteri siano  davvero  troppo  piccoli, ma val la pena fare questo sforzo… visivo. Per un momento ho desiderato  avere un e-reader, sia per la leggerezza, visto che il tomo  è notevole, che per la possibilità di  regolare il carattere.

Tentazioni  tecnologiche? Never say never…

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