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NUDI E CRUDI di Bennett/Sinigaglia al Teatro Verdi di Padova. Dal testo al palcoscenico con leggerezza

 

nudi-e-crudi

 

Giovedì 12 Gennaio 2017, Teatro Verdi di Padova, Nudi e Crudi  di Alan Bennett. Dopo  aver letto con interesse e piacere il testo originale (QUI LA RECENSIONE DI The clothes they stood up in),,  ho voluto  viverlo come spettacolo teatrale.

Nudi e crudi è un testo dove, sul filo di un’ironia mai scontata o volgare, Bennett affronta il tema della relazione uomo-donna. La sua delicatezza nel suggerirci quanto sia difficile amare e soprattutto durare nella passione e nel rispetto, è struggente e profonda…Serena Sinigaglia read more

 L’adattamento di Edoardo Erba è buono e  la regia di Serena Sinigaglia  rispettosa del testo originale. Gli  interpreti sono credibili. La  grande e simpatica Amelia Monti, con il suo peculiare tocco   interpretativo, conferisce alla protagonista   Rosemary Ransom l’aria di una svampita-che-la-sa-lunga. Paolo Calabresi, ingessato Mister Ransom alla ricerca di un’accettabile Britishness,  rasenta la freddezza, non riuscendo a scaldare più di tanto.  

nudiecrudi_dsc1826_phmarinaalessi-ridMi è piaciuto molto  Nicola Correnti nei suoi molteplici ruoli, quasi un trasformista surreale e asessuato che rende credibili  tutti i personaggi che interpreta, compreso il narratore.

Aggiungono efficacia allo spettacolo la scenografia essenziale e “inquietante” dell’appartamento svuotato,  quella altrettanto inquietante  dell’appartamento ricostruito nel deposito e la magica scena finale tra le nuvole…

Simpatica l’idea, se è una trovata della regia, degli operai  che vanno e vengono  per allestire la scena del deposito, quasi un trasloco vero… Voluta? o solo normali manovre tra un atto e l’altro? Propendo per la prima ipotesi.

bennett-nudi-e-crudi-the-clothes-they-stood-up-in-recensione di affascinailtuocuore

Nudi e Crudi di  Sinigaglia risulta alla fine uno spettacolo piacevole, nonostante una tematica umanamente impegnativa e trasporta lo spettatore in un improbabile mondo  londinese,  ormai  vecchio  e lontano, anche se i rimandi  al Corner Shop indiano e ai cambiamenti sociali vorrebbero  attualizzare in qualche modo la storia.

 

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A.Bennett-THE CLOTHES THEY STOOD UP IN. Nudi e crudi, in piena crisi di mezza età. I ladri l’hanno combinata proprio bella ai coniugi Ransom di Londra.

 

Una serata magnifica quella trascorsa dai coniugi Ransom al Royal Opera House (Covent Garden) ad ascoltare l’amato Mozart di Così fan tutte.

Maurice, è in estasi. È lui il vero appassionato. La sua musica, la sua routine, i suoi dischi, la sua cuffia, il suo impianto stereo, sono  arredi imprescindibili della sua casa.

Mrs Ransom si adegua, docilmente e con convinzione. Da buona moglie. Dopo l’estasi si  torna a casa, al  nido confortevole e protettivo. Una sorta di dorata prigione in cui tutto il mondo  fuori non può entrare.  Solo Mozart è ammesso nelle sacre mura.

bennett-nudi-e-crudi-the-clothes-they-stood-up-inLa chiave entra nella toppa, la porta si apre, il corpo e la mente dei Ransom si predispongono al rilassamento totale, quando uno shock spaventoso li sconvolge:  il loro bell’appartamento è stato totalmente svuotato di ogni minimo arredo, di ogni minimo, più o meno insignificante, oggetto. Il vuoto abissale li circonda.

Cosa è successo? Un bel furto con scasso e destrezza. L’evento segna l’inizio di una vera e propria rivoluzione nel piccolo mondo borghese della coppia che, gioco forza, si trova costretta a confrontarsi con il mondo delle assicurazioni, della polizia, dei corner shop indiani sempre snobbati, insomma il mondo dei comuni mortali.

È previsto anche un sostegno psicologico in questi casi. Se ne occupa la polizia.  Ms Brenda Briscoe (Dusty per gli amici), è la professionista della cura dell’anima che mette a fuoco immediatamente il problema di Maurice e Rosemary. Nella bufera del dopo “furto” sembrano emergere  verità nascoste nella vita di coppia.

“Is burglary the real problem here?” – “Victims singled themselves out; be it burglary, mugging or road accidents, these mishaps were simply the means by which inadequate people came to her notice.”

Chi dei due coniugi reagirà meglio allo tsunami?

Tutto da scoprire. La storia è raccontata (magnifico leggerlo in Inglese!) a tratti con leggerezza, a tratti con amara ironia. Un finale a sorpresa può procurare una certa fatica psicologica, soprattutto se i lettori stanno vivendo un lungo e benedetto matrimonio, tranquillo e confortante come la acque placide di un lago. In superficie.

“ at the end of the day, love, marriage is about choices and to get something out of it you have to put something in.’”

 

La commedia

nudi-e-crudi-2Ho voglia di teatro e allora cerco in rete il programma della stagione  del Teatro Verdi di Padova. Indovinate quale rappresentazione è prevista per Gennaio 2017? Nudi e crudi di Bennett, regia di Serena Sinigaglia, con Maria Amelia Monti e Paolo Calabresi.

Ho tempo per metabolizzare l’effetto della lettura e decidere di vivere  anche  a teatro questa storia molto particolare.

Piccole cronache di Ottobre a Londra 2-La piazza

 

ottobre-a-londra_2014Vi ricordate i riots di Londra del 2011?

La rabbia che esplose tra le comunità di giovani nella Greater London , e non solo, che portò a saccheggi, incendi e feriti? Sfogliate il post pubblicato nel blog  in quell’occasione: Ma che Londra è mai questa?

 Oggi molte cose sono cambiate a Woolwich(Greenwich Borough). Certo la crisi si fa sentire ancora, ma la cittadina ha assunto un aspetto nuovo e accogliente. A cominciare dalla grande piazza con maxi-schermo, ristrutturata per le Olimpiadi del 2012, che oggi accoglie famiglie con bambini, giovani e vecchi in un’atmosfera familiare da piazza d’altri tempi.

 

 Wetherspoon-s-reopens-the-Great-Harry-pub-after-riots-destruction_dnm_largeE ricordate  lo storico pub The Great Harry, dato alle fiamme durante i riots? Èstato ricostruito più bello e invitante di prima.

Tesco WoolwichE dopo i riots Tesco

Un grande Tesco che, come da pianificazione post riots e pre-Olympic Games, troneggia scintillante sui bordi della piazza e ravviva la zona con il suo indaffarato via vai di customers .

Tutto molto British, molto spendi-spendi-spendi, ma anche piacevole nella sua nuova veste di piazza da vivere.

S. Agnello Hornby – LA MIA LONDRA, e la nostra…

A Patrizia, Londinese d’adozione…

la-mia-LOndra_Agnello-Hornby_thumb.png

Leggi romanzi se vuoi fare l’avvocato, suggerisce a Simonetta  il suo mentore, Lord Denning, Master of the Rolls (Presidente di Corte d’Appello):

“un bravo solicitor (Avvocato) non deve mai dimenticare la realtà e deve osservare il mondo. E in più deve leggere.  In particolare romanzi. Un bravo avvocato deve sempre avere un libro sul comodino perchè il mondo dell’immaginario è più simile alla realtà di quanto pensiate” p.80

 

Mi ricorda  Leggi romanzi se vuoi fare l’ingegnere, di Paolo Bertinetti. Insomma coltiva le tue passioni se vuoi riuscire in qualunque cosa. La lettura è una delle passioni più forti. E Simonetta Agnello  non solo li ha  letti i romanzi, ma quanti ne ha scritti!

Il padre, esponente della buona borghesia Palermitana  è convinto  che una ragazza ben educata e di buona famiglia  debba imparare l’Inglese in Inghilterra. Simonetta non ama molto questa lingua. Le basterebbe il suo Francese…

Ma la famiglia vince e, a soli 17 anni,  la ragazza parte per l’Inghilterra magica degli anni 60/70.  Studia, si diverte, conosce gente e incontra l’amore… Con molta naturalezza, Londra diventa la sua “home”.

A metà strada tra l’autobiografia e la guida turistica (anche se l’autrice rifiuta questa categorizzazione, considerando il suo libro “una dichiarazione d’amore a una grande  città e ai suoi abitanti ) La mia Londra  apre generosamente  le porte su spazi  privati  e pubblici di un’adolescente palermitana che diventa un’adulta cosmopolita e innamorata della Legge e di Londra.

avvocati LondinesiApre spazi privati quando ci parla della sua professione di avvocata, degli ostacoli incontrati per affermarsi in un mondo maschile e maschilista, da Italiana, ovvero da immigrata, anche se colta e di successo e, per di più  moglie di uno stimato professionista inglese.

Aggiungere  il nome del marito al proprio  non è  un vezzo. È una consuetudine British per una donna sposata prendere il nome del marito, poi, se ciò sia  stato utile a Simonetta anche per farsi strada in una società non sempre ben disposta verso lo straniero e molto competitiva, può essere vero.  Lei ha comunque saputo suonare i tasti giusti e indovinare le note necessarie per integrarsi felicemente con i Londinesi.

Il suo sguardo privato e “cultivated“, non certo da turista di “massa”, ci mostra dal di dentro Londra, i suoi abitanti e le sue bellezze.

San Girolamo nello studio_Antonello da Messina1474-1475
Antonello da Messina (1474-1475) San Girolamo nello Studio National Gallery-Londra

Mi piace da matti la National Gallery, proprio  come piace alla scrittrice. Sarà una questione generazionale o una sensibilità condivisa, fatto sta che se mi chiedessero dove mi piacerebbe rifugiarmi per un po’ di tempo, lontano da tutti e da tutto, direi proprio la National Gallery.

L’avvocata Italiana ci fa da guida appassionata attraverso i camminamenti della città, i suoi numerosi parchi, i suoi piccoli musei gioiello. E sembra che al suo fianco ci sia sempre l’autore più amato: Samuel Johnson.

Non a caso ogni capitolo si apre con una sua citazione famosa e coerente con l’episodio narrato, e soprattutto, con l’atteggiamento di questa donna curiosa e aperta a sfide sempre nuove.

Conosco il sud di Londra, la Greater London, di là dal Tamigi, dove l’autrice ha vissuto e lavorato e dove  mia figlia vive e lavora con la sua famiglia Italo-Afro-Inglese. Riconosco quello che Simonetta dice della zona e delle persone che ci vivono oggi:

“Più verde e più salubre del nord, la nuova parte meridionale della capitale era ed è considerata priva di storia e di cultura, lontana dal centro e dunque meno appetibile e meno costosa. La Londra del Sud, che è grandissima-spazia da Woolwich a Eltham, da Croydon a Hampton Court, da Kew a Putney-mi ricorda l’Inghilterra della provincia e quella rurale: ricca di parchi e di spazi verdi, ha un suo goffo fascino. Eppure gli abitanti dell’altra sponda del Tamigi la guardano con una certa condiscendenza: il patrimonio artistico, culturale e finanziario rimane concentrato, continuando a fiorire, nella vecchia Londra.”p.77

È tutto vero, e a conferma di ciò vale la pena fare un cenno allo  stigma associato al codice postale S/SE    e,  di conseguenza,  ai cittadini residenti nell’area South/South East. Vecchi pregiudizi duri a morire.

E nonostante tutto ciò, Londra, tutta, rimane unica nella sua capacità di accogliere chi sceglie di viverci e di accettare le sue regole e le sue sfide.

375px-ThenationalgalleryLa mia Londra di Simonetta Agnello Hornby è una lettura gradevole per chi  volesse tornare a Londra, attraverso vecchi e nuovi itinerari, e per chi volesse conoscere il  lato  meno noto ed  esplorato, ma decisamente affascinante,  di questa mitica città.

Il grande fascino della moda Italiana in mostra al Victoria &Albert Museum di Londra

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Photo By Genevieve Naylor 1952, Courtesy of Staley-Wise Gallery, New York

Come sottrarsi al fascino dei capolavori disegnati, e costruiti con sapiente creatività, da immensi stilisti Italiani come Ferrè, Valentino, Sarli?

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“The Glamour of Italian Fashion 1945-2014,” 

è  la  mostra  inaugurata ieri a Londra, presso il Victoria&Albert Museum, che ci permetterà di rituffarci nella grande bellezza italiana della moda. Abbiano tempo fino al 14 Luglio  per decidere di   fare un salto nel  sogno.

 

Qui Londra…

Victoria and Albert Museum Puts Italy in the Spotlight

By Samantha Conti (Women’s Wear Daily)

LONDON — The Italians have long been lovers of “lo stile Inglese,” or English sartorial style, with its tweeds, herringbone fabrics and pops of silk and print. The English are returning the compliment this week with “The Glamour of Italian Fashion 1945-2014,” a show dedicated to postwar Italian style at the Victoria and Albert Museum.

 

Zadie Smith-NORTH WEST. Nuove e antiche spigolature su Londra e le sue comunità

NW_Smith

Da Feltrinelli non hanno la versione Inglese di questo libro e allora decido di fare l’acquisto online. Ho una gran voglia di leggerlo. Ordino e aspetto. Dopo due giorni la consegna. Oh no, è in e Italiano! Ho sbagliato l’ordine? Disguidi?

Comincio a leggerlo e mi assale il ritmo: rock, jazz, reggae, ritmo sincopato ma con una sua regolarità poetica.  Le parole sono  talora assemblate in una sorta di calligramma, in uno stile visuale.

Se anche la versione italiana riesce a trasmettere i movimenti del linguaggio, immaginate che meraviglia sentirsi nelle orecchie e nella testa il ritmo originale Inglese. What a shame! Ma non fare la snob e continua…

Un tuffo nei flussi di coscienza

Bus to WillesdenNW è una specie di romanzo di formazione, specialmente al femminile, ambientato tra le strade del North West di Londra, dentro le vite degli abitanti di Willesden o di Camden o sui prati di Hampstead Park.

Comunità

nott3Comunità bianche-nere-caffellatte, in via di determinazione attraverso l’ amicizia, l’amore, il sesso, la gioia e il dolore, prendono spessore sotto la lente di ingrandimento della peculiare narrazione di Zadie Smith.

hampsteadLa linea conduttrice della storia è dunque la vita di una comunità articolata e complessa, che vive nel NW di Londra e che deve fare ogni giorno i conti con tutte le trasformazioni individuali e sociali che attraversano la grande metropoli. Ma la sostanza è più profonda e scava nelle scelte di vita di questi complicati, colorati e  olezzanti (di fumo e profumo) abitanti del North West.

Trecce Lucenti

camdenVerso la conclusione, le parole e i pensieri diventano ancor più belli e significativi. Assomigliano a una treccia lucida, fatta di capelli e di emozioni. E’ la treccia di Natalie-Keisha, quella di Leah, di Zadie e di tutte le donne che lottano alla ricerca di una conciliazione delle loro “identità” multiple di madri, mogli, figlie, sorelle, amanti e professioniste.

“Travestimento da figlia. Travestimento da sorella. Travestimento da madre. Travestimento da moglie. Travestimento da povera. Travestimento da ricca. Travestimento da giamaicana. Ciascuno richiedeva un guardaroba diverso. Ma quando riletteva su quelle varie pose faceva fatica a capire quale fosse la più autentica, o forse la meno inautentica.”(p.204)

Punto di partenza

NW_Louise Wallace for EastwingLa storia inizia dall’incontro di due donne: una suona disperata al campanello  della casa dell’altra e l’altra si lascia coinvolgere nel suo gioco… E iniziano a “recitare” la loro parte sulla soglia di una casa di Willesden-NW:

Doorbell! She stumbles through the grass barefoot, sun-huddled, drowsy. The back door leads to a poky kitchen, tiled brightly in the taste of a previous tenant. The bell is not being rung. It is being held down.

In the textured glass, a body, blurred. Wrong collection of pixels to be Michel. Between her body and the door, the hallway floorboards, golden in reflected sun. This hallway can only lead to good things. Yet a woman is screaming PLEASE and crying. A woman thumps the front door with her fist. Pulling the lock aside, she finds it stops halfway, the chain pulls tight, and a little hand flies through the gap.

– PLEASE – oh my God help me – please Miss, I live here – I live just here, please God – check, please –

Dirty nails. Waving a gas bill? Phone bill? Pushed through the opening, past the chain, so close she must draw back to focus on what she is being shown. 37 Ridley Avenue – a street on the corner of her own. This is all she reads. She has a quick vision of Michel as he would be if he were here, examining the envelope’s plastic window, checking on credentials. Michel is at work. She releases the chain.

The stranger’s knees go, she falls forward, crumpling. Girl or woman? They’re the same age: thirties, midway, or thereabouts. Tears shake the stranger’s little body. She pulls at her clothes and wails. Woman begging the public for witnesses. Woman in a war zone standing in the rubble of her home.

– You’re hurt?

Her hands are in her hair. Her head collides with the door frame.

– Nah, not me, my mum – I need some help. I’ve been to every fuckin door – please. Shar – my name is Shar. I’m local. I live here. Check!

– Come in. Please. I’m Leah…

continua a leggere l’estratto  su The Guardian

Uomini  del Nord Ovest

camden1Gli uomini, in questa storia, sono lineari, più delle donne. Alcuni sono comunque assaliti e travolti da conflitti interiori. Uomini che comunque crescono con e grazie alle loro forti donne. Lascia una sensazione forte di rabbia e di sconforto la storia di Felix.

Avvocati. Lo studio è ascensore sociale per Rodney, che conosce Machiavelli e Nietsche, e per Natalie. Lo studio è destino scritto per Frank de Angelis, ricco Italiano caffellatte, figlio unico di un’italiana, rampolla di una famiglia storica, ricca “anche se meno ricca di un tempo” e di un giamaicano.

Zadie e le sue Storie

whiteteeth MoschinC’è molta più Zadie in questa storia che in White Teeth  (recensione di affascinailtuocuore) e il suo mondo magico, o forse solo “esotico”. Molta più intimità con se stessa e con le proprie riflessioni.

In NW colgo molto dolore e poca speranza, sebbene siamo nella mitica Londra. Ma forse è solo una reazione personale a vicende che conosco bene e che mi toccano profondamente. I libri agitano i nostri cuori e le parole si attaccano prepotenti alla nostra vita.

R.Saviano-ZERO ZERO ZERO Un progetto di Geografia Antropica…

 

zerozerozero

Il lungo e intenso viaggio  che Saviano  racconta in ZeroZeroZero è la storia della condizione umana, dove il potere, il danaro, la violenza, il sesso e la politica  si mostrano in tutta la loro virulenza, stimolati e  portati in superficie dalla bianca coca. Tutte le mafie del mondo danzano all’interno del business dei businesses. E noi, che ci crediamo puliti e distanti anni luce da questo mondo, sprofondiamo, pagina dopo pagina, in un antro bianco popolato di mostri.

Il primo capitolo è bello, di quella bellezza inquietante che hanno le storie sconvolgenti  e reali,  che stenti  a credere tali:

“La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi della cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capufficio. O la sua segretaria che tira solo il sabato per divertirsi. Se non è il tuo capo, è sua moglie che lo fa per lasciarsi andare.  Se non è sua moglie è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti. Se non sono loro, è il…”

mondo_000Dopo questa preoccupante presentazione di chi, intorno a noi potrebbe essere  coinvolto  nell’uso di droga, inizia il sorprendente giro del  mondo,  tra quelli che la coca la producono, la distribuiscono, ne agevolano la diffusione e ne godono i frutti in termini di  danaro, potere e controllo delle coscienze.

Tralascio la descrizione dettagliata delle singole organizzazioni criminali, perché l’impressione che rimane è quella di un amalgama indistinto putrido, fetido e repellente.

Perché l’ho fatto? E lo rifarei?

 “ Sono un mostro, com’è un mostro  chiunque si è sacrificato per qualcosa che ha creduto superiore. Ma conservo ancora rispetto. Rispetto per chi legge. Per chi strappa un tempo importante della sua vita per costruire nuova vita. Nulla è più potente della lettura…”(cap.19)

 

LIBRI E LETTORIE continuiamo a bere queste intense  parole sul valore della lettura, sul potere di questo gesto rivoluzionario e pericoloso, che qualcuno osa definire “passivo”. Saviano, “corridore di storie, moltiplicatore di racconti”, è dentro l’abisso, inesorabilmente, con tutto se stesso e sempre più affamato di  conoscenza. Più ne sa è più ne vuole sapere e ne vuole scrivere.  Non riesce a mantenere quel sano distacco che gli impedirebbe di  diventare dipendente dalla conoscenza, dalla curiosità, da  quel pane dell’anima e del pensiero che poi  potrà spezzare con gli altri, perchè in molti si sfamino e guardino con lucidità cosa accade intorno a loro, quanta coca gira intorno a loro. E perché.

Il narratore è ormai  addicted… dipendente dalla conoscenza e dalla scrittura. Chi legge non può non riconoscere le sue dolorose considerazioni  sulle scelte fatte. Lo rifarebbe se potesse tornare indietro? No, ma questa è la risposta della ragione. La consapevolezza di essere come è lo porta invece a dire che non avrebbe potuto fare diversamente.

LE STORIELa puntata del 10 Maggio 2013, VITE IN POLVERE, di Le Storie Diario Italiano, di  Corrado Augias,  ospita Roberto Saviano che commenta il suo libro ZeroZeroZero  con il conduttore e con gli studenti dell’IIS “Carlo Levi”  di Marano presenti in studio,

Ma chi sono i lettori di  questo libro, ormai in vetta alle classifiche da più settimane? Giovani, vecchi? Intellettuali, Chi? La  trasmissione mi aiuta a mettere a fuoco meglio  il valore divulgativo di  questo “Non-fiction Novel” , come lo definisce Roberto. Un romanzo (certamente) che però include dati reali, nomi reali, realtà esistenti. Il modo di raccontarli è fictional, narrativo e si capisce il perché.

Mary, una delle studentesse presenti in studio,  gli chiede se non  ritenga possibile  che, leggendo il libro, si possa essere indotti a provare la cocaina.  Roberto risponde semplicemente. Ha in mentre un progetto: vuole catturare l’attenzione per dare al  lettore una chiave di lettura della complessità globale del fenomeno coca e, nello stesso tempo, offrirgli una via di fuga romanzesca.

La descrizione degli effetti immediati  e positivi (piacere, energia, senso di onnipotenza) accanto a quelli  devastanti, a medio e lungo termine che la cocaina  produce, dovrebbe anzi smorzare il desiderio di provarla.   Leggere per conoscere, parlarne  a scuola e fuori, con e tra  studenti, è dunque opportuno, anzi indispensabile.

Ma i risultati? Lentamente, molto lentamente, forse troppo lentamente, arrivano. Ma dove arrivano? E in cosa sono  evidenti, al di là di qualche roboante maxi sequestro di droga? La tragedia di questo libro  è che ci trasporta  in un mondo globalizzato dalla coca e dalle sue dinamiche, che ti avviluppano, catapultandoti in una realtà che non vorresti mai  vivere.

 Stratagemmi narrativi

albumAggancio molto casuale tra il romanzo  di Coe, The Rain Before It Falls e ZeroZeroZero di Saviano. Hanno un elemento in comune: lo stratagemma tecnico dell’album fotografico  e della descrizione dei personaggi attraverso una loro  fotografia. Due mondi: uno  narrativo a pieno titolo e uno tragicamente reale. Il riferimento  nostalgico all’album fotografico  assume, nel libro di Saviano  l’anima (nera) del dossier dei ricercati negli uffici  della DEA di New York o di qualunque ufficio  delle polizie di tutto il mondo. Nello stesso tempo introduce un elemento puramente narrativo di costruzione della storia e dei suoi  climax.

 

Un  progetto  interdisciplinare

flussi criminali_La Repubblica ZeroZeroZero  mi fa pensare ad un complesso progetto interdisciplinare, con la cocaina come main theme che collega le discipline trattate  in un mosaico di tragica bellezza. Materia base? La  Geografia antropica,

 “Chiamata anche Geografia Umana o Antropogeografia, è la scienza dedicata all’analisi della distribuzione, della localizzazione e dell’organizzazione spaziale dei fatti umani. Tale scienza è composta da un aspetto sincronico, ovvero l’analisi degli assetti organizzativi umani presenti nel mondo in un determinato periodo, e da un aspetto diacronico, ovvero l’analisi dei processi che nel corso del tempo hanno condotto alla formazione di tali assetti. Questa branca include gli aspetti culturali, economici, sociali e politici della geografia. Privilegiando la ricerca degli elementi soggettivi nel rapporto uomo-territorio, sovente si avvale di discipline quali le scienze sociali (in particolare sociologia, economia e psicologia), o di forme comunicative come la letteratura e le espressioni artistiche, specie in ambito regionale…” ( Wikipedia)

A questa disciplina multiforme si associano perfettamente Economia e Finanza, Storia, Arte, Letteratura, Musica, Chimica,  Botanica ed altro ancora, sotto il segno della coca!

 

“mi calmo, mi devo calmare[…] Guardo il soffitto e immagino l’intero globo. Il mondo è una pasta tonda che lievita. Lievita attraverso il petrolio. Lievita attraverso il coltan. Lievita attraverso i gas. Lievita attraverso il web. Tolti questi ingredienti, rischia di afflosciarsi, decrescere. Ma c’è un ingrediente più veloce di tutti e che tutti vogliono. Ed è la coca. Un ingrediente senza il quale non potrebbe esistere nessuna pasta. Proprio come la farina. E non una farina qualsiasi. Una farina di qualità. La migliore qualità di farina: 000.”(cap.19)

Pura. ma quanto   è pura la cocaina? Quante forme di purezza  si nascondono dentro le molecole della polvere bianca?. Non è mai pura, neanche quando è la  “perlata”. È sempre sporca, sudicia, contaminata dal sangue e dalla violenza che genera e che la genera.

Ci avviamo verso la fine, dopo aver incontrato uomini, donne e vite violente e disperate che affollano le pagine di questo splendido lavoro. Ultima pagina. Chiudo il libro e mi ritrovo  occhi negli occhi con Roberto. I miei sono umidi di lacrime e smarriti, i suoi  pieni  di un universo che vogliono  continuare a guardare, con coraggio e umanità, per cambiarlo:

“Nell’Apocalisse di Giovanni si dice: «Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo mangiai: dolce come  miele in bocca nelle viscere mi divenne amaro». Credo che i lettori dovrebbero fare questo con le parole, per masticarle, triturarle  infine ingoiarle, perché la chimica di cui sono composte faccia effetto dentro di noi e illumini le turbolenze insopportabili della notte, tracciando la linea che distingue la felicità dal dolore”

ZeroZeroZero è il libro più bello tra le mie letture di questazerozerozero prima metà del 2013. Go Roberto go, continua a scrivere e noi continueremo  a starti vicino e a dar voce a  quello che tu  scrivi   con tanta efficacia e passione, narrativa e sociale.

Continua a darci parole, di miele o di fiele.

 

UK 2015:

zzzEnglishBenvenuto ZeroZeroZero

in Inglese!

“an impassioned account of the damage done by global cocaine trade”,

secondo Misha Glenny del Financial Time…qui tutto l’articolo Spero venga tradotto in molte altre lingue, vista la pervasività della criminalità internazionale della droga e visto l’interesse anche “scientifico-pedagogico ” di questo libro.

 

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