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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    L'Ambasciatore torna in Egitto. Pratica chiusa? Mai. Coraggio mamma Paola e papà Claudio, continuiamo ad esservi accanto.

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

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    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

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    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

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  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

    5 Ottobre 2016: con gli insegnanti per una società migliore

  • Retratos Y Amor Propio: storie di creatività fotosociale

    Ritratti di vite e corpi nello sguardo della Fotografa-Architetta Stefania Scamardi

  • Libriamoci a scuola- leggiamo ad alta voce!

    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

    I Compiti fanno male! Pubblicato da NARCISSUS, è disponibile su AMAZON, GPLAY, ITUNES

  • Progetto ‘Il Quotidiano in Classe’

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Concita, dacci oggi il nostro Pane Quotidiano…

La cultura, le storie, i libri che cambiano il nostro paese. Ogni giorno proveremo a leggere i fatti da angolazioni diverse…read more

Un viaggio tra i protagonisti e le forze che si muovono dietro le notizie.Con uno sguardo sempre rivolto alle nuove generazioni e ai nuovi linguaggi. In studio un pubblico speciale: studenti di licei, università, accademie d’arte e musicali saranno protagonisti con le loro domande, curiosità e osservazioni.Ogni giorno un libro… il nostro Pane quotidiano. – See more at: http://www.panequotidiano.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-19da5c40-2115-4dd6-b605-24e287f70024.html#sthash.aZpaAoHX.dpuf

panequotidiano-logo.jpgHo aspettato un po’ prima di dire la mia su Pane Quotidiano, la trasmissione di RAI 3, condotta da Concita De Gregorio, che prende il posto di Le Storie-Diario Italiano, con Corrado Augias.

Ho seguito quest’ultima per molti anni, quando il mio lavoro me lo permetteva e molto di più da quando sono in pensione. Mi piaceva molto l’attenzione alla scuola, testimoniata dalla presenza di classi  provenienti da regioni diverse.

da Corrado a ConcitaA volte ho sofferto la gigioneria di Augias, il suo sfoggio di  conoscenze, i suoi modi paternalistici, i suoi commenti apparentemente leggeri sull’ abbigliamento dei professori e delle professoresse…

Ho sempre e comunque apprezzato la sua enorme cultura, la capacità affabulatoria, la sua “telegenia” e i suoi richiami continui al ruolo fondamentale della scuola nella formazione civile e umana delle persone.

Augias aveva un’ottima squadra alle spalle, ospiti di alto livello e, soprattutto, buon cibo per le menti dei giovani e degli insegnanti presenti e degli affezionati telespettatori.

paneelibroStesso cibo raffinato quello di Concita de Gregorio, anche se di natura più croccante e più profumata di sapori “materni”.  Cultura vasta, sapiente capacità organizzativa dei dati, freddezza appassionata da giornalista consumata, Concita condivide con Corrado un background da “intellettuale” a volte un po’ snob e fastidiosa.

Mostra qualche comprensibile impaccio iniziale nella conduzione, testimoniata dal tormento degliconcita_de_gregorio-anteprima-600x450-952500.jpg occhiali, ma adotta uno stile “pedagogico” che riconosco e che per alcuni versi mi appartiene, anche nella gestualità legata ai libri e agli oggetti che si porta da casa, per dare vita, calore e senso del vissuto alle idee che propone e sviluppa con gli ospiti in trasmissione. Alcuni tra questi fanno già parte del mio immaginario culturale, altri e non sono pochi, imparo a conoscerli attraverso e con lei.

images

Lo studio è più “aperto e arioso” e gli invitati non danno sempre le spalle agli studenti, soprattutto non sono richiamati continuamente a non guardarli per esigenze  di inquadratura. Capisco le esigenze tecniche, ma quanto è brutto dove rispondere alle interessanti domande dei ragazzi dando loro le spalle!

panequotidiano2Snella, veloce e accattivante la grafica, caldi i colori di grano maturo. Cominciavo a vivere la trasmissione come una bella abitudine serale quando, invece, è stata sospesa. Mi mancherà molto, ma ce la metterò tutta per seguirla, di mattina. Sarebbe  bello se a seguirla fossero i ragazzi, magari in classe con i loro compagni e i loro professori.

 

23 Aprile-Giornata internazionale del libro

igiornielenottipuntoitMi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai  incontrare il mondo,

mi fai vivere…

scamardi_que

Grazie libro!

 

 

 

 

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libri da leggere libri per creare…what to do with discarded books

Ho  letto questo post di Cindy Kilpatrick, bibliotecaria canadese e  ne sono rimasta piacevolmente colpita. Che bella idea per avvicinare i nostri ragazzi  alle biblioteche! Qualcuno potrebbe scandalizzarsi sull’utilizzo dei libri “discarded” , ma si faccia avanti chi tra noi non ha mai pensato che forse la propria biblioteca avrebbe bisogno  ogni tanto di una “pulitina”. Quanti libri abbiamo portato  nelle nostre scuole o regalato perchè ormai “ingombranti”.  Cindy ci propone la soluzione di Mike Stilkey e la sua  soluzione “creativa”:

Mike Stilkey and What to Do With Discarded Books

Discarding old books, no matter how objectionable they might be (is a book ever completely objectionable?), always tears at my heart-strings. Someone worked for months, maybe even years to write it, someone poured their soul into the illustrations and others possibly thought long and hard about the typeface, the layout and all the other decisions that go into publishing a book. Granted, in the end, it came off of an automated assembly line with probably hundreds of identical copies but, how ever unlikely, what if it happens to be the very last copy in existence? Then there’s the recycling issue of course: how many trees died to make a run of books? Isn’t there some way it could be reused? Good news: there is something else you can do with them – many things, as I’ve discovered since I started following some library-related blogs. I’ve posted before on some fantastic book sculpture and now I’ve created a new category called ‘What to Do With Discarded Books’. I’m going to watch for all the creative options. I’m inspired and hope to inspire some student art for installation in my ‘new’ library this year. The work on this page is from Mike Stilkey and I saw it at Libraryland. Check out Stilkey’s webpage for his book art installations & sculpture.

La piccola capitale del libro

Viaggio nella “piccola capitale del libro”

“Viaggio in Lunigiana da dove partirono per il mondo le dinastie dei venditori di almanacchi, monumento vivente all’editoria”
Su La Stampa di oggi, bell’articolo di Teodoro Chiarelli su Montereggio, gioiello della cultura in terra di Toscana. Gli eBook avanzano, conquistano terreno, ma i librai non mollano!
“Benvenuti a Montereggio di Mulazzo, il paese dei librai…”continua qui

Tuttolibri al Salone di Torino

 

Torino Speciale  Salone del libro 2011Molto ricco e accattivante Tuttolibri (La Stampa)

di oggi 7 Maggio.

Colori, notizie, prospettive e realtà  sui libri 

e sul mondo che aprono il cuore.

Sguardo privilegiato quest’anno su Russia e Palestina

Vale la pena considerare un viaggio 

sia tra le pagine di Tuttolibri

che nella realtà torinese del magico Salone ( dal 12 al 16 Maggio)

Londra-A Room with a View

Londra 2010_A room with a viewChe Tempo fa a Londra…

In questo inverno freddissmo, da Londra mi arrivano immagini suggestive:  dal caldo protetto della propria casa i Bihina Ze ammirano la neve…

 

Che Libro fa a Londra…

Questa è una piccola introduzione personale ad una  interessante “vista” di Giovanna Zucconi sul  panorama dei Libri dell’Anno in Gran Bretagna

“Quanti anni ci vorrebbero per leggere i Libri dell’Anno, di un anno soltanto, questo che sta per finire? Sono decine e decine, centinaia e migliaia, ma che dico: milioni, miliardi. Sono imperdibili, imprescindibili, incommensurabili, così come vengono amorevolmente scremati ogni dicembre dai giornali. Ansia. Ansia da prestazione. In Gran Bretagna, la mania dell’elenco tracima…Il New Stateman, per esempio, ne mette in lista 67: non 67 titoli da leggere, che già sarebbero sufficienti per più di un Capodanno, ma 67 vip i quali a loro volta elencano ciascuno uno o più libri.Naturalmente, funziona. Ti incuriosisce sapere che diamine consiglia Bianca Jagger, oppure ti fidi dello scrittore Jonathan Coe, o vuoi decifrare i destini della sinistra scrutando i gusti del leader laburista Ed Miliband, e ti ritrovi ad apprendere dell’esistenza rispettivamente di un libro sull’economia sostenibile (Prosperity without Growth di Tim Jackson), di una raccolta di racconti “Modernisti” (Self Portraits: Fictions di Frederic Tuten), e di un saggio dal titolo beneaugurale, The Audacity to Win, chissà che qualche buontempone non lo  regali anche alla sinistra  nostrana. Letti questi tre ne rimarrebbero 64, più tutti quelli indicati da tutti gli altri giornali: e utilmente 
 suddivisi per categorie, per generi, per tipologia di lettore, fino   a individuare target parecchio specifici (qualcuno arriva a consigliare un libro per «lettori di otto anni che amano i cavalli»:
quanti saranno mai?). È un servizio socialmente utile, davvero, se non altro per disfarsi dei sensi di colpa: sono troppi. Solo dal Guardian, e solo per la narrativa: Jonathan Franzen, DavidNicholls, Howard Jacobson, Paul Murray, IanMcEwan, Lloyd Jones, Johanna Sinisalo, Nadifa Mohamed, Robert Littell, Colm Toibin… L’epoca del troppo di tutto, la nostra occidentale, dovrà pur trovare un limite: una gerarchia, un metabolismo, un senso. Nel frattempo, che l’anno vi sia lungo e lieve abbastanza per leggere tutti i Libri dell’Anno, e oltre.”(da  Tuttolibri/La Stampa 18 Dicembre 2010)    ”(
Leggi tutto da 
 Tuttolibri/La Stampa 18 Dicembre 2010)

Nei Ricordi con Fruttero-Mutandine di chiffon. Memorie retribuite

Carlo Fruttero

Mutandine di chiffon

Memorie retribuite

Mondadori 2010

Due i motivi che mi hanno trattenuto dall’iniziare la lettura del libro di Carlo Fruttero Mutandine di chiffon. Il primo legato al mio essere così “elderly woman” bigotta e timorosa di fronte ad un titolo così ammiccante, imbarazzante, allusivo a situazioni per lo meno frivole, se non piccanti; il secondo legato alla “promozione” di Fazio. Mi piace Fabio, mi piace la trasmissione “Che tempo che fa”, mi piacciono da morire le sue scelte e proposte di lettura. Penso ad alcuni suoi ospiti che sono tra i miei scrittori preferiti, Pamuk, McEwan, Auster, Erri De Luca ( unico!), Camilleri etc etc.

Questa sua scelta tuttavia mi è apparsa un po’ pietistica, un po’ paternalistica, poco convincente. Che errore! Che ignoranza la mia! (Posso dirlo ora, a lettura conclusa)

Decido dunque che s’ha da fare e comincio la conflittuale ricerca di questo libro, vagando tra le affollate corsie della Feltrinelli di Padova.

 Ecco che mi colpisce l’occhio e il cuore la copertina che, lottando contro la mia scettica disposizione iniziale, fa crescere in me il desiderio di leggere MDC. Bella luminosa e sensuale. Donna in rosso, sicuramente adusa ad indossare le fatidiche e raffinate mutandine; languida, alla maniera della moda anni 40/50. E mi torna subito alla mente la buffa conversazione con Pino-amico-di-Stefano alle terme di Venturina, in una parte della Toscana, quella vicino a Piombino, da me sempre associata al traghettamento per l’isola d’Elba ed ora scoperta con occhio nuovo e pieno di meraviglia. Pino e le sue fantasie erotiche! Quella del momento? Donna con veletta… E’ la donna in copertina con il suo  fascino, mistero, ironia, gusto.

E i colori della copertina!

Flashback dalla mia adolescenza: scatta l’emozione. 1963, seconda media unificata di recente, in una piccola scuola del centro di Avezzano, (vicino a casa, ci andavo a piedi a scuola, sola, senza problemi di alcun tipo), un professore indimenticabile di disegno e applicazioni tecniche, Mario Quaraglia, il mito che rincontrerò alle superiori e che mi guiderà con sapienza a creare le mie reti concettuali dove Arte, Letteratura, Storia, Scienze e Filosofia si intrecceranno in un caleidoscopio di rimandi, collegamenti, scoperte. Lezione di disegno geometrico, quasi alla Escher, o Picasso o Braque, non so…rigoroso, spigoloso e flessibile allo stesso tempo. Ci invita a lasciar libera la nostra creatività nella scelta dei colori. E lì mi saltano dagli occhi e dal cuore il giallo e il viola! Magicamente. Ed è lì che lui mi sorride compiaciuto e mi fa i complimenti per il miglior abbinamento possibile che si possa fare con il viola. Ora, Fruttero e la sua copertina di Lorenzo Mattotti aggiungono all’armonia del gialloviola il calore terreno del rosso e dell’ ocra. Nuova armonia che mi invoglia.

Si aggiunge alla copertina quel breve e incisivo sottotitolo, memorie retribuite, che fa scattare la chiave dell’ironia.

Mi piace, lo compro e comincio a leggerlo.

Finito! Continuo il breve antefatto partendo dalla fine, dallo scherzo parigino tra nonno e nipote. Quasi un appello umano e gentile e pulito a tutti i nonni che si incontrano, magari per un tè o una chiacchierata o una partita a carte, uniti da una dolce complicità, ma direi anche “competizione” su chi ha i nipotini più creativi, più brillanti, più somiglianti ai “grandi-papà e alle grandi- mamme”.

 Lo vivo io con le mie amiche. E’ vero i nipotini aiutano a vivere il doloroso passaggio dall’attività, dal senso di onnipotenza di cui il lavoro ci nutriva, noi generazione around 68. Tanto illusi dal grande sogno di cambiare il mondo e svegliati di brutto al momento della pensione con un addio e grazie e il mondo è rimasto come sempre e, per molti versi,  peggio di sempre…Ora tocca ad altri illusi e già delusi, ma forse per questo più realisti e forse più incisivi.

Tornando ai nonni orgogliosi, si, i nipotini diventano davvero gli strumenti (brutta parola!) per riconfermare a noi stessi e agli altri la nostra unicità. Questo è forse l’unico errore che alcuni nonni continuano a fare, lo stesso di alcuni genitori insoddisfatti che vogliono a tutti i costi recuperare sogni e ambizioni, non realizzati in gioventù, attraverso i loro figli …Poveri!!! Nel giochetto parigino Carlo ed il nipotino direbbero: “crotte de…parentes”  “crotte de… grand-père ’ and gran-mère’!”

 Amaramente comico l’aneddoto sull’amico Terzi e le sue vicissitudini politiche di giovane italiano confuso,  pre e post otto settembre. Mi piace riportare da questo siparietto quello che Fruttero dice dell’amicizia:

“Gli amici senza dubbio si muovono, seguono la loro via, si rendono ridicoli, sbagliano, perdono pezzi, spariscono per lunghi periodi; ma per me, ai miei occhi, la loro vera essenza è l’immutabilità, una sorta di persistenza naturale come di albero, di isola o di tempio greco, se vogliamo. Non è questione di lealtà, fedeltà, confidenza, affinità o altro. Stanno sempre lì, ci sono comunque, li ritrovi anche al buio. So bene che sull’amicizia sono stati scritti saggi e trattati importanti ma io non me la sento di andare più in là di una similitudine, diciamo, frugale: entri nella vecchia casa, cerchi istintivamente l’interruttore a destra della porta, premi e la luce si accende, l’impianto funziona ancora (in gioventù naturalmente sono ammessi errori e disillusioni)”.(93ssgg)

Mi piace pensare che anche per me possa diventare così. Amicizia come “coltivazione” continua. Amicizia, che un volta nata, va nutrita, risvegliata, coltivata. Fruttero ha fatto queste operazioni prima di pensare all’interruttore? E poi ha provato ad accenderlo? Come nasce per lui un’amicizia, anch’essa per una immediata, imprevista scarica elettrica,  un po’ come si dice accada per l’amore?

Madeleine personali nella siepe dei lamponi: tante le siepi di “more” lungo la ferrovia del Cupello, periferica campagna della periferia del Regno: la Marsica, l’Abruzzo. A casa di nonna Angelina (le mie due nonne si chiamavano entrambe Angela, genitori in vena di qualificare le loro bimbe come angeli venuti dal cielo? Nonna Angelina era grassoccia e dava a noi nipoti l’impressione di essere una donnona! Nonna Angela, detta nonnina, era piccola piccola, quasi nana, grandi occhi azzurri , capelli neri fino alla veneranda età di 96 anni, quando è passata a miglior vita. Nonna Angela: una piccola grande imprenditrice, femminista ante litteram, istituisce il primo laboratorio artigianale di camiceria e biancheria intima da uomo, con quattro o cinque (forse otto? non ricordo esattamente il numero) ragazze alle sue dipendenze. Istruisce anche mia madre, che diventa bravissima e molto apprezzata per il suo lavoro. Ma poi, nel tempo, tutto crolla: malattie, crisi familiari, un padre poco imprenditore e molto “poeta con la testa per aria”, portano al fallimento di un’attività che oggi, sta vivendo una stagione fortunata.

Torniamo alle more. A casa di nonna Angelina d’estate: panzanella con pomodori dell’orto per merenda, tante more raccolte durante le lunghe passeggiate sonnolente del primo pomeriggio, in direzione Fucino. Abbronzatissima lì, in campagna a Ferragosto negli anni 50-60 mentre tutti gli altri, le mie ricche compagne di scuola, cominciano a frequentare spiagge e rotonde sul mare, sul’Adriatico, in Toscana. Rassegnazione, malinconia, invidia e tante tante more.

Il destino (felice?) di Piero Crommelink. Sì, capisco, aver folgorato e ispirato Picasso sazia. Toglie la fame di popolarità, di notorietà, di riconoscimenti. Diventi eterno! Forse è troppo però, diventi qualcosa sulla carta, sulla tela, certamente immutabile, ma comunque la proiezione dello sguardo di  un altro che non sei tu! Però, onestamente, chi non vorrebbe essersi imbattuto in Picasso ed ispirarlo con i suoi occhi, il suo viso, la sua espressione unica , un qualcosa nello sguardo che solo un grande artista sa e può cogliere e rendere eterno?

Carlo fa di Franco Lucentini, l’amico, il collaboratore, l’ispiratore, in un certo senso l’alter ego un ritratto vivo e commovente, ricco di tratti realistici e di trasposizioni di sogno. Non posso e non so aggiungere nulla, se non invitare chi volesse, a leggere le parole di Carlo stesso. So, comunque che ammiro e un po’ invidio questa amicizia, fatta di tanto.

Apologia della famiglia come fonte di felicità, fonte di infelicità. Tutto vero sebbene contraddittorio. Tutto sentito, discusso e ridiscusso, ma qui in tono così lieve che rimanda alla bambina e alle sue visioni sulla sua parte di cozza nella recita scolastica di fine anno.

Nonno: “E cosa devi dire come cozza?”

Bambina:” Oh, be’, sai, le cose che di solito dicono le cozze”.

Fantasticamente seria e consapevole! E non assilliamo per piacere le cozze ”parlanti”.  Rischiamo di farle diventare mute e tristi!

Sei tu, Stefano? Carlo e il fumo e le marche di sigarette.”Per la pipa, fumata a letto, leggendo, con candida inusuale noncuranza verso il benessere di mia madre, mio padre ricorreva a tonde scatole di miscela inglesi, e inglesi erano talvolta anche le sigarette con il marinaio barbuto o le rosse Craven “

Mio suocero e il cugino Aristide. Non so se leggesse Liala (a giudicare da tutti i libri che abbiamo ereditato, non credo proprio) mio suocero Enrico, detto Toto, certo che sentì molto, come il cugino Aristide, alitargli sul collo lo spirito del tempo se, per puro gusto estetico o voglia di trasgredire o voglia di impressionare le donne e conquistarle, si fece fare su misura un bel paio, di “stivaloni “ di puro cuoio, fuori ordinanza, ma così belli e simbolici! Da ufficiale gentiluomo, decidete voi se inglese, tedesco o altro! Quanti Aristidini descritti e viventi in qui tempi non proprio rosa!

Nep Szabadap e la delusione ungherese del 1956. Nep Szabadap, Nep Szabadap, Nep Szabadap.. ma Paolo Conte non sei tu? Ti adora Fruttero, ti inserisce nella lista degli illustri astigiani e piemontesi…ed io ho un motivo in più per amare Carlo. Razmataz , Razmataz, Razmataz, musica per le nostre orecchie!

Sarà stata Torino, le grandi case editrici, tutte lì nel triangolo industriale (Padania?) Sarà che molti  grandi intellettuali del mio tempo e delle mie letture hanno lavorato e sono cresciuti lì dentro, ma io provo veramente un senso di invidia, di privazione quando leggo della natura ed intensità dei rapporti con Calvino, Soldati, Citati, DORIS LESSING! Questo poteva allora  succedere solo se  “nascevi bene”, se crescevi e vivevi e lavoravi in ambienti che questi dei della Letteratura si trovano a frequentare. Beato te Carlo! Salutami Huxley;

Titoli. Carlo, allora è vero che i titoli delle opere straniere vengono tradotti pensando solo al successo e alle vendite nei paesi in cui si parla la lingua target ? Ma che ne fate lì, nelle stanze magiche delle case editrici, del messaggio inviato dall’autore al lettore attraverso il titolo del libro come estrema sintesi che dovrebbe racchiudere il core della storia ed arrivare come freccia scagliata diritto al cuore e alla testa del lettore? Come paragonare, ad esempio, il bel Set in Stone del romanzo di Catherine Dunne, che cito solo perché ho appena finito di leggerlo, prima di iniziare il tuo, con la sua trasposizione italiana “Donna alla Finestra”? Set in stone: scavato/scritto nella pietra, segno del destino scolpito nella tartaruga guardiana del focolare domestico che occhieggia nel bel giardino di famiglia…Racchiude in sé tutta la storia, tutti i dettagli, i percorsi, la sua anima.

Non approvo questa operazione, eppure funziona, funziona perché forse il lettore “compra” l’autore e poi pian piano si abitua a quel titolo, lo interpreta e riesce anche ad incastonarlo nella storia, anch’essa raccontata in un’altra lingua e reinterpretata con gli occhi di un’altra cultura.

Inutile commentare troppo i passi privati di Fruttero. Ciascuno di noi può ritrovarci qualcosa di sé. Io riconosco in lui, in quel corpo così “ossuto” con tratti marcati e bonariamente  “grotteschi” a volte, l’amata zia Anna e l’ostinato bisogno di piacere “catturato” nelle super proibite sigarette Gala.

“Non puoi fumare, morirai presto!” e lei rispondeva “tutti moriremo, prima o poi, io voglio farlo con il piacere tra le labbra”

 e poi con Carlo e con Beaudelaire” O Mort, vieux capitaine, il est temps. Levon l’ancre!” L’ancora di questa fragile e al tempo stesso granitica, ormai scheletrica, donna, è l’ultima Gala… come fosse  uno dei giochi allegri, con parole inventate, fatti con le sua amate nipotine, che tanto piacere le hanno procurato in vita. Come per il saluto a Lucentini, anche per zia Anna” che il mare arcano della traversata [le] sia [stato] soave”

E’ la fine. E sono felice di aver subito il fascino dei colori in copertina e di aver ascoltato con abbandono e fiducia il pifferaio Fabio.

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