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    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

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    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

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  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

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    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

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    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

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    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

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    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

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A.Bennett-The Uncommon Reader.The Queen said: ‘Yes. That is exactly what it is. A book is a device to ignite the imagination.

 

 

 

 

 

the-uncommon-readerUna lettrice davvero speciale la Regina Elisabetta II! Il suo incontro casuale con Norman, addetto alle cucine di palazzo, e la sua piccola libreria ambulante, le spalanca un mondo affascinante che fino ad allora non aveva avuto alcun desiderio di esplorare. Da quel momento, inizia un viaggio tra i libri  talmente coinvolgente, emotivamente e intellettualmente, che dovranno intervenire forze ”istituzionali” per tentare di porvi fine.  Ma la sovrana lettrice, che parla sempre in terza persona di se stessa-One is/One is not-è pur sempre la Regina, e lo è da tanti tanti anni, dunque ne ha viste di tutti i colori e sa bene come e quando affilare le sue armi.

 

  “Pass the time?’ said the Queen. ‘Books are not about passing the time. They’re about other lives. Other worlds. Far from wanting time to pass, Sir Kevin, one just wishes one had more of it. If one wanted to pass the time one could go to New Zealand”

 estratto-da-bennettSiamo al suo fianco durante il reale percorso di scoperta e riscoperta di grandi classici e di nuovi scrittori, Britannici e non. Alcuni li ri-incontriamo con gran piacere, anche in situazioni istituzionali che ce li mostrano con tutte le loro piccole grandi manie, talora comiche, talora fastidiose.

“Authors, she soon decided, were probably best met with in the pages of their novels, and were as much creatures of the reader’s imagination as the characters in their books.”

Bennett gioca con maestria con il linguaggio dell’ironia e ci presenta siparietti di corte esilaranti e inaspettati, con acide incursioni nel mondo della cultura e dei suoi riti.

Princess Elizabeth reading a book in Buckingham Palace on July 19, 1946. (Photo by Lisa Sheridan/Studio Lisa/Getty Images)

Princess Elizabeth reading a book in Buckingham Palace on July 19, 1946. (Photo by Lisa Sheridan/Studio Lisa/Getty Images)

Sua Maestà scopre anche la bellezza e le potenzialità della scrittura, che non sia solo quella “frozen” delle formalità di corte e di governo. Mentre legge, prende nota di aspetti che la colpiscono. Anche la scrittura entra come “un veleno” nelle sue vene.

“And it came to her again that she did not want simply to be a reader. A reader was next door to being a spectator whereas when she was writing she was doing, and doing was her duty.”

 

Alla fine di questa prima tappa di un viaggio di  scoperta di un mondo nuovo e affascinante, Alan Bennett e la Sovrana Lettrice ci riservano una sorpresa che lascia tutti di stucco!

Connessioni

Il giorno stesso in cui ho visto in TV, La mia Regina (Mrs Brown 1997) di John Madden con Judith Dench (innumerevoli premi e nomination per la sua interpretazione) ho cominciato a leggere il libro di Bennett. Pura, meravigliosa casualità. Ancora una volta.

la-mia-regina-john-madden-1997È una storia molto interessante e poco conosciuta che in qualche modo si ricollega alla impertinente scelta della Regina di Bennett di  riprendere a leggere libri per puro piacere.

Al centro del racconto  c’è la  relazione della Regina Vittoria con il rude e affettuoso scozzese John Brown (Billy Connelly) che la riporta alla vita dopo la depressione profonda causata dalla morte dell’amato Albert. Vittoria scrive in questo periodo dei corposi diari che “i dignitari” di corte e i familiari fanno del tutto per “custodire” e tenere lontano dalla divulgazione.

 

Caro lettore, segui il tuo istinto e la tua ragione per trarre le tue conclusioni…

Il titolo  del romanzo di Bennett, The Uncommon Reader, riprende e capovolge quello della collezione di saggi di Virginia Woolf, The Common Reader, che a sua volta fa riferimento a Samuel Johnson.

“In the final essay titled “How One Should Read a Book,” she further argues for the importance of the common reader’s independence. In the opening paragraph, Woolf states,

“The only advice indeed that one person can give another about reading is to take no advice, to follow your own instincts, to use your own reason, to come to your own conclusions.”

Hence, even in this final essay she continues to argue that it is important for the majority of readers in this world, who are the common readers, to be uninfluenced by the views of scholarship, by “right thinking.” Only by remaining independent creative thinkers will common readers continue to be able to make valuable, creative contributions to thought in the world.” Enotes

 

Almost a short-story

A deliciously funny novella that celebrates the pleasure of reading. When the Queen in pursuit of her wandering corgis stumbles upon a mobile library she feels duty bound to borrow a book. Aided by Norman, a young man from the palace kitchen who frequents the library, the Queen is transformed as she discovers the liberating pleasures of the written word. (bookbrowse.com )

F.Dostoevskij-Delitto e castigo. Storia di un viaggio indimenticabile nelle contraddizioni dell’animo umano

 

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Se sentite di essere pronti per un viaggio lungo e denso di indimenticabili esperienze emotive e intellettuali, preparate il vostro cavallo alato e dirigetevi verso la nuvola degli ineffabili microcosmi di Delitto e Castigo.

 

Bello di una bellezza che toglie il fiato! Il filo conduttore è la storia oscura di Rodion Romanovic Raskol’nikov, suggestionabile ex-studente universitario, precipitato nel baratro del delitto (uccide una vecchia usuraia malvagia) e delle inevitabili conseguenze che ne derivano. Il  castigo  che lo aspetta  diventa  una forma di “redenzione” con venature religiose.

Durante il suo conflittuale percorso di sofferenza è come se Rodion si moltiplicasse nei molti altri personaggi che lo affiancano, vere e proprie identità di grande spessore, sia narrativo che umano.

 

“Ma qui, ormai, comincia una nuova storia, la storia della rinascita di un uomo, della sua graduale trasformazione, del suo lento passaggio da un mondo a un altro mondo, del suo incontro con una realtà nuova e fino a quel momento completamente ignorata. Potrebbe essere l’argomento di un nuovo racconto; ma il nostro, intanto, è finito.” Epilogo

 

delitto-e-castigo-ebook

Delitto e Castigo

di Fëdor Dostoevskij 

Traduzione di  Federigo Verdinois

Formato Kindle

In vacanza 3. C.Bonini-G. De Cataldo. Suburra e i suoi traffici maledetti.

 

 

Suburra De Cataldo -BoniniC. Bonini-G. De Cataldo

Suburra

Einaudi Stile Libero, 2013

 

Torno al Kindle in quest’estate di letture condivise con Vladimiro. Ho finito i miei adorati libri di carta e in viaggio non ne ho portati altri. Allora, con somma felicità del mio compagno di lettura “ripiego” su Suburra di Bonini-De Cataldo. A lui è piaciuto molto, e ne vorrebbe parlare con me.

Suburra KindleChe dire? Questa volta ho trovato la lettura su Kindle molto piacevole. Credo sia stato il ritmo sincopato del romanzo a dettare quello di lettura: veloce, guizzante, accattivante. Tra cronaca, docufiction, premonizioni e rabbia montante, sono arrivata all’ultimo minuto della storia.

Roma e i pescecani che l’hanno spolpata nel tempo sono tutti in ballo. Più vicino alla realtà di quanto si immagini sono  i ritratti narrativi di politici, ruffiani, prostitute, criminali grandi e piccoli, mafiosi e camorristi, imprenditori e prelati faccendieri e puttanieri.

Mio malgrado ho dovuto concordare con Vladimiro sull’efficacia della scrittura e del linguaggio usato, anche se De Cataldo non mi è stato mai molto simpatico. Colpa di Masterpiece

P. Modiano-Dora Bruder. Storia di un’ossessione parigina

dora.pngTempo fa, ho chiesto aiuto ai miei amici lettori per decidere da dove iniziare a scoprire il Nobel della Letteratura 2014, Patrick  Modiano. Qualche suggerimento è arrivato. Si parte senz’altro da  Dora Bruder, considerato da molti il suo primo grande libro.  

“Si cerca una ragazza di 15 anni, Dora Bruder, m 1,55, volto ovale, occhi castano-grigi, cappotto sportivo grigio, pullover bordeaux, gonna e cappello blu marina, scarpe sportive color marrone. Inviare eventuali informazioni ai coniugi Bruder, Boulevard Ornano 41, Parigi.”Posiz. 55-56

 

Bruder 15 anni, figlia di immigrati ebrei, Austriaco il padre, Ungherese la madre, inghiottita nel 1942 dal mostro nazista, Dora rappresenta il paradigma dell’innocente travolto dalla cattiveria e dalla disumanizzazione della politica.   Modiano cerca ostinatamente, con la pignoleria di un burocrate Kafkiano, di rintracciare nella  sua vita di adolescente brandelli di esistenza umana, prima della tragedia finale.

Parigi, talora spettrale e surreale, diventa città mappa, città stradario, città fagocitata dal burocratese degli uffici pubblici.  La fredda scrittura  adottata sembra voler sottolineare il distacco di un  osservatore quasi “incolpevole” di quanto accaduto a Dora e a milioni di altri come lei. Attenersi ai fatti, registrare meticolosamente l’evento senza  troppi segni di interpretazione e di pietà. Riempire modulo. No, non ha diritto a ritirare il documento, ha la delega? È parente? Chieda la deroga, se vuole al:

“Palazzo di Giustizia, Boulevard du Palais 2, terza sezione di stato civile, quinto piano, scala5, stanza 501. Da lunedì a venerdì, dalle 14 alle 16.”Posiz.144.

Così comincia il percorso infernale, anch’esso un po’ Kafkiano, per ottenere il certificato di nascita di Dora Bruder!

i MiserabiliLungo la strada   Modiano incontra quelle che ama definire “Coincidenze letterarie”. Sono diverse.  Mi colpisce il riferimento a I Miserabili di V. Hugo: Dora come Cosette? Cosette e Jean Valjean in fuga attraverso i quartieri bui e malfamati della città, come Dora e i suoi genitori? Perchè Modiano sente il bisogno di ripercorrere i passi dei Bruder verso il baratro? Bisogno mai sopito di ricordare al mondo le brutture di un passato recente e indegno di un’umanità evoluta?

 

Dora1.jpgLa vita di Dora, le strade che può aver percorso, le cose che può aver visto, i palazzi, i negozi, le scuole risvegliano nel giovane Modiano ricordi di adolescenza, ma che differenza tragica nelle loro esperienze!

“L’indirizzo è nel XVIII arrondissement di Parigi, non distante dal mercato delle pulci di Saint-Ouen: un quartiere che Modiano conosce bene per averlo frequentato durante gli anni sessanta, anche se il n. 41, accanto al Cinéma Ornano, non ha mai attirato la sua attenzione. È forse questo il movente che fa scattare la curiosità della ricerca.”Wikipedia

La fuga di Dora dal tetro collegio delle suore del Sacro Cuore di Maria è l’estremo tentativo di liberarsi di una maschera non desiderata, di esplorare un mondo aperto che per ora le è negato. Purtroppo non abbiamo notizia di come il cuore e il cervello di Dora abbiano reagito a queste nuove sensazioni.

“la fondazione del Sacro Cuore di Maria era chiamata a rendere eminenti servigi ai bambini e alle adolescenti di famiglie disagiate della capitale”Posiz.346

 

Dora-Bruder-evidenziazioni_thumb.jpgApparentemente  distaccato e poco coinvolgente nel  suo registro burocratese, volutamente neutrale,  quasi “frozen” , il libro mi attira, paradossalmente,  proprio grazie a queste sue caratteristiche. Trovo che in fondo lo stile di Modiano, così puntiglioso, pieno di dettagli inutili che impediscono alla narrazione di assumere un ritmo coinvolgente, riesca, in un certo senso, a rendere più intenso il senso di disagio del narratore e del lettore per gli eventi di quel tragico periodo. E ravviva anche  il senso di colpa verso persone come i Bruder  che possono all’ improvviso diventare quasi trasparenti e leggere, come nuvole che trascinate da un vento malefico, si dissolvono nel nulla, senza lasciare traccia.

 “Sono persone che si lasciano dietro poche tracce. Quasi anonime. Non si distinguono da certe strade di Parigi, da certi paesaggi di periferia dove ho scoperto, per caso, che avevano abitato. Ciò che sappiamo di loro si riassume spesso in un semplice indirizzo. E questa precisione topografica contrasta con quanto ignoreremo sempre della loro vita… con quel vuoto, con quel grumo di ignoto e di silenzio.”Posiz. 252

Alla fine, la storia ti lascia una profonda amarezza, accompagnata da un desiderio di fuga, forse solo temporaneo, dai libri di Modiano,

M. Simoni – L’Abbazia dei Cento Peccati. Alla ricerca di un tesoro che troppi vogliono possedere!

1SimoniAgosto 1346. Il valoroso Maynard de Rocheblanche, ferito gravemente in battaglia, entra avventurosamente in possesso di una pergamena con un enigma oscuro che fa riferimento ad una reliquia preziosa: il Lapis Exilii. La necessità di sciogliere questo enigma lo porta attraverso l’ Europa, a contatto con   persone diverse, molto pericolose alcune, ricche di pregi e promesse altre.

I luoghi in cui il protagonista si trova ad agire sono suggestivi e ricchi di mistero. Si tratta di abbazie benedettine e di conventi che rappresentano l’ ”ambientazione “ ideale per misteri oscuri su reliquie preziosissime.  Scopriamo dunque il  Monastero di Mont-Fleur, il Convento di Sainte-Balsamie e, soprattutto,  l’ Abbazia di Pomposa.

Il Lapis Exilii suscita, per motivi differenti, l’interesse di molti potenti, tra cui  il cardinale di Avignone e il principe Karel di Lussemburgo.  Durante il suo viaggio verso la preziosa reliquia Maynard, insieme a Robert de Vermandois, l’abate Andrea, il pittore Gualtiero, la giovane Isabeau e  l’amata sorella Eudeline, si trova dunque  a dover  superare molti imprevedibili  ostacoli.   Uno dei nemici più feroci sembra essere il deforme e cattivissimo Facio di Malaspina, che sembra conosca il segreto del Lapis Exilii. Maynard si mette sulle sue tracce come un segugio ben addestrato che non molla la sua preda.

PomposaLa trama essenziale della caccia alla reliquia preziosissima, quasi un Sacro Graal, si arricchisce man mano di elementi molto suggestivi.

Come l’Arte. Colpisce l’attenzione alla natura degli affreschi di Pomposa, al loro valore simbolico e materiale, il riferimento alla grande pittura di Giotto nella  Cappella degli Scrovegni di Padova.

Anche la Geografia affascina e richiama luoghi densi di memorie (anche personali), da Reims, a Metz, a Cluny ad Avignone. Per non parlare poi di Ferrara, del Padus con il suo Delta e della storia di città a noi molto vicine.

Le atmosfere,  i personaggi, gli stratagemmi letterari e i numerosi importanti riferimenti storici e culturali portano naturalmente il lettore verso Il Nome della Rosa di Umberto Eco e il Codice da Vinci di Dan Brown. Il fascino dei codici miniati e delle biblioteche sontuose mi riporta   anche a My Name is Red di Ohan Pamuk e al delitto inspiegabile di uno dei miniaturisti del Sultano…

L’abbazia dei Cento Peccati si legge con coinvolgimento, anche se difficilmente ci si innamora dei personaggi, spesso poco profondi ed incisivi. Una caratterizzazione più articolata ed efficace  è quella delle figure femminili: Eudeline, Aleydis, Isabeau sembrano avere infatti tratti moderni e fuori clichè.

Ormai  sono  insieme ai protagonisti di questa storia da un bel po’. Dopo una breve pausa riprendo la lettura. Sono pronta al tocco leggero che mi porterà alla pagina  successiva. Sfioro lo schermo  e, sorpresa, sorpresa, realizzo che…

Ma lascio a voi scoprire cosa può essere successo  e cosa vi aspetta a questo punto  dell’avventura!

saga Simoni

Reading on Kindle

Ed ora, come promesso,  parliamo di questa mia prima esperienza di lettura di un e-book su Kindle. Lascio la parola, o meglio il pollice, ai  miei simpatici  amici emoticons:

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  • Sperimentazione di una nuova multisensorialità della lettura: il tocco veloce sullo schermo per cambiare schermata/pagina ha un che di sensuale. L’occhio si vivacizza al tocco guizzante delle dita che cercano nuove parole;

  • Personalizzazione font e luminosità alla ricerca delle migliori condizioni di lettura;

  • Giustificazione orizzontale migliore della verticale;

  • Non si consuma carta;

  • Impressione di maggiore velocità di lettura;

  • Prezzo e-book più conveniente;

  • Leggerezza e trasportabilità del dispositivo.

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  • Iniziale disorientamento nel conteggio delle pagine, vengono segnalati i minuti necessari per finire il capitolo e la posizione numerica della schermata;

  • Variabilità “ambientale” della luminosità e conseguente necessità di intervento. Di notte, a letto lettura quasi proibitiva. Ma leggere a letto non mi ha mai entusiasmato!

  • Gestione Note: impaccio iniziale finchè non si capisce come funziona;

  • Si consuma energia per ricaricare il dispositivo;

  • Mi mancano le “orecchie d’asino”, Il segnalibro non ha lo stesso “spessore”;

  • Il vetro dello schermo crea distanza psicologica, oltre ad affaticare gli occhi. Non so, mi sembra di avere a che fare con un robot.

   

Per concludere

Kindle reading on my tablet

Kindle reading on my tablet

Esperienza interessante, piacevole per molti versi, inclusa quella un po’ vanesia di sentirsi “molto trendy e alla moda”. Tuttavia, devo ammettere che preferisco il libro di carta, anche per motivi legati alla mia età e alla mia esperienza di vita.  Continuerò a leggere anche libri elettronici, ovviamente (ora è il turno di Dora Bruder, di Patrick Modiano), ma senza pressioni di nessun tipo. L’unica pressione che voglio continuare ad accettare è  la passione per la lettura.

In lettura: arriva il turno del mio primo Kindle book: L’abbazia dei mille peccati di M.Simoni

SimoniSto per iniziare la lettura del mio primo libro  su Kindle. 

Davanti ad una bella bibita fresca, dopo tanto che non ci vedevamo, la mia amica ed io  abbiamo cominciato a parlare di libri. A lei si accende lo sguardo al ricordo del suo ultimo libro letto: L’abbazia dei mille peccati di Marcello Simoni.

Così entusiasta, così sorpresa dal piacere provato per un genere per cui non ha mai fatto follie, così convincente che mi ha spinto a leggerlo.

Ne parlo con Vladimiro,  appassionato del genere, e lui subito  lo acquista su Kindle. Ecco, penso io, forse è arrivato il momento che anche io provi “l’ebbrezza” di un e-book.

So che mi mancherà molto  la possibilità di toccare  le pagine, di annusarne l’odore, di sentirne  il fruscio, ma ho proprio voglia di provare e poi,  come resistere al richiamo  di una recensione così vibrante di parole sonanti e  di bagliori negli occhi?

E allora, non mancate all’appuntamento con Affascinailtuocuore per il “post-lettura -Kindle” .

Kindle reading on my tablet

Kindle reading on my tablet

Letto! ecco la recensione   del romanzo di Simoni e un commento “a faccine”  della lettura su Kindle

K.Follett-I Giorni dell’Eternità, una lettura Kindle lunga 49 ore…

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K. Follett

I Giorni dell’Eternità

The century trilogy-Vol. 3

Mondadori

Vladimiro la pensa così:

“Il racconto della contemporaneità nel terzo volume della Trilogia di Follett sembra attenuare l’interesse  di quei lettori che hanno vissuto gli anni descritti nel libro. Gli anni sono quelli che vanno dai primi anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino, con le crisi interne e  internazionali, i grandi uomini e le grandi scelte che li hanno caratterizzati.

In questo ultimo capitolo della trilogia sembrano meno potenti quella suspense e quel mistero che il passato “remoto” raccontato negli altri due era riuscito a  creare. Manca quella speranza segreta che il mondo futuro possa cambiare in meglio, anche se a dire il vero, il lettore sa  bene come è andata a finire. Lo ha scoperto attraverso il filtro della Storia, dei film e dei romanzi e delle preziose  testimonianze personali di alcuni  protagonisti.

Linverno del mondoGli eventi che  il lettore ha vissuto, più o meno direttamente, in un’era in cui le notizie e le informazioni hanno cominciato a circolare più velocemente, fa scolorire l’effetto  magico del racconto, che  neanche l’abilità affabulatoria di Follett riesce a ricreare.

Va inoltre detto che questa terza “puntata” della grande saga mostra i limiti di un progetto enorme, che ruota intorno alle vite e alle vicende delle cinque famiglie protagoniste, coinvolte e travolte dagli  eventi storici di sfondo, e a quelle dei  numerosissimi  personaggi che affollano le pagine della trilogia.

follett-la-caduta-dei-giganti_thumb[1]L’affollamento di eventi e personaggi, spesso con nomi non propriamente facili,  e la familiarità del lettore con la struttura del romanzo creano un certo senso di  stanchezza anche nel lettore più affezionato a Follett.

Ma si continua fino alla fine, nel ricordo (e talora nel rimpianto) delle sensazioni  provate  nella lettura di   La Caduta dei Giganti e, anche se in misura minore,   de L’Inverno del Mondo.

Dopo 49 ore di lettura Kindle, si arriva alla conclusione di I Giorni dell’Eternità.

E tuttavia, Follett è grande e imperdibile! Ci sono tanti nuovi e giovani lettori, che ancora devono “scoprirlo” e grazie alle sue storie, cogliere l’occasione di  imparare a conoscere e ad amare la Storia.

Per loro la magia della Trilogia può ancora essere totale, e può coniugarsi con il mistero e  il pathos della narrazione, la comprensione del presente e la speranza in un futuro migliore.”

 

Descrizione IBS

I giorni dell’eternità” è la conclusione della trilogia “The Century”, dedicata al Novecento, nella quale Ken Follett segue il destino di cinque famiglie legate tra loro: una americana, una tedesca, una russa, una inglese e una gallese. Dai palazzi del potere alle case della gente comune, le storie dei protagonisti si snodano e si intrecciano nel periodo che va dai primi anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino, passando attraverso eventi sociali, politici ed economici tra i più drammatici e significativi del cosiddetto “Secolo breve”: le lotte per i diritti civili in America, la crisi dei missili di Cuba, la Guerra fredda, ma anche i Beatles e la nascita del rock’n’roll. Quando Rebecca Hoffmann, insegnante della Germania Est, scopre di essere stata spiata per anni dalla Stasi prende una decisione che avrà pesanti conseguenze sulla sua famiglia. In America, George Jakes, figlio di una coppia mista, rinuncia a una promettente carriera legale per entrare al dipartimento di Giustizia di Robert Kennedy e partecipa alla dura battaglia contro la segregazione razziale. Cameron Dewar, nipote di un senatore del Congresso, non si lascia scappare l’occasione di fare spionaggio per una causa in cui crede fermamente, ma solo per scoprire che il mondo è molto più pericoloso di quanto pensi. Dimka Dvorkin, giovane assistente di Nikita Chruscëv, diventa un personaggio di spicco proprio mentre Stati Uniti e Unione Sovietica si ritrovano sull’orlo di una crisi che sembra senza via d’uscita.

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