• Mondo Fuori

    In questa colonna i widget sul mondo che circonda affascinailtuocuore

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    Sì, LA verità si sta facendo strada, piano piano, inesorabilmente, tra le tante fake-verità o post-verità...

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • 22 Aprile-Giornata Internazionale della Terra 2017

    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

  • 25 Aprile 2016- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • Sabato 25 e Domenica 26 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

    Scopri i luoghi da visitare...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 8 Marzo 2017- Donne in Marcia

    Sciopero Globale contro la violenza sulle donne

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria-Fatti e idee in Il Tempo e la Storia- RAI3

    "È uno dei capitoli più dolorosi della storia del Ventennio fascista: le leggi razziali del 1938, l’antisemitismo che diventa discriminazione, esclusione dalla vita pubblica. Fino alle deportazioni."

  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

    5 Ottobre 2016: con gli insegnanti per una società migliore

  • Retratos Y Amor Propio: storie di creatività fotosociale

    Ritratti di vite e corpi nello sguardo della Fotografa-Architetta Stefania Scamardi

  • Libriamoci a scuola- leggiamo ad alta voce!

    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

    I Compiti fanno male! Pubblicato da NARCISSUS, è disponibile su AMAZON, GPLAY, ITUNES

  • Progetto ‘Il Quotidiano in Classe’

    Per la promozione della lettura dei quotidiani e la lettura in generale nelle scuole superiori Italiane

  • 20 Novembre2015- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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Onore agli insegnanti…ditelo in giro

lo sapevate che_onore agli insegnanti

Il 150°anniversario-chiudere in bellezza…

Affascinante viaggio nella Certosa di San Lorenzo  

17 Marzo 2012, si chiude l’anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Torniamo dalla Sicilia e  su suggerimento del cugino architetto, decidiamo di fermarci a Padula, anche per spezzare il lunghissimo viaggio attraverso la lunga Calabria, su, su fino al Nord.

Meraviglia delle meraviglie:  lo “sbadiglio della finestra”, come  canta Modugno in Vecchio Frac, dell’Hotel  Certosa (consigliatissimo!) apre alla magnifica Certosa di San Lorenzo. Sventolano sul portale di ingresso le bandiere Italiana ed Europea. Il sole comincia a baciare il monumento. Quale migliore visione per chiudere degnamente il 150° dell’Unità di’Italia? Una visita di bellezza stratosferica, all’interno di un gioiello italiano e universale.

Colpisce subito la cortesia discreta, ma attenta, degli addetti. Non giovani, in un posto dove decine di ragazzi potrebbero invece lavorare con soddisfazione, tra bellezza e cultura. Colpiscono i “vuoti”, frutto di rapine storiche attraverso i secoli di occupanti assetati di bellezza a costo zero. Colpisce l’utilizzo di queste sale, uno per tutti che stravolge: campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale… Colpiscono i “pieni” di raffinatezza, precisione, armonia e qualità dei materiali che caratterizzano sale, mobili, giardini, scale.

la scala per Biblioteca

Due scale da sogno, quella elicoidale quasi

Il Salone

magica, che porta su verso la Biblioteca, oggi chiusa al pubblico e “depredata”(conteneva circa 20.000 volumi, oggi ne sono rimasti, forse, 2.000); l’altra di ispirazione Vanvitelliana, sontuosa e solenne, offre l’affaccio sul parco silenzioso e mistico.

Un museo raccolto esalta la quantità e la qualità dei corredi funerari esposti. Che splendore! Che stupore! Vasellame dal quale non si riesce a staccare gli occhi…

Colpisce la scarsa promozione di questo gioiello. Il gestore del piccolo bar all’esterno ci racconta le peripezie vissute per avere un appoggio dal Comune, Regione, Ministero dei Beni Culturali. Triste constatare, ancora una volta, come vengano sprecate risorse preziose per il nostro paese, per la cultura, per l’occupazione dei tanto citati “gggiovani…”

When François Lenormant, professor of archaeology at the National Library of Paris in 1883,  visited the Chartreuse of Padula  on his journey through Southern Italy, he wrote:

“I went to sit in the Great Cloister. There were many clouds, driven by a violent wind, passing swiftly in front of the full moon producing continuous sudden changes that ranged from profound darkness to brilliant light. There is nothing more enchanting than the effect of these drops of nocturnal light which at times reveal the architecture in all its extraordinary purity down to the smallest detail, and at times conceal it completely. These sudden changes in light seemed to conjure up white phantoms in the depths of the porticos as though the ghosts of the old inhabitants of the monastery had risen, as was their custom, to celebrate night office. I would willingly have stayed until dawn… but tiredness was the stronger. Sleep overcame me and I had to return to my cell where I immediately slept… despite the intense cold and the wind which swept in freely through the glassless windows “.

Dopo queste significative parole, le mie non riescono ad esprimere ulteriori sentimenti ed emozioni provate.

La piccola galleria di affascinailtuocuore forse riesce a comunicare qualcosa in più.

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Eventi alla Certosa

Via la stagione di prosa a Montegrotto Terme! Auguri con tagli e teatri occupati

Si, avevamo avuto il dubbio, visto che ai primi di Novembre non era arrivato l’avviso per gli abbonati. Ieri, 29 Dicembre,  gli auguri amari di conferma dal settore servizi alla persona del comune di Montegrotto Terme:

…si informa che per difficoltà finanziarie di bilancio, quest’anno non è stato possibile realizzare la consueta Stagione di Prosa.

Il Comune non rinunca tuttavia al teatro  e propone una breve rassegna di Teatro Veneto…

La Regione Veneto, magnanimamente,  contribuisce con la sbalorditiva  somma di 1.500,00 Euro!

E penso al Teatro Valle di Roma ora Teatro Valle Occupato. Cosa succede lì a Capodanno? NIENTE

Gli occupanti  scrivono:

“Dispiace anche a noi, ma siamo assolutamente convinti di aver preso la decisione giusta.

Il Valle Occupato a Capodanno chiude le porte.

Perché? Perché questo è un teatro, e in quanto tale va preservato, custodito, curato e protetto. E’ un periodo di intensi lavori sulla Fondazione Teatro Valle Bene Comune. Senza contare che oggi abbiamo passato il mordente sul palcoscenico, aggiustato alcune poltrone, sostituito lampadine: è questo il nostro primo pensiero, mantenere in salute questo luogo, che da 6 mesi pulsa di vita, di idee, di avvenimenti e di ritmi accelerati. 

Non disperate, è solo una notte! E fin da gennaio, il Valle tornerà ad ospitare le assemblee, le serate, gli spettacoli, e tutte quelle occasioni che stanno facendo di questa lotta una lotta veramente comune.

Un augurio dal cuore pulsante della lotta:

siamo tutti chiamati ad essere parte attiva di un impegno collettivo, 

che il 2012 sia un anno di risvegli, consapevolezza e rinnovamento!

Buon anno a tutti!”

Tempi duri per tutti. E allora non rassegnamoci e costruiamoci  un 2012 migliore.


M. Barbery-Estasi Culinarie e L’Eleganza del Riccio. Raffinatezze esistenziali

Tempo di  Natale, tempo di  cibo prelibato, cibo dei ricordi e della realtà. E cosa mi torna in mente? Il riccio, il grande gastronomo antipatico, il giapponese raffinato, le donne complicate, insomma,   le Estasi Culinarie  e L’eleganza del Riccio di Muriel Barbery.

La storia del mio incontro con questi due libri è singolare. Vado all’appuntamento con il mio avvocato per quella vecchia faccenda dell’eredità. Un impulso irrefrenabile mi spinge a donarle L’Eleganza del riccio. Non l’ho letto ancora, ma se ne parla così tanto! E siccome mi ritengo un riccio spinoso, lo regalo a questa dolce donna, che poi tanto dolce non deve essere visto il lavoro che fa, come chiave di lettura della mia personalità.

Non chiedetemi perché in un rapporto avvocato-cliente debba esserci tutta questa necessità di far capire chi tu sia. Le porto il libro e lei, con voce suadente mi dice

“Grazie, bellissimo! sono un’appassionata lettrice di Barbery”

“Oh, Oh” dico un po’ imbarazzata, “sono arrivata troppo tardi?”

“No, questo lo tengo, è un suo regalo, anzi, guardi qua cosa ho in borsa, ho appena finito anche questo, Estasi culinarie della stessa autrice, glielo presto, lo legga e poi mi dice cosa ne pensa”.

Me lo “presta” perche è a sua volta un regalo e dunque ci tiene a riaverlo.
Lo leggo, mi porta all’interno di una rete trama-dolore e ordito-piacere. Tra morte e cibo, genio e sregolatezza, amore e odio. Gli estremi in continuo conflitto esterno e interno a Monsieur Marthens super blasonato critico gastronomico, alla ricerca del sapore primigenio, ancestrale, quello che da vita e gusto a tutti gli altri, quello che sembra svanito chissà dove! Ripensandoci visualizzo la storia come uno sfondo nero con natura morta.

E passo finalmente al riccio e qui sprofondo in tensioni emotive grandiose, in una tecnica narrativa sapiente che mi accompagna dentro e fuori i personaggi che, come Paloma, Reneè, Mr Ozu (quasi un trio complice) e tutti gli altri, vivi o morti, recitano la loro storia incantando il lettore.

Ê un vero e proprio viaggio di scoperta, dove uno dopo l’altro cadono tutti i veli, fino ad arrivare al finale meraviglioso, all’illuminazione, all’epifania travolgente, al “surprising ending“.

Torno dall’avvocato per il solito incontro di messa a punto della situazione e le porto una lunga lettera piena di tutto quello che ho trovato, sentito e vissuto nei due libri di Muriel Barbery. Strana seduta la nostra. Le consulenze legali si animano anche tra le pagine dei libri. Strana esperienza, riccio insuperabile.

Dopo qualche anno mi capita di vedere il film tratto dal libro, coglie l’essenza del libro. L’esercizio dell’ascolto come arte somma. Barbery non lo ha amato molto e ha preteso  che venisse precisato:

“Liberamente tratto da…”

Dicono ci sia stato qualche motivo di interesse, come la cessione troppo affrettata dei diritti di un libro che poi ha venduto milioni di copie.

Il libro, comunque, è un’altra cosa.(Ovvietà)  Ne devo parlare con l’avvocato. Trailer 


Descrizioni IBS

L’Eleganza del riccio è stato il caso letterario del 2007 in Francia: ha venduto centinaia di migliaia di copie grazie a un impressionante passaparola e ha vinto il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.

“Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maîtres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant… Dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni.

Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l’ambiente che la circonda.

Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro, si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.

Le pagine scivolano leggere fra i dotti rimandi e la lingua forbita di Renée e il parlato acerbo di Paloma, mentre l’ironia pungente non risparmia l’ipocrisia imperante nei quartieri chic. Quando ci s’imbatte in tale miscela di leggerezza e umorismo, cultura e profondità, è un piccolo miracolo.” 

Estasi culinarie “Già pubblicato in Italia qualche anno fa (Una golosità, Garzanti, 2001), prima che arrivasse il grande successo de L’eleganza del riccio, il romanzo d’esordio di Muriel Barbery ha già in sé tutti gli ingredienti che avrebbero decretato il successo mondiale dell’autrice francese. Mai come in questo caso è appropriato parlare di “ingredienti”, dal momento che il libro è percorso, pagina dopo pagina, dai profumi, dai sapori, dall’aroma intenso del cibo.”

Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, dove vive la portinaia Renée, abita anche il più blasonato critico gastronomico del mondo. Capace con un gesto di rovinare la carriera dei più famosi chef, ma anche di innalzare al Parnaso della gastronomia piccoli bistrot sconosciuti, il signor Arthens è il più cinico, burbero, arrogante uomo sulla terra, un uomo che ha fatto terra bruciata intorno a sé facendosi odiare e odiando a sua volta i suoi figli, sua moglie, le sue amanti, ma anche il gatto, le statue, i quadri della sua casa. Tutto gronda rancore, ogni singola persona interpellata emette la stessa sentenza: “che muoia pure! Despota, indolente, vecchio pazzo!”.

Un pazzo, ma anche un genio, che durante la sua carriera, con la sua penna, la sua audacia e il suo brio, con la sua proprietà di linguaggio è riuscito a cogliere l’essenza di ogni cibo. Dal cioccolato alla mollica del pane, dal sashimi alle erbette aromatiche di campagna, ogni sapore riceveva dalle sue parole una spinta vitale. Come un Demiurgo il noto gastronomo plasmava l’essenza dei cibi, trasformandoli in esperienze sublimi, dando dignità estetica all’azione basilare dello sfamarsi. La magia dell’arte e delle parole, attraverso cui la fame diventa bramosia, e la sazietà sovrabbondanza.

Ma in punto di morte, steso nel suo letto, mentre i suoi parenti e le poche persone con cui ha avuto a che fare gli augurano di andare dritto all’inferno, Arthens non trova le parole. Ha perso il gusto, non sa più descrivere quel desiderio che gli arde nella gola, che solletica le sue papille gustative. Il ricordo di un sapore ormai perso nel tempo, forse qualcosa che viene dalla sua infanzia, o da uno dei suoi numerosi viaggi intorno al mondo. Forse un sapore perso per scelta, deliberatamente ignorato, forse la base, il comune denominatore di tutti i sapori.

Un romanzo che trascina, con pungente ironia, attraverso la parabola della vita e della morte, un libro che sfocia, anche in questo caso, nell’indagine filosofica sull’eterno rincorrersi di realtà e apparenza.”

La piccola capitale del libro

Viaggio nella “piccola capitale del libro”

“Viaggio in Lunigiana da dove partirono per il mondo le dinastie dei venditori di almanacchi, monumento vivente all’editoria”
Su La Stampa di oggi, bell’articolo di Teodoro Chiarelli su Montereggio, gioiello della cultura in terra di Toscana. Gli eBook avanzano, conquistano terreno, ma i librai non mollano!
“Benvenuti a Montereggio di Mulazzo, il paese dei librai…”continua qui

Don Milani e Don Mazzolari-A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca

Per la precisione…

Gesualdi scrive a Cacciari: “Don Milani non va associato a don Verzè. E poi la frase è di don Mazzolari”

donprimomazzolariGrazie a Michele Gesualdi, Presidente della  Fondazione Don Lorenzo Milani per  la sua rettifica  sulla famosa frase attribuita da molti a Don Lorenzo Milani e sul  suo vero significato. Molti autorevoli studiosi e critici  sono caduti nell’errore. La frase  di Padre Mazzolari, rimane comunque un invito da tenere sempre presente.

Don Milani “il guerrigliero”

 Don Milani Chiarelettere

Roberta De Monticelli apre questo  illuminante Instant book  parlando di obbedienza, disobbedienza, responsabilità, coscienza, tenuti insieme da una sola grande parola: Libertà.

Dell’obbedienza e della servitù, questo il titolo  del suo incisivo intervento  che si chiude con un’ affermazione che trasuda speranza: “è davvero tempo di rileggere Don Milani”

per riscattare le nostre coscienze obnubilate da anni di obbedienza robotica…

La Lettera ai Giudici di Don Milani  sulla responsabilità di ciascuno e di tutti mi fa provare vergogna e pietà verso quei politici  che, facendo un uso opportunistico della coscienza, si definiscono “Responsabili”. Responsabili sì, ma per bieco disegno pseudo-politico. Numeri vuoti di significato che sviliscono  anche l’alto valore intrinseco che pure i numeri possono avere!

Alto, intellettuale, fortunatamente accessibile a  un pubblico ormai più padrone della parola, anche tra i giovani, come lui voleva. Ricco di   testimonianza civile, di partecipazione attiva al cambiamento  sociale. Popolare nel senso più nobile della parola il discorso di Don Milani, semplice nel suo messaggio di democrazia e giustizia. Il suo linguaggio è figlio di un periodo in cui si stanno prendendo le misure per una società moderna. Don MilaniLa lettera “Non di solo pane è una richiesta accorata di  “Cultura”, di istruzione per tutti: poveri e ricchi!

“Dieci  anni di occhi di ragazzo spalancati sul mondo sono dieci anni qui sul monte Giovi come in via Tornabuoni[…] Io son sicuro dunque che la differenza tra il mio figliolo e il vostro non è nella quantità nè nella qualità del tesoro chiuso dentro la mente e il cuore, ma in qualcosa che è sulla soglia fra il dentro e il fuori, anzi è la soglia stessa: la Parola” (p.67)

Anche “Gli occhi di ragazzo” dei nostri figli oggi sono  tutti  spalancati allo stesso modo, forse ricchi e poveri hanno  un livello  di  opportunità sicuramente più alto e più uguale che negli anni 50 e 60, ma nuovi occhi si stanno affacciando  sul nostro mondo che hanno bisogno  di  tornare al senso di giustizia di Don Milani. Sono gli occhi  dei nuovi Italiani, provenienti da altri paesi in cerca, appunto,  di opportunità…

Forse il dominio della parola è oggi da riscoprire per capire meglio, più ancora che negli anni 60,

 “l’intima essenza e i confini precisi sulla propria [parola] perchè esprima senza sforzo e senza tradimenti le infinite ricchezze che la mente racchiude…”

Lettera dalla Montagna: “L’acqua è di tutti!” E qui non  leggiamo parolone nuove come privatizzazione di beni e servizi, qui leggiamo di una piccola sorgente in un terreno privato resa prima  disponibile per nove famiglie del borgo, sulla spinta di un’illuminazione del momento e poi negata in nome del sacro principio della proprietà privata. Esempio di “gestione  del potere” tramite il controllo di un bene non “restringibile”. Dove è l’origine dell’acqua? Dove la fine? E associo a queste pagine la lotta di Danilo  Dolci  a Trappeto “Borgo di Dio”,  la scuola di Mirto e la diga del Simeto. La sua lotta alla gestione mafiosa dell’acqua negata ai cittadini “deboli e sottomessi” ha molto di Don Milani.

Forte e chiara la Lettera ai Cappellani militari sull’obiezione  di coscienza, sulla  storia delle guerre, più o meno “giuste”, portatrici di  sangue e morte… Chi è più ribelle? Chi si rifiuta di portare la morte o chi la morte la elargisce “a piene armi?” Torna  l’articolo 11 della Costituzione.

Da allora tanti  passi avanti  sono stati fatti, gli obiettori non finiscono più nella prigione militare di Gaeta, ma vengono impiegati in servizi civili, come già ai tempi di Don Milani accadeva in altri paesi  “in questo più civili del nostro”.

Insomma, altro che “food for thought”! Quello spezzato con noi da Don Milani, è cibo  che alimenta il pensiero, l’anima e l’azione: a che serve altrimenti avere le mani pulite se si tengono in tasca! Con De Monticelli, consapevolmente e con determinazione diciamo sì, “E’ davvero tempo di rileggere Don Milani”

Dalla postfazione di Don Balducci emerge un ritratto sfaccettato  del “guerrigliero” Don Milani, che potrebbe trovare la  giusta  sintesi  nel “Conflitto  tra l’obbedienza istituzionale e l’obbedienza interiore alla voce della coscienza…”, anticipando i tempi e realizzando  nel concreto la vera Chiesa…quella che da la parola ai poveri, agli umili  e  a tutti quelli che il linguaggio paludato della Chiesa alta e distante non lo capiscono proprio!

Patrimonio Euromediterraneo: Incrocio di Sguardi, Luoghi e Cultura

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CROSSING VIEWPOINTS 2010

Dal sito  di EUROMED HERITAGE: “A photography competition that aims at valorising photos reflecting Mediterranean cultural heritage in all its richness and diversity; a diversity that embraces archaeological sites and ancient buildings, urban and rural landscapes and settlements, traditional houses, oral traditions, skills and knowledge, rituals. This immense heritage has been handed down from generation to generation and reflects the spirit of peoples and communities, and their value systems and beliefs, through the centuries.(See the Pictures).

Downtown

The winner of the Crossing Viewpoints Photography Award 2010 is Mr. Nour EL REFAI from Egypt for his stunning Downtown in Cairo.

 A special mention has been given to the works of Gianluca Capri (Italy)…and his wonderful Seductive Cairo.Cairo%20view%20from%20Al%20Azhar%20park The thirty photographs selected for the final phase will be presented in a roving exhibition in various venues in the EU and Mediterranean Partner countries from 2011 onwards.” 

 

The_Guardian_of_the_CastleThe Guardian of the Castle by Stefania Scamardi Fortuna (Italy-Morocco) is one of the selected pictures.

“ Oggetto di studio dei processi di participazione della popolazione al recupero del suo patrimonio storico, la torre delle Cicogne (1578) è parte integrante dell’identità e della memoria degli abitanti di Larache (Marocco).

I cittadini e i giovani della cittá, alla ricerca di uno spazio aperto alla cultura, considerano la torre una “Scuola di vita” e hanno perciò lavorato per dare nuova vita a questo patrimonio, attraverso varie iniziative e utilizzando tutte le loro risorse.

Situata in prossimità della Medina, la torre è stata sommersa per dieci anni dalla spazzatura e da altri rifiuti accumulatisi nel tempo. Giovani e abitanti del quartiere le hanno ridato la vita organizzandosi in associazioni e mobilitando tutti gli abitanti della cittá per pulire la torre e farne uno spazio di participazione e incontro.

La foto è stata realizzata all’interno del castello, verso il patio centrale decorato dagli stessi vicini con una barca Saura (colore di Larache) e orientato verso la mecca.

Il musulmano ritratto nella foto si definisce Guardiano del castello e si occupa della sicurezza delle mura dove afferma che ogni notte i suoi antenati gli appaiono per proteggerlo e guidarlo.” Regards Croisés: Sguardi sul Patrimonio Marocchino FAMS

 

 

 

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