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F.Dostoevskij-DELITTO E CASTIGO. Storia di un viaggio indimenticabile nelle contraddizioni dell’animo umano

 

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Se sentite di essere pronti per un viaggio lungo e denso di indimenticabili esperienze emotive e intellettuali, preparate il vostro cavallo alato e dirigetevi verso la nuvola degli ineffabili microcosmi di Delitto e Castigo.

Bello di una bellezza che toglie il fiato! Il filo conduttore è la storia oscura di Rodion Romanovic Raskol’nikov, suggestionabile ex-studente universitario, precipitato nel baratro del delitto (uccide una vecchia usuraia malvagia) e delle inevitabili conseguenze che ne derivano. Il  castigo  che lo aspetta  diventa  una forma di “redenzione” con venature religiose.

Durante il suo conflittuale percorso di sofferenza è come se Rodion si moltiplicasse nei molti altri personaggi che lo affiancano, vere e proprie identità di grande spessore, sia narrativo che umano.

 “Ma qui, ormai, comincia una nuova storia, la storia della rinascita di un uomo, della sua graduale trasformazione, del suo lento passaggio da un mondo a un altro mondo, del suo incontro con una realtà nuova e fino a quel momento completamente ignorata. Potrebbe essere l’argomento di un nuovo racconto; ma il nostro, intanto, è finito.” Epilogo

 

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Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij. Traduzione di Federigo Verdinois .Ebook

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Ciao Margherita, salutaci le stelle!

Margherita Hack“Spero nelle donne”, ha sempre affermato Margherita Hack, che oggi  ci ha lasciato, aggiungendo  tristezza e vuoto  alla nostra vita civile.

Le donne devono pretendere quello che spetta loro, con fiducia e forza, senza  aspettare “un padre” che  faccia la concessione di ammetterle nell’empireo da lui governato, come un signorotto d’altri tempi. Messaggio di vita per tutti i giovani, ma soprattutto per le ragazze.leiwebdotcom

La  tua competenza, la magia della tua ironia, il coraggio e la forza di portare  avanti la tua ricerca di vita e di scienza, continueranno a guidarci, verso l’infinito.   Grazie Margherita!

R.Saviano-ZERO ZERO ZERO Un progetto di Geografia Antropica…

 

zerozerozero

Il lungo e intenso viaggio  che Saviano  racconta in ZeroZeroZero è la storia della condizione umana, dove il potere, il danaro, la violenza, il sesso e la politica  si mostrano in tutta la loro virulenza, stimolati e  portati in superficie dalla bianca coca. Tutte le mafie del mondo danzano all’interno del business dei businesses. E noi, che ci crediamo puliti e distanti anni luce da questo mondo, sprofondiamo, pagina dopo pagina, in un antro bianco popolato di mostri.

Il primo capitolo è bello, di quella bellezza inquietante che hanno le storie sconvolgenti  e reali,  che stenti  a credere tali:

“La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi della cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capufficio. O la sua segretaria che tira solo il sabato per divertirsi. Se non è il tuo capo, è sua moglie che lo fa per lasciarsi andare.  Se non è sua moglie è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti. Se non sono loro, è il…”

mondo_000Dopo questa preoccupante presentazione di chi, intorno a noi potrebbe essere  coinvolto  nell’uso di droga, inizia il sorprendente giro del  mondo,  tra quelli che la coca la producono, la distribuiscono, ne agevolano la diffusione e ne godono i frutti in termini di  danaro, potere e controllo delle coscienze.

Tralascio la descrizione dettagliata delle singole organizzazioni criminali, perché l’impressione che rimane è quella di un amalgama indistinto putrido, fetido e repellente.

Perché l’ho fatto? E lo rifarei?

 “ Sono un mostro, com’è un mostro  chiunque si è sacrificato per qualcosa che ha creduto superiore. Ma conservo ancora rispetto. Rispetto per chi legge. Per chi strappa un tempo importante della sua vita per costruire nuova vita. Nulla è più potente della lettura…”(cap.19)

 

LIBRI E LETTORIE continuiamo a bere queste intense  parole sul valore della lettura, sul potere di questo gesto rivoluzionario e pericoloso, che qualcuno osa definire “passivo”. Saviano, “corridore di storie, moltiplicatore di racconti”, è dentro l’abisso, inesorabilmente, con tutto se stesso e sempre più affamato di  conoscenza. Più ne sa è più ne vuole sapere e ne vuole scrivere.  Non riesce a mantenere quel sano distacco che gli impedirebbe di  diventare dipendente dalla conoscenza, dalla curiosità, da  quel pane dell’anima e del pensiero che poi  potrà spezzare con gli altri, perchè in molti si sfamino e guardino con lucidità cosa accade intorno a loro, quanta coca gira intorno a loro. E perché.

Il narratore è ormai  addicted… dipendente dalla conoscenza e dalla scrittura. Chi legge non può non riconoscere le sue dolorose considerazioni  sulle scelte fatte. Lo rifarebbe se potesse tornare indietro? No, ma questa è la risposta della ragione. La consapevolezza di essere come è lo porta invece a dire che non avrebbe potuto fare diversamente.

LE STORIELa puntata del 10 Maggio 2013, VITE IN POLVERE, di Le Storie Diario Italiano, di  Corrado Augias,  ospita Roberto Saviano che commenta il suo libro ZeroZeroZero  con il conduttore e con gli studenti dell’IIS “Carlo Levi”  di Marano presenti in studio,

Ma chi sono i lettori di  questo libro, ormai in vetta alle classifiche da più settimane? Giovani, vecchi? Intellettuali, Chi? La  trasmissione mi aiuta a mettere a fuoco meglio  il valore divulgativo di  questo “Non-fiction Novel” , come lo definisce Roberto. Un romanzo (certamente) che però include dati reali, nomi reali, realtà esistenti. Il modo di raccontarli è fictional, narrativo e si capisce il perché.

Mary, una delle studentesse presenti in studio,  gli chiede se non  ritenga possibile  che, leggendo il libro, si possa essere indotti a provare la cocaina.  Roberto risponde semplicemente. Ha in mentre un progetto: vuole catturare l’attenzione per dare al  lettore una chiave di lettura della complessità globale del fenomeno coca e, nello stesso tempo, offrirgli una via di fuga romanzesca.

La descrizione degli effetti immediati  e positivi (piacere, energia, senso di onnipotenza) accanto a quelli  devastanti, a medio e lungo termine che la cocaina  produce, dovrebbe anzi smorzare il desiderio di provarla.   Leggere per conoscere, parlarne  a scuola e fuori, con e tra  studenti, è dunque opportuno, anzi indispensabile.

Ma i risultati? Lentamente, molto lentamente, forse troppo lentamente, arrivano. Ma dove arrivano? E in cosa sono  evidenti, al di là di qualche roboante maxi sequestro di droga? La tragedia di questo libro  è che ci trasporta  in un mondo globalizzato dalla coca e dalle sue dinamiche, che ti avviluppano, catapultandoti in una realtà che non vorresti mai  vivere.

 Stratagemmi narrativi

albumAggancio molto casuale tra il romanzo  di Coe, The Rain Before It Falls e ZeroZeroZero di Saviano. Hanno un elemento in comune: lo stratagemma tecnico dell’album fotografico  e della descrizione dei personaggi attraverso una loro  fotografia. Due mondi: uno  narrativo a pieno titolo e uno tragicamente reale. Il riferimento  nostalgico all’album fotografico  assume, nel libro di Saviano  l’anima (nera) del dossier dei ricercati negli uffici  della DEA di New York o di qualunque ufficio  delle polizie di tutto il mondo. Nello stesso tempo introduce un elemento puramente narrativo di costruzione della storia e dei suoi  climax.

 

Un  progetto  interdisciplinare

flussi criminali_La Repubblica ZeroZeroZero  mi fa pensare ad un complesso progetto interdisciplinare, con la cocaina come main theme che collega le discipline trattate  in un mosaico di tragica bellezza. Materia base? La  Geografia antropica,

 “Chiamata anche Geografia Umana o Antropogeografia, è la scienza dedicata all’analisi della distribuzione, della localizzazione e dell’organizzazione spaziale dei fatti umani. Tale scienza è composta da un aspetto sincronico, ovvero l’analisi degli assetti organizzativi umani presenti nel mondo in un determinato periodo, e da un aspetto diacronico, ovvero l’analisi dei processi che nel corso del tempo hanno condotto alla formazione di tali assetti. Questa branca include gli aspetti culturali, economici, sociali e politici della geografia. Privilegiando la ricerca degli elementi soggettivi nel rapporto uomo-territorio, sovente si avvale di discipline quali le scienze sociali (in particolare sociologia, economia e psicologia), o di forme comunicative come la letteratura e le espressioni artistiche, specie in ambito regionale…” ( Wikipedia)

A questa disciplina multiforme si associano perfettamente Economia e Finanza, Storia, Arte, Letteratura, Musica, Chimica,  Botanica ed altro ancora, sotto il segno della coca!

 

“mi calmo, mi devo calmare[…] Guardo il soffitto e immagino l’intero globo. Il mondo è una pasta tonda che lievita. Lievita attraverso il petrolio. Lievita attraverso il coltan. Lievita attraverso i gas. Lievita attraverso il web. Tolti questi ingredienti, rischia di afflosciarsi, decrescere. Ma c’è un ingrediente più veloce di tutti e che tutti vogliono. Ed è la coca. Un ingrediente senza il quale non potrebbe esistere nessuna pasta. Proprio come la farina. E non una farina qualsiasi. Una farina di qualità. La migliore qualità di farina: 000.”(cap.19)

Pura. ma quanto   è pura la cocaina? Quante forme di purezza  si nascondono dentro le molecole della polvere bianca?. Non è mai pura, neanche quando è la  “perlata”. È sempre sporca, sudicia, contaminata dal sangue e dalla violenza che genera e che la genera.

Ci avviamo verso la fine, dopo aver incontrato uomini, donne e vite violente e disperate che affollano le pagine di questo splendido lavoro. Ultima pagina. Chiudo il libro e mi ritrovo  occhi negli occhi con Roberto. I miei sono umidi di lacrime e smarriti, i suoi  pieni  di un universo che vogliono  continuare a guardare, con coraggio e umanità, per cambiarlo:

“Nell’Apocalisse di Giovanni si dice: «Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo mangiai: dolce come  miele in bocca nelle viscere mi divenne amaro». Credo che i lettori dovrebbero fare questo con le parole, per masticarle, triturarle  infine ingoiarle, perché la chimica di cui sono composte faccia effetto dentro di noi e illumini le turbolenze insopportabili della notte, tracciando la linea che distingue la felicità dal dolore”

ZeroZeroZero è il libro più bello tra le mie letture di questazerozerozero prima metà del 2013. Go Roberto go, continua a scrivere e noi continueremo  a starti vicino e a dar voce a  quello che tu  scrivi   con tanta efficacia e passione, narrativa e sociale.

Continua a darci parole, di miele o di fiele.

 

UK 2015:

zzzEnglishBenvenuto ZeroZeroZero

in Inglese!

“an impassioned account of the damage done by global cocaine trade”,

secondo Misha Glenny del Financial Time…qui tutto l’articolo Spero venga tradotto in molte altre lingue, vista la pervasività della criminalità internazionale della droga e visto l’interesse anche “scientifico-pedagogico ” di questo libro.

 

Sguardi incrociati tra modernità e tradizione sulla Semana Santa di Siviglia

stefania-scamardi_-mantillas-en-la-callesiviglia2013

La Semana  Santa  a Siviglia  è un evento da vivere.  Le bellissime fotografie di Stefania Scamardi ci accompagnano tra i riti andalusi, nelle  piazze  e nelle calli della città. Tra questi le “donne in mantilla”, tutte rigorosamente in nero e pizzo, testimoni affascinanti di una tradizione secolare che si confronta con la modernità.

La macchina del tempo mi trasporta magicamente nella grande Piazza dell’Alameda, davanti alla chiesa di San Lorenzo, immersa in un quartiere che adoro, dove il Venerdì mattina, alle prime luci dell’alba,  dopo la Madrugada , ho visto arrivare il doloroso “ paso”  del Jesus del Gran Poder,  tra una folla provata dalla notte fredda e umida appena trascorsa, ma felice  di vivere un momento  “comunitario”  intenso e  profondamente vero, al di là di ogni considerazione su  una ritualità antica e per molti, superata.

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La Madrugá en Sevilla es la noche más especial. Sucede entre la noche del Jueves y del Viernes Santo. El orden de paso de las cofradías, en la madrugada, se produce en relación con su antigüedad, primero pasa la Hermandad del Silencio, las más antigua y la última la Hermandad de la Gitanos, las más moderna de la madrugada. En este orden La Macarena debía pasar antes que el Gran Poder, que cede anualmente su derecho preferente, con la condición de que la del Gran Poder ha de enviar todos los Viernes Santos una diputación para solicitar la correspondiente venia. También se incumple la antigüedad en el caso del Calvario y la Esperanza de Triana, pasando primero la más moderna, circunstancia que es impugnada anualmente por la cofradía trianera en el Cabildo de Toma de Horas. Todas las cofradías hacen estación ante el monumento eucarístico de la catedral.

Questo è il mio biglietto di auguri per Pasqua,  nostra grande festa di rinascita primaverile. 

M.Vargas Llosa-LA CITTÀ E I CANI. Quando angosciosi ricordi affiorano dal passato.

la città e i cani Vargas Llosa

In ogni stirpe

Il deterioramento esercita il suo dominio

Carlos German Belli

La storia si svolge in Perù, a LVargas Llosa_carima e sostanzialmente all’interno del collegio militare “Leoncio Prado“, dove lo stesso Llosa ha studiato. La statua dell’eroe, che campeggia maestosa al centro del cortile, fa da richiamo muto a comportamenti vincolanti. Alberto Fernandez  il poeta, che  sembra riflettere molte delle caratteristiche del futuro grande scrittore, viene mandato in collegio da un padre donnaiolo e maschilista che vuole fare di lui un vero uomo!

All’interno del collegio vive una comunità di adolescenti in formazione, sottoposti a continui bagni di violenza, soprattutto psicologica, ma anche fisica, fino alle estreme conseguenze. Il furto di una  prova d’esame porterà la vicenda a dipanarsi all’interno di  questo microcosmo in tutta la sua violenza e durezza, fino al delitto e alle sue conseguenze.

La città e i cani è dunque il racconto di un viaggio sofferto di un gruppo di giovani verso la maturità. E’ un romanzo di formazione che accompagna i protagonisti verso la scoperta del proprio corpo, degli affetti, delle rinunce, delle piccole gioie e delle grandi sofferenze. Amore, odio, rispetto e tanta, tanta paura sono i sentimenti che scandiscono le giornate di questo gruppo di ragazzi dagli ormoni impazziti e fuori controllo.

Nel gruppo domina il nonnismo, per cui gli anziani sottopongono i nuovi arrivati, i  cani, a riti di iniziazione terribili. Domina la prevaricazione dell’uno sull’altro, ma anche un certo spirito di gruppo, nei  circoli segreti…

La trasgressione attira e affascina: scorrono fiumi di alcol clandestino, tante sigarette e sesso di scoperta, tra  uomini “apparentemente duri”. Ma esiste tra loro anche il coraggio, quello di parlare e quello di tacere. Quello di prendere le difese dei più deboli.

Personaggi mitici affollano le camerate: i cani rabbiosi che formano il gruppo del capo riconosciuto, Giaguaro, vera bestia dagli occhi azzurri che sa farsi rispettare, resistendo con coraggio sprezzante  al tentativo di “battesimo” da parte degli anziani; Alberto il poeta; il tragico Ricardo Arana, conosciuto solo come lo Schiavo;Vallano il negro e il repellente Boa con la sua amata-odiata cagna, Malficata.

Le donne appartengono all’ alta società, belle e raffinate come Helena e Marcela o alla  plebe, brutte, come Teresa, ma tanto, tanto affascinanti,  da far perdere la testa a più di un cadetto.

Le donne mature sono disperate e incapaci di vivere in modo sano e costruttivo il loro ruolo di mogli e di madri.220px-Miraflores_panorama_costaLima respira un’atmosfera alla Dickens, tra prostitute e malfattori che arruolano e addestrano i giovanissimi ladri e atmosfere alla Golding/ Signore delle Mosche, dove la violenza la fa da padrona, fatalmente. Ma Lima, con i suoi quartieri alti e bassi, il mare, la scogliera, le piazze e gli ampi viali, conferisce anche una certa ariosità alla vita dei personaggi.

Vargas LlosaChe sguardo affascinante posa  Llosa sul mondo inquietante dei militari.  Graduati considerati meno dei cadetti, ufficiali inferiori presi da smanie di carriera e problemi familiari; ufficiali superiori  brutti, sudaticci e con la pancia, il cui corpo  mostra all’esterno tutta  la loro triste interiorità.

Il tenente Gamboa sembra diverso, riceve confidenze dai cadetti e sembra voler rispettare con coerenza le leggi scritte del collegio. Ma spesso i regolamenti che contano veramente  sono quelli convenzionali, quelli che orientano scelte opportunistiche. E così il rigido tenente Gamboa, per aver sollevato un problema che potrebbe danneggiare l’immagine dell’istituzione, viene spedito sulle montagne, in zona tranquilla per il sistema “Leoncio Prado”. Dalla  lontana montagna  non potrà nuocere.

La scrittura è tema fondante del romanzo. Lo stile di Llosa è un  capolavoro modernista. Tanto flusso di coscienza, tanta sovrapposizione di passato e presente, di flashback. Tante domande, dubbi esistenziali e vite irrisolte.

Gli oggetti prendono anima attraverso le parole e così la casa di Teresa diventa

“una casa vecchia e rachitica, scarsamente arredata” p.94.

Scrittura come strumento di guadagno. Il poeta Alberto scrive lettere d’amore su commissione e storielle porno per cui sarà punito aspramente, una volta scoperto.

Ma anche il linguaggio del corpo è tanto importante quanto quello delle parole. E allora i passi e i passetti degli ufficali dicono molto della loro statura professionale e umana.

“Poi arrivò il colonnello. Riconobbero i suoi passi di palmipede, rapidi, cortissimi” p.278

Le lezioni di ballo prima della festa mostrano tutto l’impaccio adolescenziale e l’utile  ritualità del ballo per conquistare l’amata.

Il cinema. È bello leggere di queste giovani vite permeate di voglia di cinema: galleria, platea, pomeriggi trascorsi a guardare e riguardare i film preferiti. La gita in città con la ragazzina del cuore e le mani che si cercano quando la scena è paurosa.

Ma il romanzo è molto di più, è un simbolo di ribellione all’autorità costituita,

 “un velenoso insulto alle più sacre istituzioni del paese”,

secondo i militari peruviani che hanno addirittura bruciato il libro.  Il primo capolavoro universale della letteratura latino-americana, secondo i critici, tanto che viene assegnato al suo autore il premio letterario ispanico più prestigioso, il Biblioteca Breve.

Il collegio sembra racchiudere quanto di peggio e di più inutile possa esserci per lo sviluppo delle coscienze e, tuttavia, la conclusione del romanzo mostra un risvolto, tutto sommato positivo, di quella vita e delle scelte operate a difesa di quel sistema, forse.

I sogni dei giovani cadetti, ormai giovani uomini nel pieno della loro vita “civile”, continuano ad essere affollati di angosciosi ricordi che affiorano dal passato…

lacittaeicani

Nel 1985 esce in Perù il film di Francisco Lombardi tratto dal romanzo e con lo stesso titolo:

La città e i cani

I Libri di Febbraio 2013

Llosa_la città e i cani 001Continua il lunghissimo viaggio in compagnia di Alexis de Toqueville, che mi da conforto in questo lungo e ansiogeno periodo di campagna elettorale. Ma non posso non concedermi qualche altra fuga.

Ai compagni di Gennaio, Agatha Christie e Paolo Giordano, si affiancano Simenon e Maigret e ora, udite udite, Mario Vargas Llosa con il suo La città e i cani.
Come ci sono arrivata? Sensazioni tattili, tra le cose infinite dello studio di casa mia. Copertina rigida, liscia, verde dei Feltrinelli di qualche tempo fa.

Mario Vargas Llosa è  un autore che  desideravo scoprire. Ed è arrivato il momento.

Upon announcing the 2010 Nobel Prize in Literature, the Swedish Academy said it had been given to Vargas Llosa “for his cartography of structures of power and his trenchant images of the individual’s resistance, revolt, and defeat”

Nel 2010 riceve il Premio Nobel per la Letteratura per “la propria cartografia delle strutture del potere e per la sua immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell’individuo”.

Qui la mia recensione di La città e i cani

P.Bertinetti-LEGGI ROMANZI SE VUOI FARE L’INGEGNERE(a Princeton USA)

Princeton University

Un ingegnere colto porta nel suo lavoro un valore aggiunto  se, oltre ad essere specializzato nelle discipline specifiche della sua professione,  ha letto  o legge molto  romanzi.

Leggere arricchisce perchè aiuta a vedere le cose con cuore aperto e dunque alimenta l’intelligenza emotiva, che è fondamentale nell’esercizio di qualunque professione, sia essa tecnica o umanistica.

thumb_Princeton

E allora succede che:

Negli USA Princeton chiede esami   umanistici anche a chi fa studi tecnici e Harvard “globalizza” l’insegnamento della letteratura” (La Stampa-10 Gennaio 2013)

HarvardIn Italia, il dualismo tra studi tecnici e studi umanistici resiste a qualunque tentativo  di apertura. Forse l’atteggiamento quasi “adorante”  verso le università americane  e la radicata esterofilia del popolo italiano potrà agevolare un processo di cambiamento della formazione universitaria Italiana nella direzione illustrata da Paolo Bertinetti,    nel suo articolo:

“…D’altronde, qualche anno fa, la stessa cosa era stata dichiarata da Celli, il presidente della Luiss, il quale spiegava che nella formazione dei manager e degli ingegneri dovrebbe occupare un posto di rilievo la lettura «di cose che nulla hanno a che fare con la formazione professionale: letteratura, romanzi». La letteratura è «utile» per fare bene cose che nulla hanno a che fare con la letteratura. Ma possiamo aggiungere che è utile in sé, non solo per imparare a scrivere frasi in modo corretto, ma per imparare a conoscere l’uomo e il mondo: la letteratura è comunicazione dell’esperienza. E coloro che insegnano letteratura, insegnando a leggere ciò che forse resterebbe ignorato, aiutano la letteratura ad esercitare questo suo senso profondo. La letteratura in sé…leggi qui tutto l’articolo

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