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    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    Sì, LA verità si sta facendo strada, piano piano, inesorabilmente, tra le tante fake-verità o post-verità...

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    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

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    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

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    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

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A&L Giussani-Diabolik. “Il” Comic Noir: la paura arriva dagli anni 60!

diabolik

 

Avevo tredici 13 o 14 anni quando per la prima volta ho visto in giro per casa i fumetti di Diabolik. Non ricordo bene chi li avesse portati, forse il fidanzato romano di mia sorella, che dalla capitale portava al paesello tutte le novità.

Quello che ricordo molto bene è il fascino che le storie di Diabolik, il ladro astuto e bello con gli occhi di ghiaccio e le identità intercambiabili, esercitavano su di me. Diabolik, primo eroe negativo nelle mie letture “leggere” non perdeva mai. Quando doveva uccidere, e sembrava lo facesse in modo cinico e senza pentimento, usava spesso il coltello. Sì questo è un altro particolare che ricordo.

Poi c’era il bravo ispettore Ginko, il vero alter ego di D. che però arrivava sempre un momento dopo. E che dire poi delle bellissime, eleganti e intelligenti donne dei due? Magnifiche Eva Kant, la donna di Diabolik e la nobile Altea di Wallenberg, compagna di Ginko. Le storie? Non le ricordo molto bene. Rivedo solo lo sfavillio dei diamanti che D. “collezionava”, il rombo di macchine potenti che si danno la caccia e l’affascinante gioco di luci ed ombre del fumetto in bianco e nero.

Poi arrivò anche Kriminal, che era per me il terrore puro e che ho abbandonato immediatamente. Il gusto del proibito che portava con sé non mi catturava più di tanto.

1diabolik

Primavera 2017. Tempo di pulizie in soffitta! Dagli scatoloni polverosi che la affollano salta fuori un volumetto (collana Corriere della Sera-Gazzetta dello Sport) con alcuni racconti di Diabolik. Bevo con avidità immagini e parole e non posso fare altro che sorridere di tenerezza e di nostalgia per quelle mie antiche scoperte adolescenziali guidate dalla paura.

I personaggi sono belli proprio come me li ricordavo. I diamanti brillano proprio come me li ricordavo. Oggi però Le storie  mi sembrano così fragili e così piatte, senza spessore narrativo. Ma è il genere che lo richiede anche se Diabolik è un “antieroe”.

Lle_sorelle_giussani’idea di creare Diabolik venne a due donne, le sorelle Giussani, allora pensavo che il personaggio fosse stato creato da un uomo, come gli altri super eroi americani, o meglio non mi interessava più di tanto conoscerne l’autore.

“Diabolik, the first negative hero and ancestor of the future generations of noir comics, was published for the first time in November 1962. It was born thanks to the creative genius of two young ladies: Angela and Luciana Giussani…” Read more

Rimane comunque la forza del ricordo e delle connessioni di questo fumetto “proibito” con la vita, le speranze e le paure di un’adolescente degli anni 60. Questa ri-lettura del terzo millennio mi ha provocato un gran piacere.

J.Verne-Giro del Mondo in 80 Giorni- Un grande viaggio nel caleidoscopio Liberty

jules-verne-80daysLa sfida è il filo conduttore di questa storia fantastica. Per un animo forte e determinato nulla è impossibile, neanche Il giro del mondo in 80 giorni. Phileas Fogg, gentiluomo londinese, scommette infatti una somma da favola (20.000 sterline) con gli scettici parrucconi del prestigioso Reform Club di Londra, che riuscirà nell’impresa di  girare il mondo in 80 giorni. Cascasse il mondo, ci riuscirà!

E parte, rischiando tutti i suoi averi e la sua reputazione. Parte in compagnia del  maggiordomo Passepartout, di una borsa piena di  denaro e della indispensabile  guida Bradshaw. Durantegeorge-bradshaw-victorian-railway-guidebook il viaggio, accadono molte cose: imprevisti, colpi di scena, intralci di vario tipo che sembrano mandare all’aria il progetto di Phileas. Ma il suo ingegno e la sua caparbietà lo sostengono sempre nell’individuare le  soluzioni più idonee. Accadono anche eventi e incontri strabilianti. L’India riserverà al gentiluomo Inglese una sorpresa fantastica: una creatura celestiale diverrà un’ insostituibile compagnia…

Ma non manca l’intoppo fatale: Lo pianifica Mister Fix poliziotto ottuso all’inseguimento del rapinatore che secondo lui  corrisponde perfettamente a Phileas! La giusta dose di suspense, nell’approssimarsi della conclusione, aggiunge un pizzico di pepe al tutto.

modellismotreniniUSALeggerezza e sostanza si intrecciano  in questa grande storia. L’avventura del gentiluomo Phileas Fogg e del suo maggiordomo Passepartout ti coinvolge in un viaggio affascinante e istruttivo. La geografia, narrata e vissuta in contemporanea, fa da supporto indispensabile all’evolversi della storia stessa. Scopriamo con i nostri amici paesaggi bellissimi e suggestivi, più o meno “contaminati” dall’intervento umano. L’attraversamento dell’America, coast to coast, o ocean to ocean, come dice il libro, ci fa conoscere la neonata ferrovia Americana, figlia dell’ingegno umano e della natura compiacente che la accoglie. Incontriamo anche i “selvaggi” indiani che giustamente, ai nostri occhi, combattono per salvaguardare quello che ritengono il loro territorio  usurpato dai  bianchi colonizzatori.

La lotta contro il tempo di Phileas è modernissima. L’uso del danaro a servizio del controllo del tempo ci catapulta in una visione profetica di quello che è oggi il nostro mondo. Tempo e denaro, velocità e successo, compimento dell’impresa. Interessante in tal senso la postfazione di Antonio Faeti, Un grande viaggio nel Liberty:

 Se oggi un viaggio di quel tipo un poco ci deluderebbe, tra Coca Cola, jeans, pizza e hamburger, allora era invece una frenetica, trionfale sarabanda tra mille diversità, in luoghi dove sapori, odori, profumi, colori, suoni, parole, mode, tradizioni, tabù, usanze componevano un immenso caleidoscopio che rendeva il pianeta simile ai tanti globi di vetro liberty che Verne incontrava a Parigi in ogni angolo. Con lo spirito brioso, allegro, malignetto che condisce ogni suo libro, Verne approfitta meravigliosamente degli scontri tra culture e civiltà con cui entra in contatto” – e capisce a fondo – “che l’uso del tempo sarebbe cambiato, secondo una scansione già descritta molto bene: il tempo sarebbe stato, più strettamente, collegato con il denaro”.

capitolo-5-80daysCuriosità della lettrice: mi ha colpito la scelta del traduttore di lasciare in Inglese alcuni termini, peratro molto comuni e con un accettabile corrispettivo in Italiano. Gentleman, ad esempio o Policeman. Il traduttore, Augusto Donaudy rende comunque il testo in Italiano assolutamente credibile, anche nell’uso sapiente di un registro “antico” e poetico. Molto efficace l’uso del verbo all’inizio della frase. Che enfasi!

Classica alla maniera dei grandi narratori Europei dal 700 in poi, l’introduzione di ciascun capitolo con un breve ma  efficacissimo riassunto.

 

 Il giro del mondo in 80 n giorni al cinema

Il film di Michael Anderson del 1956 con uno stellare David Niven nei panni di Phileas Fogg e con comparse di lusso come il pianista Frank Sinatra e la “signora” del saloon Marlene Dietrich, rendono  bene alcune atmosfere del romanzo tramite immagini ad effetto. 

 

 

Il viaggio entra  sempre prepotentemente nell’immaginario collettivo. Quello di Verne mi riporta inevitabilmente a  mio padre, lettore di questo genere di romanzi e, strano abbinamento, a Charline Evans, gallese e  grande viaggiatrice, docente esperta in Information and Communication Technology (ICT), che inventa un progetto brillante, Giro del mondo in 80 scuole, tra cui la mia, L’IIS P. Scalcerle  di Padova dove, nel 2008, gira un video creativo ed eccitante con una delle mie classi. Lo mostrerà al successivo gruppo di studenti in Africa, o in Asia, o in chissà quale altro paese del mondo in cui la porterà il suo progetto. Esempio contemporaneo  di interculturalità e tecnologia in interazione!

 

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Il tuffo lungo 80 giorni nel super classico d’avventura di Jules Verne è stato davvero rigenerante!

 

 

 

In vacanza 2. Ethel L.White-La signora scompare.Durante un sorprendente viaggio in treno…

la signora scompareEthel L.White

La signora scompare (The Wheel spins 1936)

Gialli Anglosassoni

Corriere della Sera, 2016

 

Dopo le prime pagine, realizzi che devi aver già “visto” questa storia. Al termine del libro, nella nota conclusiva ne hai  la conferma.

In effetti l’ho “vista” nel film  Il Mistero della signora scomparsa, di Anthony Page del 1979, con Angela Lansbury, (La signora in giallo, ricordate). Ce n’è uno precedente, che io non ho visto, ma che è considerato di gran lunga la migliore versione cinematografica del libro. Ed è infatti di Alfred Hitchcock che, con The Lady vanishes, si “lancia” anche in considerazioni politico-sociali sull’Inghilterra.

 

 

the lady vanishes_1938 HitchcockLa signorina Froy, frizzante zitella Inglese, scompare sul treno, durante il  viaggio di ritorno dai Balcani verso casa, in Inghilterra. Cosa le è successo? È davvero mai esistita o è solo una fantasia della viziata e un po’ isterica Iris Carr, ereditiera in cerca di identità ed emozioni in giro per l’Europa?

Iris, tenacemente e contro  tutti coloro che vorrebbero  farla passare per visionaria, si mette alla ricerca della signorina Froy, con la quale aveva iniziato un discorso amichevole durante il viaggio.  La sua compagnia era riuscita a farle tollerare quella dei personaggi molto ambigui e potenzialmente pericolosi che affollavano il scompartimento e quello attiguo.

Iris inizia dunque una sua indagine molto particolare, senza il supporto di detective famosi, anche se non manca l’incontro “sentimentale” e la possibilità di sviluppi romantici con qualcuno che cercherà di aiutarla, tra un intoppo e l’altro.

L’ambientazione è affascinante: Il Viaggio dalle misteriose montagne dei Balcani, attraverso Trieste/Italia, fino a  Londra/Inghilterra, su un treno che, con tutti gli aspetti misteriosi e accattivanti che il treno  evoca sempre nell’immaginario, gioca il suo ruolo da splendido protagonista.

Bello il titolo originale, The wheel spins 1936 (La ruota gira), quasi un tecnicismo voluto per sottolineare i “turning points” della storia. Il capitolo 24 porta proprio questo sottotitolo e rappresenta infatti uno snodo cruciale:

“la ruota aveva ripreso a girare…”

Ogni capitolo, d’altra parte,   si apre con un sottotitolo che introduce il lettore all’idea principale che verrà sviluppata.

La lettura di questo romanzo è stata certamente influenzata dalle immagini dal film depositate nel magazzino della mia memoria, eppure, la narrazione tesa e ricca di dettagli sapientemente intrecciati, mi ha sorpreso piacevolmente e catturato dolcemente, conducendomi verso la conclusione, al ritmo di un treno in corsa.

 Vladimiro  lo sta leggendo. Avremo modo di parlarne insieme.

G.Simenon-Tre Camere a Manhattan. Incontri d’amore e solitudine a New York

3camere a Manhattan-SimenonVolete un Simenon diverso, un Simenon “romanziere della passione”?
Fate un salto a Manhattan. Tre camere molto particolari vi aspettano!

Incontrerete anche:

Pioggia e pioggia e pioggia
Notti buie e lampioni lattiginosi,
lunghe passeggiate Washington Square -Fifth Avenue
Ritorno al Greenwich Village
Piccoli bar fumosi
Freddi locali alla Hopper

La canzone del cuore
Juke box e flipper
Alcol a fiumi
Tentennamenti
Ondeggiamenti ubriachi
Lettere d’amore
Ambasciatore d’Ungheria
Telefonate struggenti
Silenzi eloquenti
Sesso, baci e solitudini
Amici e amanti
Tradimenti
Figlia in pericolo di vita
Violetta ansimante
Attori in declino
Quarantenni in cerca di gioventù perduta
Gigolò
Schiaffi e rimpianti
Taxi e mance
Negri (appellativo usato con naturalezza odiosa)
Calze smagliate
Biancheria sexy
Sigarette sporche di rossetto
Pipa occasionale
Pelliccia e abito di seta
Tovaglie a scacchi bianchi e rossi
Ristorantino Italiano
Telefono e Operator
Voci stridule
Voci basse e sensuali
Paura di soffrire
Paura di scegliere
Paura dell’amore

tre_camere_manh-5-300x225 (2)Mamma mia! Tutto il campionario dell’immaginario Americano anni 40-50 è qui. Ottima sceneggiatura per un film anni 60 in bianco e nero (Marcel Carné 1965). Dimenticabile.

Pasolini-Una vita violenta. Tra sogni, lotte e delusioni, per le strade infangate di Roma

Una vita violenta_PasoliniIniziare il 2016 con Pasolini è un piacere unico. Una vita violenta è un affresco drammatico e bellissimo della società italiana del dopoguerra. Parla di Roma, è vero, delle borgate degradate e dei suoi abitanti sregolati, ma ci riporta inevitabilmente alla nostra storia di Italiani, alle battaglie del vivere quotidiano di un popolo uscito a pezzi dalla seconda guerra mondiale, nel corpo e nel morale.
Profughi
  “il padre di Tommasino, Torquato Puzzilli, era impiegato comunale, e come sempre quando si dice impiegato comunale, si intende dire ch’era scopino. Certo, prima se la passava meglio, quando stava al paese suo: era d’una famiglia di lavoratori, questo sì, però potevano andare a testa alta, e quand’era mezzogiorno il tavolino era sempre apparecchiato, due scodelle ci s’appoggiavano sempre. Torquato era padrone d’una casetta…Quando venne la guerra, Torquato fu chiamato sotto le armi, e l’otto settembre ritornò a casa, sbandato come tutti gli altri: Ma gli toccò risloggiare subito, però, e stavolta con tutto quello che c’aveva, insieme alla carovana di profughi che scappavano verso Roma.” P.209
  I “pischelli” di borgata
  La descrizione dei “pischelli” romani fa stringere il cuore e, nello stesso tempo però, ti lascia intravvedere uno sprazzo di cielo, di pulizia, anche in mezzo al fango, alla sporcizia privata e pubblica. Tommaso Puzzilli è emblematico di questa umanità in cerca di spazi di sopravvivenza, abitati da tragedia, farsa e sentimento. La fame nera è eterna, sangue per un panino. E arriva pure l’inondazione che affonda “La piccola Shangai” nella  melma.  Tommaso vive, ruba, balla, canta Claudio Villa, “puncica” col coltello lo stomaco dei compagni-rivali; si prostituisce dentro i pidocchietti romani affogati nel fumo e nel puzzo di piscio.
Ma corteggia anche. Per Irene, commissiona una serenata pagata col sangue di una “zoccola” da lui derubata e massacrata di botte. E la storia si tinge di rosa e di dolcezza strana, in mezzo a questa gente, a questi posti. Carletto con la sua “ghitarra” comincia a cantare:
  “Aveva una voce dolce e forte, che s’alzava su in alto per il cortile, lungo le pareti gialle e zozze, oltre le file delle finestre illuminate delle scale, sui tetti, in giro di cortile in cortile, in tutto quel silenzio. Pareva come fosse successo qualcosa, una disgrazia o una festa, tutt’a un botto: non era solo una serenata, ma un non so che, che metteva addosso un p0’ d’inquietudine, tanto era improvvisa, appassionata, sperduta là, fuori rotta, tra i cortili…
Intorno c’era tutta un’assemblea, come nei filmi quando i ladroni si radunano di notte. Le serenate tanto frequenti non erano, ma ognuno ci si accodava bravo bravo uguale, come si facessero tutte le sere: solo che si sentiva un tinticarello allo stomaco, e tutta una contentezza, come a Natale o a Pasqua…”p.196
  Il cinema e l’amore
 Numerosi sono nel romanzo i riferimenti ai film più popolari del tempo. I pidocchietti di periferia, pieni di gente che mangia i bruscolini, che fuma, che palpa, sono Il Cinema: sale piccole, sporche, spesso anguste e malfamate, piene di fumo e di puzza di piscio.  E tuttavia, è proprio dentro al cinema che inizia l’amore con Irene, lei conosce gli attori di quel film e ne è sinceramente affascinata. L’amore è sempre sensuale, sempre indissolubilmente legato e condizionato dal sesso e per questo così reale e autentico. È  l’amore dei pischelli che fanno pazzie per scoprirne la grammatica. L’amore di Tommasino è tutto questo, ma, talora, è anche spolverato di poesia.
La casa INA
 Autentico e ricco di meraviglia è il suo sguardo sull’appartamento INA casa che viene assegnato alla sua famiglia. Dopo tanti anni in baracca, una casa vera con un bagno, una cucina! E scatta la nostalgia e l’amore per Tito e Toto, i due fratellini morti, cresciuti nel fango giocoso e mortale della baracca. Tommaso si fa affascinare dalla vita della parrocchia, dai pischelli che giocano a biliardino. Si vuole sposare e ne parla col parroco, prova a lavorare ai mercati generali, insomma vorrebbe mettere la testa a posto. 
L’insurrezione dei Pulcinella al Forlanini
  Ma il capolavoro sociale, la pagina epica nella tormentata vita del Puzzilli, arriva con il suo ricovero in ospedale per tubercolosi e con la scoperta della politica. Tommasino si veste della bandiera rossa dei comunisti! Lotta per i diritti del malato, incontra gente che crede in qualcosa di diverso, di pulito, che non siano le galline da rubare. Scopre così un’altra esistenza, quella civile, che culmina con il suo fatale atto eroico, durante l’alluvione che trascina via le baracche fetide e fatiscenti.   Il funerale del Bernardini, comunista morto lottando per i diritti dei malati, da il via alla lotta:
“Ognuno aveva da dire la sua, e tutti si sbracciavano, cioccavano, urlavano, che non ce la sfangavano più: erano i nervi che li sostenevano, con quei panni smagozzati sulle spalle, quei pigiami bianchi a bragolone, che parevano una folla di pulcinella.”p.297
Puzza di libertà nel partito democratico
  bandiere PCIE si iscrive al partito democratico (ironia dei nomi). Ora ha la tessera che lo qualifica come cittadino vero. Anche se, riconosce nei componenti del partito di Pietralata, vecchie volpi del quartiere! “ Li mortacci loro! Pensò Tommaso, “ qui se vendono pure la croce de Cristo!”p.328
“A casa di Irene tutti erano comunisti, e pure lei l’aveva sempre pensata così, fin da piccoletta, come le aveva imparato il padre. Ci pensò su un po’ , tutta ottimista e giudiziosa, e poi disse:” Nun è n’idea sbajata, a Tomà! E poi essendo che quer partito un domani ce po’ esse sempre un aiuto…qualche lavoro…E poi accostasse a la Chiesa uno c’ha sempre un altro conforto.”p.250
Potenza della caratterizzazione: donne nella grande retata
  Poliziotti in borghese e in divisa, una marea con jeep e macchine normali, piombano in borgata e cominciano la grande retata. Le donne reagiscono contro la forza pubblica. Personaggi drammatici e comici allo stesso tempo, come la nonna dello Sciacallo e Anna la prostituta facchina:
 ” La nonna dello Sciacallo sgambettava appresso a tutti quegli uomini armati, buona, buona e pareva ancor piùpiccoletta, una cimicetta, una formicola, con le mani strette come stesse a pregare, e rigirava intorno gli occhi neri, vergognosa, che a buon bisogno chiedeva lei scusa agli altri, come una ragazzina. Camminava strusciando le ciabatte sulla fanga, con la vestina verde, e tutti quei capelli bianchi bianchi e ruspi, messi alla scacciapensieri, intorno alla faccia nera come un tizzo, quasi sorridendo con la bocca sdentata, come andasse in processione.
In mezzo a un altro pattuglione, bestemmiando come un giudìo, veniva Anna, ch’era una che faceva la facchina ai Mercati, con sette figli sparsi per il mondo: una vera donna di vita, che portava il rossetto fino sotto il naso, col trucco che col sudore le cascava a pezzi, e tutti i denti guasti in bocca, sempre zozzi e gialli; ma era una scopona proprio , e aveva l’occhi sempre calamarati, sotto quei capelli di tutti i colori…”
Il suono delle campane.
  Le campane fanno da colonna sonora e da orologio per la gente di Roma e d’Italia. Lo stesso accade durante il ricovero di Tommasino. Le sente dalla mattina appena si sveglia, fino a tarda sera. E arrivano dai quartieri vicino al Forlanini, e da più lontano ancora:
“ Arrivavano fiacche, smorzate, come venissero da lontano, oltre i padiglioni e i giardini, forse sulla Portuense…La campanella era una sola, suonava svelta e forte; tre colpi in un modo: dan dan dan, e tre colpi in un altro: den den den. Poi taceva…Suonava a morto.” p.282
Il suono del Romanesco
Davoli-Pasolini-CittiIl suono del Romanesco, e dell’Italiano romanizzato, è peculiare e bellissimo. Ricco di antico significato popolare.   Lo usa Gadda, lo usa Pasolini. Ed ha un suono autentico, coinvolgente che ti sembra di sentire nelle orecchie la voce di Ninetto Davoli o di Franco Citti col loro sorriso beffardo e innocente stampato in faccia.  È potente l’effetto che produce sul lettore. Riconosco tante parole che hanno attraversato la mia storia.
Connessioni
cop_ragazzidivitaTanti anni fa ho letto Ragazzi di Vita e a dire il vero, come spesso accade con libri importanti letti nel passato, non ho ricordi precisi, ma sento ancora la sensazione di forza che quel linguaggio mi aveva provocato. La stessa che provo e riconosco ora in Una vita violenta. Oggi la lettura è più consapevole e forse, nel piacere enorme che il libro mi ha provocato, riaffiora anche quell’indescrivibile sensazione che, stratificata nella mia memoria con Ragazzi di Vita e con tutti i film del grande scrittore-regista,  è difficile non sovrapporre alle parole e ai comportamenti di Tommasino e della sua gente di borgata.
Dal risvolto di copertina
  una vita violentaUna vita violenta (1959), è considerato da molti una delle opere narrative più importanti del dopoguerra: una rappresentazione
“lucida e spietata delle persone e degli atti, dell’ambiente e delle fatalità” (Carlo Emilio Gadda)
delle borgate romane.
 

L.Marklund-Finché Morte non ci separi. Un tuffo nel cuore nero del freddo di Svezia

 

 

Marklund_finchèmortenonvisepari.jpg

C’è una sensibilità particolare nella scrittura al femminile,  in cui mi riconosco. Indubbiamente. Finchè morte non ci separi, di Liz Marklund non sfugge a questa “regola della lettrice empatica”. La protagonista di questa classica storia di investigazione è Annika Bengtzon, giornalista incasinata del giornale “Stampa della Sera “. Altro personaggio di peso è Nina, poliziotta altrettanto incasinata e misteriosa.

Nina è di pattuglia con il suo collega quando viene allertata da una chiamata. Qualcosa è successo in una strada di Stoccolma, Bondegatan. Un omicidio che farà ballare Stoccolma. Comincia così un susseguirsi di eventi, ricerche e scoperte che porteranno Annika ad indagare all’interno del mondo della vittima illustre: un commissario di polizia, eroe pluridecorato. Nell’appartamento non c’è traccia del piccolo Alexander, figlio della coppia. Dove è finito?

Unica indiziata del brutale omicidio  è Julia, poliziotta anche lei e moglie tradita dell’eroe, che Nina trova sotto shock nell’appartamento. Julia è una donna fragile, provata da una vita complicata accanto a un uomo difficile da gestire nella sua grandezza e notorietà. Nina e Julia sono amiche intime da sempre, praticamente cresciute insieme, sia come donne che come poliziotte. Tra loro esiste un rapporto profondo che l’assassinio di David mette a dura prova.

Gamla Stan Stoccolma vecchiaAnnika è in piena crisi esistenziale. Il marito Thomas l’ha lasciata per la bionda e altera Sofia-Fifì- Facciadaculo, con cui vive in un super attico di super lusso. A rendere il momento ancora più tragico per lei, qualcuno decide di dare fuoco al suo appartamento, distruggendo tutto ciò che resta della ex-famiglia felice. Annika riesce comunque a mettere in salvo i suoi gioielli più preziosi: i suoi due figli Ellen e Kalle, e se stessa.

Entra in crisi anche il suo rapporto con l’amica di sempre Anna, che non è disposta ad ospitarla subito dopo l’incendio. Nello stesso frangente  Annika scopre invece l’umanità e l’empatia della collega Berit, che l’accoglie immediatamente e le da tutto l’aiuto necessario e le confessa anche  di aver avuto una relazione extraconiugale . Lei? a cinquant’anni? ma come è possibile? I giovani realizzano sempre con grande sorpresa che amore e sesso continuano ad esistere, anche in età matura…

 

“Il tempo è l’unica cosa che un essere umano possiede. Come la giovinezza e la vita, è scontato solo finché lo si ha a disposizione, poi svanisce e basta” p.337

 

Con la sua solita determinazione Annika Bengtzon comincia a investigare ed è un succedersi di piccole grandi scoperte, anche all’interno della sua stessa esistenza, fino alla inevitabile soluzione del caso.  Il romanzo procede a ritmo incalzante, da Giugno a Dicembre, catapultandoci tra uno scenario e l’altro, nel bel mezzo di vite squassate da eventi di ogni tipo e di istituzioni non sempre trasparenti ed efficienti.

Alla guida di una macchina, in un momento in cui è bello essere soli e “staccare il cervello”, arriva la sua canzone preferita.

 

Anche l’Epilogo riserva una sorpresa che aggiunge piacere e soddisfazione alla lettura: è venerdì 24 Dicembre. Vigilia di Natale e, qualcuno si sta avvicinando alla terribile prigione…

finchè morte non ci separi

 Leggere il romanzo con in testa la serie TV ha, in questa occasione, aggiunto nuovi elementi di apprezzamento, già manifestato per lo sceneggiato. Mi è venuta voglia di andare a Stoccolma, nonostante il freddo che il vento, la neve, il paesaggio brullo di fine Autunno e le situazioni descritte mi hanno provocato.

 

 

 

Gianni Rodari-Novelle fatte a macchina. Voglia di fantasia

Novelle scritte a macchina-copGianni Rodari

Novelle fatte a macchina 

Corriere della Sera

 Se in un giorno di Novembre, insolitamente assolato e caldo, sentite un languore quasi primaverile invadervi, abbandonatevi al mondo fantastico di Gianni Rodari.
Nel bel mezzo di una fantasia civile, lunare, ironica e amica vi ritroverete, storia dopo storia, con il sorriso sulla bocca, i muscoli facciali che danzano felici e una gran voglia di restare bambini, tra giocattoli improbabili e personaggi strampalati che a volte incontriamo dentro e fuori di noi.

“specchio specchio cortese qual è l’automobile più bella del paese?”

20151120_162625certamente non quella del commendator Mambretti, ma quella del ragionier Giovanni, detto Biancaneve, che suona il violino e si compra una macchinetta rossa con l’eredità di zia Giuditta. 

“non più alta di uno sgabello. Pare un’automobile rimasta bambina per mancanza di vitamine”  da Padrone e ragioniere ovvero l’automobile, il violino e il tram da corsa.

Marco e Mirco contro la banda del talco sventano i furti  a suon di martelli volanti e intelligenti.A voi scoprire perchè e per chi il dottor Diabolus ruba quantità industriali di talco, vi divertirà un mondo!

Ilpostino di Civitavecchia-GRIl postino di Civitavecchia, detto Grillo per la sua corporatura minuta ma di gran potenza fisica, si allena di nascosto e arriva a sollevare pesi incredibili:

“…si avvicina a una nave da carico battente bandiera turca, millecinquecento tonnellate di stazza, dice-Oh.hop!perchè tutto sia regolare, e solleva il bastimento fin che si vede l’elica. A bordo qualcuno grida un paio di parole turche, ma Grillo, non conoscendo quella lingua, non risponde.”

Solleva di tutto e di più. Arriva addirittura in Egitto, indietro nel tempo , a costruire piramidi, “con le sue mani da postelegrafonico”!

Venezia da salvare ovvero diventare pesci è facile. Il fantastico Sior Todaro vuole correre ai ripari dal momento che lo studioso giapponese So Hio So Hio ha previsto che nel 1990 Venezia scomparirà: “Emergerà dalla laguna solo la punta del campanile di San Marco”.  L’unica soluzione per scampare alla tragedia è diventare pesci. Surreale, divertente e romantico!

Il professor TerribilisIl professor Terribilis ovvero la morte di Giulio Cesare. Quando arriva il momento di interrogare i suoi alunni il professor Terribilis si allunga fino a sovrastare feroce il povero malcapitato.

“prima confessa, prima la rimetto in libertà”

Questo il suo tono. La questione da dirimere consiste nel numero di pugnalate che hanno trafitto Cesare: 23 o 24? Nessuno rinuncia alla sua tesi. Urge dunque un viaggio nel passato a bordo della macchina del tempo dell’agenzia Crono-Tours, per verificare. E l’avventura ha inizio. Chi vincerà la sfida e cosa succederà ai viaggiatori del tempo?

Miss Universo-GRIn Vado via con i gatti, nonni ex capostazione trascurati e scontenti, maestre in pensione amanti dei gatti, un netturbino, un magistrato, insomma varia umanità in fuga dall’abbandono e dall’isolamento affettivo, si trasformano in gatti, tanti gatti romani che occupano il Colosseo per avere la stella Gatto. Tutti i più importanti monumenti del mondo saranno occupati dai gatti.

“I gatti dell’intero pianeta avanzeranno la loro richiesta agli astronomi in tutte le lingue. Un giorno, anzi, una notte, la stella Gatto brillerà di luce propria”.

Il motociclista innamorato, ovvero del folle amore di Eliso per Micia, la motocicletta rossa e di come il padre, commendator Mambretti fa di tutto perchè questo amore finisca. Ci pensa l’agente segreto Kappa-Zero. Ma un nuovo amore, altrettanto folle e imprevisto assale Eliseo.

Pianoforte Bill-GRE poi ci sono il Pianoforte Bill, la musica , le partite di calcio, Il mondo in scatola e le telecronache di Tito Stagno. La soluzione fantastica del problema infinito, Delfina cenerentola veneziana nella  favola rivisitata; Bambole, bambine e ruolo della donna nel gioco e nella vita-esilarante e folle; parlare con i marziani, insegnare le lingue, i fumetti…

Queste storie sono così ricche di spunti poetici, divertenti e intelligenti che sarei tentata di raccontarvele tutti qui. E invece vi lascio alla bellezza della lettura di ogni riga, di ogni parola. Vi lascio al gusto di ritrovare personaggi ed eventi, anche reali, che si rivitalizzano nel mondo fantastico di Rodari.

A proposito, quanto mai contemporanea e stuzzicante è  la prima storia, Il coccodrillo sapiente, e sapete perchè? Fabio Fazio sta organizzando una nuova versione del Rischiatutto... Chissà se ha letto questa storia. Spero proprio di sì.

E per concludere, da Una per ogni mese, vi racconto la storia di Dicembre:
Il Vocabolario, accompagnata dalle illustrazioni di Valerio Vidali

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