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  • 3 Ottobre 2013- Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    L'Ambasciatore torna in Egitto. Pratica chiusa? Mai. Coraggio mamma Paola e papà Claudio, continuiamo ad esservi accanto.

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

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    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

  • 25 Aprile 2016- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

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  • Sabato 25 e Domenica 26 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

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  • 8 Marzo 2017- Donne in Marcia

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  • Libriamoci a scuola- leggiamo ad alta voce!

    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

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E. Strout- Da Olive Kitteridge a The Burgess Boys. Storie americane tra solitudini, conflitti e soluzioni. Emmy Awards 2015

Settembre 2015- 67th Primetime Emmy Awards

emmy awards

– Miglior regia per un film, miniserie o speciale drammatico: Lisa Cholodenko in Olive Kitteridge
– Miglior sceneggiatura per un film, miniserie o speciale drammatico: Jane Anderson per Olive Kitteridge.

Olive Kitteridge, la serie TV

Olive Kitteridge_HBOHo iniziato a “conoscere” Elizabeth Strout con The Burgess Boys. Atmosfera e storia  particolari che ho cercato di  analizzare nella recensione che riporto in questo post.

Non ho letto Olive Kitteridge, considerato da alcuni critici e scrittori un capolavoro della letteratura moderna, ma ho voluto  guardare la miniserie HBO 2014, con protagonista la splendida Frances McDormand.

OliveKOlive è una professoressa, molto spinosa e rigida. Intorno a lei vive una piccola comunità  di personaggi  tipici della provincia americana (siamo nel Maine): il marito farmacista, il figlio frustrato, il  collega poeta e alcolista innamorato di lei, l’ entusiasta e fragile assistente in farmacia e tante altre persone con problemi esistenziali e spinte suicide/omicide inquietanti. Olive sembra essere il capitano di questa nave  in navigazione in acque perennemente agitate.

Olive Kitteridge_bookcoverNon nascondo  che i “quadri” che compongono questo “romanzo per racconti” abbiano prodotto  in me un senso di profonda inquietudine. 

Ma, alla fine, nel mare tempestoso dei conflitti, delle frustrazioni, dell’enorme non-detto  all’interno di questa famiglia americana, emerge un filo di speranza e di forza, che vive dentro  Olive e riesce ad irradiarsi intorno a lei, tra le persone che, in qualche modo,  la vedono come un punto di riferimento, nonostante la sua pervicace volontà di “non piacere” e mantenere il distacco da tutti.

Questo mondo mi confonde, ma non voglio lasciarlo

La storia si  conclude con queste parole (più o meno), che appaiono come una soluzione, forse temporanea,  all’enorme conflitto esistenziale di Olive. 

 Ho apprezzato la serie, la cui sceneggiatura è stata curata anche dalla stessa scrittrice. E tuttavia non leggerò il libro. Ancora forte è il condizionamento di questa bella produzione amricana. Forse in futuro, chissà.


 The Burgess Boys. Una storia americana tra conflitti e integrazioni

clip_image002Strout scrive un sapiente romanzo di introspezione psicologica, molto americano nei rapporti conflittuali tra genitori e figli, specialmente padre-figlio e nello svelare vizi, virtù e miserie tristi della  borghesia  del Maine.  Su tutto domina il tentativo di analizzare e comprendere il fenomeno dell’identità e dell’integrazione.

Molto interessante è il ritratto di una comunità disorientata di fronte al gesto eclatante di un ragazzo problematico, Zach: una testa di maiale sanguinante viene gettata sui tappeti della moschea mentre i fedeli Somali sono in preghiera. Anatema! Eppure, il ruolo del vecchio saggio Somalo sarà determinante per l’esito della vicenda.

I fratelli Burgess tornano a Shirley Falls per aiutare il nipote Zach ad uscire dai guai. Sono due avvocati: brillante, ricco e famoso Jim; riflessivo, insicuro, apparentemente fragile, Bob. Tornano lì da dove erano scappati per non essere soffocati nella palude del Maine. Questo ritorno segna l’inizio del cambiamento.

nel-maine7La comunità Somala e i suoi usi e costumi diventa lo specchio deformante dell’immagine stereotipata e condivisa dell’America, agli occhi dei suoi cittadini. Lo capisce bene Susan quando va a trovare i fratelli a New York.

Lo shock culturale l’assale: Shirley Falls vs NY. Arrivare da un altro mondo e atterrare in una città di pazzi, sporca, sotterranea e piena di celle in cui vivono uomini e donne che si illudono di guardare tutto dall’alto. Bianchi che guardano bianchi.

clip_image004New York, New York! Sempre lei, magica e terribile, a fare da sfondo a una sfaccettata storia di identità, familiari e sociali. Così come fa da sfondo quel Maine, provincia “nobile”, tanto esaltata e adorata dagli intellettuali e dai radical chic… Quella provincia che tuttavia soffoca i Burgess, ma che contribuirà, essa stessa, a compiere il processo di cambiamento che domina la storia.

Jim, Bob e Susan Burgess sembrano tre twins, anche se i veri gemelli sono Bob e Susan. Tutti e tre si oppongono e si completano, allo stesso tempo. Sono uniti per la vita, o meglio, per un lungo tratto della loro vita, da un segreto inconfessabile che ha minato il loro sviluppo individuale, familiare e sociale.

clip_image008Il cuore della storia è il rovesciamento di prospettive, di vite e di punti di vista. La parola chiave è “cambiamento”. Tutti sono costretti a cambiare sotto la spinta di eventi esterni drammatici, passando attraverso l’infelicità sostanziale dell’uomo di successo, la frustrazione del fratello “debole”, le paranoie e il senso di superiorità della donna ricca ed elegante, Il tradimento del marito perfetto, la sindrome del nido vuoto, le frustrazioni della moglie abbandonata, il piacere maledetto dell’alcol, “The quiet majesty of long marriages…”, come ironicamente dice Franzen in Freedom.

Tutta questa materia ed altro ancora fanno del romanzo di Strout  un bell’ affresco  moderno.

Un piccolo assaggio:

22 November-Somali, New England, JFK and Jackie, “the pink-suited wife”

clip_image010“In the dark he [Abdikarim] lay on his bed and pondered the DVD he had taken from the library when he first came to Shirley Falls. Moments in American History, but the only moment Abdakarim watched, repeatedly for weeks, was the assassination of the president, because of the pink-suited wife climbing over the back of the car to try to reach the piece of her husband she saw flying away. Abdikarim did not believe what was said of this famous widow that she cared only about money and clothes. It was recorded, and he saw. She had felt in her lifetime what he had felt in his. Though she had died (living to be as old as Abdikarim was now), he thought of her as his secret friend.” E. Strout,The Burgess Boys, p.205

Un  richiamo alla  finestra  di Hitchcock

dalla finestra Hitchock“Across the street, lights were on in different apartments. there was a private show up here: the young girl who could be seen in her bedroom walking around in her underpants and no top. Because of how the room was laid out, he never saw her breast[…]two windows over was the couple who spent a lot of time in their white kitchen, the man reaching into a cupboard right now…”p.24

Tutto accade a Novembre, nel Maine

fall_foliage_nh1“The November sun-not high in the sky, but coming at the town from an angle-sliced across the streets, across the lawns that were still green, fell on half-sunken pumpkins left on stoops from Halloween, shone against the tree trunks and their bare limbs, beamed through the clean air, making mica specks in the old sidewalks glitter…(147)

Ritorno a Shirley Falls

ap_somalia_president-minnesota.1-4_3Jim parla con Bob  del suo ritorno a Shirley Falls, quasi a prepararsi psicologicamente all’evento e parla dei nuovi cittadini, in particolare dei Somali, e del loro ruolo nella vecchia società del Maine:

“So I now come back.  And I come back to say, Hey, you guys, here’s a state whose population is getting older and poorer and industry is leaving, has left, for the most part.   I’ll say the vibrancy of society depends on newness, and what a fantastic job Shirley  Falls has done in welcoming this newness, let’s keep on with it. The truth is, Bob, they need those immigrants… p.128

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E.De Luca-I pesci non chiudono gli occhi…

Mentre leggo, associo il  “fragore dell’oceano” percepito nell’animo  da Moses ne La scena perduta  ai rumori dolci del mare nell’isola di Erri. Passo dalle azioni di paura violenta dei tre bambini di Ti prendo e ti porto via, a quella dei tre bulli che attaccano “il ragazzino” protagonista di questo libro. Dalla passione scatenata da Gloria a quella del protagonista/pesce che non riesce a chiudere gli occhi davanti  alla bellezza della “ragazzina del Nord” in vacanza a Ischia: bambini alla scoperta dell’amore e della vita, del loro livello di resistenza, coraggio e senso della giustizia.

In questo romanzo, Erri ci accompagna ancora una volta lungo il cammino  della “sua” crescita e ci sembra di riconoscere nei gesti  e nella corporeità del ragazzino, il suo  corpo asciutto, il suo sguardo schivo, la sua mitezza contemporanea.

Il bambino-di-dieci-anni non conosce il nome della “ragazzina” che prende esempio dalla vita degli animali, I nomi sono superflui. I gesti sono importanti invece, come “la rottura del guscio/corpo” che crea l’illusione della crescita. Il corpo e lo spirito crescono attraverso la sofferenza?  Riti umani, nei quali si inserisce anche il ghiacciolo giornaliero  sulla spiaggia, le  frasi d’amore inconsapevolmente tali, i ragazzi senza nome: tutti e nessuno.

Ritornano i tòpoi privilegiati da Erri: l’isola, il mare… che divinità universale e familiare allo stesso tempo! Il cinema e i libri:

“quel cinema di maestranze eccellenti che a tempo giusto assunse l’intensità dell’arte[…] ci andavo da solo, non volendo nessuno accanto a deridere la mia commozione[…]imparavo l’Italia nelle sale affumicate dei cinematografi, pure quelli divisi in classi: prima, seconda e terza visione[…]dicevo che andavo a studiare da un compagno  e invece mi infilavo in un cinema alle quattro…” Cinema e America:partenze e ritorni e  scelte laceranti. La partenza verso il mondo adulto, le lacrime dei lacrimogeni e la lotta per la “giustizia”. E poi arriva il momento del saluto, definitivo, alla fine della vacanza.  “La vita aggiunta dopo, lontano da quel posto, è stata una divagazione”

Nel libro emerge  il ricordo  di nonne e mamme appassionate della settimana enigmistica insieme a magici  giochi di parole. Il ragazzino ne è affascinato. Man-tenere è il  suo verbo preferito. Il primo incontro d’amore tra i due li vede mano nella mano…

I ricordi hanno sempre un grande appeal, specialmente sui lettori più “maturi”.Si  cammina tra le pagine alla ricerca di conferme o di  spazi  condivisi o di esperienze comuni. Per questo il libro mi piace. Mi piace però anche ritrovare De Luca con il suo stile silenzioso, quasi sommesso  e così pungente nell’articolazione sapiente delle parole. Mi piace perché in ogni suo libro traspare l’amore per la parola “piena di significati”.

A.Yeohshua e La scena perduta: quando andare oltre i limiti significa…

Sin dalla prima pagina ho saputo e sentito che la reazione sarebbe stata questa. Ho attraversato il libro, in “cammino” con i protagonisti e le loro anime e, alla fine, l’empatia ha trionfato e si è sciolta in calde lacrime…

Come è essenziale la trama e come è ricca la storia, quella interna ai protagonisti, vissuta profondamente e in modo lacerante, lungo il Cammino che li porta, tra simbolismo e realtà, da Gerusalemme a Santiago di Compostela. E poi ancora da Gerusalemme, indietro, a Madrid, tra Don Chisciotte e Sancho Panza, la burrosa Dulcinea e la complice, buia campagna spagnola.

 

 

Ruth

Ruth, attrice intensa e complessa, oltre che bellissima e Moses affermato regista settantenne, che sembra volersi prendere cura di lei, sua musa e compagna, si recano a Santiago di Compostela per presenziare ad una retrospettiva dei loro film. La retrospettiva però non si chiude con l’assegnazione del premio e i consueti saluti di commiato, ma continua in patria, a Gerusalemme e dintorni…Il triangolo di uomini che danzano intorno a Ruth: Trigano sceneggiatore visionario, Toledano fotografo sapiente e Moses, regista disorientato ma tenace, sono i punti di riferimento della vicenda.   La retrospettiva si apre con il film Da paziente a Badante e qui, meravigliosa epifania, scatta La Cura di Franco Battiato (qui video ufficiale).

Santiago, il Parador, i sotterranei della Cattedrale percorsi sfiorando la lunga e lenta fila di pellegrini che si avvicinano alla statua di Giacomo, il confessionale con i tendaggi/divisori di pelle rosso scuro, bucherellati e pesanti di sudore, odori e peccati. Tutto viene solo sfiorato con leggerezza, come se non si trattasse invece di un mondo particolare che ti lascia dentro il segno. Quello di Moses è un distacco ignaro, inconsapevole, all’inizio.

Lingue diverse  comunicano nell’affascinante gioco delle traduzioni. La sala di doppiaggio diventa metafora del centro di mediazione di affetti, visioni politiche, pensieri ed emozioni.

Caritas Romana_Meyvogel

Caritas Romana- Matthias Meyvogel

E la Caritas Romana! La scena perduta che da il via a questo viaggio, e che diventa praticamente il filo rosso che tiene insieme tutto. Verrebbe voglia di descrivere ogni attimo della sua storia, ma si toglierebbe il gusto al lettore di provare in prima persona quello che io ho provato.

Arte, finzione, lotta tra verità “vera” e verità dell’arte. Arte tra le arti: la fotografia di Toledano e del figlio Manuel. E in questa area di grande “Vita” entra la quotidianità, con le piccole grandi sofferenze e le piccole grandi felicità; entrano i conflitti tra persone, popoli, e con se stessi. E, colmo dell’ambiguità, appare sulla scena il conflitto lacerante dei personaggi/persone vere. Entra in scena anche  il trionfo dell’uso cinematografico del corpo e del pudore che esso esige, soprattutto  nei momenti delicati in cui la vecchiaia porta Moses a gestire le emergenze.

Piovono razzi al confine tra Israele e Palestina. E piovono storie e ricordi e sovrapposizioni tra passato e presente. Tra confini reali e vissuti.  Ma la vita sembra non esserne toccata più di tanto.Compare anche la grande madre Africa, meta del Viaggio alla scoperta della vita, regalo prezioso per il mitzvah di adolescenti fortunati.

La narrazione è affascinante. Ritmo teso fino alla fine, anche nelle descrizioni, ma soprattutto nei dialoghi, brevi e significativi. Il capitolo più sorprendente è  Il pasto notturno con lo sceneggiatore. Uno spaccato di regia, con il passaggio dalla narrazione in terza persona a quel ” tu dici, tu devi, tu fai, tu pensi”. Il regista Moses è condotto per mano in modo sapiente e ineluttabile verso decisioni importanti dall’altro da sé, dall’ altro  regista, che  lo dirige facendo commenti e considerazioni e dandogli istruzioni che devono essere seguite, senza esitazione o rifiuto.  A proposito, riuscirà Moses a fare il prossimo film stimolato dal produttore-contadino-amico Amsalem, che vuole in qualche modo risolvere i suoi conflitti familiari con protagonista un figlio-padre-bambino?

Questo romanzo è davvero un cammino lungo e ricco verso l’accettazione di sé e dunque del mondo, della vita, dell’essere umani. E la compagnia è importante!

Il punto di vista di Abraham B. Yehoshua (La Stampa.it)

ABRAHAM-YEHOSHUA-AD-ALBA---LA-SCENA-PERDUTA--466

Se il lettore capisce il testo più dell’autore

Nel mio ultimo romanzo La scena perduta ho cercato di affrontare e di dare espressione alle due forze presenti in un’opera letteraria mediante due diversi personaggi. Per raggiungere questo scopo sono ricorso all’arte cinematografica in quanto spesso è nella dinamica di un rapporto tra uno sceneggiatore e un regista che si riscontra un dialogo tra queste due forze. Nel mio romanzo la tensione tra i due protagonisti sfocia in un vero e proprio scontro che porta a una rottura e genera risentimento. Lo sceneggiatore è un giovane sefardita di bassa estrazione sociale, dotato di grande talento creativo e con idee coraggiose, sia a livello psicologico sia sociale. Per realizzarle, però, ha bisogno di un regista, di un uomo maturo con un solido background, capace di costruire e strutturare un’opera cinematografica così da garantirle credibilità, requisito che nei film è spesso molto più importante che in letteratura. Il rapporto tra questi due personaggi è al centro del romanzo, il quale descrive il processo di realizzazione di alcuni dei loro film. 

Oltre al complesso rapporto tra queste due forze creative, il romanzo tratta di un altro importante argomento inerente alla comprensione di un’opera letteraria e artistica: i due artisti, lo sceneggiatore e il regista, si rendono conto di non poter essere gli esegeti delle proprie opere. In questo mio romanzo ho dunque rinsaldato la mia convinzione (sviluppatasi nel corso di lunghi anni) che un autore non è che uno degli esegeti del proprio lavoro e spesso nemmeno il più autorevole e profondo. Proprio perché un’opera racchiude una sostanziale duplicità (l’idea che l’ha generata e l’elaborazione di tale idea) talvolta il suo significato sfugge alla coscienza dell’autore, mentre un lettore attento, estraneo a essa, può forse comprenderne meglio le sfumature.

Il Libro di Febbraio 2012

 Cari  Stefano, Patrizia e Stefania,

In questo inclemente mese di Febbraio 2012  sto leggendo La scena perduta di  A. Yehoshua. Questo libro è per voi. Mi immergo in Santiago, nel mondo del cinema e penso a quanto ci piace guardare  i film italiani e stranieri  e commentarli insieme e scambiarci pareri, suggerimenti ed  emozioni.

E poi c’è Santiago di Compostela… Quando l’avrò finito  vi scriverò di nuovo per parlarne ancora.

27 Gennaio Scuola e Memoria-Vivere Oltre il Ricordo

A scuola le emozioni sono forti. Gli studenti della IV A del Liceo Statale Raimondo Franchetti di Mestre hanno fatto un lavoro molto emozionante. Il loro short Vivere oltre il ricordo  ha vinto il primo premio  dell’edizione 2012 del concorso nazionale I giovani ricordano la Shoah“.

Brava Roberta Rosada! con la tua classe hai fatto un gran bel lavoro. Mi piace l’essenzialità del messaggio, la narrazione dolce e intensa, i flashback/incubo notturno, le parole dette con gli occhi e il corpo  e i lunghi silenzi. Il binario poi, struggente nella sua in fuga geometrica verso un orizzonte, prima disperato e, alla fine,  aperto alla speranza.

Roberta, saluta il nostro Presidente Napolitano  che vi consegnerà il premio. Saluta anche per me questo grande “vecchio”!

Dal sito  dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto:

Il «Franchetti» vince la X Edizione del Concorso
“I giovani ricordano la Shoah”

la Commissione paritetica composta da rappresentanti del Miur e dell’Ucei che ha giudicato gli elaborati partecipanti alla X edizione del Concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah” (bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per l’Istruzione – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione) ha dichiarato vincitore per Scuola secondaria di secondo grado il Liceo «Franchetti» per “Vivere oltre il ricordo”. Si tratta di un cortometraggio realizzato dagli studenti della classe IV A, con riflessioni e immagini che centrano il tema e che hanno per protagonisti gli studenti stessi. La classe vincitrice sarà premiata al Quirinale venerdì 27 gennaio dal Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano.

finalmente la RAI trasmette film in lingua originale! better late…than never

better late… ma che ritmi lenti ha la nostra televisione! Sì in moltissimi paesi ormai da decenni si trasmettono film in lingua originale, senza sottotioli e sui canali televisivi principali. Credo che Utube abbia giocato un ruolo notevole nel fare decidere il dinosauro RAI!
Non sottolineo ulteriormente l’utilità di questa programmazione sia per il contatto con la lingua originale sia per la qualità del discorso che decisamente ci guadagna. Senza nulla togliere alla grande scuola italiana di doppiaggio mi sento di dire che la voce originale, le inflessioni, i suoni naturali aggiungono tanto all’effetto della parola!   In senso assoluto  preferisco  che i sottotitoli non ci siano, anche perchè spesso  sono una frettolosa traduzione dell’originale e tuttavia ritengo che a scuola,per esempio, nelle lezioni di  Lingua Inglese, i sottotitoli siano molto  utili per un lavoro  basato  sulla corrispondenza tra espressioni idiomatiche in versione originale e  loro trasposizione in Italiano.  A quando i film in altre Lingue?

Comunque, un benvenuto di cuore ai film in lingua Inglese a RAI Movie, il  canale digitale dedicato  al cinema!

Ecco il programma:

Martedì 27 settembre : “Ask the Dust” (Chiedi alla polvere, 2006) con Colin Farrell, Salma Hayek, Donald Sutherland, (se avete voglia,  qui la mia recensione di Ask the Dust, dal romanzo di  John Fante)
Martedì 4 ottobre:  “Long Weekend” (Long Weekend, 2008) con James Caviezel
Martedì 11 ottobre:  “Camille” (Camille, 2008) con James Franco, Sienna Miller

Martedì 18 ottobre: “Things to Do Before You’re 30″ (Cose da fare prima dei 30, 2005) con Dougray Scott, Billie Piper
Martedì 25 ottobre: “While She Was Out” (Legittima offesa, 2008) con Kim Basinger
Martedì 1 novembre: “Game of Death” (Game of Death, 2010) con Wesley Snipes
Martedì 8 novembre: “Even Money” (Even Money, 2006) con Kim Basinger, Forrest Whitaker
Martedì 15 novembre: “Sleepwalking” (Sleepwalking, 2008) con Charlize Theron, Woody Harrelson, Dennis Hopper
Martedì 22 novembre: “The Cake Eaters” (Le vie del cuore, 2007) con Kristen Stewart, Elizabeth Ashley
Martedì 29 novembre: “New York Stories” (New York Stories, 2007) con Nick Nolte, Woody Allen, Mia Farrow, Carole Bouquet

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