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    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • Amo l’Europa. Voglio prenderla dal verso giusto e allora VOTO.

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

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    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

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  • 3 Ottobre a Lampedusa-Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...

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P. Neruda-POESIE. Sorprese in versi

neruda poesie-Newton

 

La poesia continua a sorprendermi. Accade di nuovo con la raccolta Poesie di Pablo Neruda (Grandi Tascabili Economici Newton). Una doppia lettura: in Spagnolo e in Italiano(a cura di Roberto Paoli). Nella versione in  Spagnolo ho seguito il ritmo naturale e la dolcezza dei suoni; nella versione Italiana ho chiarito alcuni significati e riscontrato con piacere una musicalità in parte salvata.

Non sono riuscita a trattenere le lacrime durante la lettura di Ode a su aroma,  è stata davvero un’epifania. Mi capita di versare qualche lacrimuccia  quando leggo storie particolarmente coinvolgenti in cui mi ritrovo a mettere in discussione parti di me profonde e ben nascoste. Mi succede più raramente leggendo versi.

Mia soave, di cosa odori? Di che frutto? Di che stella? Di che foglia?…

Suave mía, a qué hueles,

a qué fruto,

a qué estrella, a qué hoja?

Cerca de tu pequeña oreja

o en tu frente

me inclino,

clavo

la nariz entre el pelo

y la sonrisa

buscando, conociendo

la raza de tu aroma:

es suave, pero

no es flor, no es cuchillada

de clavel penetrante

o arrebatado aroma

de violentos

jazmines,

es algo, es tierra,

es

aire,

maderas o manzanas,

olor

de la luz en la piel,

aroma

de la hoja

del árbol

de la vida

con polvo

de camino

y frescura

de matutina sombra

en las raíces,

olor de piedra y río,

pero

más cerca

de un durazno,

de la tibia

palpitaciòn secreta

de la sangre,

olor

a casa pura

y a cascada,

fragancia

de paloma

y cabellera,

aroma

de mi mano

que recorriò la luna

de tu cuerpo,

las estrellas

de tu piel estrellada,

el oro,

el trigo,

el pan de tu contacto,

y allí

en la longitud

de tu luz loca,

en tu circunferencia de vasija,

en la copa,

en los ojos de tus senos,

entre tus anchos párpados

y tu boca de espuma,

en todo dejò,

dejò mi mano

olor de tinta y selva,

sangre y frutos perdidos,

fragancia

de olvidados planetas, d

e puros papeles vegetales,

allí

mi propio cuerpo

sumergido

en la frescura de tu amor, amada,

como en un manantial

o en el sonido

de un campanario

arriba

entre el olor del cielo

y el vuelo

de las últimas aves,

amor,

olor,

palabra

de tu piel, del idioma

de la noche en tu noche,

del día en tu mirada.

Desde tu corazòn

sube

tu aroma

como desde la tierra

la luz hasta la cima del cerezo:

en tu piel yo detengo

tu latido

y huelo

la ola de luz que sube,

la fruta sumergida

en su fragancia, l

a noche que respiras,

la sangre que recorre

tu hermosura

hasta llegar al beso

que me espera

en tu boca.

       

Ma non solo lacrime mi porta la poesia, ho anche sorriso e mi sono divertita con 

Ode al gatto (ma il gatto/ vuole solo essere gatto/ ed ogni gatto è gatto/ dai baffi alla coda/dal fiuto al topo vivo/dalla notte fino ai suoi occhi d’oro;

Ode al cane (uomo e cane: un solo essere a sei zampe);

Ode al carciofo (poi /squama per squama /spogliamo la delizia/e mangiamo/la pacifica pasta /del suo cuore verde);

Ode al limone…”fresca architectura”;

Mi sono rattristata al ricordo di una Spagna dolente durante la guerra civile  in

Explico algunas cosas

venid a ver la sangre por las calles,

venid a ver

la sangre por la calles,

venid a ver la sangre

por las calles!…

venite a vedere il sangue/ venite a vedere/il sangue per le strade/venire a vedere il sangue/per le strade!

 Ho provato una  nostalgia sofferente tra i versi di

Esili

Destierros! La distancia/se hace espesa,/respiramos el aire por la herida:/vivir es un precepto obligatorio./Así es de injusta el alma sin raices:/rechaza la belleza que le ofrecen:/busca su desdichado territorio:/ y sóli allí el martirio o el sosiego.

Esili! La distanza

Si fa densa,

respiriamo l’aria della ferita:

vivere è un precetto obbligatorio.

È così ingiusta l’anima senza radici:

rifiuta la bellezza che le offrono,

cerca il suo disgraziato territorio

e solo in esso il martirio o la pace.

 

Ho sentito un tocco di farfalla colorata leggendo

Ode a un Mattino del Brasile

La mariposas

Bailan

Rápidamente

Un

Baile

Rojo

Negro

Naranja

Verde

Azul

Blanco

Granate

Amarillo

Violeta

En el aire,

en las flores,

en la nada,

volantes,

sucesivas

y remotas…

E sento tenerezza leggendo La Casa, nell’immagine infantile del treno-casa con quel “oruga orgullosa”-bruco orgoglioso regno di suo padre;

E provo stupore nell’ Ode al dente di capodoglio, testimone istoriato di una storia di separazione dolorosa tra due innamorati;

e poi rincorro l’ape operosa e silenziosa di

Abeja blanca zumbas, ebria de miel, en mi alma

Bianca ape assente, ancora ronzi nella mia anima.

Risusciti nel tempo, sottile e silenziosa.

Ah silenziosa.

Quanti versi ho sottolineato, quante immagini mi hanno colpito il cuore, gli occhi e la mente! Ma non credo sia il caso di procedere oltre con tentativi inutili di spiegare, spiegare, spiegare. La poesia non si spiega, si sente e basta.

E guarda caso oggi mi sono imbattuta in questa immagine che voglio riportare, a chiusura dell’emozione Neruda:

PEANUTS

PEANUTS

Il Salone del Libro di Torino, la più grande libreria d’Italia!

????????????????????Questo è un evento che mi piace segnalare anche se io non potrò parteciparvi fisicamente. Sapere che esiste è già un dono e un piacere, il piacere della  creatività e  della fantasia unite in un messaggio umano importante e essenziale: il libro come veicolo di crescita, anche economica e sociale!

Leggere sempre, comunque, da soli, in compagnia, a scuola, da bambini e da bambini/adulti. Leggere per scoprire e vivere creativamente  il mondo e i mondi interiori, virtuali e reali.

Quest’anno il Salone del Libro  di  Torino propone uno sguardo privilegiato sul Cile, paese ospite, sulla sua letteratura e i suoi  autori appassionati.

Ricco di  spunti di riflessione  il discorso  inaugurale del  Presidente della Repubblica, che tocca tutti i punti caldi    dell’universo del Libro e le  sue ricadute sulla società e sui singoli cittadini.

I.Allende-IL QUADERNO DI MAYA. Scrivere per filtrare la realtà e crescere.

il quaderno di Maya

Succede spesso, quando esce un nuovo romanzo di cui non si è  letta alcuna recensione, di  “comprarne” l’autore. È successo anche con  Il quaderno di Maya di Isabel Allende.  

Il titolo ha aggiunto desiderio a desiderio. Il nome della protagonista evoca civiltà antiche e magiche, l’oggetto evoca  momenti di intimità e solitudine creativa di fronte ai propri sentimenti e alle proprie esperienze. La copertina (Ana Juan 2011) cattura lo sguardo chiaro ed inquietante e le labbra  “di Maya”, quasi in un sorriso ambiguo e innocente allo stesso tempo.

Le aspettative di lettura  sono legate alle altre storie narrate da questa scrittrice. E ti aspetti allora gli ingredienti noti: magia, donne, paesaggi esotici, un pizzico di politica e di  storia civile e una scelta di parole e connessioni  coinvolgenti. Procedi, invece, con la lettura del libro in modo un po’ dubbioso perché ti sembra di non ritrovare subito  quello che stai cercando.

SeattlepiTi colpiscono altre cose, come l’alternanza delle Americhe di Isabel e Maya. La mescolanza di colori, di pelle, di paesaggi e di vita ti evoca sapienti scelte editoriali più che attenzione convinta alla multiculturalità.

Balza davanti agli occhi il classico canovaccio del telefilm americano di moda, dove trovi il Bianco, il Nero, l’Ispanico, l’Asiatico che, tutti insieme, lavorano  nel distretto di polizia o nell’ufficio  legale di turno… Tutto  sembra molto politically and publishingly correct.

Emerge tuttavia l’anima vera di Isabelle Allende  quando parla di donne: adolescenti, mature, vecchie, dei loro problemi, delle loro lotte strenue per affermare la propria dignità di persone. Donne malate in lotta con il cancro, rifiutate da compagni vigliacchi che non sanno gestire un rapporto  nuovo, in qualche modo  condizionato dalla malattia.

Donne, donne, donne. Un nuovo romanzo tra il noir e il romanzo di formazione? Si, visto con gli occhi una scrittrice donna che racconta donne, da Nini a Maya a Blanca, ad  Azucena ed  Edwige vittime di tragiche consuetudini familiari e sociali dure a morire. La madre Svedese, con il cognome di un animale… Otter la lontra e l’ abbandono.

Dmercado a Castro Chiloèoña Lucinda, artigiana diventata piccola, piccola nella cassa da morto.   Bella l’idea delle “Streghe buone” in riunione nella grotta segreta o delle Vedove per Gesù che curano dalle dipendenza.

 Maya vive nell’arco di pochi mesi    tutto ciò che di  malefico può  accadere nella vita di una giovane femmina. La vita disordinata e tragica, violenta e disperata di Maya  mi fa venire subito alla mente Lisbeth Salander di Stieg Larsson, anche nella peculiarità  dei suoi tratti  fisici. Maya è  l’adolescente-giovane donna che nella scrittura  cerca di  “filtrare” la problematicità delle esperienze negative.

Ma incontra anche l’amore  la passione… C’è letteratura, cultura, poesia (nel romanzo compaiono grandi figure del passato culturale, come Leonardo, Galileo, Lawrence e le sue poesie d’amore,  Darwin).

welcome to Las VegasStrapieno di riferimenti anche geografici accattivanti: l’America di Berkeley, i boschi dell’Oregon, la corruzione di Las Vegas, la modernità rassicurante di Seattle, gli psichiatri  statunitensi, gruppo sociale  necessario alla vita dei moderni americani e altrettanto  inutile a Chiloè Sud del Sud, il magico Cile con  l’isola magica  e i suoi  riti  turistici. 

quaderni

L’idea del quaderno ripropone l’ enfasi sulla scrittura “salvifica”, quella che aiuta a superare i momenti di  solitudine e di depressione  e di recupero  dalle malattie del corpo e dell’anima.

Santiago (Cile)La storia  racconta momenti forti nella vita dei protagonisti e del Cile: il colpo di stato  dell’ 11 settembre 1973(numero  ricorrente nella storia delle catastrofi umanitarie). I luoghi della tortura, Villa Grimaldi. I ricordi/incubi, le rimozioni di Manuel. Manuel e Felipe Vidal prigionieri  degli aguzzini …

“Il pretesto erano i depositi di armi [mi ricorda  le Mass Destruction Weapons in IRAQ] che, si ipotizzava, il governo Allende avesse consegnato al popolo, ma visto che erano passati dei mesi e non si  era trovato nulla, ornai nessuno credeva più all’esistenza degli immaginari arsenali […] Il terrore paralizzò la gente, fu il mezzo più efficace per imporre…”

Gli uomini della storia sono  spesso portatori di violenza, eccetto il buon Popo maestoso, elevato  nel corpo e nell’immaginario di Maya. Il poliziotto corrotto, Joe Martin e il cinese, Brandon pazzoide. Quel Roy Fedgewick primo passo verso il degrado di Maya, il vecchio cileno  ubriaco, violento  padre-padrone. Uomini forti o fragili come, il  disastrato Freddy, Felipe Vidal,  Manuel  e le sue fragilità, il padre di Maya, playboy incallito non privo di  debolezze e precarietà, Lionel Schnake, ricco  super conservatore dai “buoni” sentimenti…che non sa dire di no a sua figlia Blanca…La famiglia di psichiatri  americani con Daniel, primo grande amore di Maya.  Buoni, cattivi, deboli, forti. Il confine tra queste qualità appare  spesso sfocato.

 Alla fine del libro si apre uno squarcio di luce nel cielo e il cammino di Maya sembra popolarsi  di  buone prospettive di vita.

 Isabel racconta il libro:

I. Allende-LA FIGLIA DELLA FORTUNA alla ricerca dell’amore perduto

La figlia della Fortuna 001

 

“Cile 1832: Eliza viene abbandonata ancora neonata sulla soglia di casa dei fratelli inglesi Jeremy, John e Rose Sommers [Tom Jones al femminile, evento comune  a molte storie, ottimo presupposto per una storia ben riuscita!], che si sono trasferiti a Valparaiso. L’eccentrica Rose insiste perchè la piccola cilena venga adottata ed entri a far parte della famiglia. Eliza vive tra due mondi: le viene impartita un’ educazione rigidamente anglosassone, nella speranza di un futuro sereno coronato da un buon matrimonio e al contempo le vengono fatte conoscere della cuoca di casa, Mama Freisa, la vitalità, la magia e la carnalità del suo popolo. Si innamora perdutamente di un giovane idealista che lavora per Jeremy, Joaquim Andieta, il quale, però…”quarta di copertina

Uno sguardo alla Storia, uno alle tante piccole storie dei personaggi. Molto “romanzo ben strutturato”, molta abilità nel tessere la  tela narrativa. Riaffiorano inevitabili prestiti da La Casa degli Spiriti. Torna con tutta la sua potenza, l’idea del viaggio al femminile, per mare e per terre da esplorare, alla ricerca dell’ amore perduto così come i cercatori  si affannano dietro all’oro californiano. Frase guida  quella di Tao Chi’en a Eliza:

“Non c’è niente di inutile. Nella vita non si arriva da nessuna parte, Eliza, si cammina e basta”(p.330)

Ma è un bel camminare, anche per il lettore, ricco di vita, di esperienze, di illuminazioni e dolori, di gioie piccole e grandi,  fino alla frase conclusiva che abbraccia tutto in un sospiro profondo aperto al futuro:

“ Adesso sono libera…”

La lettura è stata gradevole, a tratti coinvolgente, ma più spesso un resoconto, quasi un diario di viaggio che crea una specie  di frattura tra l’emozione narrativa e la cronaca.

I. Allende-LA CASA DEGLI SPIRITI. “Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo.”

 

     la casa degli spiriti

 

 

“Alle Tre Marie, splendida tenuta di proprietà di Esteban Trueba, si intrecciano le passioni dei diversi protagonisti: Clara, la moglie del proprietario, trascorre un’esistenza avvolta nei ricordi; Férula, sorella di Esteban, dedica la sua vita agli altri; Blanca è innamorata di un servo del padre, Pedro, che avrà parte nella guerriglia della rivoluzione; Alba, la nipote, dovrà invece affrontare la dittatura mentre Esteban scoprirà, proprio a causa dei tragici eventi politici del suo paese, di amare innanzitutto la sua famiglia.”  Amazon

Raccontato in modo superbo, con anticipazioni che rassicurano e incuriosiscono, allo stesso tempo. Donne indimenticabili rendono la storia viva e colorata:  Blanca, Clara, Alba, Ferula, Rosa, Transito. Stanze surreali, luci, riflessi e aloni magici  ti avvolgono, pagina dopo pagina. Il romanzo è pieno di quella vita che ripropone riti e convenzioni antichi.  E personaggi scolpiti dalle parole e dalle azioni.

Grande Transito con  il suo debito d’onore, la sua saggezza e la sua conoscenza delle cose del mondo, dei “maschi”. Transito è la chiave di volta  della tragedia annunciata, che fa leva sulle debolezze umane. Pieno di amore nonostante tutto.

E non mancano spiriti e fantasmi che tornano  a placare sofferenze, rimorsi e rimpianti.

Bellissimo!

Il golpe in Cile, tra  euforia e catastrofe.

23 Settembre 2009. Pubblicato nel 1983 da Feltrinelli, lo leggo  dopo tanti anni… Appena finito, cominciano a sedimentarsi le emozioni forti che ho provato nel ripercorrere con Isabel Allende, dolorosa testimone di una tragedia familiare, gli eventi  tragici del golpe in Cile dell’11 settembre 1973 (data fatidica!)

“L’alta borghesia e la destra economica, che avevano reso possibile il sollevamento, erano euforiche. All’inizio si spaventarono un pò vedendo le conseguenze della loro azione, perchè non era mai accaduto che vivessero in una dittatura e quindi non la conoscevano. Pensarono che la perdita della democrazia sarebbe stata transitoria e che si poteva vivere per un certo tempo senza libertà imprenditoriale. E neppure importò loro la perdita di prestigio internazionale che li aveva collocati nella stessa categoria di altre tirannie regionali, perchè l’avevano considerato un prezzo conveniente per la sconfitta del marxismo…”(324ssgg)

 

dalla quarta di copertina:

 “Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell’ambito della narrativa sudamericana, soltanto Cent’anni di solitudine di Garcia Marquez.”

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