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  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    Sì, LA verità si sta facendo strada, piano piano, inesorabilmente, tra le tante fake-verità o post-verità...

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

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    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • 22 Aprile-Giornata Internazionale della Terra 2017

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    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

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Jovanotti-Il Grande Boh! e chipiùnehapiùnemetta…

Lettera al viaggiatore

 

il grande boh_2Caro Lorenzo,

 

ti scrivo dopo aver letto Il Grande Boh!, che ho vissuto come un dono di energia e vitalità.

 

 L’unico modo possibile per recensire il tuo diario di viaggio, dopo le altezze di Fernanda Pivano, è mettere insieme, in un ritmo di parole sulla nuvola/albero, quelle che mi hanno colpito e che trovo ricche di significato.

 

 

 

La nuvola/albero del Grande Boh!

 

                  multicolorjova      

 Molto vicina allo spirito di Affascinailtuocuore è la tua riflessione sul viaggio, sui collegamenti e sulle relazioni che scattano tra ciò che si fa, si legge e si ascolta in viaggio (anche tra le righe di un buon libro!) e il mondo  di  conoscenze e di esperienze che ci portiamo  dentro:

 

 “Durante i viaggi la mente fa mille collegamenti, riceve tutti questi stimoli e allora crea le relazioni con ciò che uno  ha studiato a scuola e ha vissuto fino dai ricordi più remoti forse addirittura fino a eventuali esperienze in altre vite. Questo è l’aspetto più bello del viaggiare e anzi credo sia il senso stesso del viaggiare. Si viaggia sempre in avanti nella misura in cui si procede a ritroso dentro la propria esperienza umana. Può capitare di incontrare la tua innocenza intatta e di riconoscerla e giuro non è niente male.” p.143

 

 Del tuo libro, mi rimane l’energia che lo percorre, il profondo conflitto interiore di un giovane uomo di successo, la religiosità del suo andare e l’innocenza della sua corporeità.

 

L'Albero di JovanottiLorenzo, fai venire voglia di esplorare il nostro self e il nostro corpo, senza troppa paura di perdercisi dentro, proprio come hai fatto e continui a fare tu, attraverso mondi altri che ti aiutano a capire e ad amare sempre più e sempre meglio.

Buon viaggio dunque, dal Grande Boh! a un approdo più chiaro, dal quale ripartire,  verso nuove avventure.

 

Grazie!

 Una vecchia signora “in viaggio”

p.s. Bellissima copertina. I tuoi disegni sono pura fantasia colorata! Vie di fuga verso l’avventura.

” Un libro bellissimo per giovani e anziani, per chiunque ami il mondo, la frontiera e la loro scoperta”.

leggi qui   la recensione di Fernanda Pivano 322 parole

8 Marzo 2012 un augurio 2.0 a tutte le donne

Auguri Donne!

Quest’anno prendo  in  prestito lo spunto  offerto dalle amiche di donnedellarealtà  per fare gli auguri a tutte noi:

“Fra le iniziative per questo 8 Marzo 2012 anche il progetto inedito per una “rete delle reti femminili”. Di cosa si tratta? Di un nuovo strumento collettivo per fare rete fra donne grazie a un contenitore trasversale interattivo, orizzontale e aperto a tutte. Un progetto concepito per favorire il processo di formazione del cervello collettivo del pensiero femminile, tramite un grande portale che, su più livelli e funzioni, vuole dare nuovi strumenti di confronto, interazione e aiuto reciproco fra donne. Un portale che nasce per diventare una “rete delle reti” dunque; perché, una volta pronto, intende:continua

C. Sanchez-Il Profumo delle Foglie di Limone

 

Clara Sanchez

Il Profumo delle Foglie di Limone

Garzanti  2011

E’ la storia di un’ossessione, di una caccia spasmodica ai  nazisti-male-assoluto  nascosti in Spagna e nutriti dall’illusione di esistere, nonostante il loro lugubre passato. I cacciatori sono Julian e Salva, due sopravvissuti al campo di concentramento di Mauthausen.Denia Coastal path

A loro si aggiunge una, inizialmente inconsapevole, giovane donna…

Julian arriva sulla Costa Blanca, rifugio dorato dei mostri,  su invito dell’amico Salva. Qui inizia l’avventura del vecchietto ossessionato e della giovane Sandra, sua  complice volontaria,   in cerca di identità, incinta e assolutamente insicura di accettare Santi, il padre del bambino, come suo compagno di vita…

Due i punti di vista e i narratori: Sandra e Julian, unico il filo conduttore: una storia di anime e di corpi  che si incontrano per fare insieme il viaggio della vita.

 Alicante di notteUnico il setting reale:  la magica Spagna di Alicante e della Costa Blanca, tanti i setting della  memoria: Berlino, Mauthausen, l’Argentina, la Norvegia…

In questa storia  due generazioni, tanto distanti l’una dall’altra, si incontrano per caso  e si confrontano con i  loro problemi, le loro insicurezze, le loro fragilità e i loro desideri. L’esperienza e l’innocenza si sostengono e si stimolano a vicenda, “cosi vicino, così lontano!” e torna alla mente il  bel film di Wim Wenders…

Sandra trova in Julian il sostegno amorevole e consapevole che avrebbe voluto dai suoi genitori, per incanalare le energie disperse, invece, in chissà cosa! Julian, il vecchio, da parte sua, un pò  come i “vampiri” nazisti che non vuole mollare, assorbe linfa vitale dall’energia selvaggia di Sandra. 

La stessa energia e la stessa determinazione che gli arrivano da Salva. Intenso  il loro rapporto, che va ben oltre il distacco fisico.

I corpi dei vecchi sono così  diversi, sono deboli ”brutti” e opachi, ma  Pilar trova Julian interessante,” uno che ha tante storie da raccontare…” e se ne innamora.

La storia è molto bella. Quasi inesistenti i momenti in cui senti un filo di stanchezza nell’attesa  di qualcosa… (eccetto forse le uscite ripetute di Sandra con Karin) Gli eventi/svolta sono molti e tutti credibili, come lo sono i personaggi tra creature notturne: spettrali, paurosi, infidi, ridicoli e pericolosi  e  figli del giorno e della luce,  generosi, tormentati, passionali  e determinati.  Il  ritmo della storia deve essere sicuramente ancora più coinvolgente  in Spagnolo e tuttavia la versione italiana è superba!

Le trovate sono strategiche, vespa 50come la mitica Vespa 50 con il suo mondo di libertà, emozioni e un pizzico di irrinunciabile Italia. Regina dei trasporti, anch’essa assolutamente necessaria al dipanarsi della storia, nonostante la ruggine, gli acciacchi e gli anni sulle ruote…. 

“Per andare in spiaggia dovevo prendere un motorino, una Vespa 50 che mia sorella, mio cognato e i miei nipoti mi avevano raccomandato di non parcheggiare mai senza catene…” (p.13)

Troppo preziosa per tutti  per rischiare di vedersela rubare!

E poi la bustina portafortuna con la sabbia fine e delicata e la scatolina sotto la pietra  e altro da scoprire…

Il titolo originale  Lo que esconde tu nombre  entra nel vivo  del senso. Nomi come maschere, uno per tutti l’Anguilla, come lo  chiama Sandra. Un nome così dice tante cose di sè  e di tutta la storia. E’ tutto come appare?

Il Profumo delle Foglie  di Limone si fa  leggere tutto  d’un fiato, eppure permette di assaporare appieno tutti i gusti e retrogusti, senza perdere una sola emozione!

I.Mc Ewan-Amsterdam

AmsterdamUlteriore conferma dell’abilità di McEwan a tessere la trama di un romanzo. Ancora temi che appartengono alla sfera dell’interiorità e della tormentata relazione dell’uomo con la società.

Vernon e Clive, amici di sempre, sono insieme al funerale dell’ex amante Molly, che è stata un faro nella loro vita come in quella degli altri personaggi.  George, suo marito,  l’assiste durante la malattia che la porterà alla morte. La isola dal mondo dei suoi ex amanti, ancora devotamente legati a lei. Molly li ricambia con affetto profondo continuando comunque ad essere presente nella loro vita. Alla fine della storia la cattiveria di George trionfa. Ritroviamo in questa storia la stessa atmosfera, quasi morbosa, di Enduring Love

  Molto ben raccontato,  è   straordinario nella sua attualità. Tutta la parte dedicata alla pubblicazione sul Judge, diretto da  Vernon, di foto compromettenti del Ministro degli Esteri Garmony, anch’egli ex amante di Molly. Sembra quasi   di leggere delle pagine di cronaca politico-giornalistica dell’Italia di questi giorni.

Lake District con daffodilsAltre pagine di straordinaria bellezza quelle dedicate a Clive e alla sua strenua lotta con la creatività. Alla ricerca spasmodica delle armonie per la  Millennium Simphony (anni dopo la celebrazione del fatidico 2000) si muove ansiosamente nel linguaggio della musica e  delle armonie. Il  Lake District offre anche in questo romanzo l’atmosfera ideale per gli artisti 1Amsterdamin cerca di ispirazione.

 Un senso di oscurità,  tristezza e desolazione permea comunque tutte queste vite, gravitanti intorno all’anima di Molly. Sagome scure definite solo dall’amore per lei. Oscurità interiorizzata fino alle estreme conseguenze che Amsterdam ospita e incoraggia nel suo ordine e nella sua tranquillità, accogliendo inoltre  la dolce morte di Clive e Vernon e il piacere della vendetta di George e Garmony.

The novel twists and turns unexpectedly…”(Sunday Times)

E anche la   “surprising end” è assicurata.

T.Chevalier-Strane Creature a Lyme Regis

 Ispirazioni

masketch“The Inspiration: A few years ago I went with my son to a small dinosaur museum in Dorchester, on the south coast of England. Among the usual displays, there was a wall devoted to Mary Anning, who lived in the early 19th century in the nearby town of Lyme Regis, where fossils are abundant. The display showed a sketch of Mary on the beach, holding a hammer and wearing a top hat to protect her from falling rocks. At age 12 she discovered the first complete specimen of an ichthyosaur, a marine reptile about 200 million years old

 I was interested that, though female and working class, Mary managed to work with the middle class male scientists of the day. She was prickly and independent and eccentric. Plus, she was struck by lightning as a baby and survived. Discovering her felt like my own jolt of lightning, and I knew I had to write about her.” Tracy Chevalier

 

Insieme nel silenzio

strane_creatureLa storia è molto semplice e accattivante, narra di un incontro-scontro tra due mondi, tra due donne, una middle class e l’altra working class, sul set della spiaggia di Lyme Regis nel Dorset alla ricerca di “ninnoli”. L’affinità elettiva tra le due protagoniste viene nutrita dall’amore per la ricerca. Una ricerca  di fossili e di esperienza di vita che  le porta a comunicare immediatamente, se non con le parole, certamente con i loro corpi e i loro gesti.  Da quel primo fatidico giorno nella bottega di Richard Anning, il  falegname, mentre Mary “stava frugando dentro una cesta di ammoniti…” .

Io e Mary Anning siamo a caccia di fossili sulla spiaggia, lei cerca le sue creature, io i miei pesci. Gli occhi fissi su sabbia e scogli, percorriamo il bagnasciuga, ciascuna col suo passo. Mary si ferma e squarcia una pietra per carpirne i segreti. Io frugo tra l’argilla sperando in qualcosa di nuovo e prodigioso. Parliamo poco perchè non ne abbiamo bisogno e ci perdiamo ognuna nel suo mondo, felici, l’una a due passi dall’altra, insieme nel silenzio.”

Nasce in quel momento un rapporto molto intenso fatto di  scambio di conoscenze e esperienze, che va ben oltre le barriere sociali e la differenza di età. La storia di questa amicizia solidale e complice conosce alti e bassi, tra scoperte vertiginose di creature mai viste prima, innamoramenti per uomini per lo più insignificanti e inaffidabili, eventi personali e familiari, fino ad arrivare alla soluzione perfetta di ogni conflittualità. Una soluzione alla Jane Austin, presenza nobile nella storia nonostante Elizabeth non ami molto i suoi finali rassicuranti. Elizabeth è un nome che ricorre spesso nei romanzi della scrittrice inglese e viene portato da ragazze quasi zitelle, sagge, intelligenti, ma meno belle delle altre.

Donne

masmallIronia amara proprio nelle parole di Elizabeth quando descrive se stessa, le sorelle e i motivi per cui sono destinate a diventare zitelle e dunque a lasciare l’amata casa londinese quando il fratello decide di prendere moglie.  Insomma Jane Austen è accanto a Tracy Chevalier, con la sua Persuasion, con le sue Elizabeth, con capitani e colonnelli…con le sue frequentazioni del circolo di Lyme Regis (forse), con il suo sguardo ironico sulla società del suo tempo.

 Sì, donne sorprendenti. Chevalier ci conduce con garbo e intelligenza in quell’atmosfera di scontro tra visioni del mondo, tra le domande finto-ingenue di Mary e Elizabeth circa la provenienza dei mostri o dei “cocchi”, come li chiama Mary. Le titubanze del reverendo che ci sembra quasi di vedere con la fronte imperlata di sudore di fronte a queste donne troppo audaci e irrispettose che osano fare domande, che pensano!

 Il romanzo è soprattutto storia di luoghi, persone e sentimenti e, per questa gustosa miscela di realtà, finzione, scienza e suggestione, si lascia leggere molto piacevolmente. Il punto di vista femminile di queste due  narratrici conferisce vivacità e credibilità al racconto. Il linguaggio middle class di Elizabeth si incastra alla perfezione con quello working class, spesso gergale di Mary, come a dire che ci si può capire al di là delle parole che si usano… e del peso “sociale” che esse hanno.

 

 Fossili

 

 scelidosaurusI fossili sono creature di Dio? E se sì, come mai non ci sono più? Abbandonate dal loro creatore? e via con le risposte più improbabili. pentacrinus tuberculatusIl terrore della povera  Fanny di fronte alle mostruosità indecifrabili che Mary scopre sulla spiaggia e il rumoreggiare confuso degli abitanti del piccolo paese ci lasciano intuire lo stravolgimento che deve aver vissuto la società Inglese di quel tempo, all’affacciarsi di nuove teorie “evoluzionistiche” culminate nell’ Origins of Species di Charles Darwin…

Uomini

 

bucklans La caratterizzazione degli uomini conferisce alla narrazione il tocco di ironia sconsolata che si prova di fronte all’inconsistenza delle persone che detengono il potere, in qualunque forma sia possibile immaginarlo, quasi sempre maschi, palesemente incapaci di saperlo gestire. 

 

Le chiacchiere della Gente

 

Lyme_the village  Le chiacchiere della gente, le reputazioni macchiate da sguardi e passeggiate, non ci colpiscono più di tanto. I tempi erano quello che erano, ma molte cose non sono poi tanto diverse da oggi: basti pensare alla maggiore “credibilità” in campo scientifico che viene attribuita agli uomini. La scenetta di zia e nipote alla Geological Society di Londra è da farsa…

 

Scelte

 maryanningCentrale l’idea della scelta. Mary sceglie Birch, sceglie l’amicizia di Elizabeth, sceglie di chiederle scusa, sceglie la sua vita tra le meravigliose rocce del Dorset alla ricerca dei suoi amati ninnoli e cocchi. Elizabeth sceglie di star sola e sta bene in questa condizione, ma solo perchè gli uomini non l’hanno voluta…Questa la sua analisi.

 

 

 Viaggio

 Ancora una volta bellissima e affascinante l’idea del viaggio come occasione reale per un’ avventura verso l’ignoto, alla scoperta di sé. E’ il viaggio di Elizabeth verso Londra in nave: una scoperta esistenziale. Al ritorno  Elizabeth è “come un fossile ripulito”. Prevedibile ed efficace l’associazione tra fossili, donne e uomini “fossilizzati”… ma Elizabeth è “ripulita” ritornata alla vita: effetti benefici dei viaggi…

aegyptian Museum archAttraversare il mondo Inglese è stato, come in altri casi, coinvolgente come un ritorno sui passi della memoria, alla scoperta di nuove realtà o di agganci a realtà già conosciute. Da Bloomsbury e tutta la zona dei grandi Musei Londinesi a Bath, Lyme Regis, alla Cornovaglia, a Chesil Beach con Mc Ewan, a Brighton e, nello Yorkshire che amo.

  

Tensioni

1lyrabsL’ultima parte di Strane Creature (circa 100 pagine) l’ho vissuta con minore partecipazione e il cammino verso la conclusione ha perso parte della grande tensione emotiva delle pagine precedenti.

Tensione nutrita non già da eventi misteriosi, ma dai comportamenti dei personaggi e dalla partecipazione del lettore alle loro scelte. In questo Chevalier è stata brava e mostra di aver imparato bene la lezione di Jane Austen.

 

Credits

Le foto con didascalia   e Lyme con Arcobaleno sono una gentile concessione del Professor  Ian  West, 2008. Lyme Regis to Charmouth: Geology of the Wessex Coast (Jurassic Coast, Dorset and East Devon World Heritage Site). Internet field guide. National Oceanography Centre, Southampton University.  Version: 19th May 2008.

Leggi anche l’articolo di Rina Brundu Donne che hanno fatto la storia della Scienza: la paleontologa MARY ANNING

K. Hosseini-Il Cacciatore di Aquiloni

Lettera ai miei cari

20 Ottobre 2007

soli e aquiloni 001Il Cacciatore di Aquiloni. Ne avevo sentito parlare. Mi ha catturato in libreria il  meraviglioso rosso (torna questo magico colore nelle mie scelte…)

L’ho afferrato, l’ho iniziato, l’ho divorato e, alla fine, oggi, rimpiango che sia finito. Porto con me però le profonde emozioni, il dolore e il piacere intrecciati in  eterna contraddizione.

the Kite runner

Vorrei farvelo leggere. Vorrei che tutti voi, ora  o domani,  foste assaliti dalla voglia di leggerlo. Sento il desiderio di portarlo con me a Londra. Il contatto fisico con la carta vissuta di lettura mi  aiuterà a sentire anche tra le dita le sensazioni forti che le parole hanno provocato in me. Oggi mi sento più ricca.

Dal risvolto di copertina: 

“ Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a inseguirlo e a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui il suo amico Hassan-il ragazzo dal viso di bambola, il cacciatore di aquiloni- è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve partire, per tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza…”

T. Ford-A Single Man-Un grande libro per un bellissimo film

 Angeli o Demoni? 

                               

 A Single Man, Tom Ford (2009)

Ambientato a Los Angeles nei primi, tormentati anni sessanta, con una crisi internazionale in pieno sviluppo  Cuba), A Single Man narra la storia di George Falconer, un professore universitario inglese di 52 anni [Colin Firth], che fatica a trovare un senso alla propria vita dopo la morte del compagno Jim [Matthew Goode]. George vive nel passato e non riesce a vedere il suo futuro. Nell’arco di una giornata, in cui una serie di eventi e incontri lo porta a decidere se la vita dopo Jim abbia un senso oppure no, George trova conforto nella sua più cara amica, Charley [Julianne Moore], una splendida 48enne, anche lei alle prese col suo futuro. Un giovane studente di George, Kenny [Nicholas Hoult], diventa una specie di angelo custode del prof…

 

Il Film trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood, A Single man, Einaudi 1964. Alcune differenze sono evidenti, ma entrambi sviluppano in modo totalmente coinvolgente e profondo la crisi esistenziale non di un solo uomo, ma dell’essere umano di fronte a se stesso e alle proprie debolezze e ai propri sentimenti. 

Kenny è l’angelo della storia, bello, morbido nel suo pullover d’angora bianco che rivela la ricchezza del suo background. Alto, filiforme, occhi di un azzurro intenso, pieno di parole e di verità non verità, pieno di attenzione e cura. Obbliga lo spettatore cinico e incrostato dal tempo e dalle stupide immagini superficiali sui giovani d’oggi, a spostare il suo sguardo sulla intensità di percezione, ingenua e maliziosa allo stesso tempo che solo i giovani possono avere, sull’intelligenza emotiva, al primo impatto non evidente, di chi, per la sua bellezza, per i clichè che si porta addosso “letteralmente parlando”, per le giovani ragazze, belle e disinvolte di cui si circonda (ma anch’esse con sguardo dubbioso.) E’ bellissimo il dialogo tra professore e studente sull’apparire e sull’essere veramente. Kenny tallona il prof, per tutta la giornata, lo ha visto diverso a lezione, perso nel suo mondo di dolore, sofferenza intima e nei suoi progetti di morte, alimentati dal demone che è in lui e di cui non riesce a liberarsi. Tutti i personaggi comunque gli stanno vicini e nello sguardo di tutti, nonostante ciascuno colga l’occasione per buttar fuori anche le proprie debolezze, si legge amore, attenzione, preoccupazione desiderio di aiutare un uomo in grande sofferenza. Il piano finale, quello di togliersi la vita dopo la morte accidentale del suo grande amore Jim, fallisce, ma solo nella modalità di esecuzione, un altro angelo, il suo cuore o il bacio di Jim che gli appare negli ultimi istanti prima di morire, gli viene in aiuto e lui si lascia andare ad esso e muore dopo aver ritrovato un minimo di equilibrio, grazie anche alla notte di conversazione e condivisione con il giovane, bellissimo ed empatico Kenny che fa intravvedere a George (un superlativo Colin Firth, doppiato magistralmente in Italiano da Massimo Lopez) la trasformazione nel suo rapporto con gli studenti. La sua visione di questa massa in movimento ondeggiante e senza riferimenti, assume con Kenny un volto nuovo, più ricco ed interessante. Se fosse sopravvissuto all’infarto sarebbe tornato ad essere un professore migliore, con uno sguardo ancor più ampio di quanto fosse prima, e ancor più attento e disponibile al vero ascolto.

Breve la parte di Charlie, (Julienne Moore), ma quanta vita nel suo viso, nella sua pelle lentigginosa, nel suo trucco carico e visibile così come vorrebbe essere lei: una fiamma lussureggiante che da e prende vita. Eppure si rassegna dopo un ennesimo tentativo di fare l’amore con George, si rassegna perché lo ama profondamente, di un amore che va oltre, seppure inglobandolo, l’attrazione sessuale impellente. Si rassegna e si rinvigorisce nella sua ricerca di felicità e di senso. La stessa ricerca che colora tutto il film..

Estetica e vita: ciò che appare è. E Oscar Wilde è il faro. Case bellissime, ma non impossibili. Jim e George vivevano insieme in una specie di rifugio da giungla urbana: tanto legno, calore morbido; vetro, freddo, ma trasparente, che piace di più a Jim, solare nel suo sorriso e nelle sue decisioni di vita, piace meno a George, meno avvezzo alle trasparenze. Per sua stessa scelta professionale, l’insegnamento, è un pò abituato ad una certa ambiguità, ad un continuo sdoppiamento, anche se lui non avverte o non vuole accettare questa sua intima essenza e a Kenny, nella notte fatale, su sollecitazione dello studente, conferma con convinzione,” Io sono ciò che sembro” e dunque trasparente…

Estetica: magia totale nel film, elegante, ma  con Tom Ford “sa va sans dire”… non ostentato, non ammiccante e morboso. Eppure, come può un prof, sebbene americano, famoso e in un college di un certo rilievo, permettersi un look così “fashion”? Anche in questo è Tom che detta legge e rompe i canoni del professore in giacca di tweed (George è Inglese) o del professore più alternativo in tuta o camicia a quadri, informale per essere come i suoi studenti. George, no, George vuole marcare la differenza…

Flashback non invadenti e non improvvisi: si scivola dentro di essi con morbidezza e naturalità: Il primo incontro alla taverna, con un Jim in divisa bianca da uomo di mare…bello come il sole, ma anche George fa la sua parte, forse appare anche più forte e determinato, tuttavia, è Jim che prende l’iniziativa o, meglio ancora, la prendono i due sguardi, che si incrociano e subito cominciano a dialogare…

Un posto a sé riveste l’acqua. Jane Campion e il suo The Piano hanno fatto scuola. Acqua sotto forma di neve immacolata sopra il corpo sanguinante di Jim. Acqua-pioggia durante il loro primo incontro e acqua come vita e, forse come ricerca di morte, nel bagno notturno con Kenny.

Luce, luce d’oro, bosforiana, nell’incontro casuale con Carlos, bello e irresistibile. Tutti belli questi ragazzi, ripresi in pose plastiche da modello, ma Tom è un maestro di queste visioni. Luce bianco-sabbia nel canyon, luci soffuse all’interno delle case, ma abbaglianti negli esterni. Famiglie rumorose, felici, curiose, infelici, ficcanaso… tutto nella norma di una città americana anni 60, macchine di una bellezza e pulizia sfolgoranti, interni in radica, modanature d’acciaio, vetri che si abbassano a manovella, verdi intensi color bosco sferzato dalla luce d’autunno.

Tutto nella normalità, anche il dolore incontenibile di George ed in questa normalità, descritta con una matita angelica, quasi divina, accompagnata da un ritmo musicale dolce, profondo intenso e doloroso, rotto solo dal twist-shake spensierato con Charlie, lo spettatore riesce a calarsi totalmente e a condividere con George e con i suoi angeli e demoni l’atmosfera carica di passione, sensualità e trascendenza.

L’adattamento cinematografico, sceneggiato peraltro dallo stesso Ford, dell’omonimo romanzo di Isherwood fa accadere qualcosa di inaspettato. Accade che, dopo aver visto questo film, venga impellente la voglia di leggere il libro, in lingua originale, con la certezza di ritrovare, magari amplificate e approfondite, le stesse emozioni, la stessa determinata lotta interiore di George. Ford sottopone il personaggio e i personaggi ad una introspezione psicologica da romanzo di rango e produce sullo spettatore una reazione che spesso si prova di fronte ad un capolavoro letterario.

 

 

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