• Mondo Fuori

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    L'Ambasciatore torna in Egitto. Pratica chiusa? Mai. Coraggio mamma Paola e papà Claudio, continuiamo ad esservi accanto.

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • 22 Aprile-Giornata Internazionale della Terra 2017

    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

  • 25 Aprile 2016- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

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    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • Sabato 25 e Domenica 26 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

    Scopri i luoghi da visitare...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 8 Marzo 2017- Donne in Marcia

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  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

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    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

    I Compiti fanno male! Pubblicato da NARCISSUS, è disponibile su AMAZON, GPLAY, ITUNES

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F. Guccini, L. Macchiavelli- Malastagione. Il cinghiale dal piede in bocca apre le danze…

Malastagione 1Finisco di leggere Malastagione di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, in “una tranquilla domenica di metà settembre”( cap. XXXVII).

L’esperimento di scrittura a quattro mani è riuscito. Anche se mi chiedo come si faccia a scrivere una storia gialla a più mani: chi scrive cosa? Uno butta sul piatto l’idea e l’altro la traduce in discorso? Uno fa poesia sull’ambientazione ripercorrendo i suoi monti, gli animali, le atmosfere da Purgatorio e Paradiso, mentre l’altro la traduce in discorso narrativo? Recuperano Insieme i personaggi tipici del posto e quelli che hanno già nel loro bagaglio letterario (l’ispettore Sarti di Macchiavelli)? Forse a tutte queste domande risponderei “sì, è proprio così”. Comunque, basta leggere le interviste degli autori per capire meglio la “procedura”. Fatto sta che il risultato è molto gradevole. Ed è compagno piacevole in queste ore, a volte malinconiche, di fine estate in pianura.

poianaE sì, piedi mozzati in luoghi molto strani, due cadaveri, botte in testa e sparizioni richiedono un’indagine accurata. L’ispettore della forestale Marco Gherardini, detto Poiana (come suo padre e suo nonno) si trova coinvolto in una storiaccia di quelle “complicate e difficili da raccontare”, in cui ti imbatti in ragazze un po’ fuori di testa, immobiliaristi senza scrupoli, carabinieri antipatici, personaggi della montagna rudi ma generosi, un pizzico di bravi lavoratori extracomunitari, persino laureati. Marocchini, tunisini, tanto sempre Marocco sono!

PavanaUna storia in cui incontri la maliarda di turno che scatena la gelosia e la vendetta del rozzo costruttore, i prestanome, le due vedove scontrose, i vivai di gamberetti elettrificati, l’incendio doloso. Insomma di carne al fuoco ce n’è anche troppa. Ma l’abilità degli autori alleggerisce il tutto rendendo il piatto gustoso, come il cibo di montagna, ingrediente irrinunciabile: vino buono, cibo sano e ricottine di capra che già mi sembra di assaporarle.

Tutto questo ben di Dio lo trovi in un paese dell’appennino Tosco-Emiliano che ti fa venir voglia di andarci a respirare un po’ di aria buona, sperando però che non ci viva il Gherardini e, soprattutto sperando di non incontrare il cinghialone dal piede in bocca!

Epifanie vegetali

Orwell aspidistraQualche flashback personale: leggo dell’aspidistra e non posso non tornare al meraviglioso corso monografico su George Orwell del mio primo anno di Università e al musicale titolo Keep the aspidistra flying, che parla di una pianta (che mi piace molto)  simbolo di una middle-class ottusa e con lo sguardo rivolto all’indietro.

tnfrass6E poi arriva il flash sull’ Ornello, tipo di frassino dal quale deriverebbe il mio nome. Quando mia madre disse basta e lo scelse per protesta contro tutte le litanie di nonni morti da “rallevare”. Quando  la mia dolce nonnina reagì gridando velenosa:

“ Ornella? puah, dai alla bambina il nome di un albero che cresce dalle mie parti…”

Pensa come cambiano i tempi! Nel libro abbiamo un’elfa dei boschi che chiama sua figlia Fiorellino. (Ultimo  flash inevitabile: Buonanotte, Buonanotte, Fiorellino…di Chicco De Gregori)

Apparenza e sostanza

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Villino-Cimarosa o Casa delle Streghe-Avezzano

L’immagine dal libro che mi affascina più di tutte è l’intrigante Ca’ Storta. Vuoi vedere che tutto quello che sembra dritto è storto e quello che è palesemente storto è invece dritto e giusto?

Semplice: leggi il libro e lo scoprirai!

E con questo, insieme al Marco forestale acuto, diciamo arrivederci all’estate:

 

“Gherardini guardò il cielo, scuro per alcune nubi che la luna faceva quasi viola e disse: “L’estate se n’è andata”…

E a me  resta la sensazione piacevole di averla chiusa tra le pagine “rinfrescanti” di Guccini e Macchiavelli.

Evento a Siviglia: Bienvenidos a Jnane Aztout", mostra foto-poetica di Stefania Scamardi

FOTO-POÉTICA EXPO

Rehabilitación Integral del Barrio de Jnane Aztout.

Larache, Marruecos. 2005-2013

Stefania Scamardi-hercules-a32

qui il sito   con i dettagli su FOTO-POÉTICA EXPO


La Mostra itinerante: DOVE E QUANDO

clip_image002La mostra itinerante, “Bienvenidos a Jnane Aztout” allestita da Stefania Scamardi è il prodotto conclusivo, o se volete, il porto di approdo di un lungo progetto-viaggio, iniziato alla Facoltà di Architettura dell’Università di Siviglia, approdato  in Marocco, a Jnane Aztout  e rientrato, con la mostra conclusiva, nella stupenda città Andalusa.

Ricco di implicazioni artistiche, ambientali e sociali il progetto è diventato un modello di riferimento di una ricerca-azione che parte dalla persona come fulcro da cui prendono le mosse tutte le attività del programma, calate nell’ habitat   autentico dei protagonisti che,  nel confronto con altre realtà, si  arricchiscono   di nuova consapevolezza e  crescita sociale e individuale.

CICUS_SivigliaL’inaugurazione della mostra è prevista a Siviglia, presso il CICUS  (Centro di  Iniziative Culturali dell’Università di Siviglia) dal 26 Febbraio  al 7 Marzo 2014.

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Viviamo in un  mondo che  diventa sempre più piccolo, giorno dopo giorno.

E dunque chi di noi avesse la fortuna di trovarsi a Siviglia nel periodo della mostra, pianifichi una visita al CICUS, in pieno centro città, per ammirare le splendide fotografie di Scamardi e per ripercorrere, attraverso di esse, il meraviglioso viaggio nell’esperienza umana e civile fatto dal team di ricerca e soprattutto dagli abitanti delle città esplorate: donne, bambini, vecchi e giovani, tutti coinvolti entusiasticamente nel Viaggio…

Comunicato stampa dicabblog

US Por el Desarollo

dell’Università di Siviglia

“Exposición foto-poética itinerante  “Bienvenidos a Jnane Aztout” de Stefania Scamardi Fortuna (Grupo Hábitat y Desarrollo / Oficina de Cooperación / CICUS) – Del 26 de febrero al 6 de marzo de 2014-

Ocho años de trabajo de rehabilitación integral del barrio de chabolas marroquí de Jnane Aztout en Larache, pusieron punto y final el pasado año 2013. Esteban de Manuel, profesor titular de la Universidad de Sevilla y miembro eje de este proyecto de cooperación que involucra a instituciones andaluzas y marroquíes, sugirió la idea de realizar una exposición fotográfica pedagógica que difundiera los logros y los resultados del trabajo realizado.

SScamardi_autoritratto_in_mantillaLas imágenes de Stefania Scamardi Fortuna, arquitecta y fotógrafa italiana, protagonizarán la exposición “Bienvenidos a Jnane Aztout” haciendo realidad la idea de Esteban de Manuel. Stefania realizó un seguimiento fotográfico del proyecto, y a través de su exposición pretende ofrecer un acercamiento sensible a la memoria histórica y al presente del barrio, a sus procesos y productos, a los espacios públicos y privados, de consenso y cuidado que se han ido creando en los últimos 9 años.

La obra fotográfica estará acompañada de la lírica de diferentes poetas y escritores invitados, que abrirán nuevas perspectivas de interpretación del proyecto con relatos breves y pequeños poemas…read more

Earth Day 22 Aprile 2012-Giornata Internazionale della Terra

Mobilitiamo il Pianeta!

Non è solo uno slogan, ma un invito avvolgente a fare sempre di più e di meglio per la nostra grande madre terra. Possiamo e dobbiamo farlo.

 

 

 

 

Numerosissime le manifestazioni culturale e gli eventi di vario genere in tutti i paesi del mondo. In Italia, tra gli altri il grande concerto di Napoli.

 

 

 

 

La Stampa, orgogliosamente, ci  informa su come il quotidiano torinese si prende cura del pianeta.

I.Allende-Il quaderno di Maya

il quaderno di MayaSuccede spesso, quando esce un nuovo romanzo di cui non si è  letta alcuna recensione, di  “comprarne” l’autore. È successo anche con  Il quaderno di Maya di Isabel Allende.  

Il titolo ha aggiunto desiderio a desiderio. Il nome della protagonista evoca civiltà antiche e magiche, l’oggetto evoca  momenti di intimità e solitudine creativa di fronte ai propri sentimenti e alle proprie esperienze. La copertina (Ana Juan 2011) cattura lo sguardo chiaro ed inquietante e le labbra  “di Maya”, quasi in un sorriso ambiguo e innocente allo stesso tempo.

Le aspettative di lettura  sono legate alle altre storie narrate da questa scrittrice. E ti aspetti allora gli ingredienti noti: magia, donne, paesaggi esotici, un pizzico di politica e di  storia civile e una scelta di parole e connessioni  coinvolgenti. Procedi, invece, con la lettura del libro in modo un po’ dubbioso perché ti sembra di non ritrovare subito  quello che stai cercando.

SeattlepiTi colpiscono altre cose, come l’alternanza delle Americhe di Isabel e Maya. La mescolanza di colori, di pelle, di paesaggi e di vita ti evoca sapienti scelte editoriali più che attenzione convinta alla multiculturalità.

Balza davanti agli occhi il classico canovaccio del telefilm americano di moda, dove trovi il Bianco, il Nero, l’Ispanico, l’Asiatico che, tutti insieme, lavorano  nel distretto di polizia o nell’ufficio  legale di turno… Tutto  sembra molto politically and publishingly correct.

Emerge tuttavia l’anima vera di Isabelle Allende  quando parla di donne: adolescenti, mature, vecchie, dei loro problemi, delle loro lotte strenue per affermare la propria dignità di persone. Donne malate in lotta con il cancro, rifiutate da compagni vigliacchi che non sanno gestire un rapporto  nuovo, in qualche modo  condizionato dalla malattia.

Donne, donne, donne. Un nuovo romanzo tra il noir e il romanzo di formazione? Si, visto con gli occhi una scrittrice donna che racconta Donne, da Nini a Maya a Blanca, ad  Azucena ed  Edwige vittime di tragiche consuetudini familiari e sociali dure a morire. La madre Svedese, con il cognome di un animale… Otter la lontra e l’ ’abbandono.

Dmercado a Castro Chiloèoña Lucinda, artigiana diventata piccola, piccola nella cassa da morto.   Bella l’idea delle “Streghe buone” in riunione nella grotta segreta o delle Vedove per Gesù che curano dalle dipendenza.

 Maya vive nell’arco di pochi mesi    tutto ciò che di  malefico può  accadere nella vita di una giovane femmina. La vita disordinata e tragica, violenta e disperata di Maya  mi fa venire subito alla mente Lisbeth Salander di Stieg Larsson, anche nella peculiarità  dei suoi tratti  fisici. Maya è  l’adolescente-giovane donna che nella scrittura  cerca di  “filtrare” la problematicità delle esperienze negative.

Ma incontra anche l’amore  la passione… C’è letteratura, cultura, poesia (nel romanzo compaiono grandi figure del passato culturale, come Leonardo, Galileo, Lawrence e le sue poesie d’amore,  Darwin).

welcome to Las VegasStrapieno di riferimenti anche geografici accattivanti: l’America di Berkeley, i boschi dell’Oregon, la corruzione di Las Vegas, la modernità rassicurante di Seattle, gli psichiatri  statunitensi, gruppo sociale  necessario alla vita dei moderni americani e altrettanto  inutile a Chiloè Sud del Sud, il magico Cile con  l’isola magica  e i suoi  riti  turistici. 

 

 

quaderni

L’idea del quaderno ripropone l’ enfasi sulla scrittura “salvifica”, quella che aiuta a superare i momenti di  solitudine e di depressione  e di recupero  dalle malattie del corpo e dell’anima.

Santiago (Cile)La storia  racconta momenti forti nella vita dei protagonisti e del Cile: il colpo di stato  dell’ 11 settembre 1973(numero  ricorrente nella storia delle catastrofi umanitarie). I luoghi della tortura, Villa Grimaldi. I ricordi/incubi, le rimozioni di Manuel. Manuel e Felipe Vidal prigionieri  degli aguzzini …

“Il pretesto erano i depositi di armi [mi ricorda  le Mass Destruction Weapons in IRAQ] che, si ipotizzava, il governo Allende avesse consegnato al popolo, ma visto che erano passati dei mesi e non si  era trovato nulla, ornai nessuno credeva più all’esistenza degli immaginari arsenali […] Il terrore paralizzò la gente, fu il mezzo più efficace per imporre…”

Gli uomini della storia sono  spesso portatori di violenza, eccetto il buon Popo maestoso, elevato  nel corpo e nell’immaginario di Maya. Il poliziotto corrotto, Joe Martin e il cinese, Brandon pazzoide. Quel Roy Fedgewick primo passo verso il degrado di Maya, il vecchio cileno  ubriaco, violento  padre-padrone.. Uomini forti o fragili come, il  disastrato Freddy, Felipe Vidal,  Manuel  e le sue fragilità, il padre di Maya, playboy incallito non privo di  debolezze e precarietà, Lionel Schnake, ricco  super conservatore dai “buoni” sentimenti…che non sa dire di no a sua figlia Blanca…La famiglia di psichiatri  americani con Daniel, primo grande amore di Maya.  Buoni, cattivi, deboli, forti. Il confine tra queste qualità appare  spesso sfocato.

 Alla fine del libro si apre uno squarcio di luce nel cielo e il cammino di Maya sembra popolarsi  di  buone prospettive di vita.

 Isabel racconta il libro:

Il 150°anniversario-chiudere in bellezza…

Affascinante viaggio nella Certosa di San Lorenzo  

17 Marzo 2012, si chiude l’anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Torniamo dalla Sicilia e  su suggerimento del cugino architetto, decidiamo di fermarci a Padula, anche per spezzare il lunghissimo viaggio attraverso la lunga Calabria, su, su fino al Nord.

Meraviglia delle meraviglie:  lo “sbadiglio della finestra”, come  canta Modugno in Vecchio Frac, dell’Hotel  Certosa (consigliatissimo!) apre alla magnifica Certosa di San Lorenzo. Sventolano sul portale di ingresso le bandiere Italiana ed Europea. Il sole comincia a baciare il monumento. Quale migliore visione per chiudere degnamente il 150° dell’Unità di’Italia? Una visita di bellezza stratosferica, all’interno di un gioiello italiano e universale.

Colpisce subito la cortesia discreta, ma attenta, degli addetti. Non giovani, in un posto dove decine di ragazzi potrebbero invece lavorare con soddisfazione, tra bellezza e cultura. Colpiscono i “vuoti”, frutto di rapine storiche attraverso i secoli di occupanti assetati di bellezza a costo zero. Colpisce l’utilizzo di queste sale, uno per tutti che stravolge: campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale… Colpiscono i “pieni” di raffinatezza, precisione, armonia e qualità dei materiali che caratterizzano sale, mobili, giardini, scale.

la scala per Biblioteca

Due scale da sogno, quella elicoidale quasi

Il Salone

magica, che porta su verso la Biblioteca, oggi chiusa al pubblico e “depredata”(conteneva circa 20.000 volumi, oggi ne sono rimasti, forse, 2.000); l’altra di ispirazione Vanvitelliana, sontuosa e solenne, offre l’affaccio sul parco silenzioso e mistico.

Un museo raccolto esalta la quantità e la qualità dei corredi funerari esposti. Che splendore! Che stupore! Vasellame dal quale non si riesce a staccare gli occhi…

Colpisce la scarsa promozione di questo gioiello. Il gestore del piccolo bar all’esterno ci racconta le peripezie vissute per avere un appoggio dal Comune, Regione, Ministero dei Beni Culturali. Triste constatare, ancora una volta, come vengano sprecate risorse preziose per il nostro paese, per la cultura, per l’occupazione dei tanto citati “gggiovani…”

When François Lenormant, professor of archaeology at the National Library of Paris in 1883,  visited the Chartreuse of Padula  on his journey through Southern Italy, he wrote:

“I went to sit in the Great Cloister. There were many clouds, driven by a violent wind, passing swiftly in front of the full moon producing continuous sudden changes that ranged from profound darkness to brilliant light. There is nothing more enchanting than the effect of these drops of nocturnal light which at times reveal the architecture in all its extraordinary purity down to the smallest detail, and at times conceal it completely. These sudden changes in light seemed to conjure up white phantoms in the depths of the porticos as though the ghosts of the old inhabitants of the monastery had risen, as was their custom, to celebrate night office. I would willingly have stayed until dawn… but tiredness was the stronger. Sleep overcame me and I had to return to my cell where I immediately slept… despite the intense cold and the wind which swept in freely through the glassless windows “.

Dopo queste significative parole, le mie non riescono ad esprimere ulteriori sentimenti ed emozioni provate.

La piccola galleria di affascinailtuocuore forse riesce a comunicare qualcosa in più.

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Eventi alla Certosa

J. Franzen-FREEDOM

Leggere FREEDOM, di Jonathan Franzen  è come guidare per lunghi giorni e notti, tra luci e ombre, sfumature, tagli di luce e battiti d’ali, attraverso l’America. Non un coast to coast, ma un soul to soul, alla ricerca della libertà.

Storia e storie di una famiglia del Midwest, Walter e Patty, Jessica e Joey Burglund. Storia di una società ancora sotto shock per l’11/9. Temi enormi nelle mani di queste piccole grandi persone: il sovrappopolamento l’ambiente, la crisi energetica, il ritorno al carbone, le guerre per il combustibile.

Il passerotto blù

E poi lui, il piccolo warbler-passerotto blu, simbolo indifeso di una specie in via di estinzione. Chi rappresenta? Walter? Patty? Lalitha? L’ingenuità dell’individuo e della società?

Il diario di Patty

Molto coerente con i bisogni dello scrittore e del lettore moderno è l’uso del diario come strumento di autoanalisi ed esplorazione di sé, ma anche come elemento rivelatore di verità, nascoste per tanti anni, tra le sue pagine. Chi lo divulga, perché? E’ Patty, inquietante ed enigmatica “desperate housewife” che lo scrive. Le altre donne, un mondo femminile complesso quello rappresentato da Franzen, sono tutte inquietanti: amiche, nuore, vicine di casa, mamme, figlie…

La Libertà

Il valore simbolico del titolo, così  minimalista, così ampio e indefinito è tuttavia  stracolmo di  significati e valori. Cosa è la libertà? Libertà di cosa? Pensare, agire? Combattere? Stare soli, abbandonarsi all’amore e ai sentimenti? Libertà di  viversi  fino in fondo la casa al lago, dove accadono eventi fondamentali nella vita dei protagonisti? Questa casa mi riporta verso  quella di Barney  (Richler), dove ha luogo l’evento tragico, catalizzatore della storia.

La parola libertà e libero tornano molte volte nel libro. O si è troppo liberi o non lo si è affatto o si è alla ricerca della libertà. Quello che emerge alla fine è che ognuno è alla ricerca di una sua libertà di… e del suo contrario, fino a vivere esperienze in cui i due opposti si incontrano e si sovrappongono. “use well your liberty”(p.195), così c’è scritto sulla pietra di fronte al college di Jessica, e Patty, in visita, ne è impressionata…

Gli anti-eroi

Un’epopea! E tuttavia i personaggi sono tutti anti-eroi, fragili, problematici, anche l’eroe buono Walter e la sua temibile “rabbia del buono compressa” e Richard, il bello e dannato che travolge ogni donna. Fragili perché ingabbiati, Tutti anelanti ad una libertà totale che ancora non riescono a definire. La libertà di decidere, massima aspirazione delle loro vite complesse.

Personaggi tragici in fondo, percorsi tutti da delusioni più o meno cocenti, ma comunque delusioni. Su tutto svetta “La maestà dei lunghi matrimoni…” inossidabili, perfetti, eppure così fragili alle fondamenta. Se ne rendono conto Patty e Walter. “The quiet majesty of long marriages…”(350)

La musica

È la musica di Richard e quella della natura attraverso  il canto degli uccellini e lo stormire delle fronde. La musica dello stile. Sentite la sonorità di questo periodo:

“She visited Georgetown for one afternoon, on a pretty blue fall Saturday, when a Minnesotan wind was tossing the turning trees, and said, yeah, OK, I can do this…”(198).

Ron Charles del Washington Post dice di Franzen:

“An extraordinary stylist. In dialogue that conveys each palpitation of the heart, every wince of the conscience… Franzen conveys his psychological acuity”

Il romanzo

Un romanzo doloroso: 597 pagine fitte fitte in Inglese, che sono strafelice di aver letto e assaporato  a ritmo lento, rispecchiandomi a tratti nelle vicende di alcuni protagonisti. I titoli delle varie sezioni attraversate in questo lungo e intenso viaggio, sintetizzano efficacemente, più che il contenuto oceanico, la filosofia di questa ricerca di Libertà:

Good neighbors

Mistakes were made…Autobiography of Patty Burglund…

2004

Mountain top removal

The nice man’s anger

Enough already

Bad news

The fiend of Washington

Mistakes were made…Conclusion..to the reader

Canterbridge

L’ultima sezione Canterbridge estates lake merita un discorso a parte. Qui l’ironia amara raggiunge quasi vette terrificanti, alla Poe. Bobby the cat con la sua precious freedom, mostro tra i mostri felini, azzanna e decapita i poveri uccellini indifesi, vittime della loro vita libera e ingenua. Bobby the cat va eliminato! Ma quello che Walter riesce a fare, terribile comunque, è lasciarlo in custodia ad un rifugio pubblico sapendo che fine potrebbe fare… Meglio delegare che macchiarsi del sangue innocente di un animale, sebbene della razza più odiata: i gatti opportunisti. Eppure lui e Bobby si assomigliano in un certo senso…

Un tappeto prezioso

Bello, intenso, ben narrato. Tra le pagine sfogliate prende vita il battito d’ali del warbler ceruleo. E canta la carta con le parole che danzano al ritmo del suo fischio. Franzen mi accompagna magistralmente verso la conclusione. Gli ultimi due capitoli sembrano le operazioni finali della tessitura di un tappeto prezioso. Gli ultimi nodi vengono fissati, le dita sono forse un po’ doloranti, il lavoro è stato molto impegnativo, ma alla fine il risultato è perfetto! Non mancano neanche questa volta calde lacrime di empatia.

Cosa ne pensano  “gli esperti”

“A masterpiece. Like all great novels Freedom does not tell just an engrossing story. It illuminates, through the steady radiance of its author profound moral intelligence, the world we thought we knew” Sam Tanenhaus, New York Times

 “A great novel about America. Rarely has the land of the free been scrutinesed with such a sharp but loving eye” Robert Douglas-Fairhurst Daily Telegraph, Books of the Year

“Without question Freedom is a book that grabs hold of you.[…]Franzen’s skills as a writer are on giddy and unapologetic display: his superb facility for writing dialogue; his willingness to be shockingly entertainingly dirty on matters of sex; and his terrific and terrifying sense of humour. I was completely absorbed” Curtis Sittenfeld, Observer

  Incontro con l’autore

“Scrittore socialista negli Stati Uniti d’America”

 Antonio Monda intervista Jonathan Franzen (La Repubblica-Settembre 2010). Ne riporto uno stralcio significativo con riferimenti letterari di pregio:

“Lo sguardo ironico e cupo, l’ambientazione del Midwest, e la scelta di raccontare una famiglia caratterizzata da personaggi fragili e depressi ripercorrono gli stessi itinerari del libro che gli ha dato la fama, ma abbondano riferimenti inediti e sorprendenti: le saghe squisitamente americane di Updike, il senso di virile spaesamento degli eroi di DeLillo, il legame inesorabile tra vicende insignificanti ed un senso dell’esistente che rimane sempre grandioso, come in Pynchon. E addirittura Guerra e Pace, citato esplicitamente, dal quale Franzen rimodella a modo suo un triangolo amoroso simile a quello tra Natasha, Pierre e il principe Andrej. Il tutto dominato da un senso doloroso dell’assurdo, che ricorda l’approccio esistenziale di David Foster Wallace, di cui Franzen è stato intimo amico e rivale…leggi qui  tutta l’intervista

S.Dandini-Dai diamanti non nasce niente…La coltivazione della vita

 

dai diamanti non nasce niente

S.Dandini

Dai diamanti non nasce niente…

Rizzoli 2011

 

 

 Quante volte ho letto di giardini e di giardinieri nei romanzi studiati e amati …Eppure Serena mi fa scoprire un punto di vista diverso, interno alla storia delle piante, e semplice. Una semplicità ricca che non è mai banalità, neanche quando introduce squarci di vita e osservazioni che fanno parte della quotidianità.

E fa risvegliare acuto il desiderio del viaggio… Di fatto, molti dei suoi sono viaggi veri, vissuti in prima persona, molti altri sono viaggi virtuali, sui libri, nei siti in cui ha scoperto le meraviglie di questa o quella pianta. Peccati veniali i suoi piccoli “furti” di rametti da portare con religione a casa, da qualunque luogo, e piantare in giardino o in terrazza, spiando continuamente l’esito del “trasloco”. Attecchisce? Cresce? Non cresce? Muore?

Molto interessante tutto il discorso del Terzo Paesaggio…

E mi piacciono i riferimenti letterari. Molti mi appartengono, da Vita Sackville West a Virginia Woolf nella “stanza tutta per sé” in fondo al giardino, con il bellissimo  incipit di Mrs Dalloway sui fiori da acquistare per la sua festa di  compleanno.

E ci sono tanti poeti, pittori e storie di colori.(Il volume stesso è felicemente colorato!) Torna l’IKB (International Klein Blue) di Klein già incontrato ne L’Apprendista Fiammingo di Kastner;

Affiora dalla mia memoria il Northumberland con tutto il suo mondo antico da scoprire, profumato e colorato di Daffodils ed  erica delle Moors. Eppure troviamo lì, l’inquietante  Alnwick Garden, popolato  di… piante velenose, setting   ideale delle storie di Harry Potter

Serena descrive il tripudio delle piante messicane e scopre, stupita, il festoso culto dei morti messicano e i “teschietti dolci”per colazione. L’episodio mi fa tornare con la mente in Sicilia, a Messina, per riviviere il mio stupore quando nei caldi-quasi-estivi giorni di Novembre dedicati ai morti sento per la prima volta  parlare di morticini per la bambina. Mi preoccupo e dico: “ma cosa è questa roba?” I morti sono con noi, vigilano su di noi e ci portano dei doni  nel giorno della loro festa. E appaiono biscotti a forma di ossa, del loro stesso pallido colore e duri come la pietra, da far trovare ai bambini la mattina del 2 Novembre sotto al letto, in un vassoietto arricchito dalla colorata frutta di martorana, come se fosse la Befana. Doni per ridere, gioire ed esorcizzare la paura della morte!

Le rotonde, che incubo! Come una specie d’infestante che galoppa e galoppa. Non è l’erbaccia che, tuttavia, Serena ama e che in fondo contribuisce a creare un senso di natura primitiva e selvaggia, è invece un’infestante di cemento, poster pubblicitario per vivai!

Tutto bello, tutto sempre fresco, ma quando una mamma con carrozzina e bebè deve attraversare si perde e non sa cosa fare. Si appiccica al bordo del fiore di cemento, spaurita finché qualche anima pia la lascia passare…Freno e penso a Serena! Una delle cose che mi ha sempre  colpito nelle rotonde  cittadine è proprio l’assenza di un punto di attraversamento sicuro.

Parlo con le piante (ma siamo in tante!) E mia madre, come quella di Serena, di mattina toglieva le foglioline secche ai suoi gerani, dava loro da bere (solo un po’) e la giornata iniziava bene.

Le lumache! Come liberarsene? Farle divertire, anche loro, con una bella ubriacatura di birra lasciata lì, con noncuranza. A loro piace, ma non sanno che è la sbornia della vita…o della morte (loro!)

Piante, piante, piante, tante da far invidia, da pensare “come è squallido il mio giardino!” Anche se cerco di curare al meglio  quelle piccole preziose creature che ho messo a dimora lì…

Storie di piante (Quanti indirizzi importanti ho scoperto!), di film, di romanzi, di canzoni, quadri e poesie, insomma storie di vita di personaggi più o meno famosi,  catturano il lettore e gli permettono di “ascoltar leggendo” le parole di Serena, che ci sembra di  vedere  saltellare, instabile sui suoi  trampoli fantasiosi, da una parte all’altra dello studio di Parla con me, prodiga di gioiosi doni culturali.

Bellissime ed evocative le immagini e i rimandi iconografici in genere.

Apertura (titolo) e chiusura (mappe) con Fabrizio De Andrè danno il tocco magico al libro.

Belle e utili le pagine dei commenti  specialmente per chi come me non può fare a meno di  scriverli sul libro stesso.

 Unico neo, la pesantezza del “tomo”! Perché questo tipo di carta?

 

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