• Mondo Fuori

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Amo l’Europa. Voglio prenderla dal verso giusto…

    cara Europa ti scrivo...ckick&read
  • Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • 3 Ottobre a Lampedusa-Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Libera contro la mafia “Cento passi verso il 21 marzo”

  • 2 Giugno 2018-Festa della Repubblica Italiana

  • Stragi di Maggio: non dimenticheremo.

    G.Falcone: L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.

  • Siria: continuiamo ad essere dentro una guerra insaziabile

    Chi bombarda cosa? Partono impietosi i razzi di USA, Russia, Francia, Regno UInito... immediatamente tutti gli altri si stanno accodando alla magnifica follia dei bellissimi missili Trumpiani! Ma quando , come e con chi ne verremo fuori? ONU batti un colpo di pace, please!

  • 13 Maggio 2018- Festa della Mamma

    festa della mamma 2018-storia di un' assoluzione
  • UN GIORNO, TUTTO QUESTO-Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

    Un giorno tutto questo...Torino 10-14 Maggio 2018

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 25 Aprile 2018- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 22 Aprile-Giornata Internazionale della Terra 2017

    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • Sabato 24 e Domenica 25 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria-Fatti e idee in Il Tempo e la Storia- RAI3

    "È uno dei capitoli più dolorosi della storia del Ventennio fascista: le leggi razziali del 1938, l’antisemitismo che diventa discriminazione, esclusione dalla vita pubblica. Fino alle deportazioni."

  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

    5 Ottobre 2016: con gli insegnanti per una società migliore

  • Retratos Y Amor Propio: storie di creatività fotosociale

    Ritratti di vite e corpi nello sguardo della Fotografa-Architetta Stefania Scamardi

  • Libriamoci a scuola- leggiamo ad alta voce!

    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

    I Compiti fanno male! Pubblicato da NARCISSUS, è disponibile su AMAZON, GPLAY, ITUNES

  • Progetto ‘Il Quotidiano in Classe’

    Per la promozione della lettura dei quotidiani e la lettura in generale nelle scuole superiori Italiane

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Consett Erasmus+ 20 anni dopo-Se una cena con i protagonisti riaccende memorie, realtà e speranze. In allegria.

 

 

A volte si verificano delle “congiunzioni astrali” che generano  buonumore e speranza.  Romina coglie al volo il momento favorevole e lancia su Whatsapp una proposta al gruppo che ha partecipato allo Stage Leonardo LLP (oggi Erasmus +) del 1997 a Consett-UK:

Che ne dite di festeggiare insieme  i 20 anni (poco più) dal fatidico  Stage a Consett?

Dietro la richiesta  ci deve essere stato un gran lavoro di recupero numeri telefonici, contatti, programmi. La risposta arriva  immediata, e positiva. Fissiamo giorno, ora e luogo d’incontro, 30 Novembre ore 19.30, Osteria del Picchio a Selvazzano-Padova.

Ci presentiamo con circospezione, quasi nel timore di non riconoscerci o di rivederci in modo  troppo diverso. Invece, con naturalezza, ci abbracciamo, sorridiamo, ci emozioniamo.

IERI 1998-Stagisti a Consett con prof Ornella

Arrivano tutti. Quei pochi che mancano li contattiamo via Whatsapp. Marco, Expat in Canada, Elsa impegnata con il lavoro, Silvia con il bambino da allattare, Rossella on duty a casa. La reazione è la stessa per tutti, felicità, un pizzico di rammarico per non esserci e un forte desiderio che ci sia una “prossima volta”.

Morena propone un gioco quasi televisivo, da reality… così per riposizionarci: a turno ci ripresentiamo e condividiamo la nostra realtà, i sogni realizzati, le aspettative deluse, i rimpianti (pochi) per il passato, le speranze per il futuro. Tutti, ma proprio tutti, ci riconosciamo  in un’ anima comune Europea che la scuola frequentata, IIS Scalcerle di Padova , e lo stage a Consett hanno alimentato.

OGGI 2018- Stagiste Consett con prof Ornella e Mauro

Da parte nostra, Ornella e Mauro, convinti progettisti Europei, coraggiosamente innovatori, non riusciamo a nascondere la soddisfazione di aver piantato, nel lontano 1994,  i semi di una tale crescita, di vederne oggi  i rigogliosi frutti nella vita e nelle esperienze di questo scoppiettante gruppo di donne e di  immaginare quelli dei  numerosi altri gruppi che hanno vissuto questa esperienza. Molti altri ancora  avranno l’opportunità di sperimentare questo percorso grazie all’Europa, a Erasmus+ e all’Istituto “P.Scalcerle” da sempre all’avanguardia in questo settore.

La serata volge al termine, abbiamo trascorso insieme un paio d’ore in allegria, che resteranno nei nostri cuori. La stagione  pre-natalizia ci ha portato uno splendido dono.

Essere Europei

Cara Europa ti scrivo…

L’emozione di provare cosa significhi essere Europei, cosa implichi la sfida di andare oltre i propri confini territoriali e culturali, per aprirsi a nuove esperienze di formazione e crescita, lascia un segno profondo nella vita di un cittadino moderno che ha vissuto in prima persona i progetti Europei. Vorrei che nel XXI secolo questa emozione continuasse ad essere lo spirito guida della modernità lungo la strada  della fiducia negli altri,  per continuare a costruire un mondo mite, giusto e intelligente che ripudi veramente e profondamente le guerre di qualsivoglia natura. Un mondo dove i conflitti piccoli e grandi si affrontano e si risolvono insieme, con chiarezza di vedute e  nel rispetto gli uni degli altri. Questo nuovo mondo antico si chiama ancora EUROPA… leggi la mia lettera all’Europa su affascinailtuocuore.

 

Oziose domande d’estate: a che serve FACEBOOK?

 

Sono spesso tentata di  abbandonare Facebook. Poi mi trattengo e cerco di capire perché ci sono dentro, e ci rimango.

È sicuramente una trappola psicologica. Lo è per i genitori lontani dai figli, per gli insicuri in preda alla dipendenza da social; lo è per coloro che si illudono di  mantenere i contatti con amici  e conoscenti, vicini  o lontani  ormai ombre del passato, lo è per chi da sfogo alle sue paure violente e  per chi le subisce, lo è per chi cerca amore, affetto, comprensione e riconoscimento.  È comunque una trappola per chi si illude che moltiplicare i like moltiplichi la felicità.

A proposito, il numero dei like o degli accessi si può comprare! La prima volta che ho ricevuto (uno dei cento e più) inviti da Fb ad acquistare fino a 10.000 accessi  per un determinato post pubblicato  su Affascinailtuocuore, sono rimasta basita.  Compri fino a 3000 accessi ad un dato post se paghi  2 euro;   fino a 10.000 per 5 euro e così via… Allucinante. ma è il mercato bellezza! E comunque per chi  vuole fare business  questa è una chance.

Tornando a Facebook, dove mi colloco io? Sicuramente  in uno spicchio  della relazione genitori-figli, ma soprattutto nel desiderio di  condividere   e scambiare  riflessioni sui libri e  sul mondo che mi circonda.  Mi piace l’idea di poter raggiungere, senza averne spesso la certezza,  quel mondo variopinto, creativo, dolente o felice, spensierato o pensieroso dei miei ex studenti. Quella marea di adolescenti vocianti, tanto diversi e tanto uguali tra di loro, che dopo la maturità si sono trasformati per me in  entità quasi evanescenti.

Sono centinaia di ragazze (soprattutto) e ragazzi  con i quali ho condiviso  anni interi tra personaggi letterari, parole, regole, scherzi, stanchezze, entusiasmi, noia, felicità, rabbia, compassione, dolore. Ora  sono adulti  che  stanno portando avanti la loro personale battaglia. Spesso mi chiedo:

“chi erano  realmente quegli adolescenti sguscianti e guizzanti? che sogni e che idee politiche stavano coltivando? quanto li ha aiutati a maturare  il percorso fatto insieme?”

Solo di alcuni  continuo  a sapere qualcosa, così, casualmente, a volte proprio tramite Facebook.

Proprio oggi,  mentre decido di scrivere queste quattro leggerezze, mi arriva per posta il programma dell’ Estate Sotto le Stelle di Selvazzano, con  molti  eventi musicali, teatrali, artistici e giocosi. Tra questi il concerto  di una giovane cantante, Sara Robin il cui nome associo immediatamente all’immagine che mi è rimasta di lei,  dell’adolescente intelligente e inquieta che ho incontrato a scuola, di cui ricordo l’amore per la musica trasmessole dal padre e il  desiderio di  coltivare tale  passione. A quanto pare ci sta riuscendo. Era in una classe molto vivace e creativa di cui ho un bellissimo ricordo.

Allora decido di contattarla su FB, le chiedo l’amicizia e mi sento strana, ma è l’unico modo per farle giungere il mio piacere di  averla trovata a fare le cose che ama. E lei risponde subito, con altrettanta piacevole sorpresa. A Settembre andrò a sentirla cantare.

Facebook serve anche a questo, e mi piace…

Itinerari d’Inghilterra-Leicester. EXPERIENCE THE LEGEND OF KING RICHARD III rediscovered. So much to learn…

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Aprile 2018. Patty ed io ci concediamo una tregua dagli impegni familiari, un momento di  condivisione tutto per noi, tra mamma e figlia. Decidiamo di esplorare il mito di Riccardo III Plantageneto-Duca di York. E ci avviamo verso i luoghi in cui  questo mito viene rappresentato e vissuto.

Quello che impressiona della mostra sul ritrovamento delle spoglie del Re Bianco,  Richard III Dynasty Death and Discovery, è l’alone di mistero e leggenda che circonda la vita e la morte di questo sovrano, sapientemente riprodotto nell’ allestimento  di chiara  ispirazione  didattica. Infatti i curatori  hanno  voluto farne un progetto “interdisciplinare” di grandissimo interesse.

Entriamo  nel Visitor Centre,  compriamo  il biglietto, diamo uno sguardo veloce al Gift Shop pensando

“prima di uscire compriamo qualche ricordo, tanto  bisogna comunque ripassare da qui”  

Ed eccoci subito nella  Sala del Trono, con  le due rose (York and Lancaster) in bella vista sul sedile. Sullo sfondo,  come nella più classica struttura del teatro di corte Elisabettiano, appaiono  due porte ad arco che danno sulla scena in cui  si stagliano come magici ologrammi, i protagonisti delle vicende che coinvolgono Riccardo. E ti guardano dritto negli occhi cercando la tua attenzione, un’illusione ottica davvero inquietante! L’atmosfera drammatica e surreale lascia intuire tutte le potenzialità  della tecnologia utilizzata nell’allestimento della mostra. Proseguiamo il viaggio di  scoperta dell’uomo, del Re, delle sue  vicende familiari  e storiche, tra percorsi cartacei e digitali.

Al piano superiore si apre un laboratorio  di Cinema, Teatro, Scienza, Storia, Antropologia, Archeologia, Medicina e Arte. Sembra quasi un’unità di investigazione stile CSI, con tanto di investigatori, strumenti e testimoni. Immerse in questa  magia che ha del miracoloso, ci lasciamo affascinare dall’ immagine moderna e convincente di Richard e del suo tempo.

Si torna giù e ci si trova nell’ala della vecchia Abbazia Francescana  dei Greyfriars,    dove lo scheletro è stato  rinvenuto. Un giovane volontario  racconta con autentico entusiasmo tutto il percorso e si intrattiene con i visitatori, pronto a rispondere alle loro domande. Il pavimento è di  cristallo e sotto si vede la trincea e la tomba, dove giochi sapienti di proiezione luminosa delineano lo scheletro di Richard.

La Dissolution of Monasteries di Enrico VIII chiuse per sempre il sipario  sulla tomba regale. La leggenda narra  che il Re Bianco sia stato sepolto in questo luogo   frettolosamente e di nascosto, forse per non lasciare la salma in balia degli oppositori  o forse perché non riconosciuto, o altro… Che storia! Pensare che è stato per secoli sotto le rovine di un’abbazia, su cui  è stato costruito un  anonimo parcheggio del centro città!

riccardo_terzo-Lawrence Olivier

 E il mistero intorno  al re deforme, dal  grande carisma  Shakespeariano, cresce nei secoli. E il mistero, si sa, alimenta il mito. Una sezione della mostra ripercorre le varie “anime”  del re attraverso il cinema e il teatro. Rimane indelebile il Riccardo III di William Shakespeare  nell’interpretazione di Lawrence Olivier che incarna alla perfezione  i tratti peculiari del  “cattivo”.  

Riccardo III Plantageneto Duca di York, sfida ancora oggi  l’immaginario collettivo: chi lo vuole eroe audace e indomabile, chi vigliacco assassino di  piccoli indifesi, chi padre della patria nobile e insostituibile.

Leicester gli restituisce il posto d’onore che gli spetta: la  Cattedrale. Gli inglesi lo hanno accolto finalmente tra di loro  e ne hanno fatto un “pilastro” della rinascita culturale di Leicester e del suo  turismo.

 

So much to learn…

 

 

5 Ottobre 2018-Elias Canetti e la “diversità degli insegnanti”, vera scuola di conoscenza dell’uomo.

teacher day 2018

  Elias descrive i suoi  professori mettendo in evidenza le diversità che  hanno reso  indimenticabili alcuni e   dimenticabili altri. Ha amato alcuni profondamente, altri li ha  rispettati e presi a modello di vita e serietà, altri ancora li ha odiati. Alcuni li ha ignorati, quelli di cui si dimentica tutto, dal nome alla fisionomia. 

La diversità degli insegnanti era sorprendente, è la prima forma di molteplicità di cui si prende coscienza nella vita.

Il fatto che essi ci stiano davanti così a lungo, esposti in tutte le loro reazioni, osservati ininterrottamente per ore e ore, oggetto dell’unico vero interesse della classe, impossibilitati a muoversi e dunque presenti in essa sempre per lo stesso tempo, esattamente delimitato;

la loro superiorità di cui non si vuole prendere atto una volta per tutte e che rende acuto, critico e maligno lo sguardo di chi li osserva;

la necessità di accostarsi a loro senza rendersi le cose troppo difficili, dato che non ci si è ancora votati al lavoro in maniera esclusiva;

e poi il segreto in cui rimane avvolto il resto della loro vita, in tutto il tempo durante il quale non stanno recitando la loro parte davanti a noi; e ancora il loro susseguirsi uno dopo l’altro, nello stesso luogo, nello stesso ruolo, con le stesse intenzioni, esposti con tanta evidenza al confronto-come tutto questo agisce e si manifesta, è un’altra specie di scuola, del tutto diversa da quella dell’apprendimento, una scuola che insegna la molteplicità della natura umana, e purché la si prenda sul serio anche solo in parte, è questa la prima vera scuola di conoscenza dell’uomo.  La lingua salvata  p. 240

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V. M. Manfredi-ILMIO NOME È NESSUNO. L’eterna magia dell’Epica nelle parole di Ulisse

Odisseo, protagonista e narratore in prima persona, ci accompagna nel suo mondo, dall’infanzia alla maturità guerriera e ci presenta tutte le persone che ama e che lo amano. Ci guida attraverso i luoghi del suo cuore e le acque dei suoi mari.

Incontriamo gli eroi e i personaggi che hanno acceso la nostra fantasia: Penelope, Achille, Ercole, Patroclo, Cassandra, Enea, Ifigenia, Medea, Giasone, Menelao e Agamennone, Elena e Paride, Ettore e Priamo, Pirro e tanti altri ancora.

Il racconto ripercorre in grandi linee l’Iliade di Omero con uno stile semplice, contemporaneo ed incisivo, che diventa sempre più incalzante man mano che ci si avvicina all’incontro fatale con il destino di Troia.

Manfredi ci fa vivere l’incredibile percorso di formazione dell’eroe di Itaca stando al suo fianco, al ritmo delle sue parole e della sua armatura.

Il mio nome è Nessuno  mi ha “trasportato” agli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, quando i miti, le leggende e le fiabe nutrivano i miei sogni e la mia vita.

Era il tempo delle enciclopedie vendute  porta a porta. La mia famiglia, mia madre soprattutto, non sfuggì al loro fascino e alla soddisfazione di accontentare le sue bambine catturate dalle immagini affascinanti che accompagnavano  storie a loro già note, ma scritte nero su bianco su quei libroni pesanti, e sempre pronte a riprendere vita con la lettura. Poi venne la scuola: elementare, media, biennio dove l’epica occupava uno spazio regale tra le materie di studio.

Miti, Leggende e Fiabe, forse edizione Garzanti, forse in tre volumi rossi, forse con scritte dorate, entrano in casa e nei cuori di noi tre piccole donne. Non so che fine abbiano fatto. Forse sono in casa delle mie sorelle o forse giacciono silenziosi nella cantina polverosa della casa di famiglia, smantellata e muta, in perenne, inerte attesa di un nuovo soffio di vita.

Il mio nome è Nessuno mi riporta a quel mondo lontano, a quel rosso fiabesco, alla scuola, alla magia della letteratura epica e al suo incantesimo.

Frammenti dal libro

I ricordi. “Sono belli i ricordi: sono la nascita, la vita. Il futuro è la morte, morte di un eroe, morte di un coniglio. Nessuna differenza, tremenda certezza.”

I nonni. “«Quando andiamo a trovare il nonno?» Non so perché mi vennero quelle parole alla bocca. Mi sembrava di sfuggire alla paura di ciò che era troppo più grande di me. È invece naturale che un ragazzo desideri andare a visitare il nonno per ricevere doni, farsi narrare belle storie e non pensare a nulla di terribile.”

Il tedio e la vita. “Sapevo ora che anche le emozioni più violente, più terribili e spaventose, erano preferibili all’immobilità, all’inerzia, al tedio di una vita sempre uguale.”

Calcante e il tempo .”«Accetterò il tuo patto se risponderai a questa domanda: perché mi sfugge il trascorrere del tempo? Perché non so da quanto mi trovo in questo luogo e nemmeno i miei compagni ne parlano mai?» «Perché ci sono due frontiere nel nostro mondo: quella del tempo e quella del luogo. Tu hai varcato quella del tempo e se per te trascorre un mese per gli altri può trascorrere un anno.”

La palizzata.” e l’alzammo in poco tempo: il monumento alla nostra paura.”

Testa di Ulisse (copia in marmo del 4 – 26 d. C. da un originale ellenistico in bronzo del 170 – 160 a.C.; da Sperlonga).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C. Rovelli – L’ORDINE DEL TEMPO. Alla scoperta di un mistero che ci inquieta da sempre

ordine del tempo -Rovelli grandissimo

 

 

Relazioni

Questo cercavo e questo ho trovato nel libro di Carlo Rovelli, L’ordine del Tempo: la dimensione tutta umana del tempo, la relazione tra persone e cose e lo spazio che occupiamo:

“Siamo processi, accadimenti, compositi e limitati nello spazio e nel tempo[…]Perché il mistero del tempo si interseca con il mistero della nostra identità personale, con il mistero della coscienza. Il mistero del tempo ci inquieta da sempre, muove emozioni profonde. Così profonde da nutrire filosofie e religioni.”

“E cominciamo a vedere che il tempo siamo noi. Siamo questo spazio, questa radura aperta dalle tracce della memoria dentro le connessioni dei nostri neuroni. Siamo memoria. Siamo nostalgia. Siamo anelito verso un futuro che non verrà. Questo spazio che viene così aperto dalla memoria e dall’anticipazione è il tempo, che forse talvolta ci angoscia, ma che alla fine è un dono.”

virginia

Moments of being

Intorno a questo nucleo, che mi rispecchia profondamente, ho accolto i grandi investigatori del Tempo: Aristotele, Platone, Einstein, Russell, Newton, Leibniz, Cartesio, Bergson e i moderni,  i grandi investigatori della coscienza come Proust e tutte le “relazioni-ricordo” che si portano dietro… E aggiungo Joyce e soprattutto Virginia Woolf con il suo ongoing present, una sorta di presente esteso.

Non mi sono impegnata più di tanto a capire le sfumature o “sfocature” scientifiche, in fondo non mi interessano e mi risultano alquanto “ostiche”. Al contrario, Mi sono lasciata  guidare dalle piccole immagini dei puffi, dei coni, delle nuvole, della musica dei Beatles e soprattutto della poesia  di Orazio, come una bambina che comincia ad andare a scuola per esplorare un mondo nuovo.

Come lettrice adulta, fatta di calore, emozioni, ricordi e RELAZIONI, alla fine del libro mi dico semplicemente:

“questo cercavo e questo ho trovato nel libro di Rovelli: il grande Mistero del Tempo.”

 

 

Descrizione Amazon

…questo libro tratta di qualcosa della fisica che parla a chiunque e lo coinvolge, semplicemente perché è un mistero di cui ciascuno ha esperienza in ogni istante: il tempo. E un mistero non solo per ogni profano, ma anche per i fisici, che hanno visto il tempo trasformarsi in modo radicale, da Newton a Einstein, alla meccanica quantistica, infine alle teorie sulla gravità a loop, di cui Rovelli stesso è uno dei principali teorici. Nelle equazioni di Newton era sempre presente, ma oggi nelle equazioni fondamentali della fisica il tempo sparisce. Passato e futuro non si oppongono più come a lungo si è pensato. E a dileguarsi per la fisica è proprio ciò che chiunque crede sia l’unico elemento sicuro: il presente. Sono tre esempi degli incontri straordinari su cui si concentra questo libro, che è uno sguardo su ciò che la fisica è stata e insieme ci introduce nell’officina dove oggi la fisica si sta facendo.

 

 

 

 

T.Chevalier-NEW BOY-OTHELLO RETOLD. Incontri e scontri d’amore e pregiudizio in salsa Shakespeariana

 

 

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Ho incontrato spesso William Shakespeare, vestito dei suoi drammi, delle sue commedie, dei suoi sonetti, della sua vita. E grazie a lui si è spalancato davanti ai miei occhi  un meraviglioso mondo nuovo, ampio e profondo.

virginia e leonard woolfHo incontrato con passione anche la Hogarth Press. Me l’hanno presentata Virginia e Leonard Woolf, suoi visionari fondatori. Sono stata bene con loro. Ho capito e vissuto esperienze esistenziali uniche, odorose di stampa, di piombo e di ispirazione.

Ho incontrato solo di recente Tracy Chevalier nei suoi romanzi ricchi di fughe avventurose nel mondo della letteratura e della storia, in un’affascinante miscela di passato e presente.

Ed è nel suo  New Boy, Othello retold che  torno ad incrociare i tre mondi in una sorta di rivisitazione in chiave moderna di The Tragedy of Othello,  sotto l’egida della nuova Hogarth Shakespeare.

220px-Othello_title_pageGli editori hanno affidato a scrittori contemporanei molto famosi il compito di “retell” alcune delle opere più rappresentative dell’immenso Will. Tracy Chevalier ci ha provato con The Tragedy of Othello, ambientando la vicenda in una scuola pubblica Americana, dove arriva per frequentare l’ultimo mese di scuola Osei, il tornado imprevisto, che determinerà con la sua presenza il precipitare sconvolgente degli eventi.

Osei è figlio di un diplomatico Ghanese che ha girato il mondo con la famiglia al seguito. Da Accra in Ghana a  Roma a Londra, a Washington D.C.  Osei si è portato dietro tutto il peso e la ricchezza della sua pelle nera. Nella scuola Osei è il nuovo, il New Boy, il diverso che deve trovare immediatamente il suo posto in un sistema già strutturato e palesemente ostile. Ma il ragazzo si sente pronto all’impresa grazie alle precedenti esperienze vissute in altre scuole e paesi.

New BoyLa storia procede nella banalità più assoluta, con personaggi banali in situazioni scontate, ma ad un certo punto  prende una piega inaspettata, a tratti tragica, che tuttavia non riesce a coinvolgere il lettore adulto. Ci riuscirà con i più giovani? Ne dubito. Nonostante la bravura di Chevalier  e i nomi dei protagonisti che richiamano vagamente quelli  Shakespeariani, ci si trova nel bel mezzo di una realtà già vista e rivista in insulsi filmetti americani, sebbene condita con qualche ingrediente drammatico pseudo-Shakespearinao. L’unica nota amaramente ironica riguarda gli insegnanti, decisamente “politically incorrect” e inadeguati a gestire situazioni nuove e insolite.

Il progetto Hogarth Shakespeare parte forse dall’idea di mostrare ai lettori l’universalità dei sentimenti che coinvolgono l’essere umano e l’attualità delle opere di Shaespeare, ma la strategia scelta non risulta particolarmente efficace. In New Boy, Othello retold, manca l’anima.

Will, viva il tuo Othello! E che rimanga per sempre così come è stato da te concepito.

Othello_and_Desdemona_in_Venice_by_Théodore_Chassériau

“Beware of jealousy, my lord! It’s a green-eyed monster that makes fun of the victims it devours. The man who knows his wife is cheating on him is happy, because at least he isn’t friends with the man she’s sleeping with. But think of the unhappiness of a man who worships his wife, yet doubts her faithfulness. He suspects her, but still loves her.”

« Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d’amore! » traduzione italiana di Cesare Vico Lodovici)

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