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  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 8 Marzo-Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • Amo l’Europa. Voglio prenderla dal verso giusto e allora VOTO.

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Dove operano le mafie: sguardo sul Nordest

    G.Falcone: L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 3 Ottobre a Lampedusa-Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...

  • 2 Giugno 2018-Festa della Repubblica Italiana

  • Siria: continuiamo ad essere dentro una guerra insaziabile

    Chi bombarda cosa? Partono impietosi i razzi di USA, Russia, Francia, Regno UInito... immediatamente tutti gli altri si stanno accodando alla magnifica follia dei bellissimi missili Trumpiani! Ma quando , come e con chi ne verremo fuori? ONU batti un colpo di pace, please!

  • 13 Maggio 2018- Festa della Mamma

    festa della mamma 2018-storia di un' assoluzione
  • UN GIORNO, TUTTO QUESTO-Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

    Un giorno tutto questo...Torino 10-14 Maggio 2018

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 25 Aprile 2018- Festa della Liberazione dal nazifascismo

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  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • Sabato 24 e Domenica 25 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

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    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

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  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

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Il 150°anniversario dell’Unità d’Italia. Chiudere in bellezza… Affascinante viaggio nella Certosa di San Lorenzo

via Il 150°anniversario dell’Unità d’Italia. Chiudere in bellezza… Affascinante viaggio nella Certosa di San Lorenzo

O. Fortuna-LA DIGNITÀ DEL TOPO.

 

topolino domestico

proprio come lui…

 

Le vacanze d’estate sono finite.

Si torna a casa con qualche rimpianto, sì, ma con un più forte desiderio del nostro quotidiano, delle nostre cose. Casa dolce casa! Scarichiamo i bagagli e iniziamo il giro di controllo. Tutto a posto, non abbiamo ricevuto visite indesiderate, la corrente non si è staccata, le piante del giardino e dell’interno non hanno subito choc fatali. I vicini sono sempre lì, o forse no, non cambia molto dal tempo normale. Quartiere tranquillo il nostro, molto, molto tranquillo, peraltro i figli sono ormai cresciuti e volati via dai nidi e dunque l’unico trillo di vita è quello delle cicale e degli uccellini. Tanto silenzio, troppo forse, quando hai ancora nelle orecchie il suono e le armonie del mare, della gente felice nell’acqua, dei colori festosi di donne e uomini.

Il giorno dopo il rientro decidiamo di “rinfrescare la casa”. Bisogna arieggiare, pulire, respirare. Giù in taverna abbiamo lasciato le zanzariere abbassate. Ma le nostre dolci compagne padane e le loro sorelle che arrivano da chissà dove, sono sempre con noi, ci amano alla follia. Controlliamo pure le zanzariere, piccolo scrupolo.

Aaah!”

Un urlo demoniaco fende l’aria fresca della stanza sotterranea. Due buchi enormi decorano la metallica rete! Ma che diavolo è successo? Cominciano le ipotesi più strampalate, poi ci calmiamo e passiamo oltre. Oltre sì, fino a notare qualcosa di sospetto sul divano e sul pavimento.

“Ma cosa sono questi? Uova di zanzara? No queste sono nere, uova di scarafaggio?, No, non saprei non ne ho mai viste… Polvere? Residui di cibo?”

Illuminazione, vuoi vedere che sono cacchette di topo? Ma come è possibile? Mai visti prima da queste parti, e compaiono ora gli immondi animali, in casa? Ad onor del vero una volta ne ho visto uno, piccolo piccolo, morto, vicino al cancello, gentile dono della gatta di quartiere  Camilla, sì quella del vicino, che però si gode i giardini di tutto il vicinato…

Sono terrorizzata, stupita e allarmata. Che si fa? Qui ci vuole un esperto. Andiamo di corsa al locale consorzio con la prova del reato sigillata in una bustina. La signora Rosa, sempre molto gentile, esperta e ammiccante, conferma:

“Ebbene sì, topi…A volte succede che i più giovani mandino i vecchi in avanscoperta, o i vecchi si immolino per la comunità. Può essere questo il vostro caso e allora siete fortunati, peggio sarebbe se invece avessero già fatto il nido…”

Ci scambiamo un’occhiata avvilita, di punto in bianco l’effetto benefico della vacanza al mare e la freschezza salata spalmata nel profondo dell’anima, svaniscono:

“Allora, che facciamo?”

Ecco – suggerisce  la signora Rosa– questi potrebbero essere i rimedi: dolci esche rosa, strisce incollanti, e questi sono….”

Bene ci dia tutto l’armamentario”.

Via a casa. Inizia l’operazione “sanificazione”. Smantelliamo lo stanzino, portiamo tutto in giardino e pensiamo:

“Però, questo topo è una specie di benedizione, finalmente butteremo tanta inutile paccottiglia”.

Togli questo, togli quello, di topi non si vede l’ombra. Passano le ore. Quand’ecco che di notte, mentre scendo in cucina, vedo due punti luce terrorizzati che scappano su e giù dalle scale.

“Oddio, ora ce lo troviamo nel letto, nooo!”

E chi riesce più a dormire. Non saprei dire chi dei due fosse più spaventato e disperato! ma le esche? Fesserie, la colla? Altra fesseria. Il topo c’è, vivo e vegeto.

Il giorno dopo continuiamo l’operazione caccia al topo. Ormai abbiamo spostato tutti i mobili e smontato quasi tutti gli scaffali dello stanzino, siamo alla stretta finale. Sono sfinita, esco in giardino per una boccata di ossigeno, prefigurando altri scenari da tregenda. Mentre sono immersa nei miei pensieri, sento una voce a metà tra la soddisfazione e la tristezza:

“guarda, cosa ho trovato”

Mi avvicino circospetta, ha in mano una piccola scatola di scarpe ed io non so cosa aspettarmi, altri escrementi, cibo puzzolente. Non so. Mi faccio coraggio, guardo dentro, e sento il cuore scoppiarmi nel petto. Il respiro si blocca. Non è una semplice scatola, è una piccola casa con tanto di ovatta,  carta,  piccoli oggetti trafugati e deposti lì, quasi ninnoli ornamentali.

In un angolino, addossato ad una “parete”, c’è il nostro topo,  pasciutello e immobile. Lo sfioriamo con un bastoncino, non si muove. Si è ritirato in questo piccolo spazio per morire in pace, in solitudine. Qualche esca deve aver fatto effetto. La sua comunità ringrazia e forse sta già cercando altrove un posto in cui sistemarsi.

Noi siamo basiti, quasi commossi. La nostra caccia si è conclusa, ma siamo frastornati. Non ci aspettavamo un esito così commovente, dignitoso, inaspettato. Con la nostra caccia spasmodica abbiamo spinto un povero topo a concludere la sua vita nella tranquillità di quello che lui aveva scelto come posto per vivere. È solo un topo, eppure ciò che ha scatenato in noi è qualcosa di incredibile.

E tuttavia,  la sanificazione va avanti, quasi a fornirci un alibi per il terremoto provocato. Compriamo tante scatole in cui contenere cibo, oggetti ed altro. Scatole da chiudere ermeticamente per timore che arrivino altri topi. Pittura fresca e soddisfazione di aver eliminato un’insidia.

Rimangono a ricordarci l’accaduto le zanzariere rotte. Ancora non le abbiamo sostituite. Le teniamo sempre su e non lasciamo più le finestre per lunghi periodi. Ma il ricordo di quell’esserino dignitosamente raggomitolato e morente è ben più forte, struggente e indimenticabile.

 

Consapevolezza, Cuori e Cori per LIBERA a Padova.

 

 

libera Padova 2019.png

 

9 Marzo 2019. Serata importante Alla Fornace Carotta di Padova va in scena un evento molto interessante, testimonianza di presenza civile e attenzione al mondo che ci circonda, sia esso il piccolo territorio, sia esso il grande paese. I 100 passi e oltre, verso il 21 Marzo. Orizzonti di giustizia sociale. Passaggio a Nordest. Sono una serie di eventi organizzati da Libera con associazioni e istituzioni del Veneto per sensibilizzare i Veneti, in questo caso, intorno al tema “lotta alla mafia e alle mafie.” Il programma vedrà il suo culmine a Padova con una manifestazione di grande impatto.

L’evento è un intenso racconto in musica e testimonianze, che ha fatto riflettere il pubblico divertendolo ed emozionandolo attraverso:

Letture-testimonianza che ci riportano direttamente all’esperienza di vita di chi la mafia l’ha sofferta sulla propria pelle, come Rita Atria (Liberi di scegliere; Anemmuci; Rita Atria;

Voci, armonie ed emozioni da due fantastici cori: Il Bell’Humore e Ecce Coro, dalla chiara voce della soprano Francesca Piazza e dal tocco della pianista Giorgia Duranti.

Repertorio, conduzione, età e voci diverse, ma unite dalla stessa passione musicale e civile, che sono riusciti a trasmettere in pieno alle moltissime persone presenti. A suggellare questa unità di intenti, hanno chiuso il recital cantando insieme. Un momento di magia.

Il bell'Humore Carotta-Libera marzo 19.jpg

Coinvolgenti e per alcuni versi inaspettate le scelte musicali. Sempre e comunque affascinanti le incursioni in montagna. Divertenti le rivisitazioni di Arigliano, Fo, Iannacci. Struggente dolce la melodia giapponese. E Teachers…ce n’è anche per voi con un The Wall dissacrante, anche in coro!

Arrivederci alla grande manifestazione di Libera il 21 Marzo a Padova!

 

 

8 Marzo-A mia madre, maestra di vita e di diritti

via 8 Marzo-A mia madre, maestra di vita e di diritti

G. Lasalvia-Chiamatemi col mio nome: EMIGRAZIONE. Non vedo nome più appropriato…

Brunella Rallo, responsabile del blog mammedicevellinfuga segnala  questo intenso messaggio di Giovanna Lasalvia (@9Colonne), che io pubblico con grande emozione.

Chiamiamo le cose con il loro nome: i nostri figli  che vivono all’estero? Emigranti. Via Expat, via Cervelli in fuga, via figli dell’internazionalizzazione. Sono semplicemente  EMIGRANTI, e per di più “economici”, a pensarci bene.

Stefania Scamardi-scamardiphoto-Siviglia

Scamardistudio 2016- Zahara de los Atunes. Viaggi e miraggi

 

Mi chiamano nuova mobilità. Perché dicono che sono diversa dall’emigrazione.

L’emigrazione, dicono, è quella dei mie nonni e dei mie bisnonni. È quella lontana negli anni. Quella dei viaggi lunghi e faticosi, interminabili e rischiosi, fatti di navi e valigie di cartone. Discriminazioni e sfruttamento.

Mi chiamano nuova mobilità perché ho in tasca uno smartphone. Perché ho anche una laurea, magari un master e conosco due lingue. Perché ho viaggiato e fatto l’ Erasmus.

Mi chiamano nuova mobilità perché con Internet posso comunicare con tutti. Da dove voglio e quando voglio. Perché posso fare le video chiamate, mandare messaggi vocali, postare foto sui social. Farmi vedere e sentire quando voglio e se voglio.

Mi chiamano nuova mobilità perché, dicono, spesso la mia è una scelta e non un’imposizione. Il mio è desiderio non costrizione. Voglia di esperienza e non sacrificio.

Mi chiamano nuova mobilità e a volte anche cervello in fuga. Solo che a fuggire non è solo il cervello ma anche le braccia e le mani, le gambe e i piedi. E il cuore.

E il cuore lo sa che resto pur sempre emigrazione. Per il ricercatore come per il cameriere.

Resto bagagli e partenze, occhi lucidi e lunghi abbracci. Biglietti e scelte. Perdite e rischi. Speranze e sospiri.  Resto ricerca di un futuro migliore e di migliori condizioni lavorative, di nuove opportunità e prospettive. Di realizzazione.

E resto anche compleanni lontani da casa, pranzi della domenica senza i piatti della mamma.

Resto malinconia per l’odore della casa dei nonni, rimpianto per gli amici lasciati, rammarico per come poteva essere. Resto coraggio. Resto esplorazione e scoperta.

Quindi, chiamatemi pure emigrazione.

Con la “E” di estero perché la mia vita è fuori dai confini.

Con la “M” di mamma perché nei momenti difficili è lei che vorrei avere accanto.

Con la “I” di Italia che spesso ho criticato ma che resta il mio Paese e sempre lo sarà.

Chiamatemi pure emigrazione. 

Con la “G” di generazione: quella che per scappare dalla precarietà e sfidare la crisi ha deciso di partire.

Con la “R” di rabbia perché con il mio Paese un po’sono arrabbiato.

Con la “A” di ancora non so se il mio futuro sarà all’estero o se un giorno tornerò in Italia.

Con la “Z” di “zitti tutti”. Zitti tutti se non sapete quali sono le difficoltà, le aspirazioni e i sacrifici lontano da casa.

Chiamatemi pure emigrazione.

Con la “I” di IO perché è sul proprio io che è necessario contare una volta arrivati in un Paese straniero.

Con la “O” di orgoglio e anche di obiettivo.

Con la “N” di novità.  

Chiamatemi pure emigrazione con la “E” di esodo che è quello che oggi – visti i numeri – più di ogni altra cosa dovrebbe preoccupare.

Con la “E” di eccomi qui. A volte la mia è una fuga, a volte è una scelta.

Ma chiamatemi, per favore, emigrazione.

Giovanna Lasavia 2018

@9Colonne

Sì, l’ho sempre pensato, e detto. Ogni volta che mi si chiedeva, e mi si chiede, delle mie due figlie all’estero, rispondevo, e rispondo, “cosa vuoi, sono  le nuove migranti, con tutti i  pro e i contro di tale condizione.”

In cambio ricevevo, e ricevo, sguardi  stupiti, interrogativi: “ma che dici? i nostri figli, educati all’internazionalizzazione, traboccanti di titoli di studio, senza confini, senza pregiudizi, aperti al mondo, li consideri solo moderni migranti?”

Sì.

Grazie Giovanna, con sincerità.

Pasolini-UNA VITA VIOLENTA. Tra sogni, lotte e delusioni, per le strade infangate di Roma.

Buon compleanno grande Pasolini!

via Pasolini-UNA VITA VIOLENTA. Tra sogni, lotte e delusioni, per le strade infangate di Roma

Un magnifico weekend al cinema: GREEN BOOK e LA FAVORITA, ottimo food for thought. E arrivano anche gli Oscar!

 

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Il rovesciamento del punti di vista domina in entrambi i film, e l’effetto è straordinario.

Sabato 23 Febbraio

Green Book, diretto da Peter Farrelly, con due immensi attori come Viggo Mortensen e Mahershala Ali, racconta di un lungo viaggio, attraverso il profondo, segregazionista e ostile Sud americano, che interagisce con la sensibilità e i conflitti dei due viaggiatori. Tutto quello che accade lungo il percorso al rozzo Tony Lip, autista temporaneo e al raffinato musicista nero Don Shirley, suo datore di lavoro, è abbastanza prevedibile, e tuttavia il regista tratta il tema con una delicatezza di tocco e una forza narrativa tali che lo spettatore ne è catturato.

La musica è lo strumento di attivazione dei meccanismi sociali e psicologici. La grande musica jazz, la stellare musica “classica” di Chopin, la musica dei corpi che danzano all’ Orange Bird Club e quella delle lunghe dita affusolate di Don sulla tastiera del piano.

Tutto è molto bello, comprese le lettere d’amore alla Rostand. Don, novello Cirano interviene sulle lettere d’amore di Tony a sua moglie Dolores. Struggente l’abbraccio e il dialogo veloce e sussurrato tra Dolores e Don, la sera di Natale.

Il Deep South americano mostra tutti i suoi limiti e il suo razzismo, ma anche la sua immensa bellezza paesaggistica, evocativa di un’America da sogno, per chi ama viaggiare.

La “Famiglia Italiana” di Tony, stereotipo? Rifugio irrinunciabile in cui lasciarsi coccolare? Reale o troppo romanzata? Ne abbiamo discusso tanto “in famiglia” e siamo arrivati alla conclusione comune che, al di là dello stereotipo forte, una verità innegabile emerge tra le scene del film.

E arrivano gli Oscar meritatissimi. Miglior film, migliore attore non protagonista a Mahershala Ali, migliore sceneggiatura originale al regista e a Nick Vallelonga, figlio di Tony Lip e autore della Biografia che ha ispirato il film.

Domenica 24 Febbraio

È il turno de La Favorita di Yorgos Lanthimos, storia di potere, amore, sesso e fragilità, sotto il regno di Anna Stuart. La regina “buona” è una figura controversa, eppure molto amata dal suo popolo. È una donna particolare, solo apparentemente debole e in balia delle sue  “amiche”

Il film si focalizza sul rapporto tra Anna e le sue due favorite: Sarah, la più potente, quella che ha maggiormente inciso sulla sua vita e sulle sue decisioni; Abigail, l’intrusa che   si insinua nella coppia subdolamente per mettere in atto la sua scalata al potere. Ci riesce, scalzando la prima favorita, ma ad un prezzo incalcolabile. Il film si chiude  proprio su questo aspetto e lascia un senso di disagio forte nello spettatore. Bravissime le tre interpreti:  Olivia Colman, Rachel Weisz, Emma Stone. Ma alla fine, l’Oscar come migliore attrice protagonista va alla “regina” Olivia Colman, e devo ammettere che è stata proprio lei a suscitare in me le emozioni più forti.

Avevo incontrato la regina Anna all’università. Mi era rimasta di lei l’immagine di una grande regina che ha firmato provvedimenti importanti per il suo paese. Poco o nulla conoscevo della sua vita privata. Il film mi ha suscitato dubbi e ripensamenti che hanno alimentato il disagio di cui ho parlato sopra. Mi è entrato nella testa.

 

Se volete sapere qualcosa di più sull’intreccio film-realtà fattuale leggete l’analisi del film in  La scimmiapensa.com

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