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L’Angolo di Maria Luisa-Il gioco appassionante tra Autore e Lettrice- Hawking, Sciascia, Rovelli

 

Sorprendente Maria Luisa! Sentirla parlare dei libri che sta leggendo ti trasmette entusiasmo e meraviglia. Aggredisce testi non proprio facili, come quello di Hawking o di Rovelli o di Sciascia, con grande semplicità e con il gusto della scoperta di una bambina di fronte a un giocattolo nuovo. Coglie di questi testi l’essenza più umana, quella che più le appartiene nel gioco tra autore e lettore.

Di fronte a questo tipo di lettrice ci si chiede: ma cosa succede veramente nella relazione tra testo-autore-lettore? Cosa conta veramente nella lettura? Cosa ci spinge a leggere? Cosa cerchiamo in un libro? Che ruolo  giocano l’oggettività del contenuto e i riferimenti storico-politico-culturali?

Food for thought!

Ecco alcuni passaggi dalle pagine  di Maria Luisa,  che inserisco nella Galleria insieme alle altre del suo personale taccuino.

Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo di Stephen Hawking

Questo libro mi ha trasmesso delle conoscenze cosmologiche senza l’ausilio di formule matematiche che sarebbero state per me incomprensibili. Hawkings ha adottato un linguaggio letterario- filosofico semplice, che mi ha aperto uno squarcio in una visione del mondo cosmico tutta diversa da quella che avevo prima della lettura. Parliamo dei buchi neri, ad esempio: Per capire in che modo potrebbe formarsi un buco nero dobbiamo innanzitutto capire il ciclo di vita di una stella. Al sesto capitolo del libro è spiegato in modo meraviglioso: “Tranquilli tutti, il sole ha probabilmente abbastanza combustibile per alimentare le sue reazioni nucleari per altri cinque miliardi di anni circa…” prima che il nostro mondo, noi compresi, esploda e si polverizzi…

 L’ordine del tempo

Certo è che la fisica ci aiuta a penetrare gli strati del mistero-tempo. Rovelli mostra come la struttura temporale dl mondo sia diversa dalla nostra intuizione. Ci da la speranza di poter studiare la natura del tempo, liberandoci dalla nebbia causata dalle nostre emoziono. Possiamo tornare ad immergerci serenamente nel tempo, nel nostro tempo che è finito, ed osservare l’intensità chiara di ogni fuggevole e prezioso momento di questo breve ciclo.

Candido-un sogno fatto in Sicilia

Candido è l’esempio della semplicità umana come talento di una persona. Questo libro è da leggere e rileggere. Esso tocca temi nevralgici attuali del vivere sociale, politico, religioso, dell’amore fisico e dell’anima, della crescita individuale, ed infine dell’amicizia elettiva.

 

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De las Chabolas a los Rascacielos. 2018 — Retratos & Amor Propio

¿Os acordáis del proyecto FOTO-POÉTICA BIENVENIDOS A JNANE AZTOUT. Rehabilitación Integral del Barrio de Jnane Aztout. Larache, Marruecos. 2005-2013? Pues, el Proyecto de Cooperación objeto de la exposición ha ganado el Premio Internacional a las mejores prácticas para mejorar el entorno de la vida, auspiciado por ONU HABITAT en el XI Ciclo del premio internacional […]

via De las Chabolas a los Rascacielos. 2018 — Retratos & Amor Propio

FOTOPOÉTICA en Larache. 30 de Abril 2018 — FOTO-POÉTICA EXPO

El 30 de Abril 2018 el Barrio de Jnane Aztout y todas las instituciones y personas involucradas en el proyecto de cooperación hemos celebrado el merecido premio internacional a las mejores prácticas para mejorar el entorno de la vida, auspiciado por ONU HABITAT en el XI Ciclo del premio internacional de Dubai. Una celebración oficial […]

via FOTOPOÉTICA en Larache. 30 de Abril 2018 — FOTO-POÉTICA EXPO

JOAN MIRÓ-Materialità e Metamorfosi in mostra a Palazzo Zabarella Padova. Quando l’ossessione diventa arte.

 

 

 

 

La materia, lo strumento

mi impongono la tecnica, un mezzo

per dar vita a una cosa

Joan Mirò

                  

 

Mi piace andare per mostre, in compagnia preferibilmente, ma anche da sola.

In una calda giornata di Maggio post-lungo-weekend- di-festa, mi aggiro per le sale di Palazzo Zabarella a Padova, dove è in mostra Joan Mirò.  Materialità e Metamorfosi. Mi aspetto tanto colore e poche forme classiche.

Mi investono invece tanti materiali diversi, tra di loro sovrapposti, intrecciati, incollati, bruciati. Sorprendente!

Sala dopo sala, mi accompagna il silenzio:  rispettoso quello dei pochi  visitatori,   vigile e cortese  quello dei custodi  sull’attenti.

Guardo, leggo e  mi lascio  sorprendere e ammaliare dal mondo delle ossessioni  di Mirò:

“Le icone più citate nelle sue opere sono astri, soli, lune, esseri umani dai grandi occhi sbarrati, figure che ricordano animali, fra cui gatti e uccelli, elementi di origine sessuale, un alfabetario apparentemente indecifrabile. Nel suo lavoro scompare completamente la simmetria, sia nella pittura che nella scultura; nel ginepraio di simboli appare una ricerca del vuoto.” Trecccani

 

Mi ha colpito un dipinto su tutti:  Il canto  degli uccelli in Autunno,  per il movimento  che le piccole ali-uccelli neri imprimono al disegno, per l’abbinamento tra i due colori che mi  riportano al rapporto  cielo-terra, per l’effetto  globale di armonia.

      

J. Mirò-Il Canto degli Uccelli in Autunno 1937

 Metamorfosi 1936  e  Senza Titolo 1950  mi hanno proiettato nel mondo della creatività infantile e innocente. Mi hanno divertito le Sobreteixim-Sack  1973.  Mi ha fatto sognare Personaggio e stelle nella notte 1965

J.Mirò-Personaggio e stelle nella notte 1965

 Verso l’uscita: nella saletta video, incontro Mirò che gioca con il fuoco, le vernici, le impronte delle scarpe del suo collaboratore sulla tela. Insomma incontro Joan a contatto con la sua ispirazione. 

E concludo  questa giornata calda di Maggio con un grande sorriso di soddisfazione.

 

R.Harris-FATHERLAND. Hitler è vivo e governa l’Europa!

 

fatherland-Harris

Incipit “Nubi pesanti avevano gravato su Berlino per tutta la notte, e indugiavano ancora in quello che passava per mattino. Alla periferia occidentale della città, sprazzi di pioggia scorrevano come fumo sulla superficie del lago Havel. Il cielo e l’acqua si fondevano in una distesa grigia, interrotta soltanto dalla linea scura della riva opposta. Là non si muoveva nulla, non brillava una luce. Xavier March, investigatore della squadra omicidi della Kriminalpolizei di Berlino, chiamata comunemente Kripo, scese dalla Volkswagen e alzò il viso verso la pioggia. Conosceva bene quella pioggia particolare…”

Quando Vladimiro mi ha parlato di Fatherland , di   Robert Harris, mi ha subito incuriosito. La ragione? Il contesto: l’Europa del 1964 governata per buona parte da Adolf Hitler. Sì, avete capito bene!

Ho visto da poco la serie TV Babylon Berlin e penso che quell’atmosfera cupa di tragedia deve aver percorso anche il romanzo di Robert Harris, come d’altra parte tutta la letteratura che riguarda la Germania prima-durante-dopo la Seconda Guerra Mondiale. Qui il dopo si sposta in avanti, fin nei fantastici anni ’60, alla vigilia della famosa visita di John Kennedy a Berlino, con Hitler saldamente al potere. Tutto deve essere pronto per ricevere il Presidente degli USA, per essere finalmente accreditati tra le nazioni moderne e “democratiche”.

Devo leggerlo, mi piacciono le distopie.

 

 1964: Hitler, la Germania e il Trattato di Roma…

fatherland Reich

“A ovest dodici nazioni, Portogallo, Spagna, Francia, Irlanda, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Italia, Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia, erano state unite dalla Germania con il Trattato di Roma in un blocco commerciale europeo. Il tedesco era la seconda lingua ufficiale in tutte le scuole. La gente guidava macchine tedesche, ascoltava le radio tedesche, guardava i televisori tedeschi, lavorava in fabbriche appartenenti alla Germania, si lamentava dei comportamenti dei turisti tedeschi nelle località di villeggiatura dominate dai tedeschi, mentre le squadre tedesche vincevano tutte le competizioni sportive internazionali, eccettuato il cricket che si giocava soltanto in Inghilterra. La Svizzera era l’unico paese neutrale.”(pos.2470)

Man mano che procedo con la lettura mi rendo conto che l’aggancio distopico, che forse ha spinto molti lettori come me a leggere il libro, si dissolve in un brodo spionistico-poliziesco con tutti gli ingredienti più tipici: la bella giornalista Americana che si lascia coinvolgere in una passione impossibile con il commissario tormentato, divorziato, padre infelice di un bambino nazista a cui viene fatto il lavaggio del cervello; ladri di opere d’arte; Svizzera traboccante denaro e tesori illegali; costruzioni enormi-tempio del nazionalsocialismo; documenti preziosi sulla Soluzione Finale nazista di cui tutti sembravano non sapere nulla.

   zurigo9

“«In Svizzera esistono solo tre categorie di cittadini» aveva detto a March l’esperto della Kripo. «Le spie americane, le spie tedesche e i banchieri svizzeri che cercano di arraffare i loro quattrini.» Nel corso dell’ultimo secolo quei banchieri si erano stabiliti intorno alle rive settentrionali del lago di Zurigo come uno strato di ricchezza, il sedimento di una marea di denaro.” (pos 2478)

Ovviamente il commissario March è alternativo, strapazzato, spiegazzato e inutilmente torturato dal nazista terribile di turno. Con lui la storia va avanti tra fughe, rivelazioni, carillon e cioccolatini, intrighi di ogni genere.

E tuttavia  il romanzo si lascia leggere fino alla fine, nonostante l’atmosfera da incubo e le evidenti banalità.

 

Architettura, Fotografia, Ambiente-Concorso Internazionale di Dubai-I° PREMIO ONU-HABITAT al progetto cooperativo “Ya somos medina, aprendiendo de Jnane Aztout.”

Mostra Aprile 30 Larace-ONU Habitat

El lunes 30 de Abril 2018 se celebrará en Larache el Premio a las Mejores Prácticas para mejorar la calidad de vida concedido en el concurso internacional de Dubai ONU HABITAT al proyecto de cooperación que nos hizo crecer: “Ya somos medina, aprendiendo de Jnane Aztout.”

Los actos de celebración tendrán como escenografía el conservatorio de música vestido a fiesta con nuestra (Stefania Scamardi) Exposición Fotopoética “Bienvenidos a Jnane Aztout”, así como fue la primera vez en Febrero de 2006 al principio de esta aventura.

El barrio de chabolas de Jnane Aztout se ha hecho muy grande.
Y nos sentimos muy orgullosas de él.

 

K. Blixen-CAPRICCI DEL DESTINO. L’Uomo propone, il Destino dispone. A volte

Karen-Blixen-Capricci-Del-Destino-1966-1°

 

Cinque avvincenti racconti della scrittrice Danese Karen Blixen su un destino capriccioso che da sempre  tenta di condizionare la vita degli uomini e delle donne.

 


 

Il Pranzo di Babette

p.7

Incipit

“In Norvegia c’è un fiordo – un braccio di mare lungo e stretto chiuso tra alte montagne-che si chiama Berlevaag Fjord. Ai piedi di quelle montagne il paese di Berlevaag sembra un balocco, composto da casine di legno tinte di grigio, di giallo, di rosa e di tanti altri colori…”p.7

 

Il primo racconto della raccolta apre il magico mondo di Blixen con i suoi tesori. Narrazione asciutta, venata da sentimenti   anch’essi “nordici” e asciutti, depurati di ogni sovrastruttura sentimentale. La stessa Babette, artista della cucina, come lei stessa si definisce, sembra aver assunto durante il suo soggiorno a Berlevaag una personalità asciutta, pur essendo Parigina e Comunard rivoluzionaria, profuga ed esule in Norvegia,  E tuttavia, alla fine del maestoso pranzo che cucina per gli ospiti delle due sorelle in commemorazione del centenario de Decano (se fosse vissuto) parla e parla e butta fuori parte della sua anima d’artista vera.

Impariamo a conoscere  i personaggi   tipici della scrittrice: donne, discrete e affascinanti, uomini in divisa religiosa o civile o militare, di poche parole e molti tormenti. Ambienti morbidi, soffici bianchi o colorati, avvolgenti come la grande nevicata del giorno dopo il grande pranzo. Il cibo portatore di peccato e perciò innominabile, compie il suo dovere divino sul corpo e sulle anime dei grigi commensali.

Un salto al cinema

Il pranzo di Babette  di Gabriel Axel 1987


Il pescatore di perle

p.53

Incipit

“Mira Jama iniziò il suo racconto. A Shiraz viveva un giovane studente di teologia chiamato Saufe, era molto dotato e puro di cuore. Leggendo e rileggendo il Corano rimase tanto assorto nel pensiero degli Angeli che l’anima sua finì per stare con essi assai più che accanto a sua madre o ai suoi fratelli, ai suoi insegnanti o ai suoi condiscepoli o a qualsiasi altro abitante di Shiraz.”

Raccontare storie è divino, quasi angelico. E qui Blixen racconta tanto e fa raccontare tanto, sugli angeli per esempio e sulle loro ali che li spingono sempre più in alto verso non si sa dove per poi, inevitabilmente cadere; su sirene e pesci che fanno scoprire agli umani il meraviglioso liquido che il creatore ha voluto perché essi non possano cadere, ma  grazie alle loro qualità mirabolanti, tra cui un silenzio loquace ed espressivo e la preziosa virtù di prendere “La forma dell’acqua”, di adattarsi con flessibilità e flessuosità al loro ambiente senza modificarlo.  E qui arrivano delle piccole epifanie: il bellissimo e pluripremiato film di Guillermo del Toro e i  “I pesci che non chiudono gli occhi” di Erri de Luca.

Tutte queste suggestioni sono evocate dai racconti di Mira pescatore di perle, della sirena, del narratore anonimo che tira le fila e mette insieme le storie. Magia pura che Karen Blixen modella e trasmette in veste di destino capriccioso.

John_William_Waterhouse_A_Mermaid

John William Waterhouse- A Mermaid

 

“Noi pesci riposiamo tranquilli, sorretti da ogni lato, in un elemento che sempre, in modo preciso ed infallibile, riesce a pareggiarsi. Un elemento che, si può ben dirlo, prende il posto della nostra stessa esistenza persona le, dato che, senza badare alla nostra forma individuale, o al fatto che noi si sia pesci piatti o pesci rotondi, il nostro peso e il nostro corpo sono calcolati secondo la quantità di materia circostante che spostiamo.

La nostra esperienza ci ha provato, come un giorno te lo proverà la tua, che si galleggia benissimo senza speranza, anzi che si galleggia meglio quando non l’avremo. Di conseguenza, poi, la nostra fede stabilisce che per noi ogni speranza è lasciata.

Non corriamo rischi[…]L’uomo, infine, è preoccupato dall’idea del tempo, e mette a repentaglio il proprio equilibrio vagando incessantemente tra il passato e l’avvenire.

Gli abitanti d’un mondo liquido hanno unito il passato e l’avvenire nella massima: Après nous le déluge.”p.71


Tempeste 

p.73

Incipit

“C’era un vecchio attore e capocomico che si chiamava Herr Soerensen. Da giovane aveva recitato nei teatri di Copennaghen:era arrivato perfino a fare la parte di Aristofane nella tragedia Socrate di Adam Oehlenschlaeger selle tavole del Teatro reale. Ma era uomo di carattere prepotente e indipendente, e pretendeva di creare e controllare il mondo che lo circondava.”

Malli, la ragazza del mare, è figlia di un affascinante marinaio scozzese che conquista una giovin pulzella del luogo, dona amore e illusioni a piene mani, diventa padre e, riparata la nave su cui aveva fatto naufragio nel piccolo paese sui fiordi, scompare per sempre abbandonando Malli e sua madre al loro destino. Madre e figlia proseguono coraggiosamente la loro vita in una sorta di simbiosi autosufficiente, nutrita di sogni e rimpianti.

Siamo in compagnia di gente di mare e di teatro. Mr Sorensen decide di rappresentare La Tempesta di William Shalkespeare per ringraziare Dio del successo ottenuto con le precedenti rappresentazioni. Si mette dunque alla ricerca degli attori e si imbatte in uno splendido Ariel. Malli è una creatura teatrale e il ruolo di Ariel sembra scritto per lei.

 

Quali sono le vere Tempeste?

 

John William Waterhouse- Miranda-The Tempest -“Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.” (Prospero: atto IV, scena I.)

 

Il gioco di sovrapposizione tra realtà e finzione è talmente forte che determina il destino dei protagonisti.  Si narra che a seguito di una devastante tempesta una delle navi più grandi e veloci del vecchio e ricco armatore norvegese ha  rischiato di infrangersi contro le rocce aguzze del fiordo.

Si narra anche che a salvarla dalla distruzione fosse stata una giovane e coraggiosa ragazza che con la sola presenza  avesse aiutato i marinai, e tra questi il mitico Ferdinand, a portare la nave in salvo nel porto della città. Tutto il paese tributa omaggi e amore per questa fragile, coraggiosa ragazza.

Il suo destino è segnato dalla sua audacia, viene accolta infatti nella ricca dimora degli armatori, inizia una storia d’amore con il figlio del proprietario e si avvia felice verso il matrimonio, abbandonando il palcoscenico. La favola rosa sta per realizzarsi, ma il capriccioso destino butta una carta sul tavolo da gioco…

Poesie e lettere d’amore

La poesia di Malli per Arndt, il promesso sposo :

T’ho reso povero, dolce mio cuore.

Ti sono lontana quando siamo vicini.

T’ho reso ricco, cuore mio caro.

Ti son vicina quando siamo divisi. p.146

 Intense atmosfere Elisabettiane che richiamano Marlowe e la sua incalzante ultima ora di Faust.

“…pensavo che la tempesta fosse quella della commedia. Ora […] e penso che sarà bello e superbo lasciare che il battito dell’onda copra il battito del cuore”

“Adesso starò qua ferma e aspetterò un’ora prima di chiudere questa lettera. Così ho un’ora di più in cui non t’ho svelato nulla, e in cui nulla è finito tra te e me. E io sono soltanto il tuo amore, colei che deve sposarsi con te.”p. 148


  La storia immortale 

p.149

Incipit

“Attorno al 1860 viveva a Canton un commerciante di tè straordinariamente ricco, il signor Clay. Era un vecchio di alta statura, asciutto e chiuso. Aveva una splendida casa e una stupenda carrozza a cavalli. Troneggiava nell’una e nell’altra, eretto, silenzioso e solo.”

Andiamo con la fantasia in Cina, con un grande mercante francese che per un dissesto finanziario di cui torneremo a parlare, perde tutto,  compresa la magnifica villa dove passeggiano sontuosi i pavoni e dove ora vive il signor Clay.

Scamardistudio-Il pavone nell’orto

Blixen cesella i protagonisti di questo racconto con rotondità, precisione ed efficacia. Magistrale. Il signor Clay, straricco infelice uomo, Elishama commesso tuttofare-ebreo errante, lettore di libri mastri come ninna nanna per il signor Clay; Virginie gran dama innamorata e vendicatrice, Povl-Paolo marinaio innamorato, bello biondo e forte come un orso.

Elishama è il catalizzatore della storia, colui che, come un filo di seta, va da un capo all’altro della tela mettendo insieme i punti di intreccio. Sin da bambino si porta al collo un pezzettino di carta che in Polonia un vecchissimo uomo gli donò conservato in un sacchetto rosso. A Londra incontra un Italiano che gli insegna a leggere e a scrivere, ma non a decifrare quel pezzettino di carta, che apprende essere in ebraico antico. Per saper cosa dica, paga l’uomo del banco di pegni che gli trascrive anche la traduzione in inglese.

Ognuno ha una sua storia da raccontare, ma le storie devono rimanere storie? O si può trasferirle nella realtà? E cosa nasce prima: la storia o la realtà?

Il racconto continua con la lettura della profezia di Isaia scritta sul prezioso fogliettino. Il signor Clay ne è affascinato  e decide di raccontare anche lui la sua storia, vera e dunque degna di essere raccontata. È la storia di un marinaio che inciampa in un’offerta irrinunciabile da parte di un vecchio e ricco signore: 5 ghinee d’oro per fare una certa cosa…

Elishama informa il  prescelto spiegandogli l’arcano. E da qui la storia prende una piega inaspettata.

“Era una notte d’Aprile, l’aria era calda e dolce, e già innumerevoli pipistrelli sfrecciavano silenziosi avanti e indietro. I cespugli di oleandro del giardino del signor Clay sembravano incolori al chiaro di luna, le ruote della sua Vittoria cigolavano piano piano sulla ghiaia del viale”p.187

Ora è il turno di Paolo e Virginie, marionette incerte nelle mani di Clay, Elishama e del solito destino capriccioso. Raccontano la loro storia e noi li seguiamo affascinati e felici di ascoltarli.

Ritroviamo suggestioni antiche su isole deserte (Robinson, Utopia, l’Isola del tesoro) e tempeste (Shakespeare) e vite avventurose, e sfarzo nei palazzi nobiliari di Francia e monete d’oro magiche, e sogni   da realizzare e amori proibiti e travolgenti..

2CONCHIGLIA SU PAGINA

L’appello ai sensi ci ammalia, ci lasciamo suggestionare dai suoni dell’isola p.298, dalla voce del mare nelle conchiglie rare di Paolo p.220, dai gemiti e dalle parole d’amore dei due amanti, giovani e vecchi nello stesso tempo, dai fruscii degli abiti di Virginie che scivolano sulla sua morbida pelle.     

Quanta poesia in questo racconto! Dalla prima all’ultima parola ti trasporta in un mondo di fiaba, con Elishama che ci accompagna verso la conclusione, senza anticipare nulla, ma lasciandoci soli a scoprire come va a finire la relazione tra burattinaio e burattini:

ritaglio Blixen


 L’anello 

p.221

 

Incipit

“In una mattina d’estate di centocinquant’anni fa, un giovane gentiluomo di campagna Danese e sua moglie andarono a fare una passeggiata sulla loro terra. Erano sposati da una settimana. Il loro matrimonio non era stato facile, ché la famiglia della sposa era superiore per lignaggio e per ricchezza…”

   anello

E la storia va avanti nel loro personale Paradiso Terrestre, tra “scherzi e scherni, colazioni e pranzi, cani, mietiture e pecore” fino al momento in cui un anello viene sfilato dal delicato dito della bella Lovisa, detta Isa dal marito Sigismondo. Cosa accade poi, a voi scoprirlo.

Con questo breve racconto denso di significato, simboli e suggestioni, con tanto di giardino segreto si chiude la splendida raccolta dei racconti di Karen Blixen Una lettura piena di poesia, sapienza narrativa, richiami alla grande letteratura, che ha riempito Aprile dei toni profondi e affascinanti di una grande scrittrice.

  Karen_Blixen

 

Un salto al cinema

“La mia Africa” di Sidney Pollack 1986, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Karen Blixen.

 

 

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