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  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

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    G.Falcone: L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

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    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • Scamardistudio-Siviglia. Retratos Y Amor Propio: storie di creatività fotosociale

    locandina

    A Siviglia aprono la mostra collettiva Ciclonicas, Le FARFALLE SACRE di Stefania Scamardi

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 3 Ottobre a Lampedusa-Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...

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ASSOCIAZIONE CULTURALE EUTERPE 2019 – Premio Nazionale di Poesia – Come partecipare

 

Segnalo  una tradizione giovane, ma importante per chi ama la poesia:  il bando di partecipazione alla VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” organizzato dall‘Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

Le sezioni a concorso sono:

– POESIA IN LINGUA ITALIANA

– POESIA IN DIALETTO

– POESIA IN LINGUA STRANIERA

– LIBRO EDITO DI POESIA (anche opera a più mani, collettiva, antologia)

– HAIKU

– VIDEO-POESIA

– CRITICA LETTERARI (comprendente recensioni, prefazioni, postfazioni, note di lettura, analisi del testo, approfondimenti, saggi etc su poesie, poeti, opere poetiche e letterarie)

 

Ricordiamo che la scadenza di invio dei materiali è fissata al 15 maggio p.v.

qui il bando

B. Pasternak-IL DOTTOR ZIVAGO. È la Rivoluzione che batte il tempo dei sentimenti, in Russia

 

zivago

 

Dopo  l’Autobiografia-Boris Pasternak, arriva il momento  del  capolavoro, Il Dottor Zivago, pubblicato  da Giulio Einaudi  nel 1964.  Strane  coincidenze nella storia di questo libro firmato dal tempo, con le sue croste. È un regalo di una ragazza dal nome russo-Katia- a un compagno di classe convalescente,  un dono d’amore degli anni 60, sull’onda del successo del film  Živago di David Lean (1965), con Julie Christie-Lara e Omar Sharif-Jurij Živago.

Mi immergo nella lettura, ma nel bel mezzo della storia di Lara, della sua festa di nozze con Pasa, della sua partenza improvvisa,  della nascita del primo figlio di Živago, inaspettato arriva un piccolo giallo: pagine e pagine “bianche”. La cosa mi colpisce molto anche perché è un’edizione Giulio Einaudi e lo Struzzo  si sa  è sinonimo di qualità.

Mai avrei immaginato di vivere questa  spiacevole sensazione di mancanza. Dopo tentativi di vario tipo, incluso il contatto con la casa editrice, mi dico:

“giochiamo a riempire gli spazi vuoti sulla base di quanto letto e di quanto mi aspetto che accada, una sorta di psycholinguistic guessing game, come  Goodman(1967) definisce la lettura”

Risolto il problema mi metto in viaggio, in treno da Mosca verso la campagna con la famiglia  Živago. Lasciare la casa, intraprendere il tormentato trasferimento attraverso l’autunno e l’incipiente inverno, ha in un certo senso, il sapore epico e tragico della deportazione, sebbene Jurij abbia volontariamente deciso di lasciare Mosca per sfuggire alle condizioni terribili e pericolose della grande città in preda alla cieca lotta tra fazioni politiche.

In viaggio verso la sopravvivenza

Il treno è stracarico di gente comune in fuga e di militari e funzionari Rossi, a caccia delle sempre più sparute truppe di Bianchi combattenti per il vecchio regime. Nei vagoni-casa accadono tante cose e Pasternak racconta di uomini e donne e militari e storie. E il tempo intanto passa, finché non si arriva a destinazione.

Dopo trecento-e-passa pagine finalmente riappare Lara, nella biblioteca di Juratin. E sono pagine dense. Bellissima è  la descrizione delle sale, dei lettori, della gente di Juratin e infine del nuovo incontro con Jurij. Quanto l’ abbiamo attesa Larisa!  Lara che legge, che studia, che lotta contro gli eventi e contro i topi della sua casa!

Jurij la vede in un angolo della sala di lettura, il suo primo impulso è di alzarsi e di avvicinarsi, ma si frena.

“La vedeva di scorcio, quasi di spalle. Indossava una blusa chiara a quadretti, stretta da una cintura, e leggeva con trasporto e dimentica di sé, come fanno i fanciulli, con la testa un po’ piegata sulla spalla destra. Talvolta restava soprappensiero con gli occhi levati verso il soffitto, oppure, socchiudendoli, guardava fisso davanti a sé e poi di nuovo si chinava sul tavolo, la testa poggiata alla mano e, con un movimento rapido, largo, copiava a matita, in un quaderno, qualche passo del libro”336-344

E tuttavia la passione ribolle e allora, decide di  cercare la sua amata:

Era una fredda giornata ventosa dei primi di marzo. Dopo aver sbrigato alcune faccende in città ed essersi affacciato un momento in biblioteca, Jurij Andreevi‎č all’improvviso mutò programma e decise di cercare della Antipov” 336-344

La vita con Larisa Antipova

E la trova. Inizia così un periodo  di felice vita in comune. Lara racconta a Jurij la sua storia. Sedotta appena adolescente dal ricco amico della mamma, intristita da questo evento e dallo stesso condizionata per tutta la sua vita di donna, incontra il grande amore in Pasa Antipov-Strelnikov. E ne parla in modo tanto appassionato che Živago dice parole quasi da fotoromanzo. La lettura arranca e si arrende quasi di fronte a questo ridondante passaggio:

“In che modo incredibilmente puro e forte lo ami! Amalo, amalo pure. Non sono geloso di lui, non voglio frappormi tra voi”

E tuttavia non ce la faccio a fermarmi. Vado avanti.

Prigioniero dei partigiani del bosco

In mezzo alla natura, sottratto con violenza ai suoi affetti,  il dottore si lascia incantare dal bosco e i suoi abitanti.

“Una farfalla marrone-maculata passò volando contro il sole, come un pezzo di stoffa colorata che si piegasse ed aprisse ad intermittenza. Ne seguì il volo con gli occhi assonnati. La farfalla si posò su quello che più somigliava al suo colore, sulle scaglie della corteccia marrone-maculata d’un pino con la quale si fuse completamente. Vi si assimilò da sparire, così come Jurij Andrèevič si dileguava senza traccia sotto la rete di raggi e di ombre che giocavano sopra di lui”403

 

Questa edizione del romanzo  si chiude con un’appendice affascinante: ventiquattro poesie di Živago. Sono meravigliosi frammenti di vita spirituale, di sguardi stupiti sulla natura, di esaltazione dei sentimenti d’amore e di dolore, frammenti che  riassumono in versi le vicende già raccontate in prosa, quasi a voler dar loro una dignità universale, un’anima poetica collettiva. Alcune sono bellissime e struggenti, come Separazione o del  distacco definitivo da Lara, o  Convegno, gocce di amore puro:

“Quasi che con un ferro

Intinto nell’antimonio

T’avessero tracciata

A tratto sul mio cuore”;

e poi L’alba, con Zivago che ha ritrovato Lara,  strafelice come un bambino immerso nel miracolo dell’amore,

“Ho voglia di andare tra la gente, nella folla,

fra la loro animazione mattutina.

Sono pronto a mandare tutto in schegge

E a mettere tutti in ginocchio…

e ancora la stupefacente Dichiarazione

“Passeranno gli anni, ti sposerai,

dimenticherai i disordini.

Essere donna è un grande passo,

fare impazzire è un’eroica impresa.

Pure, io, di fronte al prodigio delle mani di donna,

del dorso e delle spalle e del collo,

con la devozione d’un servo

tutta la mia vita benedico…

Ascoltiamo la poesia Marzo, nella traduzione del grande Slavista  Angelo Maria Ripellino.

 

Tornando alla prosa…

Živago ci fa da guida nel mondo rivoluzionario Russo, dagli inizi, attraverso la prima grande guerra con i suoi guasti, il furore rivoluzionario, la ferocia della guerra civile, la seconda grande guerra, via via verso la “normalizzazione” di un regime deludente che non sembra mantenere le sue promesse.

Un romanzo intenso  quello di Pasternak, che parla di storia, ma non è un romanzo storico; parla di rivoluzione, ma non è un pamphlet rivoluzionario; parla d’amore, ma non è un romanzo sentimentale; vive di poesia, ma non è un poema; indaga la natura, ma non è un manuale di scienza.

Allora cos’è? Cosa lascia al lettore? È un’epopea, un ritratto “corale”, punteggiato dai versi e dalla condivisione del processo creativo con il lettore, nei momenti in cui il poeta-narratore è sotto l’urto dell’onda emotiva dell’amore per Lara, o della pallida illusione rivoluzionaria, o dei mille ripensamenti, pentimenti, delusioni e piccole grandi sconfitte esistenziali.

boris Pasternak

È stato molto coinvolgente  leggere in successione l’Autobiografia e Il Dottor Zivago, capolavoro narrativo-con appendice poetica. Quanto Boris c’è in Jurij Živago!

Il Dottor Živago ha reso famoso il suo autore al grande pubblico, ma, secondo Montale, l’opera che ne rivela l’autentica grandezza è la sua Poesia. Nell’asciutta ed incisiva Prefazione  al romanzo Montale afferma:

“Nel Dottor Živago si avverte la fede di chi ha creduto a qualche cosa di incomprensibile, e che continua a credervi anche nell’ora della morte e della disfatta. Se poi si tratti di fede nell’uomo o di un’altra fede giudicheranno col tempo, altri lettori. Il Dottor Živago è uno di quei libri che possono dar tempo al tempo”

Per saperne di più

  • Il Dottor Živago è rimasto impresso nella mente e nel cuore degli Italiani per la tormentata storia della sua pubblicazione nell’Unione Sovietica post-Stalin e per il film di David Lean (1965), con l’indimenticabile Tema di Lara, colonna sonora di Maurice Jarre premiato con l’Oscar… read more

  •  Lettera d’amore di Boris a Olga, la sua Lara… read more

 

Assaggi…

Autunno  è una delle 24 bellissime poesie di Jurij, che chiudono Il Dottor Zivago  Mi è piaciuto molto leggerla e registrala per voi. Spero comunichi piacevoli sensazioni “primaverili”, anche se parla di  un intenso Autunno d’amore  e sofferenza

 

 

 

Sciopero per il clima- Ambiente e Poesia a scuola, ieri e oggi.

 

15 Marzo sciopera per il clima

Oggi

Oggi, 15 Marzo 2019 è una giornata speciale. Gli studenti di moltissimi paesi sono in “ sciopero” . Alla guida di Greta Thunberg, sedicenne attivista Svedese che ha dato il via a questa reazione benefica a favore della nostra terra, protestano in massa, convinti.

La nostra speranza per il futuro è in marcia, si sta riprendendo dal torpore di questi ultimi decenni e vuole esserci, ma soprattutto “fare” e spingere i potenti del mondo e i decisori politici ad accelerare il ritmo e intraprendere le azioni necessarie per fermare il progressivo degrado ambientale che sta investendo il nostro pianeta.

Ma non comincia tutto ora, la scuola, la sempre vituperata scuola è in moto da tanto, tanto tempo, ma a pochi interessa quello che accade dentro le aule, tra i docenti, con gli alunni. Sono elettori, e quindi prede appetibili, solo al conseguimento del maggiore età… Ma questi giovani millennials in sciopero oggi, tra non molto voteranno e allora ne vedremo delle belle, spero. Intanto si fanno sentire e coinvolgono anche migliaia di persone, giovani e meno giovani.

Ieri

Nel 1993/94 in una delle sessioni dedicate alla formazione in servizio PSLS (Progetto Speciale Lingue Straniere) di docenti di Lingua e Letteratura Straniera, affrontiamo il tema del clima e di come lo si può trattare a scuola, in interazione con i docenti di materie scientifiche. Siamo agli albori del CLIL. Si parla  di lingua per scopi speciali (LSP) e di interdisciplinarietà.

Giorgio uno dei corsisti, relaziona sull’esperienza didattica fatta in  una delle sue classi e mostra l’interpretazione apocalittica di una  studentessa sull’urgenza di intervenire. Stiamo per fare una mossa mortale, l’ultima, quella che ci porterà all’autodistruzione (Era il 1994!). Stefania  esprime la sua preoccupazione e “allerta” gli adulti in modo creativo e sensibile, attraverso un disegno e una breve poesia in Inglese.

Stefania Scamardi-The mortal move (2)

The mortal move

In your water

you reflect the perplexity

and the errors of life.

The vision is turbid

It’s the prelude to the end

Lead me with you

gentle rain!

Let me glide on your heart

let me know life

and its genuine reflex.

I want to dance with the  wind

to follow the sound of silence.

I want to speak with Death

to know its sweet  Truth.

Make me part of you, Earth!

Help me win the game of Life

Help me avoid The mortal move

Stefania 1994

Tralascio tutti gli aspetti tecnici e metodologici emersi intorno a questo prodotto e al tema trattato, ma ne sottolineo l’intensità e l’attualità. Nel 1994 la nostra scuola e i nostri studenti, pur avvertendo l’urgenza del problema, non erano ancora pronti ad assumersi in prima persona la responsabilità di spingere all’azione. Oggi sì. li aiutano i social, li aiuta Greta, forse li aiuta dietro le quinte qualche altro attore, li aiuta l’informazione più diffusa e allarmante, li aiuta persino la cecità sociale e ambientale di un potente del mondo-Trump.

E sembra sia giunto il tempo di agire.

M.L. Daniele Toffanin-LA CASA IN MEZZO AL PRATO in Boscoverde di Rocca Pietore. Storia di vita in montagna, tra poesia e tragedia ambientale.

 

 

mltoffanin rocca pietore

Bastano poche parole per descrivere le poesie raccolte in La casa in mezzo al prato-in Boscoverde di Rocca Pietore di Maria Luisa Daniele Toffanin. Poche parole sì, perché sono  i versi-gocce a trasudare le forti emozioni della poetessa di fronte allo spettacolo della montagna Dolomitica, con i suoi prati, sassi,  fiori e odori, immersi in una natura nutrice dei fecondi rapporti familiari e amicali di Maria Luisa.

E bastano poche, semplici parole per descrivere la reazione del lettore, che non può sfuggire all’emozione che questi frammenti di vita spirituale e reale trasmettono: la gioia della casa e del lavoro condiviso, la ricostruzione del ponte, la descrizione dell’alternarsi dei mesi e delle stagioni, i giochi dei bimbi sui prati, la pastora, gli animali felici, lo stupore infantile eppur maturo di fronte alla bellezza dei luoghi e dei suoi abitanti, ma anche la conclusione malinconica con il ritorno alle radici dell’infanzia, purtroppo lacerata  dall’urlo aggressivo del vento e dell’acqua dello scorso Autunno.

prefazione richter a mltoffanin

E tuttavia il messaggio di Daniele Toffanin è di speranza, di fede nella vita e nella capacità dell’essere umano,  specialmente della tenace comunità di Rocca Pietore, di recuperare le radici e ravvivarle per tornare a ri-costruire ricordi, legami, case, ponti…

 

 

Assaggi

Introduzione “C’è una casa immensa in mezzo al prato, lungo il torrente Pettorina, ai piedi di una fitta abetaia, all’ombra del Sasso Bianco, stretta alla strada statale da un ponte di legno, opera del Checco cortese montanaro di Sottoguda. Una casa sorta là per gioco, quasi una favola uscita dalla bacchetta magica di una ninfa boschiva. Un gruppo di colleghi -amici, giovani sognatori, invia a vari comuni montani la richiesta d’acquisto di un lotto di terra per costruirvi un loro condominio. E Rocca Pietore, nell’agordino, è l’unico a rispondere, circa 45 anni fa.”

 

 

Settembre

Nel reale

potenza di dolomie

distese di abetaie

settembre fa alchimie:

visioni irreali

di un colore sublimato

di quella luce rara

di trasparenza pura.

 

Sollevato dalle ombre

il pensiero è più leggero

negli spazi di cristallo:

audace veleggia

a quota altra di felicità.

Ritorno da Rocca Pietore, settembre 1997

 

 

 

Maria Luisa DanieleToffanin-APPUNTI DI MARE-Abbracci di Sicilia fino a Lampedusa. Ed è subito POESIA.

 

lampedusa faro capo grecale

Faro di Capo Grecale a Lampedusa

 

Il regalo di Daniela, compagna di palestra e di letture, è corposo. La busta di carta, rigorosamente ecologica, contiene dieci piccoli volumi di  poesie e racconti, di Maria Luisa Daniele Toffanin, poetessa Padovana.

Li prendo  tra le mani, li scorro velocemente, uno  per uno, quando  l’occhio si posa avido su Appunti di mare, che sembra inviarmi  un richiamo profondo a cui non riesco a sottrarmi. Comincio a sfogliarlo e la meraviglia comincia ad avvolgermi.

Le delicate  “ali” di poesia di Toffanin volano su luoghi ben noti alla mia anima e della  mia esperienza: Oliveri,  Marina di Patti, Tonnarella, Tindari,  Milazzo,  Montalbano Elicona, Castroreale…le “piccole” isole, fino a Lampedusa, patria per eccellenza del viaggiatore “altro”.

appunti di mare-toffanin

Quanto tempo, quanta vita, quanto mare da quei lontani giorni in cui l’amore mi ha trasportato dall’aspro Abruzzo alla caleidoscopica Sicilia! All’unisono con la poetessa, in comunione, ho sentito vibrare corde antiche. Sulla spiaggia, sui traghetti, sul sentiero che ardito porta al mare, dentro l’involucro delle onde schiumose che ti avvolgono, avverti il calore del grembo materno, nel quale torni sempre volentieri a ritrovare te stessa.

Le ho sentite mie le sue gocce di umanità condivisa nel lungo viaggio verso la consapevolezza e l’accettazione della nostra natura umana, così limitata da confini corporei  a rischio, eppure  così immensa nella sua ricchezza di potenzialità.

I versi di Toffanin sono pura musica della natura, sapienti nella loro struttura tecnica eppure liberi  e svolazzanti  tra colori e movimenti naturali e avvolgenti. Cielo, mare, volo di uccelli, tramonti e albe, in successione, uomini e pesci, storie, favole. Richiami al Dio in cui credi, o a quello a cui aspiri, e sogni di trovare dentro di te.

E sono musica di parola anche i frammenti in prosa che riassumono il significato della poesia e lo rafforzano. Condivido un’unica breve poesia Forme-suoni- immagini.(p.78)e alcuni “assaggi” da altre.  Stiamo per partire da Lampedusa, alla fine del viaggio con Maria Luisa.

Forme-suoni- immagini

Sono una goccia salmastra

Dal vento sollevata sulla roccia

Che con guizzi d’iride

Chiede del suo essere là

Perla di luce riflessa.

Sono l’onda più ardita

Inquieta l’irsuta criniera

Agitata dall’abisso

Arcano insoluto quesito.

Sono l’onda piatta-pecora d’acqua

Che là nella cala bela

Al suo insicuro vivere

Ma sullo scoglio presto tutta si terge

Dalle sue scorie intime purificata.

Sono l’eco smeraldo

Dell’acqua più pura

Che invoca il tuo corpo

All’amplesso del mare.

M.L. Daniele Toffanin

 

 

Assaggi- Gocce d’ infinito

 

M. Toffanin-Disegni per Appunti di mare

In questo verso brilla  l’universo: umanità, firmamento, acqua/vita– “Traghettando la notteII Noi umane stelle d’acqua… 37

Echi Calviniani affascinanti– “Ora se una notte un viaggiatore andando per mare su un antiquato e lento traghetto, scoprirà in un attimo di bagliore la valenza dell’Amore nel nostro vivere, capirà anche il senso di questo traghettare la notte, il giorno, di questi balzi da scoglio in scogliocercando risposte al mistero, comprenderà pure la ricchezza degli incontri umani e la pienezza del rapporto con la natura.”38

Tempo di luna rossa   “Rossa la luna e perlacea l’albaRossa la luna accende/l’occhio opaco dell’oblò/e l’anima s’infiamma/a gocce di cristallo/sul vetro della notte…”39

Come a Stromboli e su tutte le “piccole”  isole“Attracca la nave-L’arrivo della nave scuote la solitudine dell’isola, riporta vita, rinnova vita,riunisce uopmini e spazi, segna con arrivi e partenze il tempo.”46

Parole-suono-ritmo di onda Quesiti di mare- II Ma tu che cavalchi cavalli di cristallo immenso…62

G.Ceronetti-CARA INCERTEZZA. Intorno a William Blake sferragliano oleati ingranaggi letterari. Spunti

William Blake è un poeta molto amato. Anche dagli studenti liceali che ne sentivano la forza vibrante di energia e profezia quando lo leggevamo insieme, o lo ascoltavamo nelle parole e nelle note di cantanti e attori. Blake è molto amato  anche dai suoi “colleghi”, intellettuali di ogni tempo, non sfuggono dunque Ceronetti e Ungaretti.

 

tygerbig

W.Blake-The Tyger-testo e immagine

Cara Incertezza…

Titolo perfetto, suggestivo e bellissimo per questa raccolta di articoli che spaziano tra   dubbi esistenziali dell’uomo moderno e antico, ritratti impressionanti di personaggi più o meno noti, analisi letterarie e sociologiche originali e spesso contro corrente, in un viaggio temporale tra gli anni 80-90, “in prossimità dei tristi Duemila”.

cara incertezza

La Tigre ruggisce tra le pareti scolastiche. Il suo fascino si esalta per contrasto: bene-male, luce-tenebra, gioia-dolore, cielo-inferno, acqua-fuoco, innocenza-esperienza”. E anche il ritmo è doppio: cantato-parlato.

“il passaggio improvviso dal ritmo trocaico a quello giambico e dalla rima baciata a quella non rima che è di fatto la eye rhyme, è di fatto un passaggio dal cantato al parlato, dalla musica alla prosa.

Intendiamoci, non c’è veramente né musica né prosa nel testo di Blake. Quello che c’è è un andamento poetico che ora si fa maggiormente musicale e ora si fa maggiormente prosastico; in altre parole, la poesia evoca nel suo flusso ora la presenza della musica ora quella della prosa.”Daniele Barbieri

Il prodotto dei contrasti? Musica pura… in cui ci tuffiamo con Patti Smith che canta e recita The Tyger.

 

Nell’articolo Blake e la Tigre, Ceronetti apre una finestra sul nascente mondo industriale Britannico, sui moti rivoluzionari di quel tempo ruggente, inclusa la tempesta Romantica che travolge gli intellettuali dell’epoca. Dalle forme e dai movimenti dello splendido animale, traspare un’ anima cupa, infernale e ruggente, in un’atmosfera rumorosa e meccanica, che i Bards esaltano con i loro strumenti.

 

Dopo la musica delle parole cantate, arriva qualche assaggio delle incertezze di Ceronetti.

 Come nasce la poesia Molte cose, infinitamente più che non s’immagini, concorrono a generare una grande poesia. Il verso, nel suo formarsi (a volte quasi geologico), assorbe tutto quello che ha intorno. Anche l’aria più infetta e più sporca, il fumo delle città, lo nutrono, ma se il poetante non è un vaso alchemico non ne nasce dell’oro. Se da un lato crescono tra il ferro e l’acciaio industria e schiavitù e dall’altro irrompe rivoluzione, il visionario autentico che passi di là ne sarà pedalato e vedrà le tigri in movimento. Tutto era in procinto di patire violenza su violenza, e non ci sarebbe stata risposta.”

 

Tigrificazione “La guerra, dice Machado, entigrece, tigrifica l’uomo: ma non c’è bisogno di guerra perché si riveli tigre chi è stato plasmato, divina immagine, come tigre.”

 

La belva meccanica, locomotiva notturna“Tutto l’immaginario figurato di The Tyger ha il respiro della creazione nuova, industriale, che si fa con nere, inesorabili materie di sottosuolo. Se fosse vissuto una decina d’anni di più, Blake avrebbe visto la locomotiva mettere il muso tra le case proprio nel centro di Londra, e la locomotiva è, per tutto il XIX, per antonomasia la belva meccanica…La Tigre è una locomotiva in the forests of the night, che potrebbe non avere nessuna Guida: questa è la nostra più grande paura.”

 

Tigre infernale “La Tigre è metallica, plasmata in una ferriera, colata di fusione rovente che si raffredda tra le mani di un Dio che non teme di ustionarsi né di sorridere, contemplandola, alla sua mostruosa creatura (Did he smile his work to see?). Il dottor Moreau di Wells sorride anche lui alle strane creature che escono dalle sue mani infernali; e anche Fermi avrà sorriso alla sua tigre in fasce…”

Lo stesso ruggito romba in Ungaretti, traduttore di Blake.

 

la tigre

A. Ligabue-Tigre

 

La tigre

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale fu l’immortale mano o l’occhio
Ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?

In quali abissi o in quali cieli
Accese il fuoco dei tuoi occhi?
Sopra quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?

Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?

Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello fu in quale fornace?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?

Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terra
e il paradiso empivano di pianti?
Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro,
Chi l’Agnello creò, creò anche te?

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale spia
Osa formare la tua agghiacciante simmetria?

(traduzione di Giuseppe Ungaretti)

 

 Consonanza di spirito…

ungaretti

“…L’adesione, la consonanza di spirito, la tendenza a “riconoscersi” da parte di Ungaretti nell’opera blakiana ha infatti motivazioni profonde, e non esclusivamente relative alla ricerca di nuove soluzioni metrico-stilistiche — le quali, peraltro, si costituiscono già quale fattore di sensibile rilevanza —, come afferma il poeta nel Discorsetto del traduttore3 posto in apertura del volume del 1965. Si tratta, infatti, di un’adesione che investe la concezione della poesia come “vita d’un uomo” (dell’Uomo), come slancio ideale ed utopico verso “l’assoluto” gnoseologico, verso l’ineffabile e misterioso universo ontologico.

Per questo Ungaretti si “riconosce” in Blake: perché vi rintraccia, stratificati al fondo del suo mondo poetico, tutta una serie di motivi, di elementi che già informano, in parte, la propria ricerca poetica. Ed il contatto con l’opera di Blake è folgorante: Ungaretti vi ritrova quel miracolo della parola che aveva già sondato in Mallarmé, ma vi ritrova inoltre il mistero, il fluire d’echi d’ante vitam, la ricerca dell’Idea pura platonica che si dispiega nella Visione del poeta-vate, del poeta profeta e rabdomante.”Massimo Fabrizi.

Si ferma qui il breve movimento di un ingranaggio molto complesso, dove William Blake e la sua Tyger guidano le danze e ci invitano ad entrare nel loro mondo magico, per esplorarlo, approfondirlo ed espanderlo.

 

 

 

 

25 Novembre 2018-LE FARFALLE SACRE di Scamardistudio-“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” I.Asimov

 

Scamardistudio-Flying-Eres hermosa-Holy butterflies 2018

scamardistudio 2018-Flying

 

Sei bella.
E non per quel filo di trucco.
Sei bella per quanta vita ti è passata addosso,
per i sogni che hai dentro
e che non conosco.
Bella per tutte le volte che toccava a te,
ma avanti il prossimo.
Per le parole spese invano
e per quelle cercate lontano.
Per ogni lacrima scesa
e per quelle nascoste di notte
al chiaro di luna complice.
Per il sorriso che provi,
le attenzioni che non trovi,
per le emozioni che senti
e la speranza che inventi.
Sei bella semplicemente,
come un fiore raccolto in fretta,
come un dono inaspettato,
come uno sguardo rubato
o un abbraccio sentito.
Sei bella
e non importa che il mondo sappia,
sei bella davvero,
ma solo per chi ti sa guardare. Alda Merini

 

 

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