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  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Amo l’Europa. Voglio prenderla dal verso giusto…

    cara Europa ti scrivo...ckick&read
  • Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • 3 Ottobre a Lampedusa-Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Libera contro la mafia “Cento passi verso il 21 marzo”

  • 2 Giugno 2018-Festa della Repubblica Italiana

  • Stragi di Maggio: non dimenticheremo.

    G.Falcone: L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.

  • Siria: continuiamo ad essere dentro una guerra insaziabile

    Chi bombarda cosa? Partono impietosi i razzi di USA, Russia, Francia, Regno UInito... immediatamente tutti gli altri si stanno accodando alla magnifica follia dei bellissimi missili Trumpiani! Ma quando , come e con chi ne verremo fuori? ONU batti un colpo di pace, please!

  • 13 Maggio 2018- Festa della Mamma

    festa della mamma 2018-storia di un' assoluzione
  • UN GIORNO, TUTTO QUESTO-Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

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  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

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    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

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    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

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Chi è veramente Gibran? Nelle LETTERE D’AMORE DEL PROFETA Coelho trova la risposta.

 

1 LETTERE PROFETA COELHO

Mi piace la mia casa. È piena di piccoli tesori nei quali inciampo inconsapevolmente. E mi stupiscono sempre, perché spuntano da angoli nascosti, per parlarmi di momenti della mia vita dimenticati, o rimossi. Tra i piccoli tesori ritrovati ci sono i libri.

Quello che ha appena finito di affascinarmi è Lettere d’amore del Profeta, a cura di Paolo Coelho. Piccolo, agile, blu e bianco di nuvole in movimento come anime, allieta il mio Natale.

Anche l’edizione mi cattura, asSaggi Bompiani. Mi piace molto l’idea degli assaggi, vi ricorro spesso quando voglio citare qualcosa dai libri che leggo. Assaggi da assaporare, con il gusto dell’occhio e dell’anima.

Sulla prima pagina bianca, nell’angolino in basso a destra c’è un appunto “mille auguri d’amore” e poi un nome. Non ricordo questo regalo, ma riconosco la persona e riconosco la calligrafia: la mia! Strano. Cerco di ricostruire l’occasione. Forse ho capito. Il giorno successivo al ritrovamento, dopo anni e anni di distanza, incontro in città chi me lo ha donato. Coincidenze?

“Chi è Gibran?” mi domandavo. E archiviando brani delle sue lettere nel mio computer, penso di averlo scoperto. Gibran non era né un rivoluzionario né un saggio. Era un uomo, come tutti noi, e racchiudeva nella propria anima gli stessi dolori e le stesse gioie che proviamo noi. Eppure, attraverso i suoi libri è riuscito a rendere manifesta la grandezza di Dio.”Paolo Coelho

È un amore speciale quello che traspare dalle lettere di Khalil a Mary Haskell. Mary è il demiurgo che lo aiuta a conoscersi, ad amarsi, a valorizzare il suo lavoro, i suoi quadri, a capire l’universo che lo circonda. Mary è il tutto.

Lettere d'amore-Dedica Khalil-a cura di Coelho

Il linguaggio di queste lettere è così semplice, così diretto, e umano nel profondo, che spiazza il lettore. Lettera dopo lettera ti ritrovi a dire: “queste idee mi appartengono e mi piacerebbe saperle comunicare al mio amore in questo modo.”

Coelho lo ha fatto, racconta infatti che:

“Un giorno, durante una conversazione con mia moglie (in realtà fu più una discussione, e ringrazio Dio se, pur essendo sposati da diciotto anni, riusciamo ancora a discutere), non riuscivo a spiegarle un certo pensiero. La pregai allora di avvicinarsi al computer e di leggere una lettera di Gibran, che forse sarebbe riuscita a trasmetterle meglio ciò che intendevo dirle in quel momento.

Mia moglie lesse la lettera: non solo quella, ma anche il resto dell’archivio. Nacque in quel momento il mio desiderio di dare alle stampe un altro libro sulla relazione di Khalil Gibran con Mary Haskell”

Per nutrire e sollevare lo spirito, questo è il libro adatto.

 

Assaggi

lettera-assaggio.jpg

 

 

T. Dreiser-SISTER CARRIE- Sogni, paure, successi e fallimenti di una giovane donna Americana tra 800 e 900

 

 

carrie edizione òletta

È stata davvero una bella sfida  arrivare alla fine di un romanzo così lungo e  ricco di suggestioni, fino alla sorprendente conclusione,  attraverso passaggi talora esaltanti talora ridondanti.

Incipit

“When Caroline Meeber boarded the afternoon train for Chicago, her total outfit consisted of a small trunk, a cheap imitation alligator-skin satchel, a small lunch in a paper box, and a yellow leather snap purse, containing her ticket, a scrap of paper with her sister’s address in Van Buren Street, and four dollars in money. It was in August, 1889. She was eighteen years of age, bright, timid, and full of the illusions of ignorance and youth.”

Trama

Caroline Meeber, familiarmente Sister Carrie, diciottenne piena di sogni e aspettative lascia Columbia City e la sua famiglia per raggiungere sua sorella Mollie, sposata a Chicago. Dal lì inizierà il suo percorso di ricerca di un lavoro e di costruzione della sua identità di donna autonoma. A Chicago vive la sua prima esperienza di lavoro in una fabbrica di scarpe nella terribile atmosfera della catena di montaggio. Dopo un breve e tormentato soggiorno presso la sorella, Carrie decide di andarsene e di cercare un lavoro che le permetta di vivere autonomamente in città. Incontra gli uomini che determineranno in parte il suo destino, Drouet e Hurstwood. Il primo, già conosciuto sul treno per Chicago, le apre “il sipario” del Teatro, che diverrà in seguito la sua professione; Hurstwood la catturerà per la sua esperienza, gentilezza e magnificenza, sebbene la spinga poi a seguirlo con l’inganno. Entrambi usciranno dalla sua vita nel momento in cui Carrie realizzerà che può farcela da sola, almeno economicamente. Ma non tutto va per il verso che la giovane Sister Carrie si era immaginata al momento di lasciare Columbia City…

Titolo

originale proibito

copertina originale, rossa ed essenziale, un segnale di “allarme” per il lettore…

Il titolo del romanzo ha una sua storia. Per l’editore Sister Carrie avrebbe dovuto essere The Flesh and Spirit, per conferire al libro una veste di accettabilità “morale”, considerato che la storia  suscitò  grande  indignazione nei benpensanti  dell’epoca.  Ma l’operazione non riesce. Dreiser insiste per il titolo da lui scelto. La parola “sorella” potrebbe indurre qualche lettore  a pensare che sia la storia di una suora, ma si scoprirà subito il vero significato del termine: in famiglia  Carrie veniva  affettuosamente  chiamata così. Il termine ritorna in una differente accezione quando Carrie accetta l’aiuto di Drouet a Chicago, a voi individuarla…

Carrie

“Caroline, or Sister Carrie, as she had been half affectionately termed by the family, was possessed of a mind rudimentary in its power of observation and analysis. Self-interest with her was high, but not strong. It was, nevertheless, her guiding characteristic. Warm with the fancies of youth, pretty with the insipid prettiness of the formative period, possessed of a figure promising eventual shapeliness and an eye alight with certain native intelligence, she was a fair example of the middle American class — two generations removed from the emigrant. Books were beyond her interest — knowledge a sealed book.”

 Drouet

Sul treno per Chicago, il primo incontro con Drouet. Carrie ne è impressionata, si scambiano gli indirizzi. Chissà potranno rivedersi a Chicago…

“His suit was of a striped and crossed pattern of brown wool, new at that time, but since become familiar as a business suit. The low crotch of the vest revealed a stiff shirt bosom of white and pink stripes. From his coat sleeves protruded a pair of linen cuffs of the same pattern, fastened with large, gold plate buttons, set with the common yellow agates known as “cat’s-eyes.” His fingers bore several rings — one, the ever-enduring heavy seal — and from his vest dangled a neat gold watch chain, from which was suspended the secret insignia of the Order of Elks. The whole suit was rather tight-fitting, and was finished off with heavy-soled tan shoes, highly polished, and the grey fedora hat.”

Hurstwood

Hurstwood rappresenta in linea di massima l’uomo di potere che pretende troppo dalla sua presunta grandezza, e si ritrova dentro un abisso senza fine.

“Hurstwood was an interesting character after his kind. He was shrewd and clever in many little things, and capable of creating a good impression. His managerial position was fairly important […]The chief executive and financial functions devolved upon the owners — Messrs. Fitzgerald and Moy — and upon a cashier who looked after the money taken in. For the most part he lounged about, dressed in excellent tailored suits of imported goods, a solitaire ring, a fine blue diamond in his tie, a striking vest of some new pattern, and a watch-chain of solid gold, which held a charm of rich design, and a watch of the latest make and engraving. He knew by name, and could greet personally with a “Well, old fellow,” hundreds of actors, merchants, politicians, and the general run of successful characters about town, and it was part of his success to do so.”

I luoghi

House in Chicago 1880

House in Chicago 1889

Molto interessanti sono i luoghi della storia: Chicago, emergente città industriale e New York megalopoli, regno delle opportunità, dove l’arte fiorisce e l’apertura mentale domina. Dove una ragazza semplice riesce a fare carriera dall’anonimato del Chorus line di un musical alla fama di attrice di qualità.

In queste città  la modernità si sta facendo strada prepotentemente, ma  esige   allo stesso tempo un pedaggio salato che Dreiser analizza in  dettaglio, dalla catena di montaggio allo sfruttamento dei lavoratori, specialmente delle donne, alla crisi economica che travolge tutti inaspettatamente, anche se Hurstwood l’aveva sentita arrivare…

 

before Grand Central-NY

Before Grand Central-New York

A New York anche le differenze tra ricchi e poveri sono abissali, Ma la grande megalopoli sa inventarsi  soluzioni creative ai problemi dei disperati,  compare infatti il misterioso  Capitano che riesce a procurare un tetto per la notte alla fila infinita di poveri intirizziti.

Hurstwood a New York

Hurstwood, caduto in disgrazia, scopre e vive in prima persona questa nuova realtà, tra  i  ghetti di Hester Street e Bowery, Tenta disperatamente di reagire, il suo mantra è: I’ve got to get something…  ma di fatto la sua discesa agli inferi sociali è irreversibile. A molti il romanzo è piaciuto soprattutto per la sua   parabola   umana.

“Il dramma del compagno d’avventura di Carrie, che scende tutti i gradini del disastro sociale, fino alla fame vera e dura, fino alle notti nei dormitori dei miserabili, fino alla morte per disperazione e per gas in una stamberga della Bowery. Mentre nella sua stanza al Waldorf da poco costruito (e abbattuto poi e ricostruito come Empire State Building) Carrie, ormai attrice di successo con il nome d’arte di Carrie Madenda, su consiglio di un nuovo, fascinoso corteggiatore, legge Père Goriot di Balzac, al caldo, crogiolandosi nel suo benessere, dimentica della larva d’uomo – Hurstwood, il suo amante, l’uomo sofisticato, colto e debole che si è rovinato per lei – che si è presentato all’entrée des artistes del suo teatro implorando neanche più l’amore, ma qualche centesimo per mangiare e dormire nel gelido inverno newyorchese, prima di un finale che lascia sgomenti.Repubblica.it 2014

Associazioni

Immediata scatta nella mia mente l’associazione a Tess di Thomas Hardy. Per molti versi Carrie e Tess si assomigliano,  Dreiser e Hardy assumono infatti      un comune punto di vista naturalistico e realista. I due mondi presentano delle somiglianze anche se le storie si svolgono una in Inghilterra e l’altra in America. La conclusione delle due vicende è diversa, meno melodrammatica quella di Carrie, più orientata ad un realismo sconfortante  e fatale quella di Tess. 

“Though Dreiser has been criticized for his writing style and lack of formal education, Sister Carrie remains an influential example of naturalism and realism. While it initially did not sell well (fewer than 500 copies) and encountered censorship, it is now considered one of the great American urban novels, which explores the gritty details of human nature, as well as how the process of industrialization affected the American people.

I traguardi di Carrie

Carrie impressiona per la sua ingenuità da una parte e per la sua capacità di arrivare a decisioni importanti dall’altra, nonostante il suo mantra  “non so”  dia   l’apparente sensazione di una creatura indecisa e senza strumenti.

E invece no, Carrie possiede  gli strumenti: osserva, rielabora, dubita, e decide. Decide di continuare la sua ricerca della felicità  terrena, materiale, fatta di bellezza, ricchezza e riconoscimenti.   Ma alla fine della strada il suo mantra torna ad occuparle la mente: “non so…” Circolarità dell’esistenza.

“Oh, the tangle of human life! How dimly as yet we see. Here was Carrie, in the beginning poor, unsophisticated. emotional; responding with desire to everything most lovely in life, yet finding herself turned as by a wall….”

“She had learned that in his world, as in her own present state, was not happiness.”

Dreiser in TV e al cinema

Scopro che Dreiser è l’autore di Una tragedia americana, e mi torna subito in mente il meraviglioso sceneggiato RAI del 1962 con un cast stellare di attori di teatro, con Warner Bentivegna nel ruolo di Clyde.

Una tragedia Americana-Bentivegna e Brignone

T.Dreiser-Una Tragedia Americana con Warner Bentivegna e Lilla Brignone

Sempre da questo romanzo viene tratto il famoso film Un posto al sole (di George Stevens, 1951), con un maestoso Montgomery Cliff nei panni di Clyde

E ovviamente anche Sister Carrie diventa film: Sister Carrie (Gli occhi che non sorrisero in versione Italiana)

Tutta un’altra storia rispetto al romanzo! Ma considerato il periodo in cui fu scritto aiuta a farsi un’idea del contenuto.

Assaggi

ChicagoThe sound of the hammer engaged upon the erection of new structures was everywhere heard. Great industries were moving in.

Carrie cerca lavoro- She walked bravely forward, led by an honest desire to find employment and delayed at every step by the interest of the unfolding scene, and a sense of helplessness amid so much evidence of power and force which she did not understand. These vast buildings, what were they? These strange energies and huge interests, for what purposes were they there?

Carrie alla catena di montaggio- She felt the need of a breath of fresh air and a drink of water, but did not venture to stir. The stool she sat on was without a back or foot-rest, and she began to feel uncomfortable. She found, after a time, that her back was beginning to ache. She twisted and turned from one position to another slightly different, but it did not ease her for long.

Il fascino del grande magazzino There was nothing there which she could not have used — nothing which she did not long to own. The dainty slippers and stockings, the delicately frilled skirts and petticoats, the laces, ribbons, hair-combs, purses, all touched her with individual desire, and she felt keenly the fact that not any of these things were in the range of her purchase. She was a work-seeker, an outcast without employment, one whom the average employee could tell at a glance was poor and in need of a situation.

Mistica della famiglia-Once in a while he would meet a woman whose youth, sprightliness, and humour would make his wife seem rather deficient by contrast, but the temporary dissatisfaction which such an encounter might arouse would be counterbalanced by his social position and a certain matter of policy. He could not complicate his home life, because it might affect his relations with his employers. They wanted no scandals. A man, to hold his position, must have a dignified manner, a clean record, a respectable home anchorage. Therefore he was circumspect in all he did,

Regole sociali-devi non devi- Society possesses a conventional standard whereby it judges all things. All men should be good, all women virtuous. Wherefore, villain, hast thou failed? For all the

La fredda mano dell’inverno- how firmly the chill hand of winter lays upon the heart; how dispiriting are the days during which the sun withholds a portion of our allowance of light and warmth. We are more dependent upon these things than is often thought. We are insects produced by heat, and pass without it.

Il cuore ascolta- People in general attach too much importance to words. They are under the illusion that talking effects great results. As a matter of fact, words are, as a rule, the shallowest portion of all the argument. They but dimly represent the great surging feelings and desires which lie behind. When the distraction of the tongue is removed, the heart listens

La vendetta della moglie tradita- Mrs Hurstwood- She really did not care whether he came home any more or not. The household would move along much more pleasantly without him, and she could do as she wished without consulting any one. Now she proposed to consult a lawyer and hire a detective. She would find out at once just what advantages she could gain.

Carrie e Hurstwood arrivano a New York- Grand Central Station!” called the trainman, as, after a few minutes of darkness and smoke, daylight reappeared.

I rimpianti di Hurstwood-He began to see as one sees a city with a wall about it. Men were posted at the gates. You could not get in. Those inside did not care to come out to see who you were. They were so merry inside there that all those outside were forgotten, and he was on the outside.

Scioperi, crumiri e poliziotti combattuti- His face was a very neutral thing to contemplate. In his heart of hearts, he sympathised with the strikers and hated this “scab.” In his heart of hearts, also, he felt the dignity and use of the police force, which commanded order. Of its true social significance, he never once dreamed. His was not the mind for that. The two feelings blended in him — neutralised one another and him. He would have fought for this man as determinedly as for himself, and yet only so far as commanded. Strip him of his uniform, and he would have soon picked his side.

Carrie ha paura di lasciare Hurstwood She thought of leaving Hurstwood and thus making him act for himself, but he had developed such peculiar traits she feared he might resist any effort to throw him off. He might hunt her out at the show and hound her in that way. She did not wholly believe that he would, but he might. This, she knew, would be an embarrassing thing if he made himself conspicuous in any way. It troubled her greatly.

Carrie riceve il primo vero salario da attrice- It was paid to her in greenbacks — three twenties, six tens, and six fives. Thus collected it made a very convenient roll. It was accompanied by a smile and a salutation from the cashier who paid it. “Ah, yes,” said the latter, when she applied; “Miss Madenda — one hundred and fifty dollars. Quite a success the show seems to have made.” “Yes, indeed,” returned Carrie. Right after came one of the insignificant members of the company, and she heard the changed tone of address.

Falsità del successo…Carrie cambia prospettiva-Hence, she drew near these things. Chicago, New York; Drouet, Hurstwood; the world of fashion and the world of stage — these were but incidents. Not them, but that which they represented, she longed for. Time proved the representation false.

Fragilità umana: Oh Carrie, Carrie- In your rocking-chair, by your window dreaming, shall you long, alone. In your rocking-char, by your window, shall you dream such happiness as you may never feel.

 

Perché NON DIRMI CHE HAI PAURA di Giuseppe Catozzella sull’emigrazione è da anni la recensione più letta di Affascinailtuocuore.

 

 

 

Non dirmi che hai paura-Catozzella

Chi legge e chi ha letto  questo libro?  E perché?

Chi legge e chi ha letto  questo libro?  E perché?  Dalla data di  pubblicazione della recensione  è stato il post più letto del blog. Oggi nel pieno di un indecente furore propagandistico anti immigrazione in Italia, in Europa e in America, credo di  aver capito perché.

So che molti  insegnanti lo consigliano  ai loro studenti per offrire loro  la possibilità di  “leggere” la nostra attualità, di  esplorare la realtà dei paesi  di provenienza dei migranti, “casa loro”, dove teoricamente dovremmo aiutarli. L’empatia che si sviluppa tra lettore adolescente e  protagonista adolescente facilità la lettura. Inoltre si parla di sport, sport come sogno,  in questo caso proibito, che sfida ogni legge politica per realizzarsi.

A tutto si aggiunge l’inevitabile attività scolastica connessa. Il  riassunto, l’analisi del testo, la composizione. E qui  arriviamo, credo al punto. Mi sono fatta l’idea che molti ragazzi  “utilizzino” la recensione di Affascinailtuocuore come spunto  per i loro  lavori scolastici.

Sono perciò molto contenta se il libro di Catozzella e i  numerosi accessi alla recensione servono  ad aiutare gli studenti a leggere la realtà che li circonda con maggiore consapevolezza.

Se è vero dunque che molti docenti  ritengono il libro così importante da discuterne con i loro studenti, non posso che manifestare ancora una volta grande ammirazione per questi  preziosi professionisti e per le loro scelte civili..

Migranti nel Mediterraneo- Ieri e oggi

Nel 2014 eravamo nel pieno  di una crisi umanitaria mai vista prima, migliaia  e migliaia di migranti  e migliaia di morti nel lungo viaggio verso la libertà. Infuocava la guerra in Siria e la paura dell’ISIS. Il nostro Mediterraneo, da sempre culla della civiltà, si era trasformato in una bara rossa e ribollente di violenza. (E non è finita, nonostante le apparenze dicano il contrario…)

Nello stesso anno  ho pubblicato la recensione di  Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella.

 

rec-catozzella-Affascinailtuocuore

Assaggi  dal post

La storia di Samia inizia a Mogadiscio (Somalia). È poco più di una bambina e già dimostra la sua grande passione per la corsa. Una passione che la porterà ad affrontare un mare di difficoltà e di sacrifici per realizzare il suo sogno: rappresentare il suo paese, la Somalia, alle Olimpiadi di Pechino 2008 prima e a quelle di Londra 2012 poi.

Samia è  un’ adolescente che cerca disperatamente di realizzare i suoi sogni, con la cocciutaggine di chi crede  nel  proprio progetto, con la fiducia incontaminata che il mondo, nonostante le sue brutture, non le impedirà di realizzarlo.  Accetta la sfida, fino  al Viaggio, creatura mitologica…Proprio come ha fatto Hodan, l’amata sorella ora felicemente sistemata in Finlandia. Con lei  comunica tramite Skype! La tecnologia è vitale nel Viaggio: Money transfer dal mondo,  Skype e cellulari ultra moderni per chiedere denaro; GPS per orientarsi al buio…

“Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…” p.122

Soldi, tanti soldi sono necessari per approdare a Lampedusa. Richiesti dai trafficanti tappa per tappa, con un sadismo unico. Libbre di carne a prezzi solo in salita. Chi non paga muore o viene violato fisicamente. È il caso delle giovani donne il cui corpo, in ogni tempo e in ogni luogo, diventa merce di scambio.

I. Némirovsky- IL BALLO, “anche gli adulti, dunque, soffrivano per cose futili e passeggere”

il ballo (2)

Il Ballo di Irène Némirovsky mi aspettava da tempo, da quando Suite Francese mi ha folgorato con la sua bellezza.

All’uscita dalla mostra della Collezione Ordrupgaard su Gauguin e l’Impressionismo, faccio un salto da Feltrinelli, è lì a due passi da Palazzo Zabarella. Durante il solito giro esplorativo getto lo sguardo su questo o su quel libro, ne tocco alcuni, sbircio tra le pagine. Mi guardano ansiosi e sembrano dirmi: “prendimi con te, ti farò felice…”

All’improvviso, una romantica copertina rosa antico occhieggia maliziosa tra le altre: “Ehi, è arrivato il mio turno, finalmente!” È Irène che mi invita al Ballo! Ed io accetto lusingata.

Il Ballo ruota intorno all’organizzazione della prima grande serata mondana in casa Kampf,  borghesi “arricchiti” in spasmodica ricerca di riconoscimento sociale. Unico grande ostacolo ai riti che la signora Kampf vuole imporre alla famiglia è la giovanissima Antoinette con le sue bizze di adolescente.

gattopardo-il gran ballo

Nel racconto, autentico gioiello risplendente di tensione narrativa,  parole sapienti, guizzanti e potenti, si incontrano e si scontrano le età conflittuali  di una donna: l’adolescenza inquieta di Antoinette, la maturità insoddisfatta di mamma Rosine. Quanti comuni tormenti,  lacrime versate,  desideri insoddisfatti,  battiti del cuore! E tuttavia il tempo scorre diversamente per le donne Kampf, batte il suo ritmo inesorabile tra il buio passato-presente di Rosine e il roseo futuro di Antoinette.

“La signora Kampf entrò nello studio chiudendosi la porta alle spalle così bruscamente che tutte le gocce di cristallo del lampadario, mosse dalla corrente d’aria, tintinnarono d’un suono puro e leggero di sonagli. Ma Antoinette aveva continuato a leggere, china sullo scrittoio tanto da sfiorare la pagina con i capelli. La madre la osservò un istante senza parlare, poi le si piantò davanti a braccia conserte. “Potresti anche scomodarti quando vedi tua madre, bambina mia!” la sgridò.”Non ti pare’ Hai il didietro incollato alla sedia? Che modi raffinati…”

Tutto accade sotto lo sguardo ironico e talora sarcastico di Irène Némirovsky, che non riesce tuttavia a nascondere la sua vena di umanità e  comprensione nei confronti delle due protagoniste femminili: una madre e una figlia in disperata ricerca di amore.

Assaggi

Adolescenza felix…-“Nessuno le voleva bene, nessuno al mondo…Ma non vedevano dunque-ciechi, imbecilli- che lei era mille volte più intelligente, più raffinata, più profonda di tutti loro, di tutta quella gente che osava educarla, istruirla…Arricchiti volgari, ignoranti…Ah, come aveva riso di loro tutta la sera! E loro naturalmente non si erano accorti di nulla…Poteva piangere o ridergli sotto gli occhi, non la degnavano di uno sguardo…[…] Felice…Felice…preferirei essere morta e sotterrata”34-35

Gioielli-“I gioielli…Ne aveva uno scrigno pieno…Kampf diceva che erano l’investimento più sicuro. Mise la lunga collana di perle a doppio filo, tuttti i suoi anelli, i bracciali con diamanti enormi che le imprigionavano le braccia dai polsi fino ai gomiti; poi appuntò al corpetto un grande pendente ornato di zaffiri, rubini e smeraldi. Rutilava, scintillava, come un reliquiario” 62

L’ impietoso scorrere del tempo“Rosine batteva i denti come in preda alla febbre. Le undici meno un quarto. Le undici meno dieci. Nel salone vuoto una piccola pendola suonò a brevi rintocchi concitati, dal timbro argentino, vivace e limpido; quella della sala da pranzo rispose, insistente, e dall’altro lato della strada un grande orologio, sul frontone di una chiesa, batté le ore con lentezza e gravità, ma via via sempre più forte..”74

Con JHUMPA LAHIRI e la sua identità culturale caleidosopica, sull’Isola Deserta di Rai3

Jhumpa Lahiri

Ero dal dentista il giorno in cui Jhumpa Lahiri interveniva al Bo, Università degli Studi di Padova, per la Fiera delle Parole . L’ho persa!

Oggi, tra un tocco di crema e di rossetto l’ascolto su RAI3-L’ isola deserta- Un libro, un disco, un film. 

Coinvolgente  la sua analisi di Moby Dick e la scelta di Bill Evans, musica che “la fa volare”. Commovente e stimolante il suo perfetto  Italiano.

Essere una “scrittrice  invisibile”  è una bella sfida: aggiungere, togliere, modificare,

“esprimere il silenzio che fa parte della vita…”

Lo dice lei che è un  esemplare vivente dell’intreccio fecondo tra lingue e culture!

dove mi trovo J.Lahiri

Affascinante! Il suo libro Dove mi trovo,  è nella mia lista dei desideri.

H.Hemingway-FIESTA (The Sun also rises). E allora fu davvero Spagna…

 

 

 

Fiesta Einaudi

 

C’è un angolo nella piccola biblioteca di casa mia, dove conservo i libri di mio suocero, quelli che hanno segnato il lettore del post-seconda guerra mondiale. Erano gli anni in cui Enrico, detto Toto, viveva intensamente la sua età di giovane rampollo di una famiglia ricca, pieno di interessi che lo trasportavano da una parte all’altra dell’espressione creativa.

 

Amori in città-Enrico Scamardi

Anni 50, è il momento della sperimentazione e della creatività cinematografica e lui, si ritrova a Roma con un gruppo di registi e amici che faranno grande il cinema Italiano, anche se sono al momento squattrinati e ricchi solo di genio, speranze e promesse. Tra questi Marco Ferreri.

Per lui Enrico scolpirà legni di ulivo, costruirà plastici che verranno bombardati nei suoi film, proverà una profonda e ricambiata amicizia. Il genio Ferreri vola alto nel mondo del cinema. Enrico, dopo alcuni tentativi più o meno riusciti nella produzione (Faro Film) e nella recitazione (Amori in città), con famiglia al seguito, torna in una Sicilia tutta da reinventare, come la sua vita.

Tra i  libri ingialliti e talora corrosi dalla salsedine e dal buio umido di una libreria nascosta, spunta Fiesta di Ernest Hemingway. Copertina rossa in “cartone editoriale”, con particolare di Donna allo specchio di Picasso. (Einaudi lancia i Coralli con disegno grafico di Max Huber che sceglie con cura l’abbinamento tra quadri famosi e scrittori) . Ed io decido  di leggerlo in questa vecchia edizione. Molti anni fa l’avevo letto in Inglese con i miei  studenti, in una versione abridged .

 

La storia

 

Paris Crew…

È il folle intermezzo tra le due guerre mondiali, quando l’umanità sembra aver riscoperto la vita e vuole azzannarla fino a farla sanguinare, di dolore, di piacere, di morte. Un gruppo di amici molto speciali si ritrova a Parigi. Sono di fatto Ernest Hemingway e la sua combriccola di bevitori incalliti e di personalità all’avanguardia. Nel romanzo diventano

il giornalista Jake Barnes, veterano della Grande Guerra, narratore, uomo colto che legge Turgheniev;

la sconvolgente Lady Brett Ashley di cui tutti si innamorano perdutamente, che è l’incarnazione fisica e comportamentale della donna moderna desiderosa di vita e d’amore in tutte le sue sfaccettature;

l’americano Bill, il finanziere spregiudicato Mike, il cupo e problematico Robert Cohn, in crisi matrimoniale ed esistenziale, destinatario di tutti i pregiudizi del mondo.

 The Paris crew programma il viaggio in Spagna per la Fiesta di San Firmino a Pamplona. A questi si aggiungono una serie di personaggi, più o meno caratterizzati, che i protagonisti incontrano nel loro vagabondare in Francia e in Spagna. Tra fiumi di alcol e serate di ballo,

Uno degli aspetti più belli di questo romanzo è proprio l’attraversamento della Francia, giù verso i paesi Baschi, fino a Pamplona. L’incontro con le città, le montagne, i fiumi, il tempo Spagnolo è una cronaca umana di grande intensità e bellezza.

Plaza del Castillo a Pamplona

Rimane impresso il dolore fisico e psicologico di chi ama troppo la persona sbagliata. Bello leggere le diverse reazioni. Robert Cohn è disperato, Brett gli si è concessa una volta, forse per curiosità, in una gita indimenticabile a San Sebastian, ma non lo vuole più. Cohn è sopraffatto dal suo inferno d’amore non corrisposto:

“Piangeva. La sua voce era buffa. Nel suo maglione bianco da polo, stava disteso sul letto al buio. Il suo maglione da polo. -Vado via domattina- Piangeva senza rumore…Ho passato un inferno, Jake. Un vero inferno.”262

Jake ama la stessa donna, ma controlla le sue reazioni, le sublima in un ruolo di confidente privilegiato che lo macera profondamente e lo porta ad assecondare tutte le richieste di Brett, anche quella di organizzarle l’incontro fatale con il torero Pedro Romero di cui lei si innamora pazzamente, salvo poi lasciarlo perché lui vuole fare di lei una donna femmina, con i capelli lunghi, relegata in casa ad aspettarlo. E lei lo lascia perché è un ragazzino, solo 19 anni e lei una donna matura che non vuole fargli del male…

“le donne in fatto di amicizia sono fantastiche, Che fantastiche amiche. In primo luogo, per avere una base di amicizia voi dovete essere innamorato di una donna. Io consideravo Brett mia amica.”201

Ava Gardner – Brett nel film The Sun also rises di Henry King 1957

Mike è lo sposo predestinato dopo il divorzio di Brett da Lord Ashley, accetta tutto di lei: i suoi amori, la sua volubilità, la sua prepotente personalità di donna emancipata. E si ubriaca e si arrabbia, impotente di fronte al suo destino.

“Damned good-looking” is how Ernest Hemingway—or, rather, his antihero Jake Barnes in The Sun Also Rises—describes Lady Brett Ashley when she appears at a Parisian club with a mob of pretty boys. “Damned good-looking” is better than pretty. It’s better than the colloquial “hot,” better than beautiful, even. Damned good-looking, it is. Stephanie La Cava

Altre  donne si aggregano alla compagnia, ma così come compaiono, scompaiono, e non influiscono né sui personaggi né sulla storia. Anche se una brillante e disincantata Georgette affianca Jake nei primi passi della vicenda.

Tanti piccoli episodi di grande spessore narrativo arricchiscono la storia: i tori, quelli buoni e quelli eccezionali, Montoya il padrone dell’albergo autentico e selettivo aficionado della corrida, la pesca con l’Inglese Harry, la storia buffa e patetica delle medaglie da portare alla cena di gala di Mike con il principe-che poi-non arriva. Sullo sfondo gli echi tragici della prima guerra mondiale.

Lo stile è graffiante brusco, secco, essenziale, giornalistico, spesso colloquiale, molto peculiare nella versione in Italiano di Giuseppe Trevisani, giornalista, designer e collaboratore di importanti giornali e della casa editrice Einaudi.

Storia di una traduzione

Cara Lettrice Rampante,  ho letto il tuo articolo sulle vicissitudini editoriali di The sun also rises o Fiesta che dir si voglia… Ho sorriso di fronte al tuo stupore sul doppio titolo. “Mi fa impazzire” (come dici tu) la versione in Italiano di questo meraviglioso romanzo: strana? fedele? antica? Non so mi piacerebbe un confronto. Le parti descrittive e narrative sono efficaci, le parti dialogate mi lasciano perplessa per l’effetto che producono o non producono.

Avete mai sentito in Italiano una frase così: –Ci teniamo visti- o -Non c’è stato male- come risposta a -Avete pescato bene-? E -arrivederci poi-? e Brett che rimprovera a se stessa di essere caduta molto in basso dicendo: “sono decaduta”?

Chiacchiere inutili forse, di fronte al piacere intenso provocato da questo romanzo così ricco di atmosfera e stile, in una versione anch’essa specchio dei tempi in cui fu pubblicata-Italia 1950.

 

Pillole di romanzo

Hemingwaysun1

copertina della prima edizione di The Sun Also Rises , pubblicata nel 1926 da Scribner’s, e illustrata da by Cleonike Damianakes

La guerra

-Ferito in guerra -dissi io.

-Oh quella sporca guerra!(Georgette)

Probabilmente avremmo attaccato a discutere l’argomento guerra, convenendo che le guerre erano un disastro per la civiltà e che forse sarebbe stato meglio evitarle” Ero abbastanza annoiato. Proprio allora dall’altra sala qualcuno chiamò:-Barnes! Dico,Barnes! Jacob Barnes! 23

 La fiesta sta per cominciare…

Era come certi pranzi di guerra che ricordo. C’era molto vino, una sconosciuta tensione e la sensazione di cose che dovranno accadere e che non è possibile prevenire. Col vino mi passò la sensazione di disgusto, e mi sentii felice. Parevano tutti gente tanto per bene. 199

La fiesta esplose

A mezzogiorno di domenica 6 Luglio la fiesta esplose. Non c’è altro modo di descrivere la cosa. Gente era arrivata dalla campagna tutti i giorni ma una volta nella città veniva assimilata e non ci si accorgeva di essa. La piazza era tranquilla nel sole caldo come tutti gli altri giorni. Davanti alle osterie stavano i contadini, bevevano e si preparavano per la fiesta….206

 

E fu davvero Spagna

Salimmo tutti in macchina, e la macchina partì per la strada bianca di polvere, verso la Spagna. Per un poco il paesaggio non mutò. Poi, su per le svolte continue della strada, raggiungemmo il punto più alto di una gola. E allora fu davvero Spagna. 126

 

Perché non si leva dai piedi come gli altri?

Non è questo, ascolta, Jake. Tante volte Brett è andata con uomini. Ma non erano ebrei e non sono mai venuti dopo a ronzare intorno.195

“Hemingway never lets the reader forget that Cohn is a Jew, not an unattractive character who happens to be a Jew but a character who is unattractive because he is a Jew.” Susan Beegel

 

L’Inglese della classi alte

L’ Inglese parlato-quello delle classi alte per lo meno-ha pochissime parole, deve averne meno dell’Eschimese. Magari l’Eschimese è una bella lingua. Diciamo il Cherokee. Nemmeno di Cherokee sapevo niente. Gli Inglesi parlano per frasi fatte. Una frase significa già tutto. Mi piacevano, però. Mi piaceva come parlavano. Harris per esempio. Per quanto harris non fosse delle classi alte. 202

Il torero Pedro Romero

Oh, è tanto carino-Brett disse-e quei pantalone verdi…”

Montoya bussò alla porta ed aprì. Era una stanza grigia. Poca luce entrava dalla finestra che dava sul vicolo. C’erano due letti separati da una divisione di tipo monastico. La luce elettrica era accesa. Il ragazzo era molto elegante e dignitoso nel suo costume da torero. Sulla spalliera di una seggiola stava la giacca. Gli stavano finendo di allacciare la fascia. La capigliatura nera brillava sotto la luce elettrica. Egli portava una camicia bianca di lino. Il portatore di spada, sistemata la fascia, si alzò e fece un passo indietro. Pedro Romero fece un cenno col capo e ci strinse la mano con aria molto distante e degnazione. Montoya spiegò quali grandi aficionados noi fossimo e disse che volevamo augurargli buona fortuna. Romero ascoltava con molta serietà. Poi si rivolse a me. Era il più bel ragazzo che io avessi mai visto… 220

 

 Fine della Fiesta. Ma il sole sorgerà di nuovo…

Al mattino era finito tutto. La Fiesta era finita. Mi svegliai verso le nove, feci un bagno, mi vestii e scesi giù. La piazza era deserta e non c’era gente per le strade. Ragazzi raccolgievano le capsule dei bengala. I caffè stavano aprendo e i camerieri portavano fuori le comode poltrone di vimini e le sistemavano nell’ombra dei portici attorno ai tavoli di marmo. Stavano spazzando le strade e le innaffiavano con una pompa. Mi sedetti in una poltrona di vimini e mi appoggiai comodamente indietro…307

 

 

Every reader his book- Every book its reader…Gli inutili consigli di lettura

 

 

 

Forse, i consigli di lettura che specialmente in questo periodo affollano i nostri  giornali, siti, social, sono inutili.

Per tutti, per molti, ma non per

chi è innamorato di te e vuole continuare a sfiorare il tuo mondo, in qualunque modo (ora che ci penso, qualcuno mi aveva accennato una cosa del genere quando ho aperto Affascinailtuocuore!);

chi ha un qualunque interesse per le tue scelte culturali;

chi vuole pubblicizzare un suo libro o una sua visione del mondo della cultura;

chi per caso, navigando nel web,  si trova nel bel mezzo di una tua recensioriflessione

Tutto sommato,  sono un bel numero quelli che potrebbero  essere interessati ad un buon consiglio di lettura!

Scherzi a parte, ora è tempo di vacanza, e che ognuno legga quello che vuole, niente è più bello e gratificante di “scegliere” la prossima lettura…a prescindere.

Buona estate!

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