• Mondo Fuori

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  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    Sì, LA verità si sta facendo strada, piano piano, inesorabilmente, tra le tante fake-verità o post-verità...

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • 22 Aprile-Giornata Internazionale della Terra 2017

    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

  • 25 Aprile 2016- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • Sabato 25 e Domenica 26 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

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  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

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  • 8 Marzo 2017- Donne in Marcia

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  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria-Fatti e idee in Il Tempo e la Storia- RAI3

    "È uno dei capitoli più dolorosi della storia del Ventennio fascista: le leggi razziali del 1938, l’antisemitismo che diventa discriminazione, esclusione dalla vita pubblica. Fino alle deportazioni."

  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

    5 Ottobre 2016: con gli insegnanti per una società migliore

  • Retratos Y Amor Propio: storie di creatività fotosociale

    Ritratti di vite e corpi nello sguardo della Fotografa-Architetta Stefania Scamardi

  • Libriamoci a scuola- leggiamo ad alta voce!

    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

    I Compiti fanno male! Pubblicato da NARCISSUS, è disponibile su AMAZON, GPLAY, ITUNES

  • Progetto ‘Il Quotidiano in Classe’

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  • 20 Novembre2015- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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C.O’Connell-La Strada delle Anime Perse. Una lunga storia d’amore con la mitica Route 66

la strada delle anime perse-OConnell

Questo libro è dedicato alla storica Route 66, la Strada Madre. Un giorno non ci sarà più. Mentre scrivo, sta scomparendo un pezzo dopo l’altro. Quando sarà morta, tra le sue macerie rimarranno tante storie e ricordi romanzati di viaggi fantastici, e va bene così, perché è una strada mitica, e i miti crescono a mano a mano che li raccontiamo. D’ora in poi ogni storia incredibile dovrà cominciare così: “C’era una volta una grande highway…” E questa parte è vera. C.O’Connell

9788856612523_0_0_300_80Non voglio dire molto  su questo romanzo. D’altra parte è un giallo, dunque meglio restare sul vago…  O’Connell racconta la storia di un lungo viaggio sulla mitica Route 66 alla ricerca di qualcosa… (A voi scoprire cosa), incrociando bar, motel, agenti FBI, polizie dei vari stati, detective bellissime e complicate, macchine, macchine, macchine e sovrapposizione di indizi. Lettere d’amore disperato, tante lettere…Tutti gli ingredienti si intrecciano, arruffati in un gomitolo che qualche volta si ingarbuglia nel corso delle circa 500 pagine.

Appassionante filo conduttore è la musica. Tanta bella musica rock. La più bella…che accompagna l’algida e tormentata detective Mallory dagli occhi verdi. Immaginatevela alla guida di un maggiolino cabriolet argentato e truccato con motore Porsche e non potrete fare a meno di collegarla a Saga Noren, la detective autistica della meravigliosa serie nordica The Bridge, e alla sua Porsche 911

 

“Seduta sul letto dell’Hotel, in mezzo alle lettere sparpagliate. Mallory cercava altri indizi[…], ma trovò solo una vecchia storia d’amore con quella strada. I fogli di carta stropicciata le caddero di mano, mentre si teneva stretta tra le braccia per confortarsi. Il tempo…Quanto ne sarebbe passato prima che anche lei…”405

 

Una lettura estiva gradevole consigliata a chi conosce bene la Route 66 e tutto l’immaginario che la circonda. E allora, tutti on the road and Get your Kicks on Route 66

 

 

I nostri figli nel Regno Unito? “Merce di scambio” nella trattativa Brexit .

 

essai-logo-YEM

Per tutta la mia vita professionale di docente di Lingua e Letteratura Inglese ho alimentato il mito Anglosassone, pur evidenziandone spesso le criticità. Quando il professor Hobday, lettore d’Inglese, descriveva il sistema delle classi nel Regno Unito, disseminando il suo discorso di un “lieve” sarcasmo, io sorridevo e annuivo. Gli studenti spesso non coglievano pienamente la vera essenza della  folle gerarchia  di “cittadinanza”, all’interno di una piramide svettante verso il cielo: dalla famiglia di provenienza più “pura” alla più “inquinata”. English con English (tralasciamo le classi sociali di provenienza…)British con British, (con English, con Welsh o Scottish) British con European, British con Non-European, English con French…e così via. 

E tuttavia, nonostante tutto, milioni di giovani hanno in comune un unico grande sogno: il viaggio a Londra e possibilmente, un soggiorno prolungato nel favoloso mondo Britannico per studiare, lavorare, vivere e divertirsi. Ragazzi coraggiosi, amanti dell’esplorazione culturale e delle sfide della modernità, forti dell’entusiasmo della loro gioventù, partono verso l’isola magica.

Cominciano a lavorare, mettono su famiglia, magari con Nativi o con Europei o con connazionali o con Africani, Asiatici, Giapponesi, Cinesi etc. Lavorano per il paese che ormai considerano casa loro, ne apprezzano l’apparente accoglienza, libertà, sostegno. I bambini crescono e vanno a scuola. 

Poi, pian piano le prime crepe appaiono. Tipo il modulo che circola nelle scuole primarie dove si chiede la provenienza geografica, l’origine etnica, fino ad arrivare alla distorsione patologica dell’Italiano-Italiano e dell’Italiano-Napoletano. Refuso burocratico dicono, subito cancellato su segnalazione sdegnata degli Italiani  tout court. L’approssimazione fa parte anche del mondo anglosassone! Infatti, capita spesso di scontrarsi con funzionari incompetenti, stanchi, demotivati che riciclano documenti obsoleti, inutili e spesso dannosi.

E arriviamo al Referendum Brexit del 2016, in piena angoscia da terrorismo e immigrazione fuori controllo (storia non nuova in UK). Precipita tutto. Milioni di Britannici, spaventati soprattutto per  il loro portafoglio, tornano all’antica ossessione: l’ insularità fortificata. E allora, tutti fuori. Prima NOI  e poi  tutti gli altri, anche se gli altri  contribuiscono  al PIL in modo  sostanzioso.

Chi si era sentito fino a quel momento Europeo-Britannico, inclusi i Britannici che vivono ormai in Europa da tanti anni, ora è in un limbo paradossale. L’aspetto più vergognoso, persino in un mondo di progressiva esclusione dai diritti, è l’essere diventati “merce di scambio” nella trattativa Brexit; è il sentirsi  improvvisamente  diversi dai colleghi con cui si condividono affanni e soddisfazioni sul posto di lavoro; è la consapevolezza che anche i  figli sono diventati diversi rispetto ai compagni di scuola con cui condividono  le ansie e le gioie dei giochi e della crescita.

Accade anche da noi in Italia che  i “cittadini” di seconda generazione, ormai maggiorenni,  non vedano riconosciuti i loro diritti di cittadinanza. Italiani brillanti, colti, pieni di energie esplosive che potrebbero essere la ricchezza del nostro paese. Ma noi siamo ancora poco esperti di accoglienza, anche se potremmo imparare in fretta, anzi dobbiamo farlo, subito!

Il Regno Unito no.  Il Regno Unito  ha sperimentato negli anni percorsi virtuosi di integrazione ed ha accresciuto la sua ricchezza materiale e culturale grazie ai milioni di nuovi cittadini provenienti da tutto il mondo, attirati dal MITO. E allora perché questa involuzione?

E arriviamo al 2017. Elezioni generali di Giugno. La botta presa dai conservatori di Theresa May e l’entusiasmante rimonta dei Laburisti di Jeremy Corbyn riaccendono le speranze. Il tanto disprezzato Vecchio Rosso è tornato ad infiammare gli animi dei giovani, a far riecheggiare nelle strade del Regno Unito, e di un’Europa che della sinistra ha fatto scempio, concetti ormai accantonati dai falsi progressisti: Uguaglianza, Giustizia, Libertà, Equità sociale, Rispetto, Voglia di esserci e lottare per i propri diritti.

Eppure rimane una profonda amarezza nella voce dei nostri figli nel Regno Unito:

“siamo improvvisamente diventati,  “Merce di scambio”.

Alla loro delusione, che tuttavia non li  frena dal continuare a vivere la loro vita pienamente,  noi rispondiamo con un No. E ci mettiamo in movimento perché il nostro Governo, il nostro Presidente della Repubblica, i nostri politici  in Europa,  i nostri “Intellettuali” i nostri giornali, i nostri studenti si facciano sentire con coloro che tratteranno Brexit.

Sembra che  il primo imprescindibile punto del protocollo d’intesa sia  proprio la soluzione della questione Britannici in Europa ed Europei nel Regno Unito. Ma non ci bastano i “sembra” e le “intenzioni”. Dobbiamo far sentire la nostra voce, forte e chiara,  perché questo sia davvero il primo punto da risolvere, poi viene l’economia e il resto. Prima di tutto  vengono le persone.

 

A. Roy-Il Dio delle Piccole Cose. Amare le diversità.

 

 

Quello che rende peculiare questo romanzo è l’atmosfera che  avvolge il lettore, è la sensazione di trovarsi dentro un mondo ricco di colori e di profumi speziati, oltre che di eventi magici e quasi extrasensoriali. Un mondo, insomma, pieno di contraddizioni e per questo così umano e fragile.

Questo mondo accoglie storie di uomini e di donne, coinvolti in amori travolgenti, trasgressivi e drammatici, in lotte di classe e di potere; storie di bambini insicuri e talora abusati che,  sulle ali da libellula della loro fantasia, sorvolano la realtà cercando di  tenerla a distanza; storie di parole inventate, storpiate, mangiate, benedette e maledette, storie di filastrocche che ti fanno sentire Rodari accanto; storie di umori appiccicosi gradevoli e sgradevoli proprio come la marmellata e le conserve Paradiso o il disgustoso sperma del viscido uomo del cinema.

“E, ancora una volta, furono dette solo le Piccole Cose. Le Grandi Cose si acquattarono dentro, non dette.”

 

 Peculiare è  il rapporto tra gli indiani del Kerala, tra quelli che hanno orgogliosamente studiato e lavorato a Oxford, che sposano Inglesi DOC, che tornano indietro e vivono lo spaesamento più totale, e quelli che restano sprofondati  nella Madre Terra umida e fangosa.

“Ammu ogni volta diceva: «Ha! Ha! Ha!» come un personaggio dei fumetti. Diceva: a) Andare a Oxford non rende necessariamente una persona intelligente. b) L’intelligenza non fa necessariamente un buon primo ministro. c) Se uno non riesce nemmeno a gestire una fabbrica di conserve in modo che renda, come potrebbe governare un intero paese? E, più importante di tutto: d) Tutte le madri indiane hanno l’ossessione dei loro figli maschi e sono quindi dei giudici molto parziali. Chacko diceva: a) Non si va a Oxford. Si frequenta Oxford. E b) Dopo aver frequentato Oxford non si può far altro che venir giù. «Giù per terra, vuoi dire?» chiedeva Ammu. «Perché è questo quello che hai fatto. Come i tuoi famosi aeroplani.»

 Bellissima la storia dei marxisti  con le loro bandiere rosse sventolanti e le dinamiche politiche e di classe uguali a quelle di oggi: giochi di potere, ipocrisia, falsità.

 Personaggi amati

Estha e Rahel, i due gemelli-ambasciatori nel loro rapporto totalizzante e nel loro profondo bisogno di amore e attenzione; Sophie Mol, la piccola signorina dai capelli biondi, figlia dell’ Indiano-Chako e dell’ Inglese-Margaret,  tanto moderna e tanto tragicamente arcaica.

Ma il protagonista assoluto della storia è l’amore che mozza il fiato, che sboccia improvviso, senza preannunciarsi, senza rispetto per le convenzioni sociali. L’amore che sconvolge i sensi e la mente, l’amore che suscita invidia, rancore, odio e violenza in chi non lo vive, l’amore-destino tra Ammu e l’intoccabile Velutha.

“Che tutto cominciò davvero nei giorni in cui furono fissate le Leggi dell’Amore. Le leggi che stabiliscono chi si deve amare, e come. E quanto.”

 “L’uomo che stava nell’ombra degli alberi della gomma, tenendo in braccio sua figlia, con monete di sole che gli danzavano sul corpo, alzò gli occhi e colse lo sguardo di Ammu. Secoli compressi in un solo attimo evanescente. La storia sbagliò il passo, fu sorpresa con la guardia abbassata. Fu abbandonata come una vecchia pelle di serpente. I suoi segni, le sue cicatrici, le ferite risalenti ad antiche guerre e i giorni del camminare all’indietro, tutto si staccò e cadde. Al suo posto rimase un’aura, un luccichio palpabile che era facile da vedere come l’acqua in un fiume o il sole lassù nel cielo. Facile da avvertire come il calore in una giornata torrida, come lo strattone dato da un pesce a una lenza tesa. Così ovvio che nessuno lo notò. In quel breve istante, Velutha alzò gli occhi e vide”

“Anche dopo, nelle tredici notti che seguirono la prima, per istinto si aggrapparono alle Piccole Cose. Le Grandi Cose stavano acquattate dentro. Sapevano che non c’era posto dove potessero andare. Non avevano niente. Nessun futuro. Perciò si aggrappavano alle piccole cose.”

 

Arundhati Roy

Cosa mi resta del romanzo? Il gioco infantile, naturale e quasi primordiale delle parole. Il loro senso tridimensionale, il loro profumo, i loro bordi aguzzi o levigati, a seconda dell’effetto che debbono produrre sul lettore.

Barcamondo

“barca che Ammu avrebbe usato per attraversare il fiume. Per amare di notte l’uomo che i suoi bambini amavano di giorno. Una barca così vecchia che aveva messo le radici. Quasi. Un vecchio, grigio barcalbero con barcafiori e barcafrutti. E, sotto, una chiazza d’erba scolorita a forma di barca. Un barcamondo sfuggente e zampettante. Buio, asciutto e fresco. Senza tetto…”

Formiche rosse in chiesa

“Chiesa delle Formiche sarebbe rimasta vuota e il Vescovo Formica sarebbe stato lì ad aspettare, col suo buffo vestito da Vescovo Formica, scuotendo fuori l’incenso da un incensiere d’argento. Non sarebbe arrivato nessuno. Dopo aver aspettato per un ragionevole tempo formichesco, avrebbe aggrottato le sue buffe sopracciglia da formica e scosso tristemente il capo. Avrebbe dato un’occhiata alle vetrate colorate in stile formichesco e, finito di guardarle, avrebbe chiuso a chiave la chiesa con un’enorme chiave e la chiesa sarebbe rimasta al buio. Poi sarebbe tornato a casa da sua moglie e (sempre che non fosse morta) avrebbero fatto il loro formichesco Pistolino Pomeridiano.”

Mi resta il messaggio sociale e personale che la scrittrice ha inviato ai suoi lettori attraverso il richiamo struggente di Ruby Tuesday dei Rolling Stones: non c’è tempo da perdere, afferra i tuoi sogni, vivili prima che svaniscano e si portino via anche la vita.

 

 Sinossi

” Ammu, figlia di un alto funzionario, lascia un marito violento e torna a casa con i suoi bambini, i gemelli Estha e Rahel, maschio e femmina. Ma nell’India meridionale dei tardi anni Sessanta, una donna divorziata come lei si ritrova priva di una posizione sociale riconosciuta, soprattutto se commette l’errore di innamorarsi di un paria. I gemelli vogliono bene a Velutha, l’intoccabile che la madre può amare solo in segreto, e attraverso il loro sguardo, capace di cogliere le piccole cose e i piccoli eventi, prende forma la storia di un grande amore, in cui si riflette il tema universale dei sentimenti in conflitto con le convenzioni. Nei loro pensieri e nelle loro parole risuona la critica più radicale a ogni legge che stabilisce chi si deve amare, e come, e quanto.”

23 Maggio 1992 Strage di Capaci-19 Luglio 1992 Strage di Via D’Amelio. Nessuna bomba può fermare le idee, la giustizia, il coraggio.

Ricordando con passione civile Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e i loro uomini e donne di scorta, le loro mogli e madri e tutti i caduti per mano della mafia e della criminalità organizzata di ogni natura. Le persone muoiono purtroppo, ma le idee continuano  ad esistere, sempre forti e sempre pronte a diventare  fatti.

FalconeBorsellino2017

E.Galeano-Mujeres. Storie di Donne: Streghe, Pazze e Disobbedienti

 

Marzo 2017. Dalla Spagna arriva un libro speciale. Un regalo di compleanno ad una giovane donna, in doppia copia. E allora cosa c’ è di meglio che condividere la lettura con una persona cara? Succede con Mujeres di Eduardo Galeano. Lettura ancor più interessante perché accompagnata dall’immagine di una persona profondamente amata. Alla fine avremo molto di cui parlare insieme.

“cada mujer representa a todas las mujeres. Todas ellas nos salvan de la locura”.

Centocinquanta donne  che in secoli diversi hanno contribuito a cambiare il mondo vengono ritratte in questi frammenti con maestria pittorica ed efficacia narrativa. Queste icone immortali sono donne che definiremmo “normali”, ma che nel loro tempo e nel loro mondo hanno messo in atto dei comportamenti considerati dal mondo maschile dominante offensivi, rivoluzionari, inappropriati, riprovevoli ed altri aggettivi ancora di una lista troppo lunga per entrare in questo breve spazio.

Il volume stesso sembra essere un taccuino di disegni, dove ogni spazio è dedicato graficamente ad una donna eterna. Mentre si legge si ha quasi l’impressione di trovarsi dentro una Spoon River al femminile, ma da questi bozzetti saltano prepotenti figure ricche di colore, di vita, di cuore, anima e cervello, che la lettrice si porta dentro, orgogliosa di appartenere al genere umano.

Un’unica legge maschile, condivisa e ricorrente nei secoli, regola la vita delle femmine: chi disubbidisce o è pazza o è strega. La ricchezza della sessualità femminile? pericolosa e irrispettosa del maschio e del suo piccolo piacere.

Galeano è un uomo-scrittore, uno dei tanti che parlano di donne, spesso per vendere più copie dei  loro libri(cattivissima!). E tuttavia  Galeano sembra sincero. Forse perché la sua sincerità è convalidata dalla narrazione di fatti e dalla riproduzione di alcuni brevi testi accreditati dalla Storia.

La sua descrizione di Marylin o di Rita Hayworth o di Marie Curie o di Giovanna d’Arco lasciano trasparire un’ empatia profonda che colpisce al cuore la lettrice. Succede lo stesso ai lettori maschi? Sarei proprio curiosa di saperlo.

La sensazione che alla fine rimane è quella di un mondo femminile a colori, che un’entità cieca vuole a tutti i costi “smorzare” con un telo scuro. Ed è inevitabile visualizzare statue “vestite” o donne “incartate” in tristi sudari.

 

Assaggi

Da amante della bicicletta, mi ha stupito e divertito Allarme: Biciclette!

allarme biciclette 001

Oltre il libro: Giocando con le Mujeres

Proviamo a fare questo gioco:

cercate nella vostra memoria nomi e storie di donne provenienti dai paesi nella nuvola, donne che avete incontrato nei testi di scuola, nei romanzi o nelle poesie che avete letto, nei film che avete visto, nei quadri che avete ammirato con stupore, nelle storie che leggete sui giornali.

Qualcuna la  ritroverete sicuramente nel libro di Galeano!

 

Ho letto il testo in Spagnolo con il dizionario a portata di mano  (coraggiosa o presuntuosa?) perché ho chiaramente avuto qualche inciampo lessicale, ma il senso del messaggio è arrivato forte e chiaro! Alla fine del viaggio   mi sento felice.  Ora non  mi resta che parlarne con chi me lo ha donato…

 

 


Descrizione  IBS

 

«Non c’è tradizione culturale che non giustifichi il monopolio maschile delle armi e della parola, e non c’è tradizione popolare che non perpetui il disprezzo della donna o che non la denunci come pericolo.»

In questa galleria di ritratti, fugaci e intensi, compaiono centocinquanta figure femminili: Frida Kahlo, Emily Dickinson, Marie Curie, Rosa Luxemburg e Rigoberta Menchú, ma anche guerrigliere, streghe e sante il cui nome è stato dimenticato. E anche le prostitute che, nella Patagonia argentina, si negarono ai militari che avevano represso uno sciopero di braccianti. Mescolando sulla pagina brevi racconti, frammenti di biografie, memorie, riflessioni e poesia, Galeano ricostruisce le loro battaglie alla conquista di nuovi spazi di libertà. E con la sua maestria di cantastorie e di artigiano del linguaggio compone un racconto che attraversa epoche e paesi e celebra la bellezza di esseri umani che hanno infranto le regole, superato la segregazione, violato le frontiere per difendere una dignità sempre precaria. ato le frontiere per difendere una dignità sempre precaria…read more

Zadie Smith-Swing Time. Vita speciale di due amiche, a passo di danza tra Londra, New York, Jamaica e West Africa

swing-time-zadiesmith

Si parte a passo di danza, si arriva a passo di danza. E in questi passi c’è tutto un mondo, attraversato da piedi leggeri che ci portano a spasso per Londra, New York, Giamaica e West Africa. La musica è uno dei temi centrali del romanzo, le citazioni sono innumerevoli e  d’altra parte il titolo parla chiaro. La musica dei tamburi del Gambia, quella di Michael Jackson con tutto l’immaginario che si porta dietro, il tip-tap dinamico di Fred Astaire, le note struggenti e graffianti di Gershwin pervadono il corpo e l’anima delle due amiche aspiranti ballerine, e di molti dei personaggi con cui entrano in contatto.

L’amicizia tra la magica Tracey e la protagonista, di cui si ignora il nome quasi a voler sottolineare la sua identità sfumata (che tuttavia si fa strada verso la fine della storia, quasi in un’ epifania) riporta inevitabilmente a L’Amica Geniale  di  Ferrante. Tutto nella vita della narratrice rimanda a Tracey e alle esperienze vissute insieme in un conflitto amoroso che le porterà verso l’età adulta.

“… Two brown girls dream of being dancers – but only one, Tracey, has talent. The other has ideas: about rhythm and time, about black bodies and black music, what constitutes a tribe, or makes a person truly free. It’s a close but complicated childhood friendship that ends abruptly in their early twenties, never to be revisited, but never quite forgotten, either…Dazzlingly energetic and deeply human, Swing Time is a story about friendship and music and stubborn roots, about how we are shaped by these things and how we can survive them. Moving from North-West London to West Africa, it is an exuberant dance to the music of time…”Times Literary Supplement ‘

Zadie Smith dipinge un quadro ampio della vita e delle persone, soprattutto delle donne. Le guarda da bambine, nei rapporti con i loro genitori, con l’amore, con il sesso, con la scuola, con il  corpo, con gli uomini, con il mondo rutilante delle popstar, con il teatro.

Le osserva da adulte, da mamme, da lavoratrici, da donne innamorate e fragili. Le consola quando la malattia sta per trasportarle in un’altra dimensione, come accade alla madre della narratrice, che ha sacrificato la sua famiglia per studiare, crescere, diventare la paladina dei diritti dei poveri e degli emarginati, fino ad entrare in Parlamento,  la casa dei diritti dove crede di trovare  le armi giuste per risolvere i problemi.

La storia delle due amiche trascorre tra la l’adolescenza nel  “quartiere ghetto Londinese” dove  la famiglia è spesso lasciata a sé stessa nella quotidiana lotta contro ogni genere di difficoltà,  e la vita adulta degli adolescenti d’Africa, dove la comunità  supera insieme i problemi materiali di ogni giorno, dove  i bambini del villaggio sono accuditi dalle nonne o dalle bisnonne. Non si capisce bene chi siano i rispettivi genitori, ma tutti sono figli delle nonne. La nostra narratrice vive in pieno il conflitto tra le due realtà e alla fine realizza con profonda tristezza quanto  sia insopportabile l’ atteggiamento falso e pregiudizievole degli Europei nei confronti dell’Africa, frutto amaro della  totale ignoranza dei fatti e della altrettanto  totale ignoranza del cuore.

Con l’ assistente tuttofare della popstar assistiamo alla  lezione di Inglese della giovanissima insegnante Hawa, figlia di due professori universitari. Il padre ha affrontato coraggiosamente il “Viaggio” con il figlio maggiore ed è riuscito ad approdare a Lampedusa dopo il terrificante passaggio in Libia. Ora lavora come traffic warden a Milano, dove ha sposato un’italiana e desidera  “richiamare” con sé gli altri figli.  La madre  continua il suo lavoro in città. Non si sa quando sarà il turno di Hawa che continua serenamente a “illuminare” la comunità del villaggio con la bellezza e l’ intelligenza del cuore.

La nostra bella Londinese fa un giro nella scuola del villaggio, segue non senza difficoltà la lezione di matematica del professor Lamin (gran personaggio ), che lascia subito per partecipare alla lezione d’Inglese della brillante Hawa,  con l’intenzione di individuare nel gruppo delle studentesse qualche nuova  “Tracey”. E ne trova tante, molte di più di quanto immaginasse.

“I was relieved to leave Lamin and head to Hawa’s session, a general class. There I decided to look for the Traceys, that is, for the brightest, the quickest, the most wilful, the lethally bored, the troublesome, the girls whose eyes burnt like lasers straight through the government-issued English sentences-dead sentences, sentences devoid of content or meaning- that were laboriously transcribed in chalk up on the board by Hawa before being equally laboriously translated back into Wolof and thus explained.I had expected to find only a few Tracey in each class, but it soon became clear that there were more of Tracey’s tribe in those hot rooms than anyone else… “214

Man mano che la lettura procede, si ha l’impressione di essere dentro una vicenda dal sapore più sociologico che narrativo. Il viaggio in Africa, l’organizzazione della visita della grande pop star, l’inaugurazione della scuola costruita con il suo supporto finanziario, offrono infatti lo spunto per informare e istruire la bella “occidentale di colore” sulla società locale. Il giovane funzionario del tesoro, fratello di Hawa che non vuole lasciare il suo paese, parla un Inglese perfetto imparato lì nella sua scuola di città, dove tutti parlano “quell’Inglese”. Ha fatto anche l’università in America ed è tornato per aiutare il suo paese, non il suo capo.

È lui che spiega alla nostra amica le gerarchie sociali del villaggio dove ci sono i ricchi, i nobili,  i poveri, gli artigiani, i musicisti, ma ciascuno di loro è consapevole del proprio posto nella società e non “disprezza” le classi inferiori. Cosa che accade invece  in Occidente, dove le persone povere o appartenenti a classi meno abbienti vengono trattate con disprezzo e senso di superiorità fino a negare loro  anche il contatto diretto con gli occhi al momento dell’incontro. Sono invisibili, inesistenti, indegni di uno sguardo.

Quando finisci di leggere un romanzo di Zadie Smith provi un senso di mancanza come se fossi costretta a rinunciare alla favola della buona notte, dove si affollano personaggi in chiaroscuro, tutti resi credibili dalla magia della fiaba realistica. Mi è piaciuta questa storia di amicizia tra due bambine “brown”, nate e cresciute in famiglie “miste” del  North-West di Londra, ammaliate dalla danza ma fortemente condizionate dalla loro origine nella realizzazione del proprio sogno.

“She was a dancer: she’d found her tribe. I, meanwhile, was caught completely unaware by adolescence, still humming Gershwin songs at the back of the classroom as the friendship rings began to form and harden around me, defined by colour, class, money, postcode, nation, music, drugs, politics, sports, aspirations, languages, sexualities…In that huge game of musical chairs I turned round one day and found I had no place to sit. At a loss, I became a Goth-it was where people who had nowhere else to go ended up. Goths were already a minority, and I joined the oddest chapter, a small group of only five kids. One was from Romania and had a club foot, another was Japanese. Black Goths were rare but not unprecedented. I’d seen a few of them hanging around Camden and now copied the mas best I could, dusting my face ghost-white and painting my lips blood red, letting my hair half-dread and spraying som parts of it purple.I bought a pair of Dr Martens…p.215”

Swing Time è un bel romanzo con una trama ben strutturata in capitoli alternati a ritmo di danza, a volte più lento, a volte più vivace. Il lettore è invitato ad esplorare i quartieri popolari di Londra, la sfavillante Manhattan, la terra “madre di tutti i migranti”, in un viaggio continuo di andata e ritorno, passando  dai riti ipocriti del mondo occidentale alla farsa grottesca della cerimonia inaugurale per l’apertura della nuova scuola nel villaggio africano, finanziata dalla grande popstar. Un bambino mascherato da presidente in un piccolo carro armato, circondato da soldati bambini e adulti compiacenti, tiene un discorso privo di contenuti logici, ma indispensabile per aprire la scuola. Una benedizione per interposto presidente. Un rito irrinunciabile.

Gli eventi narrati evocano tante suggestioni e innumerevoli rimandi alla realtà contemporanea. Il ritorno agli anni 90 assume un sapore di passato, che nonostante sia così vicino a noi, crea l’illusione e il fascino dei tempi andati. In quegli anni ci si poteva ancora nutrire del sogno di un viaggio meraviglioso alla scoperta del mondo, liberi dall’oppressione paurosa che, all’inizio del terzo millennio, ogni giorno ci attanaglia.

Ma fortunatamente i giovani sono sempre giovani e si sentono immortali e vivono grazie alla spinta vitale che li porta ad affrontare con coraggio e talora incoscienza le molteplici barriere che gli si pongono davanti. E dunque il mondo va avanti. Eppure rimangono ancora vivi e dolorosi tutti i pregiudizi, le offese alla dignità, le cattiverie, i dubbi, le delusioni e le frustrazioni che Zadie Smith raggruppa nel suo bellissimo romanzo. A tempo di fiducioso swing.

Oggi  14 Aprile leggo su Robinson (laRepubblica) che è stato conferito a Zadie Smith il Premio Hemingway 2017 per la Letteratura. Ed è  in arrivo anche il  film per la TV della Baby Cow Production

 


Giovedì Santo a Siviglia con Mantilla 2.0. Tradizione, bellezza e modernità nello scatto di Stefania Scamardi.

scamardistudio-mantilla 2.0-2017

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