• Mondo Fuori

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Amo l’Europa. Voglio prenderla dal verso giusto…

    cara Europa ti scrivo...ckick&read
  • Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • 3 Ottobre a Lampedusa-Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Libera contro la mafia “Cento passi verso il 21 marzo”

  • 2 Giugno 2018-Festa della Repubblica Italiana

  • Stragi di Maggio: non dimenticheremo.

    G.Falcone: L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.

  • Siria: continuiamo ad essere dentro una guerra insaziabile

    Chi bombarda cosa? Partono impietosi i razzi di USA, Russia, Francia, Regno UInito... immediatamente tutti gli altri si stanno accodando alla magnifica follia dei bellissimi missili Trumpiani! Ma quando , come e con chi ne verremo fuori? ONU batti un colpo di pace, please!

  • 13 Maggio 2018- Festa della Mamma

    festa della mamma 2018-storia di un' assoluzione
  • UN GIORNO, TUTTO QUESTO-Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

    Un giorno tutto questo...Torino 10-14 Maggio 2018

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 25 Aprile 2018- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 22 Aprile-Giornata Internazionale della Terra 2017

    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • Sabato 24 e Domenica 25 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria-Fatti e idee in Il Tempo e la Storia- RAI3

    "È uno dei capitoli più dolorosi della storia del Ventennio fascista: le leggi razziali del 1938, l’antisemitismo che diventa discriminazione, esclusione dalla vita pubblica. Fino alle deportazioni."

  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

    5 Ottobre 2016: con gli insegnanti per una società migliore

  • Retratos Y Amor Propio: storie di creatività fotosociale

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  • Libriamoci a scuola- leggiamo ad alta voce!

    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

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2-G.Ceronetti-CARA INCERTEZZA… Cuori di Tenebra pulsano incontrollabili.

 

“È’ indispensabile ,per un poeta, scrivere costantemente in prosa.”

Boris Pasternak, 1954

cara incertezza

Ho letto della morte di Ceronetti, di cui avevo sentito parlare, ma di cui ignoravo tutto. A distanza di qualche mese, una mia amica mi invita ad un incontro di amanti della poesia, che stanno appunto riflettendo sul lavoro di Ceronetti. La curiosità mi spinge a partecipare. Voglio sapere qualcosa di più su questo spirito inquieto del nostro tempo,

L’incontro avviene nella stanza della musica dell’ Abbazia di Praglia, in un’atmosfera di per sé molto evocativa. Ascolto aneddoti curiosi sulla vita di Ceronetti, analisi profonde di alcune sue opere, commenti originali sulla sua vita e sul suo comportamento, insomma scopro qualcosa dell’uomo- poeta- intellettuale.

Continuo ad investigare. Scopro le affinità che lo legano a William Blake. Ne parla in uno dei capitoli di Cara Incertezza. Decido allora di leggere l’intera raccolta. Partire da ciò che mi ha sempre affascinato, mi aiuta a capire meglio l’autore.

tygerbig

Blake e la tigre diventa spunto di riflessione, G. Ceronetti-CARA INCERTEZZA. Intorno a William Blake sferragliano oleati ingranaggi letterari. Spunti,  che affianco timidamente alle accurate e profonde osservazioni del Cenacolo di Praglia.

Cara incertezza…è un titolo perfetto, suggestivo e bellissimo, per questa raccolta di articoli che scavano nei dubbi esistenziali dell’uomo moderno e antico, nei ritratti impressionanti di personaggi più o meno noti, nelle analisi letterarie e sociologiche originali e spesso contro corrente, in un viaggio temporale tra gli anni 80-90, “in prossimità dei tristi Duemila”.

Un titolo che esercita un fascino indiscutibile e rivelatore. Attraverso le sue “istantanee” Ceronetti porta in superficie tutte le sfaccettature della nostra “cara incertezza”, figlia di un mondo che sembra governato da un unico “cuore di tenebra”.

Sto appena sfiorando Ceronetti, ma da questo rapido tocco, intuisco quanto ricco sia il suo universo culturale e umano. Chissà, in futuro potrei sentire il bisogno di tornare ad esplorarlo, in profondità.

Assaggi di incertezza

Da alcuni degli articoli  (rielaborati da quelli pubblicati in la Stampa, La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Corriere del Ticino, Il Giornale del Popolo) riporto brevi passaggi che mi sembrano molto attuali, o curiosi. Tutti gli articoli comunque, mi hanno lasciato una forte impressione di rassegnazione appassionata, se ciò può voler dire qualcosa di Guido Ceronetti.

La stella insanguinata del Bronx- “Sotto l’apparenza di una sezione dello smisurato polipo urbano, tra luci e rumori d’inferno, insonnia e alcool, acido lisergico e depressioni, facce travolte, gonfiori, quel repentino strangolamento d’angoscia – Bronx – indica un punto stregato nello spazio abitato, un bosco artificiale dov’è al lavoro un divoratore antropofago sacro, un Minotauro, un locus indecifrabile per l’autista di taxi, il furgone di polizia, la barella che accorre, il cronista, la modella, il tossicomane, l’assassino che lo diventa quella sera per la prima volta, proprio per accoppare te.”[…]”Via Lattea è la Stella di Matteo e Via Lattea (néhar-di-nûr) la Stella dei Tre Sapienti – Via Lattea, cammino stellare, luce serafica di Compostela, anche la stella insanguinata del Bronx[…] Vediamo la Via Lattea, notava Léon Bloy, perché è nella nostra anima. In verità: perché è anima. Perché la via di Compostela passa per il Bronx del cuore, del senziente: ma, in questo passaggio, s’insanguina.”

Nella gola dell’Eone– “Mi domando se valga la pena ancora di cercare di pensarlo, un mondo così sconcio, decomposto e inafferrabile, di cercare di aiutare a pensare, con quel che si è appreso, degli esseri in cui il rifiuto del pensiero (e della libertà che gli è connaturata) si va profilando assoluto.”

Hiroshima, la cosa-senza-nome– “Agosto è un mese di sciagure storiche: questa non poteva che essere agostana. Infatti Truman scrisse: «Sganciate al più presto, ma non prima del 2 agosto». Fu la Moira a suggerirglielo: «In agosto deve succedere!”

Regia “verde” per Checov– “Non sospettava, Anton Cechov, la futura pregnanza simbolica del suo Giardino dei ciliegi: cento anni dopo, in uno strazio indicibile di ogni realtà vivente, nell’inferno di tutte le infelicità possibili, quegli alberi abbattuti di finzione drammatica, alberi amati, i ciliegi di Ljubov’, ci ricordano (devono ricordarci) le foreste abbattute, i piccoli frutteti dietro il muro accerchiati, l’allargamento del deserto. Muore la foresta amazzonica, il bosco germanico, la chioma boema, gli incendi divorano tranquillamente i boschi mediterranei superstiti, chi ha un giardino lo vende per intascare i soldi di Lopachin, che chiamerà subito le ruspe. I tonfi nella casa della Ranevskaja risuonano in tutte: gli alberi se ne vanno, gli alberi ci lasciano perché non abbiamo saputo tenerceli, insieme ai loro abitatori visibili ed invisibili.”[…] “Ci vorrà, da ora in poi, una regia verde per questo attualissimo Cechov, che faccia vivere di più i ciliegi, che faccia soffrire più per il loro abbattimento che per le malinconie e le impotenze di una lontana famiglia russa di provincia.”

Sulla morte del Cinema– “Dubbi circa la morte di Dio, ne ho molti; sulla morte del Cinema, nessuno. Non esistendo certificati, è difficile datarla. Direi che la sua è stata una lunga, lunga vecchiaia, cominciata presto, con ritorni di giovinezza repentini”

Svalutazione e filosofia– “La peste. La pandemia del XIV fu meno devastante che il prezzo pagato per avere una sedia nel club dei sette Grandi (un marchio d’infamia, non la corona di Salomone). Ora questa Lira che ha fatto di un giardino post-edenico (non facile era viverci) un miserabile lazzaretto di brutture eccola risucchiata in un vortice di dissolvimento: il tuo miliardo di lire vale cento marchi, il prezzo di una marchetta nel quartiere di Amburgo. Hai distrutto la ricchezza vera, il bene vero, il silenzio, l’albero, il cielo sulle città, il tesoro supremo del mondo occidentale raccolto in una sottile penisola, e lo hai fatto per gonfiarti le tasche di carta da annali di Volusio, e le tue tasche, i tuoi depositi bancari te ne rimandano l’odore di nulla, l’unico silenzio che rimane è quello del tuo mucchio di carta scarica, ammutolita.”[…]”La peggiore compagnia sono i politici e gli uomini d’affari. E uno dei danni più gravi che fanno è di impedire brutalmente che appaiano i significati che si celano in questa perdita di valore monetario, che trova compenso nell’acquisto di ricchezza simbolica autentica, intangibile dalle tempeste.”

Fu la messa-“La Chiesa d’Occidente si è fatta un implacabile harakiri il giorno sciagurato in cui ha spostato gli altari come fossero tavoli da biliardo, buttato il latino che l’ha nutrita, che l’ha resa parlante, nella spazzatura, adottato traduzioni del testo sacro da far raccapricciare un asino, tirato giù i predicatori dai pergami per avvicinare di più la messa alla tavola rotonda, spento i turiboli, versato la scolorina sulla funzione sacerdotale.”

Le architetture di Mussolini– Lo dedico speciali modo a Fellini come Lampada Perenne del mio Teatro dei Sensibili, da lui sostanziosamente beneficato. Gesto esemplare, che merita di trovare imitatori tra i suoi infiniti ammiratori, perché gli iscritti all’albo d’onore come Lampade Perenni sono finora pochissimi.”

Amore di fonografo– “La prima voce di morto che il fonografo si preoccupò di scampare dalla disfazione e di consegnare per sempre ai malvivi fu quella dei cantanti d’Opera, a quel tempo ancora oggetto di culto idolatrico, depositari di anime collettive, del sale alchemico dei popoli. Acuti immensi, gorgheggi più che umani, miracoli di vibrazioni che la punta magnetica iscrisse sul cilindro e sul disco rotante dell’immortalità.”

Pensare il cancro– Raccomando il salmo 91: «Tu che all’ombra di Shaddai ti stendi e dormi». È un salmo apotropaico. Io l’avevo dato a un amico malato di cancro, gliene avevo fatto una versione apposta, e gli fece molto bene, così mi assicurava, e non si mente in quelle condizioni.”

Amore e gabbie-“Specialmente si mettono in guardia gli uomini sposati, sempre loro! Solo le mogli sono al riparo contro il contagio, balsamiche come la Gerusalemme celeste! Le mogli non danno l’AIDS, le mogli non danno l’infarto, le mogli non danno niente. Il marito fedele attraverserà immune il mondo appestato. Prima di essere mariti, è raccomandabile fare coppia fissa. La coppia fissa è un’invenzione delle più tetre: non per niente le Famiglie l’hanno accolta con giubilo. Dai sedici ai settant’anni, batti sempre lo stesso chiodo e sarai salvato. La bandiera della fedeltà, piantata in un deserto di paura, non è un’insegna festosa.”

Una rosa per Arletty- “Visitai Arletty nel 1981. I suoi magnifici occhi erano spenti, già da qualche anno: il sorriso era intatto, e la passione, l’interesse umano. Pensavo a tutta la verità dell’osservazione mistica e clinica, celiniana, che è in D’un château l’autre: «la famosa attrazione femminile non viene dalla coscia», Arletty ne era una testimonianza. Anche quando le cosce le abbandonava al pubblico indossando le celebri calze nere, non è certo di là che il suo fascino proveniva. Non possedeva neppure, nel volto, l’inobliabile magnetismo di una Dietrich – da dove le veniva quel trabocco d’irresistibilità femminile? Non fu un’invenzione di Carné e di Prévert, geniali scopritori… No, perché lo charme è una luce che viene ex alto e brilla in tenebris e le tenebre non l’acchiappano. Il mondo femminile è un immenso corpo opaco, dove vagano queste luci in esilio da una patria superiore indicibile. ..”

Tiberio ex mostro-“Sul condottiero e lo statista non ci sono ragguagli di bruttezza: resta un vero tutore della grandezza romana, con tutto quel che di turpe e di spaventevole aveva questa grandezza.”

Russia, Russia…- Vivente resta la celebre parola di Alexis de Tocqueville: «Ci sono oggi sulla terra due grandi popoli che, partiti da punti diversi, sembrano avanzare verso il medesimo fine: sono i Russi e gli Anglo-americani. Entrambi sono cresciuti nell’oscurità; e mentre gli sguardi degli uomini erano occupati altrove, eccoli di colpo, collocatisi in prima fila tra le nazioni, rendere note al mondo, quasi nello stesso tempo, la loro nascita e la loro grandezza. Tutti gli altri popoli sembrano aver raggiunto all’incirca i limiti tracciati dalla natura, e non aver più che da conservarsi; ma loro stanno crescendo; tutti gli altri sono fermi o non avanzano che tra mille sforzi; loro soli camminano con passo sciolto e rapido lungo un cammino di cui l’occhio non può per ora scorgere il termine» (De la Démocratie en Amérique).”

 Alle soglie dei cent’anni: Ernst Jünger- C’è un uso della poesia? L’uso medico è quello che preferisco. Penso a Malinconia di Giasone di Cleandro di Kavafis, che chiama la poesia a soccorrerlo contro i mali e l’imbruttimento della vecchiaia. Nello specchio vede la sua faccia come uno squarcio di coltello, la sua faccia orrida di uno che invecchia, e dice: «Dammi i tuoi farmaci, o Poesia, consolami con lo Spirito della Parola». Ma perché sia efficace la medicina è necessaria la fissazione mnemonica e la ripetizione orale. La lettura silenziosa e affrettata è come l’assunzione di una compressa già sciolta in bocca d’altri.”[…]- “Ha una bellezza la vita di uno scrittore che attraversa le vicende di un intero eone, con la presenza lucida e i riflessi ben calzati di un equilibrista su un filo d’acciaio sopra una sterminata voragine. Aveva ventidue anni quando Lenin prese il potere: quegli stessi occhi che videro allora questa ascensione di spavento, hanno veduto la fine dell’Unione Sovietica, il ripristino del nome di San Pietroburgo e la riunificazione della Germania. Udì il rimbombo dei colpi sparati da Danilo Prinkip a Sarajevo e oggi può vedere sul video il ritorno minaccioso di Sarajevo tra i chiodi che crocifiggono l’immagine umana.

Nostradamus e la guerra del golfo-“Di chiaro, almeno quanto le incredibili precisazioni fornite intorno alla rivoluzione del 1789 e ai suoi svolgimenti, a Napoleone e alla sua caduta (tutto quanto incontestabilmente avvenuto, più di trecento anni dopo essere stato visto a Salon «come in uno specchio opaco»), emerge dalle Centurie e dai Presagi, tra le rozzezze solite e le caligini studiate dello stile, una reale minaccia storica arabo-islamica sulla cristianità futura, che già Nostradamus designa, talvolta, come Occidente (Hespérides). Tale Occidente minacciato è il nostro mondo, europeo, con la sua ingente propaggine americana. Questa uniforme grigia,”[…]”Viene dall’Eufrate, ha i baffi (guardarsi dai baffuti e dai barbuti al potere) il grande Cammello? O è da vederci, confrontando con quel che abbiamo sott’occhio, anziché un solo personaggio, una grande massa punica d’immigrazione che si elegge, vicino o lontano, un proprio Annibale? Armate che sbarchino da flotte barbaresche sono piuttosto improbabili, ma un’ondata migratoria in movimento che si fissa senza fissarsi, che mangia come può senza assimilarsi, che ha un proprio modo di adorare Dio, che sta creando cittadelle nelle città, questa sì, può ben fare un «grande Cammello» e un «grande Ismaele», dando un senso alle strane quartine che parlano di truppe islamiche nel cuore dell’Europa occidentale”

L’utilità della Ferrari-“Con un titolo come L’utilità della Ferrari faccio invece un magnifico colpo: attiro alla filosofia gli appassionati della Formula Uno, presi all’amo dalla curiosità di scoprire che cosa mai trovi di utile nella «prestigiosa Casa» e nelle sue macchine un amante dell’inutile e non delle formule; prima che abbiano il tempo di sentirsi delusi l’articolo sarà già finito”

Passione d’Ungheria-“Le emozioni languivano, quella fu una. Fu il momento dell’ubriacatura ungherese, che scompigliò le famiglie dove c’erano dei comunisti, già abbastanza perplessi dopo il rapporto Kruscev, e mandò in estasi quelli (c’ero anch’io) che li detestavano. Quando in gioco c’è qualche cosa che vale, è bello vedere le passioni scontrarsi come due fulmini in un cielo carico, che deve sfogarsi necessariamente.”

Sulla vecchiaia-“Ci sono stupidaggini per ogni età, ma la vecchiaia è quella costretta a trangugiarne di più. Il nostro stomaco si restringe agli alimenti per allargare la disponibilità ad accogliere scemenze. Faccio un piccolissimo elenco delle più vergognose: «Non è vero che sei vecchio»; «Alla tua età si fanno ancora una quantità di cose»; «L’importante è mantenersi attivi»; «Chi è attivo è sempre giovane»; «Settantacinque? Signora, ma Lei è una ragazzina!»; «Lavorare coi giovani: ecco il segreto»; «Ha solo i guai dell’età, ma che testa lucida!»; «Che faccia piena di salute!».”

Crepare dentro d’amore-“Sull’amore, sessuale, extra e metasessuale, passionale-compassionale (è tutt’uno) il Viaggio celiniano abbonda di folgorazioni che incendiano il mio altarino straccione da campo, dove celebro per sterminati cumuli di larve in movimento i miei riti di prete clandestino aggrappato allo Spirito, e intorno a perdita d’occhio ho le distese appestate del mondo. Ecco, dalla pagina 486 dell’edizione famosa Denoël e Steele (non potrei leggere il Voyage stampato in altro modo) estraggo questa scheggia riparatrice, lenitrice, di un’incredibile e torturante fecondità psicologica: «Di compassione ne ha, la gente, per gli invalidi e i ciechi e si può dire che ne hanno, amore di riserva. Ce n’è un’enormità. Non si può dire il contrario. Soltanto, è disgrazia che tutti quanti, con tanto amore di riserva, restino carogne. Non gli esce, ecco tutto. È intrappolato dentro, gli resta tutto dentro, non gli serve a niente. E dentro di loro ne crepano, d’amore».”

Cioran addio-“Ha avuto il tempo di veder sparire tutti i suoi più importanti amici di gioventù: Eliade, Beckett, Ionesco, che come lui lasciano un segno nel secolo, e sono un tratto della sua genialità e del suo grido in forma di pensiero.”

Elogio del serpente-“Rashì, nel suo commento, ci illumina sulla natura del famoso albero: il frutto sarebbe quello del fico e già che l’albero era vicino, la coppia che scopre di essere nuda ne stacca qualche foglia. Senza il divino Nahas, il caro serpente tentatore, niente fichi, cataplasmi preziosi in medicina semitica, dolcezza dei nostri autunni, metafora di consolazione in hac lacrymarum valle. Il prossimo catechismo, verso il 2003, forse lo riabiliterà.”

Del giallo di Van Gogh“Dal giallo non si separò più, una volta uscito dal Nord, e il blu s’intensifica nel periodo ultimo, di Auvers, al quale guardiamo quest’anno, cento anni dopo la sua tacita morte e resurrezione. Giallo e blu non sono i colori del suo saeclum umano: il colore del Decimonono è il nero, subito risentito da Goya, e via via più carico dopo il 1850 e fino al suo esaurimento, che non saprei in quale punto del nostro collocare.”

Les enfants du paradis – dialoghi di Jacques Prevert

 

Di seguito elenco  le rimanenti perle di umanità sofferente, che vi invito a “ toccare”, una per una.

  • Luogo negato-poesia- I poeti sono morti
  •  Rumore e morte
  •  La Sindone tra gli angeli
  •  Una taglia sul papa
  •  Bambini che uccidono
  •  Missile e coltello
  •  Assassine di vecchi
  •  Sant’Anatolij da Chernobyl- intensamente bello
  •  Disperazione civile
  •  Sulla cima del Grappa
  •  10 Giugno 1940
  •  Mussolini, la finta storia
  •  Ungaretti nella malinconia dei vivi
  •  Un fiore per Emanuele- un caso poco noto ma emblematico
  •  Oh, Rivoluzione dell’Ottantanove…quella vera, la grande
  •  Louise Brown e il problema del male- figli in provetta…
  •  Crimine e solitudine-il caso Giudice, pluriomicida senza interesse
  •  Sorella anima-intervista di Patrizia Valduga a Guido Ceronetti-
  • Giovenale e le donne-della satira sulle donne: “le donne oggetto di sogghigno e di rampogna sono solo ombre…”
  • Pestis venerea-i fuochi di Sodoma…
  •  Tristezza di fine Decimonono

 

G.Ceronetti-il teatro dei Sensibili

 

“A 40 anni ero un biblista, ma con mia moglie volevamo adottare dei bambini e pensavamo che sarebbe stato bello intrattenerli facendo per loro un teatro di marionette, consapevoli che quando avremmo detto alle assistenti sociali che ai nostri figli avremmo fatto vedere le marionette invece che la tv ci avrebbero chiesto chissà quante carte. Ci bocciarono direttamente la richiesta. A quel punto il teatro di marionette l’abbiamo fatto per i vicini di casa”,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché NON DIRMI CHE HAI PAURA di Giuseppe Catozzella sull’emigrazione è da anni la recensione più letta di Affascinailtuocuore.

 

 

 

Non dirmi che hai paura-Catozzella

Chi legge e chi ha letto  questo libro?  E perché?

Chi legge e chi ha letto  questo libro?  E perché?  Dalla data di  pubblicazione della recensione  è stato il post più letto del blog. Oggi nel pieno di un indecente furore propagandistico anti immigrazione in Italia, in Europa e in America, credo di  aver capito perché.

So che molti  insegnanti lo consigliano  ai loro studenti per offrire loro  la possibilità di  “leggere” la nostra attualità, di  esplorare la realtà dei paesi  di provenienza dei migranti, “casa loro”, dove teoricamente dovremmo aiutarli. L’empatia che si sviluppa tra lettore adolescente e  protagonista adolescente facilità la lettura. Inoltre si parla di sport, sport come sogno,  in questo caso proibito, che sfida ogni legge politica per realizzarsi.

A tutto si aggiunge l’inevitabile attività scolastica connessa. Il  riassunto, l’analisi del testo, la composizione. E qui  arriviamo, credo al punto. Mi sono fatta l’idea che molti ragazzi  “utilizzino” la recensione di Affascinailtuocuore come spunto  per i loro  lavori scolastici.

Sono perciò molto contenta se il libro di Catozzella e i  numerosi accessi alla recensione servono  ad aiutare gli studenti a leggere la realtà che li circonda con maggiore consapevolezza.

Se è vero dunque che molti docenti  ritengono il libro così importante da discuterne con i loro studenti, non posso che manifestare ancora una volta grande ammirazione per questi  preziosi professionisti e per le loro scelte civili..

Migranti nel Mediterraneo- Ieri e oggi

Nel 2014 eravamo nel pieno  di una crisi umanitaria mai vista prima, migliaia  e migliaia di migranti  e migliaia di morti nel lungo viaggio verso la libertà. Infuocava la guerra in Siria e la paura dell’ISIS. Il nostro Mediterraneo, da sempre culla della civiltà, si era trasformato in una bara rossa e ribollente di violenza. (E non è finita, nonostante le apparenze dicano il contrario…)

Nello stesso anno  ho pubblicato la recensione di  Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella.

 

rec-catozzella-Affascinailtuocuore

Assaggi  dal post

La storia di Samia inizia a Mogadiscio (Somalia). È poco più di una bambina e già dimostra la sua grande passione per la corsa. Una passione che la porterà ad affrontare un mare di difficoltà e di sacrifici per realizzare il suo sogno: rappresentare il suo paese, la Somalia, alle Olimpiadi di Pechino 2008 prima e a quelle di Londra 2012 poi.

Samia è  un’ adolescente che cerca disperatamente di realizzare i suoi sogni, con la cocciutaggine di chi crede  nel  proprio progetto, con la fiducia incontaminata che il mondo, nonostante le sue brutture, non le impedirà di realizzarlo.  Accetta la sfida, fino  al Viaggio, creatura mitologica…Proprio come ha fatto Hodan, l’amata sorella ora felicemente sistemata in Finlandia. Con lei  comunica tramite Skype! La tecnologia è vitale nel Viaggio: Money transfer dal mondo,  Skype e cellulari ultra moderni per chiedere denaro; GPS per orientarsi al buio…

“Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…” p.122

Soldi, tanti soldi sono necessari per approdare a Lampedusa. Richiesti dai trafficanti tappa per tappa, con un sadismo unico. Libbre di carne a prezzi solo in salita. Chi non paga muore o viene violato fisicamente. È il caso delle giovani donne il cui corpo, in ogni tempo e in ogni luogo, diventa merce di scambio.

F. Amabile Dopo il buio profondo del terremoto “L’AQUILA RINASCE CON GLI UNIVERSITARI”. Con loro torno a quel mondo spensierato.

amabile

 

I giovani si sa portano allegria, vitalità, energie positive dovunque si trovino. I giovani universitari aggiungono al dato anagrafico  un quid: il loro immaginario di  sogno e progettualità nutrito dal vivere e sperimentare la cultura.

Prima del fatidico terremoto, a L’Aquila questo spirito  positivo è sempre esistito fornendo ossigeno a chi respirava  l’aria della città. In centro, dove la sede dell’ Università creava il polo di attrazione magica, a Rojo dove i giovani studenti di  Ingegneria vivevano  in simbiosi con l’ossigeno della collina.

Ho respirato anch’io quell’aria, negli anni  70 e ne conservo gli effetti benefici. Da studentessa universitaria vivevo  le spinte sociali, i fermenti politici, gli stimoli culturali, la bellezza di stare con gli altri, di cercarli ed essere cercati, di passeggiare per il corso  sotto il freddo pungente, di  ballare al caldo delle discoteche, di  sognare   nel silenzio ovattato   della Biblioteca nella speranza di incontrare quel ragazzo dal  ciuffo biondo e gli occhi verdi.

Dopo  il periodo  buio  del feroce terremoto che ha sconvolto la città nel 2009 

“L’Aquila rinasce con gli universitari” 

ne parla Flavia Amabile  nel suo articolo  (La Stampa 9/11/2018). Il grande cuore de L’Aquila torna a pulsare anche grazie agli studenti, che di anno in anno, sempre più numerosi e convinti tornano a dare linfa vitale alla città.

“Loro si vedono  tutti là nella città che da tempo hanno fatto  ricominciare e vivere”

 

I. Némirovsky- IL BALLO, “anche gli adulti, dunque, soffrivano per cose futili e passeggere”

il ballo (2)

Il Ballo di Irène Némirovsky mi aspettava da tempo, da quando Suite Francese mi ha folgorato con la sua bellezza.

All’uscita dalla mostra della Collezione Ordrupgaard su Gauguin e l’Impressionismo, faccio un salto da Feltrinelli, è lì a due passi da Palazzo Zabarella. Durante il solito giro esplorativo getto lo sguardo su questo o su quel libro, ne tocco alcuni, sbircio tra le pagine. Mi guardano ansiosi e sembrano dirmi: “prendimi con te, ti farò felice…”

All’improvviso, una romantica copertina rosa antico occhieggia maliziosa tra le altre: “Ehi, è arrivato il mio turno, finalmente!” È Irène che mi invita al Ballo! Ed io accetto lusingata.

Il Ballo ruota intorno all’organizzazione della prima grande serata mondana in casa Kampf,  borghesi “arricchiti” in spasmodica ricerca di riconoscimento sociale. Unico grande ostacolo ai riti che la signora Kampf vuole imporre alla famiglia è la giovanissima Antoinette con le sue bizze di adolescente.

gattopardo-il gran ballo

Nel racconto, autentico gioiello risplendente di tensione narrativa,  parole sapienti, guizzanti e potenti, si incontrano e si scontrano le età conflittuali  di una donna: l’adolescenza inquieta di Antoinette, la maturità insoddisfatta di mamma Rosine. Quanti comuni tormenti,  lacrime versate,  desideri insoddisfatti,  battiti del cuore! E tuttavia il tempo scorre diversamente per le donne Kampf, batte il suo ritmo inesorabile tra il buio passato-presente di Rosine e il roseo futuro di Antoinette.

“La signora Kampf entrò nello studio chiudendosi la porta alle spalle così bruscamente che tutte le gocce di cristallo del lampadario, mosse dalla corrente d’aria, tintinnarono d’un suono puro e leggero di sonagli. Ma Antoinette aveva continuato a leggere, china sullo scrittoio tanto da sfiorare la pagina con i capelli. La madre la osservò un istante senza parlare, poi le si piantò davanti a braccia conserte. “Potresti anche scomodarti quando vedi tua madre, bambina mia!” la sgridò.”Non ti pare’ Hai il didietro incollato alla sedia? Che modi raffinati…”

Tutto accade sotto lo sguardo ironico e talora sarcastico di Irène Némirovsky, che non riesce tuttavia a nascondere la sua vena di umanità e  comprensione nei confronti delle due protagoniste femminili: una madre e una figlia in disperata ricerca di amore.

Assaggi

Adolescenza felix…-“Nessuno le voleva bene, nessuno al mondo…Ma non vedevano dunque-ciechi, imbecilli- che lei era mille volte più intelligente, più raffinata, più profonda di tutti loro, di tutta quella gente che osava educarla, istruirla…Arricchiti volgari, ignoranti…Ah, come aveva riso di loro tutta la sera! E loro naturalmente non si erano accorti di nulla…Poteva piangere o ridergli sotto gli occhi, non la degnavano di uno sguardo…[…] Felice…Felice…preferirei essere morta e sotterrata”34-35

Gioielli-“I gioielli…Ne aveva uno scrigno pieno…Kampf diceva che erano l’investimento più sicuro. Mise la lunga collana di perle a doppio filo, tuttti i suoi anelli, i bracciali con diamanti enormi che le imprigionavano le braccia dai polsi fino ai gomiti; poi appuntò al corpetto un grande pendente ornato di zaffiri, rubini e smeraldi. Rutilava, scintillava, come un reliquiario” 62

L’ impietoso scorrere del tempo“Rosine batteva i denti come in preda alla febbre. Le undici meno un quarto. Le undici meno dieci. Nel salone vuoto una piccola pendola suonò a brevi rintocchi concitati, dal timbro argentino, vivace e limpido; quella della sala da pranzo rispose, insistente, e dall’altro lato della strada un grande orologio, sul frontone di una chiesa, batté le ore con lentezza e gravità, ma via via sempre più forte..”74

Susan Vreeland-UNA RAGAZZA DA TIFFANY -Arte, politica, lavoro e sentimenti nella vita e nelle lampade di Clara Driscoll e compagne.

 

 

Una ragazza da Tiffany

 

Michela, giovane professionista Padovana, è un’ appassionata lettrice di romanzi storici, specialmente quelli con donne protagoniste. La conosco da tanti anni, ma solo recentemente ho scoperto questa sua passione. In uno dei nostri ultimi incontri mi ha parlato di Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland e di quanto sia stata coinvolta dalla vicenda di Clara Driscoll e del suo gruppo di lavoratrici/artiste del vetro.  Ho sempre avuto un debole per le lampade Tiffany, trovo che siano tra gli oggetti più belli della modernità. Voglio esplorare questo universo e decido dunque di leggere il romanzo.

Vreeland racconta il processo creativo condiviso di un  gruppo di donne, guidato da Clara Driscoll, figura di spicco della cultura e della creatività Americana tra Ottocento e Novecento, anni di grande fervore e sviluppo. Esperta “Glass designer” Clara avvia la produzione delle meravigliose lampade Tiffany fatte di pezzi di vetro iridescente che  assemblati con arte e precisione restituiscono il volto artistico di fiori, animali, frutta e  paesaggi.

Non si tratta di “copiare la natura”, le ricorda spesso l’ispirato datore di lavoro Louis Comfort Tiffany (esponente di  spicco dell’ Art Nouveau), ma di una sua rappresentazione arricchita dal guizzo artistico.

Le lavoratrici Tiffany sono totalmente assorbite dal processo. Devono esserlo, fino al punto di rinunciare alla loro vita privata. Se si sposano vengono cacciate. Clara Driscoll si sposa e lascia, con sommo dispiacere di Louis. Ma quando il marito muore torna, e viene accolta a braccia aperte. Clara e Louis sono uniti da un’affinità artistica speciale che li porta a cogliere al volo le reciproche  intuizioni ed intenzioni  per creare oggetti magnifici.

Clara and the girls

Caparbietà, immaginazione, rispetto della persona e dei suoi valori fondanti traspaiono dalla storia di queste donne.

Tra  realtà e  finzione, l’autrice è riuscita a creare un racconto brillante di New York e della sua crescita come città faro del mondo occidentale moderno. Il caleidoscopio di Clara Driscoll, regalo di suo marito Frank, che l’accompagna in tutte le sue avventure, è di fatto la forma di questo romanzo, dove la famiglia Tiffany e New York incarnano la luce.

 Tante sono le sfaccettature illuminate dalle parole di Vreeland:  la nascita del sindacalismo, le prime manifestazioni delle donne lavoratrici, la storia delle migrazioni verso l’America e  dei migranti con le loro vite complicate, la presenza di grandi artisti come Whitman- spirito- guida, i ricchi riferimenti culturali, l’amore tra esseri umani, il conflitto femminile  tra lavoro e amore, l’ineluttabilità delle scelte e delle loro conseguenze, l’importanza dell’Arte nella vita delle persone.

Nei quindici anni che Clara trascorre da Tiffany accadono tante cose che portano tutti i protagonisti a fare scelte importanti, uniti da un sottile filo fatto di arte, scoperte, innovazioni, amore e conflitti, amicizia e solidarietà. Il periodo narrato e gli eventi vissuti sono come una parabola che deve arrivare necessariamente  a conclusione. Ma l’essenza vitale, la scintilla che ha illuminato la vita di Clara e di tutti quelli che l’hanno circondata continua a splendere verso nuove direzioni, verso nuove parabole.

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Partecipare attraverso la lettura al processo creativo di questo fantastico gruppo di donne e a tutte le difficoltà che hanno dovuto superare, condividerne l’esultanza a fine percorso di fronte ai loro gioielli dell’illuminazione, mi ha lasciato un senso di soddisfazione e di tristezza, allo stesso tempo. Immagino cosa debbono aver provato per affermare il loro diritto al lavoro e ad un salario equo.

Non avevano di fronte un datore di lavoro da combattere, Tiffany fino ad un certo punto le assecondò senza porre limiti alla loro creatività, avevano una società intera da fronteggiare, una società maschile e maschilista dove le donne erano viste solo come l’Angelo della Casa. Era intollerabile trovarsele nella stessa azienda a svolgere mansioni percepite come “maschili”.

Grazie Michela, il tuo consiglio è stato prezioso. Ho assaporato il gusto di ammirare una lampada Tiffany dalla sua ideazione fino all’accensione. Ho ripercorso le strade di New York in bicicletta con Clara e Company, ho incontrato alcuni tra i miei autori  preferiti: Emily Dickinson, William Wordsworth, Henry James insieme a  tanti nuovi spunti di  lettura e riflessione.  E mi è venuta voglia infatti di leggere Sister Carrie di Theodore Dreiser. Leggere è una catena infinita, anello dopo anello ti aggancia. Per sempre.

Assaggi

Art Nouveau- “Qualche tempo dopo andammo insieme al cinematografo a vedere una pellicola in cui si vedeva Loïe Fuller che ballava la “danza del serpente” facendo roteare le sue smisurate tuniche di seta. La adoravo perché, oltre a essere una meravigliosa ballerina, era diventata il simbolo vivente dell’Art Nouveau.”

 

Pavoni- “Le figure stanche e decrepite ammassate nei dipinti delle chiese medievali di tutta Europa non sono l’unico modo per esprimere la verità spirituale. Ne esistono innumerevoli altri e meravigliosi!» «Ecco spiegati i pavoni». «Le splendide ali del pavone, dice la Bibbia. E poi alberi, fiori, ruscelli. Le Scritture traboccano di uccelli, colline e montagne. Così ho deciso: tutti, non solo i ricchi che possono permettersi le mie vetrate, dovranno avere l’opportunità di ammirare i prodigi della natura evocati dall’arte di Louis Comfort Tiffany.”

EuropAmerica “«La grande esposizione americana dimostrerà che il Nuovo Mondo ha diritto di stare accanto alle nazioni più antiche e noi faremo vedere alla Vecchia Europa ciò di cui siamo capaci nel campo delle arti, della cultura e dell’industria». Serrai la mascella. Cornelia veniva dalla Prussia, Mary era irlandese e Wilhelmina svedese. Le altre erano comunque figlie di emigrati dalla Vecchia Europa. La Guerra di Secessione non rivestiva un’eccessiva”

Ispirazione letteraria-” Le edizioni rilegate in pelle di Keats e Wordsworth, perché avevo imparato da mia madre a rischiarare ogni giornata con uno scampolo di poesia. Quindi il teatro di Ibsen, le Vite del Vasari, Daisy Miller e Ritratto di signora di Henry James. E soprattutto Foglie d’erba di Walt Whitman Credo che una foglia d’erba non sia da meno del lavoro quotidiano compiuto dagli astri, egualmente perfetta è una formica e un granello di sabbia, e l’uovo del reattino, e la raganella è un capolavoro paragonabile ai più eccelsi…” Emily Dickinson- È la speranza una creatura alata che si annida nell’anima, e canta melodie senza parole, senza smettere mai. «Ah! Più dolce del buon vino».” DaffodilsI wandered lonely as a cloud…Era una domenica di primavera e Gramercy Park era ammantato di narcisi, calici gialli dagli orli increspati

Donne, Arte e Moralità-“La signora si accigliò. «A mio parere, ed è un parere condiviso da molti, se una donna lavora in mezzo agli operai la sua moralità è destinata prima o poi a soccombere. Per cui badate bene a ciò che fate». «La signora Driscoll produce arte, non birrocci e l’arte è un baluardo della moralità».”

Funzione dell’arte «Volete dire che guardare un’opera d’arte ci rende migliori?» fece la signora Hackley brandendo la forchetta. «Sì, se siamo aperti, disponibili… Perché l’arte è un nutrimento per l’anima. Può renderci più sensibili e compassionevoli» disse Dudley.”

In bicicletta sul Literary Walk alla ricerca del glicine– “Imboccammo il viale che si dirigeva a est e, oltrepassata la statua di Shakespeare, percorremmo Literary Walk fino al pergolato di glicine.”

La borsa di Beatrix, nipote di Nathaniel Hawthorn– «Romanzi, poesia, libri d’arte» rispose. «Non ho una grande esperienza pratica, ma ho studiato storia dell’arte» aggiunse aprendo la borsa. «Sto leggendo Le vite del Vasari. Sono al capitolo su Masaccio. Solo un uomo di grande bontà poteva dipingere La cacciata dal Paradiso con tanta partecipazione…»

People from New York– “A Theresa piacque soprattutto la parata sulla Quinta Strada, la signorina Judd si emozionò guardando i pompieri in azione e a Beatrix vennero le lacrime agli occhi quando vide la folla degli immigrati sulle banchine di Ellis Island. «Povera gente» mormorò. «Bisognerebbe che qualcuno raccontasse le loro storie…» Immigrants arriving, fifteen or twenty thousand in a week, Whitmann-Mannhatta

Ingiustizie sindacali– «Che l’abbia fatto per scelta o per costrizione, il risultato non cambia: il talento viene mortificato e noi scontiamo la colpa di essere donne. Le mie ragazze non possono rimanere ferme, Agnes, verrebbero licenziate!»”

Inizia la rivolta-Clara Agitprop– Animo! E ricordate: la Libertà, là fuori nella baia, è una donna come noi!»” «Il nostro motto sarà lo stesso della gloriosa Susan B. Anthony: La vera repubblica: gli uomini, i loro diritti e niente di più; le donne, i loro diritti e niente di meno!»

Il palazzo che vedete alle mie spalle è nato come una pura idea, prima di diventare un colosso di pietra e acciaio» esordii a voce alta perché mi sentissero tutte. «Un’idea di bellezza e solidità. Alcuni dicevano che era una follia, che un vento forte l’avrebbe fatto crollare. In realtà è fragile solo in apparenza. Il nostro reparto si è sviluppato allo stesso modo, rafforzandosi sempre più. Ognuna di voi è cresciuta in questi anni, diventando più forte nel carattere, più abile nel lavoro. Ora un forte vento minaccia di far crollare ciò che abbiamo costruito insieme, ma io vi dico che non ci riuscirà, perché la bellezza è dalla nostra parte! Dobbiamo solo dimostrare di essere solide, proprio come questo palazzo.”

«È questo che vogliono: spaventarvi, farvi tornare indietro, tenervi lontane dal lavoro. Per sempre. Pensano di poterci rubare il posto con la prepotenza, come è tipico degli uomini! Ma ricordate: solo la paura, la paura di agire, può privarci di quello che è, e rimane, un nostro sacrosanto diritto!»”

Rialzarsi- E. DickinsonNon conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci. E se siamo fedeli al nostro compito, arriva al cielo la nostra statura.”

Grazie Clara!

 Susan Vreeland

“Solo grazie alla passione vittoriana per gli epistolari che Clara Driscoll è uscita dall’oblio, ispirandomi questo romanzo. Ma è grazie all’attenzione e all’amore con cui le lettere di Clara sono state custodite che ho potuto scriverlo.”Susan  Vreeland:

L. Mercalli-La Stampa-Struggente lettera d’amore dalla nostra madre Terra

Luca Mercalli-lettera dalla madre terra.JPG

Questa mattina, mi ha commosso  la lettera di Luca Mercalli su La Stampa, tratta dal suo libro Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali.

È una lettera tenera, piena d’amore, proprio come quella che una mamma scriverebbe ai suoi figlioli per aiutarli a capire le loro scelte e a prendere le decisioni giuste per una vita migliore.

Come una mamma usa un linguaggio semplice e chiaro, per farsi capire meglio, senza toni paternalistici, ma con dolcezza. E si sofferma sulle bellezze di questa nostra Casa, sul nuovo che l’ha abbellita grazie all’intelligenza dell’ Homo Sapiens.

Allo stesso modo  però mette in guardia dalle brutture che lo stesso  Homo Sapiens è  riuscito ad inventare  e che hanno deteriorato  tutto il sapiente lavoro  di autoconservazione del Pianeta/Casa.

E arriva il richiamo finale a Darwin e all’ineluttabile destino che attende l’Homo Sapiens, se non cambia rotta:

“O saprete sbarazzarvi dell’arroganza e dell’indifferenza verso di me, e con un  grande scatto culturale farete della vostra civiltà un membro sostenibile del mio ambiente, oppure-l’ha scoperto uno di voi che si chiamava Darwin- l’evoluzione vi eliminerà perché non adatti, e io guarirò presto delle vostre ferite. Però mi dispiacerebbe che dopo così  tanta fatica per avervi fatto emergere falliste così miseramente. Vostra madre Terra.”

 

 

 

Spike Lee-BLACKkKLANSMAN. Bianchi vs Neri. Le cose non cambiano

 

Ron Stallworth, primo poliziotto nero a Colorado Spring, la tana dei lupi  razzisti, riesce senza troppo sforzo a far accettare ai suoi capi un piano all’apparenza folle e impraticabile: infiltrare nell’Associazione (leggi Ku Klux Klan) se stesso e un suo collega  poco consapevolmnte ebreo, Flip Zimmerman. Parte così una serie di eventi tra il grottesco e il drammatico in cui  il Ron nero  interagisce con l’associazione al telefono, il Ron bianco-ebreo di persona.

Il titolo è fantastico, riassume in sé, come ogni titolo  dovrebbe, il succo del film e aggiunge un elemento visivo, cinematografico appunto, che colpisce: le tre KkK in fila, un tocco da maestro. La minuscola centrale perché? Lo sapete?

Sullo sfondo una meravigliosa  ambientazione anni ’70, post assassinio di Martin Luther King, nel pieno fervore  di una nuova consapevolezza nera, di un black power da coltivare ed esercitare su se stessi e nella società, non necessariamente in modo violento.

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Musica grandiosa del periodo, balli socializzanti, sensuali e ritmati (“però sanno ballare, glielo dobbiamo riconoscere”, dice lo stupido razzista Ivanhoe), abbigliamento in stile e  capigliature orgogliosamente afro, enormi e ben curate.

Tutt’altra storia per l’Associazione dei suprematisti bianchi che ipocritamente si celano dietro questa etichetta per non essere associati  al KKK, salvo invece  aderire alla filosofia razzista in toto. Il loro vero obiettivo, oltre che bruciare croci, è di  prendere il potere e scalare le istituzioni. (Ci riuscirà Steve Bannon capitalizzando per Trump  i voti dei nuovi  pericolosi suprematisti bianchi).

patrice dumas

Il ruolo delle donne  è significativo:  la nera Patrice Dumas, stile Angela Davies, è  presidentessa dell’Associazione Studenti Universitari  per i diritti dei Neri;

la bianca  grassoccia e isterica Connie è  desiderosa di compiacere il marito super razzista e schizzato e di accreditarsi con i capi del Klan, fino al punto di piazzare il C4 sotto la macchina di Patrice… provocando peraltro un esito  che non svelo.

Molto intense e belle, le scene in cui gli studenti sono raccolti  in religioso silenzio  per ascoltare il discorso   di rivendicazione del potere al popolo nero di Kwame Ture, attivista di punta del Movimento di Rivendicazione dei Diritti Civili,

e  quello del vecchio attivista che racconta la storia del giovanissimo  nero torturato fino alla morte  dal clan. Quest’ultimo racconto procede parallelamente  alla cerimonia di investitura del Ron Bianco e alla preparazione dell’attentato. Il sovrapporsi  di questi due momenti narrativi crea un effetto  cinematografico di crescente tensione ed efficacia.

BlacKkKlansman

Notevoli e inaspettate sono le scene finali che ci riportano ai nostri giorni e rappresentano  quasi un monito a riflettere su ciò che sta accadendo in America  sui diritti umani civili di tutti: bianchi, neri, gialli, arancioni, marroncini,  poveri, ricchi. Eventi  sui quali i nostri mezzi di informazione mettono il silenziatore.

Ieri ho iniziato la mia nuova stagione cinematografica con BLACKkKLANSMAN di Spike Lee, basato su Black Klansman (2014) di Ron Stallworth. Una promessa mantenuta: a Stefanino che me lo ha caldamente consigliato e a me stessa per tornare allo  sguardo caustico di  Spike Lee sulle relazioni tra bianchi e neri in America, e non solo.

Ricco di  azione, rabbia, sorrisi, ironia caustica, musica e narrazione  intelligente BLACKkKLANSMAN è un film sicuramente da vedere.

Dimenticavo! Vi piace Denzel Washington? Ecco il protagonista è suo figlio, John David Washington. Bravo, promettente, ma suo padre…

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