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  • 3 Ottobre 2013- Migranti, Rifugiati, Profughi: Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra

    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

    Poniamo che in questa città vi siano dieci milioni di anime, V’è chi abita in palazzi, v’è chi abita in tuguri: Ma per noi non c’è posto, mia cara, ma per noi non c’è posto...‎‎

  • Siria: 6 anni di Indegnità. E la comunità Internazionale cosa fa?

    “Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live!" Yazbeck-The-Crossing. My journey to the shattered heart of Syria p.71

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

    L'Ambasciatore torna in Egitto. Pratica chiusa? Mai. Coraggio mamma Paola e papà Claudio, continuiamo ad esservi accanto.

  • Festa della Repubblica Italiana

    Teresa Mattei, Insegnante. La più giovane eletta all'Assemblea Costituente, ai giovani di oggi: "siete migliori di noi e lo dimostrerete coi fatti..."

  • Contromafie per non dimenticare

    « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » Giovanni Falcone

  • Stragi di Maggio: sempre più vite spente, da Manchester Arena al Mar Mediterraneo. Bambini, Giovani, Adulti

    Stragi -Non dimenticheremo!Non dimenticate!

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • Oltre il confine-Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

  • 14 Maggio 2017- Festa della Mamma

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • Amo l’Europa. Prendiamola dal verso giusto…

    9 Maggio festa dell'Europa-Dopo 60 Anni dal trattato di Roma è tempo di cambiare qualcosa. Ma che resti il sogno e la realtà di un'Europa unita.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

    Grazie Libro, perchè mi coccoli, mi accompagni, mi lusinghi, mi diverti, mi rattristi, mi aiuti, mi conforti, mi stimoli, mi persuadi, mi accusi, mi difendi, mi fai piangere, mi fai arrabbiare, mi fai incontrare il mondo, mi fai vivere!

  • 22 Aprile-Giornata Internazionale della Terra 2017

    La Terra è "Un Pianeta Blù Senza Confini" (La Stampa)

  • 25 Aprile 2016- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

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  • Sabato 25 e Domenica 26 Marzo tornano le Giornate FAI di Primavera!

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    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 8 Marzo 2017- Donne in Marcia

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  • 5 Ottobre-Giornata Mondiale degli Insegnanti. Auguri, oggi e sempre eroi indispensabili!

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    24-29 Ottobre 2016- appuntamenti di lettura ad alta voce nelle classi.

  • A proposito di compiti e casa…Pedagogia Democratica-L’EVIDENZIATORE DI Maurizio Parodi

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Agosto: Un mese con Montalbano, che goduria!

un mese con Montalbano

Nei 30 racconti che compongono la raccolta Un mese con Montalbano, viene magistralmente condensato tutto il mondo del famoso commissario. Il dono di questi racconti è infatti la sintesi. Lo spazio narrativo è limitato e dunque trama ed effetto devono necessariamente essere super contenuti.

Si potrebbe avere l’impressione iniziale che la narrazione sia solo “accelerata”, ma è solo una falsa impressione. Tutto è studiato, controllato magistralmente da Camilleri e l’effetto finale arriva “sorprendente ed immediato”. Viva Poe! Anche la vena ironica tipica del l’autore e del personaggio qui viene esaltata dalla brevità del racconto.

Riconosco in alcune storie la sceneggiatura della fiction televisiva. Gli innumerevoli spunti letterari gettati qua e la tra le righe, mettono in evidenza la cultura enorme di questo scrittore Siciliano così amato da tutti noi lettori. Montalbano legge le opere che Andrea ha già divorato. Opere sofisticate , opere popolari, opere che hanno segnato il percorso di formazione di milioni di persone nel mondo.

Non chiedetemi di scegliere, non posso. Me li sono goduti tutti e in ciascuno ho trovato un piccolo elemento di novità e interesse. Riporto la nota finale dell’autore. Mentre la leggevo sentivo nelle orecchie la voce roca e affabulante di Camilleri. Grande!

un mese con montalbano1

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Dal passato al futuro, passando per il presente, in compagnia dei Robot di Asimov.

io robot

“È concepibile che un robot sviluppi il senso dell’umorismo? Cosa accadrebbe se una macchina guidata dalle tre leggi entrasse in politica? E soprattutto, è possibile che un robot dal cervello positronico perfettamente funzionante sia ugualmente capace di uccidere un uomo?”

In questo bollente Luglio 2017, ho letto un libro a dir poco entusiasmante, Io Robot di Isaac Asimov. Mi è piaciuto come pochi nella mia esperienza di lettrice. Non è semplicemente catalogabile tra i romanzi di fantascienza, è qualcosa di più, è qualcosa di profetico, di stimolante, di “civile”.

Questa rilettura ha modificato il mio punto di vista sul testo. Avevo letto e commentato con gli studenti alcuni dei racconti, apprezzandone la natura visionaria e soprattutto la possibilità che dei robot potessero avere una specie di anima, di psiche. Dunque mi aveva guidato un approccio linguistico-emotivo. Oggi, dopo tanti anni, lo tiro giù dal vecchio scaffale, pigramente, e riscopro un mondo nuovo ed eccitante.

asimov e la santa terra

La mia solita, infondata diffidenza verso i racconti viene ancora una volta messa all’angolo. In Io Robot esiste un solido e coerente filo conduttore che ne fa un romanzo vero e proprio, con alcuni protagonisti interessanti, robot a parte naturalmente, che attraversano tutte le storie.

Tra questi spicca per unicità la robopsicologa Susan Calvin, la zitella innamorata che condivide con il robot Herbie un segreto inconfessabile… Che fantastico personaggio! Herbie è un bugiardo! Ma solo perché è stretto osservante della prima legge della robotica, per non nuocere al genere umano. Herbie ama la letteratura mentre trova noiosi e scontati i testi scientifici, che divora letteralmente, in nanosecondi.

io-robot

“Quel robot è un genio della matematica[.”…]Il guaio è che a quello scemo non piace la matematica. Preferisce leggere romanzi rosa. Sul serio! Dovreste vedere di che razza di spazzatura Susie lo rifornisce: Passione ardente, Amore nello spazio e roba del genere…”143

Vi chiederete da dove nasce la sua passione per i romanzi? Ecco la risposta:

“la vostra letteratura invece mi interessa, perché studia l’intrecciarsi delle emozioni e dei motivi che spingono gli uomini a comportarsi in un certo modo”…138

Quanto è umano questo robot e quanto potenzialmente “pericoloso”! Eppure, il conflitto è evitabile. Ci sono azioni che solo l’uomo è in grado di fare, valutazioni qualitative che sono condizionate da un percorso tutto umano (292):

citaziorobotp_292

L’ultimo racconto,  Conflitto Evitabile, chiude in bellezza il percorso e in qualche modo ci lascia in bocca e nel cuore un amaro sapore di attualità: Geopolitica, economia e gestione dei conflitti. La Macchina può aiutare? Può evitare conflitti drammatici in nome delle tre leggi della robotica e risolverli  con un sospiro?

tre leggi roboticaasimov

“-Tutti i periodi dell’evoluzione umana, Susan-disse il Coordinatore sono stati caratterizzati da particolari tipi di conflitto, da determinati problemi che sembrava si potessero risolvere soltanto con la forza. Ma ogni volta che si è fatto ricorso alla forza non si è riusciti in realtà ad approdare a niente. I problemi continuavano a sussistere attraverso una serie di conflitti, poi si risolvevano da soli con…come si dice? Ah sì, “non con il botto, ma con un sospiro”, appena le condizioni economiche e sociali cambiavano. Sorgevano quindi nuovi problemi e nuove guerre, in un ciclo che sembrava eterno[…] ” 270

La suddivisione della Terra in macro Regioni Geografiche ci permette dunque di cogliere qualche analogia con quanto accade nel mondo del XXI secolo. A proposito dell’Europa, Madame Szegeczowska, Vice-coordinatore si esprime così:

“L’Europa-disse Madame Szegeczowska nel suo Francese scorrevole-è in sostanza un’appendice economica della Regione Settentrionale. Lo sappiamo benissimo e in fondo non ce ne importa nulla[…] L’Europa è un posto sonnolento. E stanchi e sonnolenti sono quelli fra i nostri uomini che non riescono ad emigrare ai Tropici. Vedete voi stesso che è toccato a me, una povera donna, l’incarico di Vice-coordinatore. Be’, per fortuna non è un lavoro difficile e da me non ci si aspetta molto”. 286 

Quanto mi sono piaciuti i singoli racconti? (da 1 a 5)

Robbie. Il robot giocattolo di cui Gloria non può fare a meno 4

Circolo Vizioso. Il robot Speedy va in tilt durante una delicata missione…  4

Essere razionale. Powell e Donovan assemblatori di Cutie, sono alle prese con una questione quasi filosofica: chi ha veramente costruito il sofisticato robot che non li riconosce come “padri”? 4

Iniziativa personale. Il robot Dave si fa un esercito personale? 3

Bugiardo! Robot Herbie bugiardo per amore…Ma solo della prima legge della robotica, per non nuocere al genere umano 5

Il Robot scomparso. Quando si modifica una legge fondamentale per la convivenza. 5

Meccanismo di fuga. Il robot Cervello ha un colloquio molto interessante con la psicologa Susan. Che fine ha fatto la nave spaziale da lui costruita, con a bordo i collaudatori Donovan e Powell? 4

La prova. Cosa accade se i robot entrano in politica? 5

Conflitto evitabile. Geopolitica, economia e gestione dei conflitti. Le Macchine possono dare una mano? 5

 

Felice casualità

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Mentre mi accingo a scrivere, vedo sul tavolo il quotidiano La Stampa, lo sfoglio e mi colpisce la pagina dedicata alle Ombre e Luci delle menti sintetiche. Cosa succede ai robot? Facebook blocca un software: sfugge al nostro controllo, troppi rischi. (Carlo Pizzati).

 

 

Zadie Smith-Swing Time. Vita speciale di due amiche, a passo di danza tra Londra, New York, Jamaica e West Africa

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Si parte a passo di danza, si arriva a passo di danza. E in questi passi c’è tutto un mondo, attraversato da piedi leggeri che ci portano a spasso per Londra, New York, Giamaica e West Africa. La musica è uno dei temi centrali del romanzo, le citazioni sono innumerevoli e  d’altra parte il titolo parla chiaro. La musica dei tamburi del Gambia, quella di Michael Jackson con tutto l’immaginario che si porta dietro, il tip-tap dinamico di Fred Astaire, le note struggenti e graffianti di Gershwin pervadono il corpo e l’anima delle due amiche aspiranti ballerine, e di molti dei personaggi con cui entrano in contatto.

L’amicizia tra la magica Tracey e la protagonista, di cui si ignora il nome quasi a voler sottolineare la sua identità sfumata (che tuttavia si fa strada verso la fine della storia, quasi in un’ epifania) riporta inevitabilmente a L’Amica Geniale  di  Ferrante. Tutto nella vita della narratrice rimanda a Tracey e alle esperienze vissute insieme in un conflitto amoroso che le porterà verso l’età adulta.

“… Two brown girls dream of being dancers – but only one, Tracey, has talent. The other has ideas: about rhythm and time, about black bodies and black music, what constitutes a tribe, or makes a person truly free. It’s a close but complicated childhood friendship that ends abruptly in their early twenties, never to be revisited, but never quite forgotten, either…Dazzlingly energetic and deeply human, Swing Time is a story about friendship and music and stubborn roots, about how we are shaped by these things and how we can survive them. Moving from North-West London to West Africa, it is an exuberant dance to the music of time…”Times Literary Supplement ‘

Zadie Smith dipinge un quadro ampio della vita e delle persone, soprattutto delle donne. Le guarda da bambine, nei rapporti con i loro genitori, con l’amore, con il sesso, con la scuola, con il  corpo, con gli uomini, con il mondo rutilante delle popstar, con il teatro.

Le osserva da adulte, da mamme, da lavoratrici, da donne innamorate e fragili. Le consola quando la malattia sta per trasportarle in un’altra dimensione, come accade alla madre della narratrice, che ha sacrificato la sua famiglia per studiare, crescere, diventare la paladina dei diritti dei poveri e degli emarginati, fino ad entrare in Parlamento,  la casa dei diritti dove crede di trovare  le armi giuste per risolvere i problemi.

La storia delle due amiche trascorre tra la l’adolescenza nel  “quartiere ghetto Londinese” dove  la famiglia è spesso lasciata a sé stessa nella quotidiana lotta contro ogni genere di difficoltà,  e la vita adulta degli adolescenti d’Africa, dove la comunità  supera insieme i problemi materiali di ogni giorno, dove  i bambini del villaggio sono accuditi dalle nonne o dalle bisnonne. Non si capisce bene chi siano i rispettivi genitori, ma tutti sono figli delle nonne. La nostra narratrice vive in pieno il conflitto tra le due realtà e alla fine realizza con profonda tristezza quanto  sia insopportabile l’ atteggiamento falso e pregiudizievole degli Europei nei confronti dell’Africa, frutto amaro della  totale ignoranza dei fatti e della altrettanto  totale ignoranza del cuore.

Con l’ assistente tuttofare della popstar assistiamo alla  lezione di Inglese della giovanissima insegnante Hawa, figlia di due professori universitari. Il padre ha affrontato coraggiosamente il “Viaggio” con il figlio maggiore ed è riuscito ad approdare a Lampedusa dopo il terrificante passaggio in Libia. Ora lavora come traffic warden a Milano, dove ha sposato un’italiana e desidera  “richiamare” con sé gli altri figli.  La madre  continua il suo lavoro in città. Non si sa quando sarà il turno di Hawa che continua serenamente a “illuminare” la comunità del villaggio con la bellezza e l’ intelligenza del cuore.

La nostra bella Londinese fa un giro nella scuola del villaggio, segue non senza difficoltà la lezione di matematica del professor Lamin (gran personaggio ), che lascia subito per partecipare alla lezione d’Inglese della brillante Hawa,  con l’intenzione di individuare nel gruppo delle studentesse qualche nuova  “Tracey”. E ne trova tante, molte di più di quanto immaginasse.

“I was relieved to leave Lamin and head to Hawa’s session, a general class. There I decided to look for the Traceys, that is, for the brightest, the quickest, the most wilful, the lethally bored, the troublesome, the girls whose eyes burnt like lasers straight through the government-issued English sentences-dead sentences, sentences devoid of content or meaning- that were laboriously transcribed in chalk up on the board by Hawa before being equally laboriously translated back into Wolof and thus explained.I had expected to find only a few Tracey in each class, but it soon became clear that there were more of Tracey’s tribe in those hot rooms than anyone else… “214

Man mano che la lettura procede, si ha l’impressione di essere dentro una vicenda dal sapore più sociologico che narrativo. Il viaggio in Africa, l’organizzazione della visita della grande pop star, l’inaugurazione della scuola costruita con il suo supporto finanziario, offrono infatti lo spunto per informare e istruire la bella “occidentale di colore” sulla società locale. Il giovane funzionario del tesoro, fratello di Hawa che non vuole lasciare il suo paese, parla un Inglese perfetto imparato lì nella sua scuola di città, dove tutti parlano “quell’Inglese”. Ha fatto anche l’università in America ed è tornato per aiutare il suo paese, non il suo capo.

È lui che spiega alla nostra amica le gerarchie sociali del villaggio dove ci sono i ricchi, i nobili,  i poveri, gli artigiani, i musicisti, ma ciascuno di loro è consapevole del proprio posto nella società e non “disprezza” le classi inferiori. Cosa che accade invece  in Occidente, dove le persone povere o appartenenti a classi meno abbienti vengono trattate con disprezzo e senso di superiorità fino a negare loro  anche il contatto diretto con gli occhi al momento dell’incontro. Sono invisibili, inesistenti, indegni di uno sguardo.

Quando finisci di leggere un romanzo di Zadie Smith provi un senso di mancanza come se fossi costretta a rinunciare alla favola della buona notte, dove si affollano personaggi in chiaroscuro, tutti resi credibili dalla magia della fiaba realistica. Mi è piaciuta questa storia di amicizia tra due bambine “brown”, nate e cresciute in famiglie “miste” del  North-West di Londra, ammaliate dalla danza ma fortemente condizionate dalla loro origine nella realizzazione del proprio sogno.

“She was a dancer: she’d found her tribe. I, meanwhile, was caught completely unaware by adolescence, still humming Gershwin songs at the back of the classroom as the friendship rings began to form and harden around me, defined by colour, class, money, postcode, nation, music, drugs, politics, sports, aspirations, languages, sexualities…In that huge game of musical chairs I turned round one day and found I had no place to sit. At a loss, I became a Goth-it was where people who had nowhere else to go ended up. Goths were already a minority, and I joined the oddest chapter, a small group of only five kids. One was from Romania and had a club foot, another was Japanese. Black Goths were rare but not unprecedented. I’d seen a few of them hanging around Camden and now copied the mas best I could, dusting my face ghost-white and painting my lips blood red, letting my hair half-dread and spraying som parts of it purple.I bought a pair of Dr Martens…p.215”

Swing Time è un bel romanzo con una trama ben strutturata in capitoli alternati a ritmo di danza, a volte più lento, a volte più vivace. Il lettore è invitato ad esplorare i quartieri popolari di Londra, la sfavillante Manhattan, la terra “madre di tutti i migranti”, in un viaggio continuo di andata e ritorno, passando  dai riti ipocriti del mondo occidentale alla farsa grottesca della cerimonia inaugurale per l’apertura della nuova scuola nel villaggio africano, finanziata dalla grande popstar. Un bambino mascherato da presidente in un piccolo carro armato, circondato da soldati bambini e adulti compiacenti, tiene un discorso privo di contenuti logici, ma indispensabile per aprire la scuola. Una benedizione per interposto presidente. Un rito irrinunciabile.

Gli eventi narrati evocano tante suggestioni e innumerevoli rimandi alla realtà contemporanea. Il ritorno agli anni 90 assume un sapore di passato, che nonostante sia così vicino a noi, crea l’illusione e il fascino dei tempi andati. In quegli anni ci si poteva ancora nutrire del sogno di un viaggio meraviglioso alla scoperta del mondo, liberi dall’oppressione paurosa che, all’inizio del terzo millennio, ogni giorno ci attanaglia.

Ma fortunatamente i giovani sono sempre giovani e si sentono immortali e vivono grazie alla spinta vitale che li porta ad affrontare con coraggio e talora incoscienza le molteplici barriere che gli si pongono davanti. E dunque il mondo va avanti. Eppure rimangono ancora vivi e dolorosi tutti i pregiudizi, le offese alla dignità, le cattiverie, i dubbi, le delusioni e le frustrazioni che Zadie Smith raggruppa nel suo bellissimo romanzo. A tempo di fiducioso swing.

Oggi  14 Aprile leggo su Robinson (laRepubblica) che è stato conferito a Zadie Smith il Premio Hemingway 2017 per la Letteratura. Ed è  in arrivo anche il  film per la TV della Baby Cow Production

 


The Sellout di Paul Beatty-Lo schiavismo ai tempi di Trump

the-sellout-paul-beatty

 

The Sellout (Lo Schiavista) di Paul Beatty, è un romanzo “alla rovescia”, nel senso che stravolge con ironia  il punto di vista sulla storia dei neri d’America e sulle nostre convinzioni di “bianchi dominanti”.

The novel concerns a narrator, referred to only by his last name, “Me”, who attempts to reintroduce slavery and segregation in his Los Angeles neighborhood. This attempt leads to a Supreme Court case. Wikipedia

Tutto ruota intorno a Dickens, quartiere Afro di Los Angeles, spazzato via dalla mappa del territorio  forse nella speranza di spazzar via anche la comunità nera che ne rimpiange l’esistenza e cerca disperatamente di riportarlo in vita, tramite le azioni quasi surreali di Me.

 Rumor had it the county had revoked our charter because of the admittedly widespread local political corruption p.58

Me, coltivatore di ortaggi e frutta, figlio tormentato di un padre psicologo ossessionato dalla ricerca sui comportamenti della comunità nera di Dickens, al punto di usare suo figlio come cavia, si ritrova a “possedere” uno schiavo. O meglio è il presunto schiavo che lo implora di fargli da padrone e di frustarlo ogniqualvolta ne ravveda la necessità. Hominy è il suo nome ed ha un passato cinematografico illustre. È uno dei protagonisti della fortunata serie  Little Rascals (Piccole Canaglie nella versione italiana) che, lo sguardo di Beatty percepisce come assolutamente razzista.

It’s crazy how quickly an evening of Little Rascals shorts and Technicolor cartoons, some nearly a century old, can raise the ire of racial antipathy and shame p. 243

E tuttavia, nella vita di  Me si fa strada la teoria secondo la quale la segregazione può essere strumento di riscatto sociale. Spinge i neri a fare meglio, a comportarsi civilmente ed emergere da una condizione di degrado e di sofferenza indicibili.

Segregate the school. As soon as I said it, I realized that segregation would be the key to bringing Dickens back. The communal feeling of the bus would spread to the school and then permeate the rest of the city. Apartheid united black South Africa, why couldn’t it do the same for Dickens? p.67

2 Aprile, compleanno di Hominy, lo schiavo. Cosa regalargli?

Hominy anela ad essere schiavo di Massa Bonbon, suo amico d’infanzia, che si presta, anche se malvolentieri, a interpretare il ruolo del padrone schiavista. Nero che schiavizza nero, incredibile! E tuttavia il compleanno dello schiavo americano contemporaneo deve essere festeggiato. Come regalo Bonbon elabora un progetto che è destinato a produrre effetti deflagranti sulla comunità di Dickens. Ricordate Rosa Parks? Allora la donna avviò il processo di ribellione dei neri non cedendo il suo posto in autobus a un bianco e dunque trasgredendo una legge dello stato allora in vigore.

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A Dickens accade che per festeggiare il compleanno dello schiavo Hominy Marpessa, la donna di cui Bonbon è da sempre innamorato, accetta di affiggere sull’autobus 125 che guida da anni, un cartello razzista che invita i neri a cedere il posto ai bianchi. Incredibile, un progetto di segregazione per regalo di compleanno!

I neri tornano indietro di 5 secoli eppure giovanotti scapestrati e adolescenti senza regola cominciano a comportarsi più civilmente  proprio grazie all’effetto di questo cartello! Allora la soluzione per migliorare la vita e l’educazione dei neri di Los Angeles può essere una nuova segregazione che stimoli il desiderio di comportarsi bene e di dimostrare di non essere come il bianco cattivo li immagina? Può essere il primo passo per riportare in vita l’amata Dickens?

It’s the signs. People grouse at first, but the racism takes them back. Makes them humble. Makes them realize how far we’ve come and, more important, how far we have to go. On that bus it’s like the specter of segregation has brought Dickens together.

E alla fine Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca e firma forsennatamente i decreti  attuativi dei progetti presentati in campagna elettorale che  aboliscono peraltro alcuni provvedimenti presi dal suo predecessore, Barack Obama. Anche nel romanzo la storia scivola tristemente nello sconforto e nella  delusione  di Foy Fletcher. Dopo  aver combattuto per tanti anni il razzismo, impegnandosi a far eleggere il primo presidente nero deve constatare amaramente nulla è cambiato nella vita delle comunità Afro-Americane. Anzi…

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Geniale! Un libro geniale davvero, ma anche molto difficile. Ho voluto leggerlo per curiosità e per interesse convinto verso la cultura Americana e i rapporti tra le varie anime che popolano gli USA. Un libro scritto da un nero che parla di schiavismo tra neri (ed è per questo  messo sotto processo) colpisce e stimola. Poi cominci a leggere e ti rendi conto che la faccenda è molto più complessa e articolata. Ritrovi un classico americano trasversale a bianchi e neri, a quanto pare, fatto di  rapporti conflittuali tra padre e figlio, storie di famiglia, di giustizia negata, di integrazione dubbia, di conflitti interraziali e tanto altro ancora.

No, I don’t miss my father. I just regret that I never had the nerve to ask him if it was really true that I’d spent the sensorimotor and preoperational stages of my life with one hand tied behind my back. Talk about starting life off with a handicap. Fuck being black. Try learning to crawl, ride a tricycle, cover both eyes while playing peeka-boo. p.56

Una storia difficile soprattutto nel linguaggio. Se la trama è così scarna la ragione sta nel fatto che, “la narrazione non è fondamentale. La lingua vince” (come dice Michela Murgia-QuanteStorie)Una lingua  ricca di molteplici riferimenti gergali difficili da cogliere. Riconosco invece e capisco i riferimenti letterari e l’ironia che trasuda dai commenti sulle rivisitazioni in chiave nera che Foy Fletcher fa dei grandi classici Europei e Americani.

Leggere romanzi   in versione originale è una sfida che accetto sempre molto volentieri, ma la peculiarità del caleidoscopio linguistico di The Sellout  mi ha impietosamente messo di fronte alle mie enormi limitazioni. Eppure, al di là della difficoltà di comprendere questo o quel termine,  questo o quel modo di dire, mi sono fatta cullare e accompagnare, pagina dopo pagina, dal ritmo di una lingua viva, danzante e coinvolgente. E ho imparato molto.

Ovviamente tralascio ogni considerazione sugli esiti del processo Me vs United States of America, dal momento che  “the case” è   il filo conduttore verso il climax e dunque lascio al lettore il piacere della scoperta.

Alcune citazioni dal libro per riflettere

oxforddictionariesdotcomquotations

Monito di papà

You have to ask yourself two questions: Who am I? and How may I become myself?

La filosofia di Hominy

sometimes we just have to accept who we are and act accordingly. I’m a slave. That’s who I am. Between craft and purpose, and we won’t be discussing this again. I’m your nigger for life, and that’s it[…]Then beat me. Beat me to within and inch of my worthless black life. Beat me, but don’t kill me massa. 77-78

Le sfumature “di colore” delle donne nere

I’m so fucking tired of black women always being described by their skin tones! Honey-colored this! Darkchocolate that! My paternal grandmother was mocha-tinged, café-au-lait, graham-fucking-cracker brown! How come they never describe the white characters in relation to foodstuffs and hot liquids? Why aren’t there any yogurt-colored, egg-shell-toned, string-cheese-skinned, low-fat-milk white protagonists in these racist, no-thirdact-having books? That’s why black literature sucks! p. 143

Il valore dell’istruzione: Putting my homeschool Latin to good use

Veni, vidi, vici—Fried Chicken! Unum corpus, una mens, una cor, unum amor…p. 11

Inutili ricorrenze

That incessant Black History Month loop of barking dogs…p.18

La musica dell’allitterazione

Sometimes, while I’m sharpening the plowshare and shearing the sheep. p.55

A fascinating new word

geomatics – the science of applying computerized data tretment to ggeography and localization in space. p.90

Il  4° stadio della “negritudine”

The  unmitigated blackness / acceptance of contraddiction -Personaggi molto conosciuti che rappresentano i vari stadi. Impressionante analisi.

Like, why blame Mark Twain because you don’t have the patience and courage to explain to your children that the “n-word” exists and that during the course of their sheltered little lives they may one day be called a “nigger” or, even worse, deign to call somebody else a “nigger.” No one will ever refer to them as “little black euphemisms,” so welcome to the American lexicon—Nigger! p.97

Me, the Nigger Whisperer

Nigger-whispering= sort of psychological treatment for black people

The years after my father died, the neighborhood looked to me to be the next Nigger Whisperer. I wish I could say that I answered the call to duty out of a sense of familial pride and communal concern, but the truth was, I did it because I had no social life. Nigger-whispering got me out of the house and away from the crops and the animals. p.49

Diseguaglianze di pelle -uguaglianze sociali

Because white people are the new niggers. We’re just too full of ourselves to realize it.” “The ‘new niggers,’ you say?” “That’s right, both me and you—niggers to the last. Disenfranchised equals ready to fight back against the motherfucking system. p.244

 

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P.Sorrentino-The Young Pope. Da Papa a Papa alla ricerca di sé, della fede e di Dio

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Durante le vacanze natalizie, tanto per assaporare fino in fondo il clima di pace e bontà, ho visto The Young Pope, serie televisiva di Paolo Sorrentino.

È stato molto interessante guardarla negli stessi giorni in cui andava in onda la trasmissione di RAI 3 Un selfie con il Papa. E sì, la strategia comunicativa del Papa Giovane sembra essere in totale contrasto con quella del Papa Vecchio e tuttavia entrambi mostrano una abilità che va oltre ogni immaginabile competenza di spin doctor famosi.

Sovraesporsi fino a fare selfie con chiunque lo chieda (forse) o sottoesporsi fino a nascondersi per costruire intorno a sé un alone di mistero da diva consumata, che ammalia le folle impaurite e sgomente? Risposta sospesa.

ypparamentiTorniamo al giovane papa di Sorrentino. surreale e bellissimo. Tutto perfetto stilisticamente, come sanno essere le opere di Sorrentino, eppure tutto cosi tragicamente ironico e in definitiva umano, fino alle più profonde corde.

orlando-segretario-di-statoQualche lentezza narrativa ha contribuito a farmi sonnecchiare nelle pause post pranzo di festa, ma sostanzialmente l’ho trovato “teso” ed efficace. Attori eccezionali e diretti magistralmente.

Da Jude Law a Diane Keaton, a Scott Shepherd e  soprattutto al nostro grandissimo Silvio Orlando-Segretario di Stato. Che soggetto! Cardinale furbissimo e bravissimo, uomo platonicamente innamorato, fan sfegatato del Napoli, volontario dell’assistenza al ragazzo malato di cui si prende cura. In tutte le parti è credibile, specialmente quando la camera si posa sul suo sguardo attonito sul papa che fa cose.

La ricerca dei genitori, di Dio e di se stesso (Lenny Belardo/Pio XIII) sono la missione del giovane papa, abbandonato tra le amorevoli braccia di Suor Mary in tenera età da due genitori hippies anch’essi in cerca di verità, a Venezia. Altra grande protagonista della storia.suor-mary

Salito al soglio pontificio per oscure trame di cardinali che lo  hanno voluto pensando di  farne una  pedina del loro gioico di potere, Pio XIII  si rivela tutt’altra persona. Fa miracoli, letteralmente, punisce in modo tutto suo, quasi da santone ispirato, i cattivi e premia i buoni. Ma chi sono i cattivi? Chi i buoni? Sicuramente gli sfruttatori e molestatori di bambini sono al primo posto della sua lista nera.

yppoolChe bello questo papa e che bello sentirlo vicino e lontano allo stesso tempo ai problemi dell’umanità, anche se i suoi paramenti sono lussuosissimi, e il suo passaggio è illuminato più dall’oro e dalle gemme dei tessuti che dalla sua religiosità. Ma in fondo tutto fa parte della sua strategia di comunicazione.


yp-love Una scena paradossale, alla Monty Python mi ha colpito per la sua efficacia narrativa: reparto ostetricia, il papa visita la neo-mamma miracolata, moglie sterile di una guardia svizzera sterile,  prende goffamente in braccio il neonato, lo guarda, lo coccola e poi, richiamato altrove, improvvisamente lo lancia verso la madre, facendolo schizzare dentro la culla come una palla impazzita tra lo stupore e il terrore dei presenti. Surreale  e spassoso!

sorrentinoNo, non sono in grado di esprimere la complessità del messaggio inviato dall’ineffabile papa di Sorrentino. Non ne sono proprio capace, ma l’ho trovato di  “grande bellezza”. Il suo rapporto con l’arte e con la musica rafforzano l’universalità del suo mondo.

A dire il vero, credo che il regista abbia  deciso di fare un altro fantastico spot della “grande bellezza” del nostro paese. Fanno parte di un prodotto che girerà il mondo gli attori internazionali, Una location da sballo, la musica che attraversa secoli e continenti, i grandi quadri nella galleria che il papa percorre quasi a passo di danza, col sottofondo  della bellissima All Along the Watchtower  di Bob  Dylan  cantata dai Devlin,   all’inizio di ogni episodio.

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L’agognata apparizione in pubblico del papa, a Venezia, è dolorosa, fino al punto di…morire? Avere un infarto che sarà curato e risolto? Una messa in scena? Lo sapremo alla prossima serie. La conclusione di questa sembra lasciare uno spiraglio…

Recensione di Vladimiro Noir-La paranza dei bambini di Roberto Saviano .Quanti riscontri con la realtà!

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Dopo la stimolante lettura in contemporanea di La paranza dei bambini di Roberto Saviano, con la promessa di scambiarci il commento di questa storia affascinante, dopo la mia recensione del romanzo, arriva quella di Vladimiro Noir, mio compagno di viaggio:

Questo libro mi è piaciuto moltissimo, lo trovo scritto con grande maestria e sicuramente perfetto come sceneggiatura di un film o di una serie televisiva. La bellezza del libro consiste nella fluidità del linguaggio di Saviano e del suo dialetto napoletano pop che, confrontato con il siciliano di Montalbano (sto leggendo proprio in queati giorni La giostra degli scambi),  sembra molto meno “caricato” e dunque più realistico e incisivo.

Mi sento di attribuire una valutazione di 5 Stelle! Di più non potrei. Da come me lo sono “spizzicato”, parola dopo parola, fino all’ultima riga,   col rammarico che stava finendo,  deduco che mi è piaciuto proprio tanto!

L’aspetto che mi ha colpito di più riguarda la famiglia dei protagonisti. Sono figli di piccoli borghesi, non particolarmente disagiati o socialmente emarginati. Sono insegnanti, casalinghe, artigiani eppure i loro figli hanno questo desiderio feroce di fare soldi, di avere tutto subito per goderselo fino in fondo senza freni, senza tenere conto della morte, della legge. E sono poco più che bambini! E vivono senza paura del dopo, aggrediscono l’amore e il sesso come fossero molto più grandi ed esperti.

Mi è piaciuto inoltre l’uso dei soprannomi e la loro etimologia che  evidenzia tratti significativi del loro corpo e della loro personalità. Bambini che corrono sui loro motorini tra i vicoli di Napoli incuranti del pericolo che rappresentano per sé e per gli altri. Le loro folli corse sono il loro test di coraggio, di forza e di potere. Questa è una realtà di una crudezza incredibile (si pensi al bimbo nel passeggino travolto senza pietà davanti ai genitori) e Roberto non ha fatto altro che registrarla. Una realtà presente nelle cronache giornaliere, che sfortunatamente esiste.

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Mi è piaciuta la natura  cinematografica della scena finale. Della mamma di Dentino in rosso seta con la sua simbologia forte di sangue e passione e con un immediato richiamo   visivo al drammatico cappottino rosso della bimba nel film di  Spielberg La Lista di Schindler (1993)

L’atmosfera del romanzo è travolgente ed io mi sono lasciato travolgere, sentendo quasi di essere a fianco dei protagonisti, non visto, a provare le stesse emozioni intense.

Natale 2016 con Antonio Manzini e le Cinque indagini romane per Rocco Schiavone

manzini-5-indagini-romaneIntermezzo di lettura piacevole e veloce  Cinque indagini romane per Rocco Schiavone  di  Antonio Manzini. Non c’è dubbio che la fiction televisiva sull’eccentrico Vicequestore Rocco Schiavone in servizio punitivo ad Aosta abbia giocato un ruolo fondamentale nella diffusione di queste storie.

La bravura di Giallini e le polemiche politico-social sulle “inaccettabili” trasgressioni del vicequestore  rappresentano un incentivo potente. La lettura su Kindle contribuisce alla sensazione di piacere e velocità dei racconti brevi. Sembrano tante piccole sceneggiature visualizzate sullo schermo del dispositivo. Ma sono solo parole!  E no, spesso le parole prendono forma nella mente del lettore  come  vere e proprie immagini. In questo caso manca l’intervento della fantasia del lettore post-fiction, certamente influenzato dalla trasposizione televisiva, così Rocco diventa Marco Giallini quasi in automatico, ma l’effetto è grande lo stesso.

rocco-e-marinaBellissimo il dialogo intimo tra Rocco e Marina, la sua amatissima moglie morta. Il poliziotto con una moglie bella e giovane, morta prematuramente fa sempre un grande effetto nelle storie “gialle”, ma qui c’è qualcosa di più vero, di più umano, sebbene molto letterario. C’è il tormento inarrestabile di un uomo che la moglie se la porta sempre dentro, nel cuore e nel cervello, di un uomo che non riesce a staccarsene, ma ne coltiva ostinatamente la presenza.

Le storie sono sempre le solite, tipiche del genere, ma Il romanesco e l’ambientazione (prima romana e poi piemontese) le caratterizzano e le rendono più vicine ai lettori Italiani.

In attesa di completare l’impegnativo The Sellout (Lo Schiavista) di Paul Beatty  dove la danza martellante del  linguaggio ti mette a dura prova, pur sottolineando mirabilmente il messaggio politico sociale, la compagnia di Rocco è stato un bell’intervallo e una piacevole scoperta di un nuovo autore da seguire.

 

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