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    15 gennaio-Giornata Mondiale del Rifugiato 2017-Diamo senso a queste ricorrenze! Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Memoria e Rifugiati… Refugee Blues (1939), by W.H.Auden

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    18-22 Maggio 2017. È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino.

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J.M.Coetzee-Summertime. Tra le parole di un’intervista–romanzo

Coetzee_Summertime 001 (2)L’intervista-romanzo comincia…

Parole, situazioni, il racconto delle mani nel cemento, il pragmatismo e l’immediatezza dell’Inglese mi colpiscono come una sferzata di realtà. E come la realtà, questa storia mi disorienta: Coetzee racconta se stesso tramite la voce di Julia? È uno stratagemma tecnico-narrativo per esporci la sua anima?

Potenza dei nomi. Se a John Coetzee sostituissi Derek Simpson la storia sarebbe perfettamente fictitious e accettabile. Così come mi si presenta, invece, è destabilizzante. Ma voglio continuare a conoscere questo….personaggio e la sua costruzione attraverso la testimonianza di chi lo ha conosciuto e frequentato.

Certo è una tecnica narrativa molto particolare, quasi teatrale. In forma di dialogo–intervista a person-aggi che hanno fatto parte della vita del perso-naggio principale. Punti di vista-confessione e autoanalisi da cui emerge un tipo bizzarro di scrittore-uomo.

Da Julia a Margot a Adriana, a Sophie e poi all’amico collega Martin……Coetzee assume il punto di vista femminile, quasi a voler capire che tipo di maschio egli sia agli occhi delle femmine e quello dell’ amico Martin per capirsi meglio come uomo.

Poi si aggiungono altri frammenti di vita conflittuale con il padre. La sensazione che resta dopo aver letto il libro non è comunque piacevole. Tanti alimenti, talora appetitosi, disposti su un piatto unico e freddo.

Gli intervistati in pillole: Julia

Julia è una moglie insoddisfatta e tradita. Evidentemente alla ricerca di qualcosa che non ha, si imbatte in John, ma in lui non troverà quello che le manca. Con lui un po’ di sesso clandestino, di assistenza nel momento critico della separazione dal marito, ma niente di più. Non c’è amore, empatia. Non c’è passione. Davvero bizzarra, e a suo modo tragicomica, la scena di sesso tra i due a suon di Schubert, che Julia rifiuta scocciata, Insomma John è

“The man who mistook his mistress for a violin”!

Con Margot entriamo nel bel mezzo della vita familiare di John. Margot  è la cugina preferita, condividono ricordi di famiglia, di  un’ infanzia di insoddisfazione, ma anche di scelte fatte in modo convinto, almeno da parte di lei. I  due cugini non potranno essere altro, anche se da bambini sembravano innamorati e giocavano a sposarsi. John sembra una persona anaffettiva, uno di quei “scapoloni” nati (bachelor type), irriducibili non per volontà ma per incapacità sentimentale. Sfondo e protagonista, la desolazione di molti spazi Sudafricani, troppo angusti per la cugina Carol e il suo ambizioso marito, che “fuggono” verso la terra promessa: l’America!  Saltellano qua e là le incomprensioni causate dal gioco delle lingue: Afrikaner vs English and rest of the world.

 da Coetzee a Coetzee, comprensione per il traduttore: 

“But it is getting late. Your colleague must be exhausted. Yes, I know how it is, being a translator. It looks easy from the outside, but the truth is you have to pay attention all the time, you cannot realx, the brain gets fatigued. So we stop here. Switch off your machine.” p. 172

Lingue e Linguaggi

Spesso mi sono sentita disorientata dall’Afrikaaner, ma mi sono anche specchiata nel babbling o baby- language di John che parla una lingua che non sente profondamente o che si è “imbastardita” a causa delle interferenze di quelle dei paesi in cui è vissuto, ha studiato o lavorato. Emerge un rapporto umano conflittuale tra uomo e lingua/cultura. Molto interessante, almeno per me che di questo cibo mi nutro da anni…

Adriana è bellissima!

L’intervista ad Adriana è una perla. Riesci immediatamente a dare corpo alla sua immagine e a dare spessore alla sua personalità. Bella, la ballerina Sudamericana. In lei ritrovi tutto ciò che può accendere il cuore e la fantasia di qualunque uomo. E succede anche a John. Meno interessante il percorso di questa infatuazione, ovvero la trasformazione dell ‘attrazione per la giovane Maria Regina, figlia di Adriana, a cui John da lezioni di Inglese, in quella per la  più matura e meno pericolosa mamma, che lo rifiuta nettamente. Interessante anche tutto il discorso sull’educazione e sulla fascinazione che i professori esercitano sui giovani allievi.

John ha una visione molto particolare dell’insegnamento e prova a trasmetterla a chi lo circonda:

“What I call my philosophy of teaching is in fact a philosophy of learning. It comes out of Plato, modified. Before true learning can occur, I believe, there must be in student’s heart a certain yearning for the truth, a certain fire. The true student burns to know. In the teacher she recognizes, or apprehends, the one who has come closer than herself to the truth. So much she desires the truth embodied in the teacher that she is prepared to burn her old self up to attain it. For his part the teacher recognizes and encourages the fire in the student, and responds to it by burning with an intenser light. Thus together the two of them rise to a higher realm. So to speak.” 163

Dangerous nonsense! Pensa  Adriana

”that does not sound like philosophy to me, Mr Coetzee. It sounds like something else…”

Qualcosa di pericoloso per la sua bambina infatuata. Specialmente quando si “maneggia” la poesia. Ma qui si apre uno spaccato che richiederebbe altri toni e pensieri. La scuola di Maria Regina  affida a Coetzee studenti che pagano un extra per imparare o migliorare l’Inglese, pur non essendo, secondo la Senhora Nascimiento qualificato ufficialmente. Adriana decide perciò di parlare con la preside e di chiedere un altro professore per sua figlia. Il colloquio tra le due donne è molto significativo e riflette molte delle dinamiche tra società dominanti e culture minoritarie.

Il personaggio di Adriana è di quelli forti, la sua bellezza fisica e psicologica è di quelle tragiche con sprazzi di ironia.Tragica è la sorte del suo matrimonio, con un marito che rimane in coma per lungo tempo e che lei assiste con amore e dedizione. E tuttavia lei sente la necessità per una come lei, bella, straniera e femmina, in una terra difficile e discriminatoria, di avere il sostegno materiale di un uomo. Un uomo l’aiuterebbe a risolvere problemi pratici e John potrebbe andare bene almeno per queta funzione. Forse.. A volte uno “sbrigaffacende”, un despachante -facilitatore come ne esistevano in Brasile, sarebbe come oro per risolvere problemi burocratici e di comunicazione.

“I know in every country the bureaucracy is a labyrinth, I am not saying South Africa was worst in the world, but whole days Iwould spend waiting in a line to get a rubber stamp-a rubber stamp for this. A rubber stamp for that…”177

I due candidati

Martin  aggiunge tocchi di colore al ritratto che  l’intervistatore-biografo sta costruendo. Coetzee descrive il  loro primo incontro all’ Università di Cape Town, dove sono in attesa di  essere chiamati per il colloquio di lavoro. Avversari in corsa per l’assunzione, finiscono per diventare amici, nonostante l’esclusione di uno dei due, John, appunto, che proprio non si sente tagliato  per l’insegnamento. Interessante il suo commento sul brutale sistema di reclutamento Britannico:

“Dog eats dog. Dogs snarling and snapping at one another, each guarding its little territory: the American way, by comparison, decorous, even gentle. But then there is more space in America, more room for urbanity.” p.206

Sophie, la Francese

South_Africa_Karoo_National_Garden_1d158a03090a4ac2a21072e96481cc1fIl punto di vista si sposta in Francia o meglio nello sguardo della giovane collega francese che mette a fuoco altri aspetti della personalità di John. Soprattutto la sua visione politica e il suo atteggiamento nei confronti del Sud Africa. E degli Africani:

“His philosophy ascribed to Africans the role of guardians of the truer, deeper, more primitive being of humankind”231

Anche Sophie è sposata, ma intreccia con John una relazione che scaturisce quasi naturale dal loro rapporto professionale. Sophie e John insegnano insieme in un corso su opere di scrittori africani (Black African Literature), al tempo quasi sconosciuti sia ai lettori che agli specialisti. Secondo Sophie, anche ai nostri giorni il Sud Africa è totalmente disinteressato a ciò che accade nel resto dell’Africa e alla sua letteratura.

 

Frammenti finali

I frammenti finali sono concentrati sul rapporto tra padre e figlio, nel corso del tempo. Coetzee racconta della passione del padre per Renata Tebaldi, scoppiata quando l’uomo era di stanza in Italia, con le truppe alleate, e della sua  gelosia viscerale e insensata che lo spinge  a danneggiare irrimediabilmenteb il disco che il padre aveva comprato con tanto amore e che ascoltava regolarmente per nutrire il suo spirito melanconico.

A nulla è valso in seguito il tentativo di John di regalargli il long- play con le più famose romanze della cantante. Una luce si è spenta negli occhi e nel cuore del vecchio Coetzee, malato e disilluso e neanche le melodie Pucciniane di renata Tebaldi riescono più a scuoterlo. Coetzee figlio è obbligato a gestirsi da solo i rimorsi per quel gesto scellerato e inutile.

 

 

  

Dal Mondo di Wikipedia

clip_image004“Summertime is a 2009 novel by South African-born Nobel laureate J. M. Coetzee. It is the third in a series of fictionalized memoirs by Coetzee (the first two being Boyhood and Youth) and details the life of one John Coetzee from the perspective of five people who have known him. The novel largely takes place in the mid to late 1970s, largely in Cape Town, although there are also important scenes in more remote South African settings. While there are obvious similarities between the actual writer of the novel, J. M. Coetzee, and the subject of the novel, John Coetzee, there are some differences – most notably that the John Coetzee of the novel is reported as having died. Within the novel, the opinions and thoughts of the five people are compiled and interpreted by a fictitious biographer, who also adds fragments from John Coetzee’s notebooks It was shortlisted for the 2009 Booker Prize. Coetzee was already a two-time winner of the award and it is for this reason that literary commentator Merritt Moseley believes he did not win it for Summertime.”

clip_image002Tempo d’estate. Scene di vita di provincia (Summertime, 2009) è il terzo volume dell’autobiografia di J.M. Coetzee, autore sudafricano insignito del Premio Nobel nel 2003. La traduzione italiana, a cura di Maria Baiocchi, è uscita nel 2010 presso Einaudi, Torino. Come nei due volumi precedenti (Infanzia. Scene di vita di provincia e Gioventù. Scene di vita di provincia), il protagonista si chiama John Coetzee e la sua vita corrisponde a quella dello scrittore. Egli tuttavia non vuole che l’opera venga definita autobiografia, bensì romanzo. Nell’apertura di questo terzo volume, si parla di Coetzee come già morto; su di lui vertono cinque interviste ad altrettante persone che lo hanno conosciuto. Le vicende rievocate attraverso questi cinque punti di vista diversi si svolgono per la maggior parte negli anni settanta a Città del Capo.

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