19 Luglio-Paolo Borsellino, l’agenda rossa e i soliti misteri dolorosi d’Italia

Solo un pensiero e nulla più. Un pensiero consapevole, addolorato di chi, ogni anno a Maggio e a Luglio, rivive i due momenti più tragici e tristi della nostra storia recente: l’atto di guerra, di brutalità inconsulta, di sfregio delle nostre istituzioni, di violazione di ogni diritto di cittadinanza, che ha colpito Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e con loro, tutte le donne e gli uomini che stavano loro accanto, premurosi e fedeli compagni di vita e di lavoro.

Anche questo, a Luglio 2012 è “Food for Thought” Riflettiamo!

A proposito di riflessioni, incollo di seguito l’ Editoriale dei lettori di  oggi, 20 Luglio ,  da   La Stampa.it

“Questa volta non sono andata. Quest’anno niente via D’Amelio. Punto. Non è una reazione indignata, la mia. Non è una presa di posizione contro una classe politica che, fatta qualche rara eccezione, avrebbe solo di che vergognarsi. Credo ci sia altro, che sia di più. E’ questo e molto altro. Sento che anche quest’anno i palermitani sono minoranza.

Avevo 20 anni e quell’estate via D’Amelio era in fumo. Le due tragedie, Falcone prima e Borsellino dopo, ci avevano riportato ad una Palermo che era quella degli Anni 70. Una realtà che non potevamo conoscere ma che ci era stata descritta da chi l’aveva vista. Il Far West in Sicilia, ecco cos’era Palermo in quegli anni. Non sono stanca di essere presa in giro da chi ancora gioca con la nostra intelligenza, appellandosi alla «ragion di stato».

Andare, perché? A 20 anni dalle bombe siamo ancora a elemosinare giustizia. Una parola desueta, usata sempre troppo poco e comunque molto spesso a sproposito. Qualcosa che è oltre l’amarezza, che però non è ancora rassegnazione. Non sono rassegnata, no. Sento che il mio diritto di conoscere, di leggere la verità su una sentenza è stato calpestato.

Noi non dimentichiamo. Non è possibile farlo, per motivi molto semplici e, a me pare, al tempo stesso nobili. Motivi dettati dall’etica, dalla necessità di giustizia, dall’onestà intellettuale. Immagino, dalle cose lette e dai racconti sentiti nel corso di questi 20 anni, che cosa sia accaduto.

La verità, lo so, avrà la meglio sulla «ragion di stato». E’ un indecenza, questo inganno ventennale, perpetrata da chi ha il solo ed esclusivo compito della verità e della giustizia. Sono certa che leggeremo tutto, che avremo la verità. So che non sono morti invano. Bisognerà solo che venga smantellato questo velo di omertà per rendere chiaro che in Italia lo Stato è tornato ad essere credibile e autorevole.

* 40 anni, Palermo

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