• Di corsa, verso un futuro senza cancro…Roma 17-18-19 Maggio 2013

  • I lettori sono i miei vampiri I.Calvino

  • Diritti imprescindibili del lettore

    I. Non leggere;
    II. Saltare le pagine;
    III. Non finire un libro;
    IV. Rileggere;
    V. Leggere qualsiasi cosa;
    VI. Bovarismo (malattia testualmente contagiosa);
    VII . Leggere ovunque;
    VIII. Spizzicare;
    IX. Leggere a voce alta;
    X. Tacere.
    Daniel Pennac (1992)

  • Come un romanzo, vero Daniel?

  • con che libro affascini il tuo cuore?

    Happy Feet di Paolo Conte: "Con che libro affascini il tuo cuore? E se ti perderai nel labirinto di un amaro autore?"

  • Contro la Violenza sulle Donne-14 Febbraio 2013- Giornata Internazionale

  • 19 Dicembre 2012: ancora donne uccise da compagni violenti. Che contabilità infernale!

    NO MORE: Convenzione nazionale contro la violenza maschile sulle donne - femminicidio. Aderisci

  • 20 Novembre2012- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 21 Novembre -7 Dicembre 2012 Expo Retratos y amor propio. Video dell’inaugurazione

    Evento per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 17 Novembre 2012 Giornata Internazionale dello Studente

    A un anno esatto dall'avvio del governo Monti, studenti, professori,operai, diso-inoccupati continuano a manifestare contro le ingiustizie e i rischi della cattiva politica, contro le banche, per una piena realizzazione dei diritti del cittadino. Salvate la Scuola, non le banche, continuano a dire: Nessuno li ha ascoltati ancora. Per amor di democrazia, pace e giustizia: ASCOLTATELI!

  • Amnesty International Giornata mondiale contro la Pena di Morte

  • Nessuno tocchi Caino

  • Benvenuti al Salone del Libro di Torino

    10-14 Maggio 2012 Primavera Digitale (click the image)

  • Torniamo all’acqua… 22 Marzo Giornata Internazionale dell’Acqua

  • Coraggio e Ricerca

    Giada Toso per la ricerca AIRC

  • Hello kids! For u Book Bug at Foyles London…

  • I like Shakespeare unlocked BBC

  • I Bambini e la Storia

  • Da Siviglia: Noche Flamenco de Barrio-La Estacion-Oct 2010

    Spazio Siviglia

    Velada de Inauguración de la Exposición "Todo es de color a pesar de la sombra" de Stefania Scamardi Fortuna, a su tercera edicción.

  • Corriere della Sera in English

    Interested in catching glimpses of Italian Life? Follow the Corriere in English

  • Affascinailtuocuore su Liquida.it

  • Il Tempo

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A.Yeohshua e La scena perduta: quando andare oltre i limiti significa…

Sin dalla prima pagina ho saputo e sentito che la reazione sarebbe stata questa. Ho attraversato il libro, in “Cammino” con i protagonisti e le loro anime e, alla fine, l’empatia ha trionfato e si è sciolta in calde lacrime…

Come è essenziale la trama e come è ricca la storia, quella interna ai protagonisti, vissuta profondamente e in modo lacerante, lungo il Cammino che li porta, tra simbolismo e realtà, da Gerusalemme a Santiago di Compostela. E poi ancora da Gerusalemme, indietro, a Madrid, tra Don Chisciotte e Sancho Panza, la burrosa Dulcinea e la complice, buia campagna spagnola.

Ruth, attrice intensa e complessa, oltre che bellissima e Moses affermato regista settantenne, che sembra volersi prendere cura di lei, sua musa e compagna, si recano a Santiago di Compostela per presenziare ad una retrospettiva dei loro film. La retrospettiva però non si chiude con l’assegnazione del premio e i consueti saluti di commiato, ma continua in patria, a Gerusalemme e dintorni…Il triangolo di uomini che danzano intorno a Ruth: Trigano sceneggiatore visionario, Toledano fotografo sapiente e Moses, regista disorientato ma tenace, sono i punti di riferimento della vicenda.
La retrospettiva si apre con il film Da paziente a Badante e qui mi viene subito in mente La Cura di Franco Battiato (qui video ufficiale).

Santiago, il Parador, i sotterranei della Cattedrale percorsi sfiorando la lunga e lenta fila di pellegrini che si avvicinano alla statua di Giacomo, il confessionale con i tendaggi/divisori di pelle rosso scuro, bucherellati e pesanti di sudore, odori e peccati. Tutto viene solo sfiorato con leggerezza, come se non si trattasse invece di un mondo particolare che ti lascia dentro il segno. Quello di Moses è un distacco ignaro, inconsapevole, all’inizio.

Affascinante il gioco delle traduzioni: lingue diverse che comunicano. La sala di doppiaggio come metafora del centro di mediazione di affetti, visioni politiche, pensieri ed emozioni. E la Caritas Romana! La scena perduta che da il via a questo viaggio, e che diventa praticamente il filo rosso che tiene insieme tutto. Verrebbe voglia di descrivere ogni attimo della sua storia, ma si toglierebbe il gusto al lettore di provare in prima persona quello che io ho provato.

Arte, finzione, lotta tra verità “vera” e verità dell’arte. Arte tra le arti: la fotografia di Toledano e del figlio Manuel. E in questa area di grande “Vita” entra la quotidianità, con le piccole grandi sofferenze e le piccole grandi felicità; entrano i conflitti tra persone, popoli, e con se stessi. E, colmo dell’ambiguità, appare sulla scena il conflitto lacerante dei personaggi/persone vere. Entra in scena anche  il trionfo dell’uso cinematografico del corpo e del pudore che esso esige, soprattutto  nei momenti delicati in cui la vecchiaia porta Moses a gestire le emergenze.

Piovono razzi al confine tra Israele e Palestina. E piovono storie e ricordi e sovrapposizioni tra passato e presente. Tra confini reali e vissuti.  Ma la vita sembra non esserne toccata più di tanto.

Compare anche la grande madre Africa, meta del Viaggio alla scoperta della vita, regalo prezioso per il mitzvah di adolescenti fortunati.

La narrazione è affascinante. Ritmo teso fino alla fine, anche nelle descrizioni, ma soprattutto nei dialoghi, brevi e significativi. Il capitolo più sorprendente è  Il pasto notturno con lo sceneggiatore. Uno spaccato di regia, con il passaggio dalla narrazione in terza persona a quel ” tu dici, tu devi, tu fai, tu pensi”. Il regista Moses è condotto per mano in modo sapiente e ineluttabile verso decisioni importanti dall’altro da sé, dall’ altro  regista, che  lo dirige facendo commenti e considerazioni e dandogli istruzioni che devono essere seguite, senza esitazione o rifiuto.  A proposito, riuscirà Moses a fare il prossimo film stimolato dal produttore-contadino-amico Amsalem, che vuole in qualche modo risolvere i suoi conflitti familiari con protagonista un figlio-padre-bambino?

Questo romanzo è davvero un cammino lungo e ricco verso l’accettazione di sé e dunque del mondo, della vita, dell’essere umani. E la compagnia è importante!

Il punto di vista di Abraham B. Yehoshua (La Stampa.it)

Se il lettore capisce il testo più dell’autore

Nel mio ultimo romanzo La scena perduta ho cercato di affrontare e di dare espressione alle due forze presenti in un’opera letteraria mediante due diversi personaggi. Per raggiungere questo scopo sono ricorso all’arte cinematografica in quanto spesso è nella dinamica di un rapporto tra uno sceneggiatore e un regista che si riscontra un dialogo tra queste due forze. Nel mio romanzo la tensione tra i due protagonisti sfocia in un vero e proprio scontro che porta a una rottura e genera risentimento. Lo sceneggiatore è un giovane sefardita di bassa estrazione sociale, dotato di grande talento creativo e con idee coraggiose, sia a livello psicologico sia sociale. Per realizzarle, però, ha bisogno di un regista, di un uomo maturo con un solido background, capace di costruire e strutturare un’opera cinematografica così da garantirle credibilità, requisito che nei film è spesso molto più importante che in letteratura. Il rapporto tra questi due personaggi è al centro del romanzo, il quale descrive il processo di realizzazione di alcuni dei loro film. 

Oltre al complesso rapporto tra queste due forze creative, il romanzo tratta di un altro importante argomento inerente alla comprensione di un’opera letteraria e artistica: i due artisti, lo sceneggiatore e il regista, si rendono conto di non poter essere gli esegeti delle proprie opere. In questo mio romanzo ho dunque rinsaldato la mia convinzione (sviluppatasi nel corso di lunghi anni) che un autore non è che uno degli esegeti del proprio lavoro e spesso nemmeno il più autorevole e profondo. Proprio perché un’opera racchiude una sostanziale duplicità (l’idea che l’ha generata e l’elaborazione di tale idea) talvolta il suo significato sfugge alla coscienza dell’autore, mentre un lettore attento, estraneo a essa, può forse comprenderne meglio le sfumature.

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Una Risposta

  1. [...] più letti 8 Marzo 2012 un augurio 2.0 a tutte le donneHomeChi sonoA.Yeohshua e La scena perduta: quando andare oltre i limiti significa… Non Fiction [...]

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